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I migliori dischi Prog

Il primo disco da solista di Peter Gabriel non mi ha mai convinto fino in fondo.La prima parte piuttosto bella e anche musicalmente più curata(lasciamo da parte per un attimo i testi)la seconda tirata veramente via.Anche "In the rapids" nelle versioni originali del disco,(non nei vari remastered) le tastiere di Banks sono registrate quasi distorte come a voler far dispetto a Peter per le sue invasioni di campo negli assoli dei componenti della band.Si sente proprio chiaramente!
I testi non li ho mai interpretati come veramente rivoluzionari ma come un disagio del portoricano in mezzo agli sfarzi di Hollywood.Che non erano altro che i suoi disagi con la band.Se vogliamo un disco completamente a se stante nella sterminata discografia dei G. ma che reputo un passo indietro rispetto ad alcune perle del passato tipo Trespass o Nursery Crime.Ahh a proposito,"Stagnation" è il più bel pezzo di tutta la loro produzione.Imho
Ora devo urgentemente ritirarmi nel rifugio antiatomico che ho sotto casa!
:boxe::tie:.....................................:friend:
 
Tornando al discorso Gilmour, volevo segnalare ed elencare un pò di quei chitarristi " slow hand".
Nel senso che non sono dei mostri di tecnica inarrivabili, ma suonano con il cuore ed hanno un gustaccio per la melodia
che infondono in ogni loro assolo di chitarra che risultà cosi sempre melodico,fruibile, pulito, piacevole ed emozionante.

David Gilmour ( Pink Floyd)
Andy Latimer ( Camel)
Steve Hackett ( Genesis)
Nick Barrett ( Pendragon)
Mike Holmes ( IQ )
Gary Chandler ( Jadis)
Steve Rothery ( Marillion)
Alan Reed ( Magenta)
John Poloyannis ( Aragon)
Pino Marrone ( Crucis)
Roy Keyworth ( Galahad)
Bryan Josh ( Mostly Autumn )
Roine Stolt ( The Flowers King - Kaipa - Transatlantic - the tangent )
 
@Rael70:non li conosco.Appena puoi dammi un paio di notizie in più.
Gli ungheresi Solaris nascono, più o meno, nello stesso periodo dei Marillion (inizi anni '80). Il loro stile è debitore al Sinfonico, realizzano tre dischi tra il 1984 e il 1999: si va dall'esordio di "The Martian Chronicles" passando per "1990" fino a "Nostradamus: Book Of Prophecies". A me sono piaciuti parecchio e, a mio parere, vanno (ri)scoperti. Official Website.
 
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adesso ti sparo..."The Lamia" ...

Sparo anch'io. The Lamia mi commuove ancora adesso dopo 36 anni dal primo ascolto. Mia moglie sostiene che sono pazzo "Quando ascolti certe canzoni hai l'espressione di chi la sta sentendo per la prima volta" (The Lamia è una di queste).

Meno male che mio figlio mi dà soddisfazione: "Papà, ma perché non riescono più a fare musica del genere?".
 
