riguardo il tastino magico "Loudness" ......

Cangio

New member
tolgo dal lettore un CD di Marcus Miller e metto sul giradischi il vecchio "Deja Vu" di Crosby Still Nash & Young

il suono è freddo e piatto, manca di sentimento e di coinvolgimento

dal mio PMA-1560 stacco il tastino "Source Direct" e premo invece il tastino "Loudness" : tutto quanto cambia radicalmente, ed ascolto il disco con il gran piacere che merita

...... e mi chiedo cosa ci si perde senza il "tastino magico", quando ti trovi alle prese con certi vecchi dischi :rolleyes:
 
Ora arrivano i puristi anti controlli tono e Loudness !
Io non ci vedo niente di male nell'usarlo e marchi prestigiosi come Accuphase ancora lo mettono.
A bassi volumi è una goduria per me!
Purtroppo non c'è da me
 
Ora arrivano i puristi anti controlli tono e Loudness !
Io non ci vedo niente di male nell'usarlo e marchi prestigiosi come Accuphase ancora lo mettono.
A bassi volumi è una goduria per me!
Purtroppo non c'è da me
Concordo in pieno, e lo dice uno che è passato da un pre che aveva di tutto e di piu, come l'adcom gfp555, all'attuale che non ha assolutamente niente. Ma presto, riprenderò un pre che abbia tutto toni loudnes etc etc...Servono, se ben usati servono..
 
Ma certo che servono,non tutte le incisioni sono fatte a dovere e poi se ti piace come me il veccchio sound 70/80 allora c'è poco da fare "ritocchino" :D
concordo in pieno 100%, non potevi essere più esaustivo. E ti dirò di piu, è il pre, che da il sound finale, per esperienza personale diretta..
e poi certamente mi piace il sound 70/80, basta guardare i diffusori che ho...;)
 
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Cmq con un sub ben integrato se ne fa a meno,
ma su certi vinili d'epoca, a bassi vol quanno cevò ce vò...
 
A quei tempi un po tutto era bello ma rimanendo in tema di controlli sta veramente diventando sempre più difficile trovarli ne nuovi prodotti di fascia medio/alta e alta.
Qualcuno mi suggerisce che è tutta colpa degli audiofili che ha messo la pulce ai costruttori.
Ma che si comprano i valvolari chi vuole il suono flat.
 
Questo aveva addirittura varie possibilità di turnover per la f
d'intervento, sia sui toni che sul loud....

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venduto nel 1990, sigh...
 
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ma il "loudness", che cosa fa accadere al suono ?
non mi pare di poter riuscire, con i controlli di tono, ad avvicinarmi al risultato
 
......come mai questa triste decisione di toglierti l'Accuphase?
Ero giovane ed inesperto, balance difettoso (era un entry level usato pagato 400.000 £),
mancanza di input, lo trovavo un pò troppo spinto sugli ottoni, cambiato con Quad 306+34...
e poi non c'era ancora internet e soprattutto AVmag ... :p
cmq il Mara me lo ricorda molto e non lo rimpiango + di tanto....
però era molto bello.
...ma il "loudness", che cosa fa accadere al suono ?...

Ecco le curve loud dell' Accu :

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[fig]21008[/fig]
 
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ma il "loudness", che cosa fa accadere al suono ?
non mi pare di poter riuscire, con i controlli di tono, ad avvicinarmi al risultato
il "loudness" credo che agisca incrementando in db una specifica frequenza in basso e una in alto tipo 80Hz e 10.000 Khz.
Mentre i toni agiscono in scala partendo da 100 Hz in giù per il basso e partendo da 10.000 Khz in su per gli alti.
Qualcosa del genere.
Forse un esperto lo spiega un po meglio.
 
