Marlenio ha detto:
Ciao Andrea,
il tuo è un discorso rischioso, perchè presuppone una sorta di "pulizia etnica" a seconda della irrecuperabilità o meno del soggetto interessato a fronte di un costo di mantenimento elevato....
Aspetta: se si parla di una cosa come la pena capitale, è impossibile fare discorsi non rischiosi.
La mia osservazione era, per quanto cruda e cinica, solo volta ad evidenziare come i lavori forzati siano, tutto sommato, un'assurdità anche peggiore della pena di morte, perchè non servono a nulla, e meno che meno ai forzati.
Meetiamola in questi termini: il criminale compie il delitto, viene catturatoed imprigionato.
caso A): pena capitale, e via. Abbiamo ucciso qualcuno che forse avrebbe potuto essere recuperato alla società, ma non lo sapremo mai e dovremo, tutti, convivere con questo dubbio.
caso B): lo si condanna ad una pena detentiva, si fa il possibile per ecuperarlo, dopo x anni lo si rilascia e quello, appena uscito, uccide nuovamente (è successo non più di un mese fa un caso analogo): dovremo convivere di avere causato, sebbene indirettamente (rilasciando il soggetto), la morte di un'altra persona.
Quale delle due posizioni ci risulta eticamente e moralmente più accettabile?
Mi dirai che esiste l'ergastolo: ma tale pena esiste solo nella fantasia, dato che in Italia gli ergastoli, quando sono stati comminati, non sono mai stati tali, e si sono risolti in una liberazione del detenuto dopo un massimo di una quindicina d'anni. Come si possa, dopo quindici o vent'anni di galera, pensare che qualcuno riesca a reintegrarsi in una qualsiasi società, sinceramente mi sfugge, ma come sempre, si parla di opinioni.
Io credo che l'uomo, una volta compiuti determinati atti o gesti, superi una soglia di "non ritorno" e ne rimanga segnato o condizionato per il resto dell'esistenza, senza alcuna possibilità concreta di "pentimento" o "rinsavimento", ed ho specificato quali siano i crimini che, a mio parere, hanno questo tipo di effetto: adottando una legislatura che consenta, se del caso, al pubblico ministero di richiedere, in casi particolari e per particolari crimini, la comminazione di una pena capitale non mi sembra una cosa da far sollevare le popolazioni. Intendo dire ammettere che, per determinati crimini, si possa considerare ANCHE la pena capitale, non prevederla come punizione intrinsecamente ed indissolubilmente legata ad un tipo di crimine.
Ciao,
Andrea