andrea aghemo ha detto:
Stefano,
citi un assurdo in termini: se la giustizia e gli uomini sono fallaci (ed in effetti lo sono, intrinsecamente), allora non possiamo più amministrare alcuna giustizia, perchè la certezza assoluta non esiste mai, per nessun tipo di crimine o applicazione di pena.
Secondo te, sarebbe moralmente più etico condannare qualcuno all'ergastolo invece che alla pena capitale, se fosse comunque innocente? Ti sentiresti meglio? Penseresti di aver commesso un errore meno grave e più perdonabile? Io no.
Non imperdonabile e meno grave, ma per lo meno parzialmente reversibile.
Le mie argomentazioni, saranno anche banali, per carita', ma mettono in luce il controsenso intrinseco alla pena di morte:
Che giustizia puo' esserci in un sistema che prevede che innocenti possano essere condannati a morte ingiustamente?
Credo inoltre che la pena di morte costituisca una specchietto per le allodole e provo a spiegarmi:
Qualcuno (mi sembra Marcelo) aveva fatto l'esempio del bambino sciolto nell'acido da un mafioso. immagino che se il mafioso fosse stato giustiziato, il cittadino marcelo si sentirebbe appagato dal sistema giudiziario, ma non si chiederebbe perche' il mafioso ha compiuto quel gesto, come ha fatto a diventare un mafioso, come ha fatto la mafia a diventare cosi' potente etc, etc. quindi avremo un mafioso in meno, ma certo non avremmo debellato la mafia. cominciate a seguirmi?
A nessuno verrebbe in mente di giustiziare, che so, andreotti per i favori che ha fatto alla mafia, di fatto agevolando il potere della mafia, e di fatto contribuendo a favorire le condizioni per cui delitti cosi' efferrati possano aver luogo.
Personalmente poi, non credo neanche nello strumento dell' ergastolo.
Ripeto, quando un cittadino sbaglia, dovrebbero essere analizzati i meccanismi che hanno portato quel cittadino a sbagliare e, nel caso, prevenirli.
ciao,
stefano