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il "loudness" credo che agisca incrementando in db una specifica frequenza
in basso e una in alto tipo 80Hz e 10.000 Khz.
Mentre i toni agiscono in scala partendo da 100 Hz in giù per il basso
e partendo da 10.000 Khz in su per gli alti.
Qualcosa del genere

Mi sembra in realtà il contrario: i toni esaltano intorno a una freq. precisa, p.es.:
50 Hz a campana, mentre il loud agisce da quella f fino agli infrasonici,
vedi diagrammi, anche del loud Yamaha:

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Piep ma avevi 2 tasti con due curve diverse?
una solo bassi e l'altra bassi e alti?
ebbene si: non era un amp per puristi... :D
 
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Il "come" lo implementino i vari costruttori non lo si può dire con certezza se non effettuando delle misure, però il concetto su cui si basa è abbastanza semplice.

Il tutto è nato per chè, come tutti sanno, l'orecchio umano, lungi da essere quello strumento perfetto come imprudentemente dichiarano molti puristi, ha, tra i vari difetti, quello di variare la propria risposta in frequenza in base al livello sonoro.

In pratica l'orecchio umano è fatto in modo da essere massimamente sensibile alla gamme centrale di frequenze (1kHz - 5 KHz ca.), quella della voce umana (la motivazione è abbastanza comprensibile), specialmente ai livelli molto bassi la sensibilità alla gamma più bassa ed a quella più alta cala drasticamente, man mano che si sale di livello la curva di sensibilità del'orecchio tende a linerizzarsi anche se rimane sempre una certa qual sensibilità maggiore in gamma media.

Pertanto se ascoltiamo un brano anche inciso perfettamente, nel migliore dei modi, a livello basso per forza di cose ascolteremo molto bassi questi due estremi di banda, sentiermo molto di pù la gamma centrale, questo anche con i cavi all'epigurio rinforzato e posati su appositi supporti di legno di sequoia secolare.

Negli anno 30 Fletcher e Munson, sulla base di ricerche statistiche ricavarono le loro famose curve (sottoposte a revisione qualche anno fa) che illustrano molto bene come varia la risposta dell'orecchio, date una occhiata all'immagine allegata al fondo del post.

Vedete benissimo come ai bassi livelli ci sia una notevole perdita di sensibilità, partiocolarmente in gamma bassa.

Per ovviare a questo "problema" vennero proposti vari circuiti correttori, dai più semplici ai più complessi, solitamente si tratta di una rete RC collegata ad una presa intermedia del controllo di volume in modo far variare la risposta dell'amplficatore in modo contrario a quelle curve, variando l'intervento in base alla posizione della manopola stessa, massimo interventoi ai bassi livelli e diminuzione fino ad esluderlo verso metà della corsa.

Esiste una variante in cui si inserisce una manopola apposita che controlla l'intervento quindi l'utente lo può regolare come meglio crede, indipendentemente dal volume di ascolto.

Nella maggior parte dei casi è presente la possibilità di escludere l'intervento (per i puristi, che però non si accontentano ed hanno preteso l'abolizione del circuito).

I controlli di tono, anche quelli più sofisticati con possibilità di variare la frequenza di lavoro e la pendenza non si prestano a controbilanciare le curve dell'effetto citato.

Uno dei motivi per cui nella control room di uno studio di registrazione si tende ad ascltare ad alto livello è anche questo.

Avevo letto non molto tempo fa su AR che c'era un timido ritorno all'inserimento di tale circuito anche in ampli di pregio e fama (idem per i controlli di tono), il tutto ovviamente escludibile, e la cosa era vista, giustamente, in modo molto favorevole.

Un po' di saggezza ogni tanto non guasta.

Ciao
 

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Può anche darsi che, come fanno per le spesso ridicole
manopoline di plastica del volume, ecc., taglino le spese all'osso
e quindi non mettano + questi controlli,
con relative complicazioni circuitali,
spacciando il tutto x purismo... :rolleyes:
 
Infatti il top dei top, ovviamente costosissimi, sono i pre passivi, ovvero una scatola vuota con dentro un controllo di volume (magari neanche telecomandato) e, se va bene, un commutatore per un paio di ingressi.

Ciao
 
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