riguardo il tastino magico "Loudness" ......

Vabbè lasciamo perdere grafici e dati tecnici !!
Sono belli i controlli e ci vorrebbe un gran ritorno alla vecchia scuola Hi FI e mettiamo pure la manopole in metallo per favore,la plastica lasciamola ai frullatori ;)
 
Personalmente ho posseduto ampli con controlli di tono e loudness, che ho usato molto raramente (il loudness quasi mai), ma non ne sento minimamente la mancanza ora che il mio dac/pre attuale ha solo il controllo di volume.
Quando ascolto seriamente il livello di volume è sufficientemente alto da non avere cali, quando invece ascolto a volume basso generalmente faccio anche altro, per cui di avere una risposta estesa in basso mi interessa molto relativamente.

Troverei più utile un controllo di bilanciamento.
 
Sempre questioni di gusti a me piacciono per esempio gli acuti belli presenti, di bassi ne ho da vendere e praticamente agisco solo di treble
 
L'anno scorso ho mandato in garage il mio compagno per 18 anni yamaha ax 750.
Tasto direct e potenziometro loudness.
Usati entrambi parecchio.
A differenza di Carletto a me piaceva avere un sottofondo caldo caldo.:)
In cuffia e a volumi adeguati invece direct.
Comunque il potenziometro , a differenza del tastino on-off , penso fosse molto più comodo.
 
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Questo aveva addirittura varie possibilità di turnover per la f
d'intervento, sia sui toni che sul loud....

http://www.avmagazine.it/forum/attachment.php?attachmentid=21004&d=1391601855

venduto nel 1990, sigh...
male male... il mio l'ho rivitalizzato la settimana scorsa, suona ancora meravigliosamente..
tornando al topic, quando lo uso, mi basta e avanza il comp 1. sono tra quelli che non è contro l'uso di nessun controllo di tono, il fatto è che salvo rare occasioni, non mi servono proprio
ggr
 
ciao,
potrebbe essere una decisione giustificata,quella di escludere i controlli di tono e la funzione loudness da pre ed ampli di fascia medio alta,da un uso sempre maggiore di sorgenti che hanno un controllo software del segnale riprodotto?
mi riferisco ad un ipad per esempio,oppure ad lettore software che integra un equalizzatore dove possiamo scegliere,oltre alla funzione loudness ed al semplice controllo dei toni molteplici configurazioni di ascolto.
per la serie cio' che non fa l'hardware lo puo' adesso fare il software.
 
Qui si stava parlando del classico sistema di controllo toni/loudness degli ampli stereo, ergo analogici.

Va da sè che se esiste la possibilità di tali interventi sotto forma di manipolazione digitale è inutile averla anche sotto forma analogica; tra l'altro un conto sono i controlli citati, un altro sono quei preset dai nomi più strani che intervengono ad capocchiam sulla risposta in frequenza, questi proprio non li userei.

Personalmemte mi capita di ascoltare musica non di sottofondo ma non per questo a livello di concerto live per cui a volte un piccolo ritocco alla manopola del loudness lo faccio, appena appena, ho uno di quei pre che hanno il controllo loudness separato e regolabile in modo continuo, a volte anche quqlche registrazione guadagna qualcosa da piccoli interventi, non mi scandalizzo nè mi vergogno di utillizzarli, se serve.

Ciao
 
E ora la domanda da 100 pistole:
può essere che ampli senza loudness
abbiano già un'impostazione tonale simile in flat,
vedi ad es Nad, Exposure, ecc...? :p
 
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Mi sembra in realtà il contrario: i toni esaltano intorno a una freq. precisa, p.es.:
50 Hz a campana, mentre il loud agisce da quella f fino agli infrasonici,
vedi diagrammi, anche del loud Yamaha:

i "toni" presenti negli ampli, solitamente non sono dei shelv?
normalmente sono molto musicali, e poco correttivi quindi dovrebbero essere settati su di una frequenza e tendere a + o - infinito.
 
Ora vengo e vi spiego... :D

- non tendono a infinito
- non sono a scaffale
- sembran quasi Gaussiane
- son centrati su fo specifiche
- nei Mara PM 6/7004/5, ad es, fo = 50 Hz e 15000 Hz
- non influiscono molto sulle medie
- variano +/- 10 dB
- cmq non li uso quasi mai

attachment.php
 
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forse un grafico può rendere meglio l'idea:

shelving.jpg


questo è un classico eq shelving (o shelf che dir si voglia)...
di solito negli ampli, ce ne sono due...
un low shelf ed un high shelf.

partono da una frequenza fissa e si dice che "tendono" ad infinito (sulla scala delle frequenze).
Vengono considerati eq "musicali" perchè intervengono magari anche solo di pochi dB su un ampio spettro di frequenze, a differenza di un eq "peak" o a "campana" , che lavora in un range più o meno ristretto di frequenze e che porta a risultati più "drastici".
Difficile trovare quest'ultima tipologia, in un eq di un amplificatore, proprio perchè portano ad un risultato meno musicale e naturale.


EDIT:
ah ecco...
ho visto il post di @piep
infatti non sono shelving :)
se non ricordo male, il mio PM7200 invece aveva dei classici shelf
 
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