Dillinger (1973) di John Milius
La storia vera del celebre rapinatore di banche John Dillinger (Warren Oates, bravo) ambientata ai tempi della Grande Depressione, anni'33-'34.
Da una parte John e la sua gang, dall'altra la squadra FBI condotta da Melvin Purvis (Ben Johnson, molto bravo).
Raccontato in alcuni momenti da una voce fuori campo, il film non si fa mancare nè violenza nè qualche barlume d'ironia, e più che altro si concentra in modo quasi complementare sui 2 rivali, simili nei loro "lavori"...il gangster viene mostrato come un rapinatore leale, che diventa un fenomeno mediatico, un eroe popolare, quasi come se la notorietà fosse per lui più importante dei soldi.
Purvis è quasi invidioso di questa sua popolarità, da vedere ad esempio un suo dialogo con un bambino. L'agente FBI è cinico e determinato, anche se in un episodio del film viene fatto apparire fin troppo "gentile" nei confronti del protagonista.
E' l'esordio effettivo alla regia di John Milius, che scrive e dirige. E' fra gli autori più importanti degli anni'70-'80, sua la sceneggiatura di Apocalypse now.
Come regista ricorderei anche Il vento e il leone, Un mercoledi da leoni (per me il suo capolavoro), Conan il barbaro e Alba rossa.
Inevitabile il confronto con Nemico pubblico (2009) di Michael Mann, che narra le stesse vicende.
Due stili differenti, due film comunque di valore.
Quello di Mann ha più ritmo, spiega più nel dettaglio la storia, e come suo solito punta a quella vicinanza alla realtà, sotto vari aspetti, cara al regista.