BIRBANTELLI!! :D

ammazza in dodici ore quanta carne al fuoco avete messo... quasi mi sono perso! :eek:
da dove parto?? beh... cominciamo da Strange: grazie per quella perla che mi hai postato ieri; l'ho ascoltata e pure con viva attenzione, e togliendo la tara del fatto che fosse un demo, si rionoscono tutte le differenze tra i due cantanti: Fish con un carisma inarrivabile, testi meno "mondiali" e "lontani" ma più vicini alle sue sofferenze, e spesso quelle di molti ascoltatori, mentre Hogarth molto più melodico e meno di impatto ci vuole più tempo a capirlo.
sapevo che il primo album con lui fosse molto influenato da Fish, non pensavo però certi perni delle canzoni furono già scritte sul finire del suo periodo. questo potrebbe sminuire non poco season's o forse.... rafforzarlo! rimane comunque un album stellare! :cool:
non concordo su chi paragona le loro voci dicendo che Fish ha più estensione: con la sua voce melodica hogarth va in alto con molta più facilità e se c'è uno che gracchia quello è proprio il buon dereck, che nei primi due album in particolare sembra più un imitatore/attore che un vero e proprio cantante. ascoltatelo VERAMENTE soprattutto in "script", sforza la voce in maniera colossale... poi ascoltatevi, per parcondicio un qualsiasi brano di seasons end, magari proprio "the king of sunset town" con il classico finale "urlato" alla Hogarth... forse vi renderete conto che tecnicamente hogarth gli è vagamente superiore, e che in estensione non ha niente da invidiarli; sempre a tal proposito forse non avete sentito la canzone che chiude l'album..... e il finale...
ma naturalmente di gusti si tratta, e se si preferisce una carriera solista alle spesso discutibili scelte dei Marillion post Fish non c'è niente di strano! io personalmente trovo molto interessanti gli album con Hogarth proprio per questo stile personale che è riuscito a dare a una band che, fino a prova contraria, non si è mai svenduta o svaccata, continuando a dimostrarsi la miglior prog-rock/post-rock band degli ultimi 30 anni, e vi dirò di più concordo pure sul fatto che Hogarth sotto certi aspetti è stato una mezza benedizione per loro, pure essendo io un fishano doc, ma Hogarth ha dato una sterzata assoluta con la sua grandissima tecnica vocale; tanto per esser di cronaca fish 4 anni fa ha rischiato di chiudere la carriera, causa mancanza di tecnica ed un uso scellerato della propria vocalità! :cry:
Hogarth quando l'ho visto 4 mesi or sono ha fatto rabbrividire tutti per la sua estensione e tecnica, espressività, lasciandoci di sale, e ha cantato per due sere di fila almeno 3 ore a sera!!! :eek:
ho finito, grazie per la sopportazione! :)

Sheva.... sapevo non avresti sparato.. alla fine me ne sono reso conto pure io, "dark side" non è poi così inarrivabile, ed anzi certi altri lavori Floydiani mi lasciano molto più coinvolto, pur ammettendo la grandezza di questo disco, che però a 10 anni di distanza dalla mia personale scoperta suona.... un po' freddino??? non so, forse sarà un brutto sintomo ma la stessa "great gig in the sky" mi ha lasciato poco sorpreso, e non parliamo di "money" inno per ragazzini, di quella canzone bisognerebbe lasciare soltanto la parte solistica sax/chitarra.... davvero travolgente
beh su "us and them" che dire?? non è un problema, ma si tratta di un pop stellare quel brano! molto raffinato, forse troppo!
interessante la lista sui chitarristi "slow" ma emozionali, lo stesso Rothery in una intervista ha ammesso di ispirarsi non poco a Gilmour, soprattutto melodicamente, anche se poi mi chiedo quanto abbia da invidiargli... "the web" è un assolo che fa accaponare la pelle pure agli iron maiden!!! :cool::cool:
ciao a tutti! :D
 
beh, se proprio vogliamo dirla tutta di Fish si salvano Vigil in the wilderness of mirrors e....seguono distanti sunset on empire e forse raingods with zippos.
 
interessante la lista sui chitarristi "slow" ma emozionali[CUT]

Sarebbe bello prepararvi un cd compilation con tutti questi ed inviarvelo..
Ma, aimè, mi conosco e conosco il mio tempo libero ( poco), per cui i tempi potrebbero essere biblici.
Ma mai dire mai..se li vado a prendere dal mio iTunes potrei metterci meno del previsto.
Stay tuned..

@ Fugazi
Ancora non riesco a dare un giudizio definitivo su "The Myths And Legends Of King Arthur And The Knights Of The Round Table".
L'ho ascoltato poco ed in maniera frammentata.
Ma una cosa posso dirtela; prova ad ascoltarlo come se fosse un musical (alla Andrew Lloyd Webber per intenderci ) e fammi sapere...
ciao
 
@Fugazi86: perdonami ma credo che le cose stiano in modo differente. Purtroppo in questo momento non ho tempo per risponderti ma spero di farlo entro la serata. :)
 
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