Giradischi

  • Autore discussione Autore discussione ivan
  • Data d'inizio Data d'inizio
linomatz ha scritto:
Ma a quali cinghia?
Non mi risulta che i giradischi che abbiano piatti molto
pesanti e quindi con grande inerzia soffrano di queste
limitazioni.

Lino,

Cosi' ho letto sulle riviste, ovviamente non ho mai fatto dei confronti ne tanto meno delle misurazioni.

Mi sembra ovvio che un piatto pesante puo' aiutare .........

Nel test del Rega-9 pero' si parlava anche della doppia cinghia che aumentando il grip avvicinava cosi' questo giradischi ai trazione diretta e questo con l'inerzia centrava poco o sbaglio ?

Saluti
Marco

Ps. Non sono pratico di meccanica, quindi scusate se dico delle inesattezze.
 
Microfast ha scritto:

Nel test del Rega-9 pero' si parlava anche della doppia cinghia che aumentando il grip avvicinava cosi' questo giradischi ai trazione diretta e questo con l'inerzia centrava poco o sbaglio ?

La doppia cinghia e' un'altra possibile soluzione
quanto si vuole basare il discorso su un motore comunque all'altezza.
Personalmente ritengo che affidarsi troppo al motore
sia al quanto rischioso ... meglio utilizzare le forze della natura
fisica (inerzia - effetto volano).

Ad ogni modo, ma ci saranno sempre casi in cui viene dimostrato
anche il contrario, la cinghia e' quella che disaccoppia meglio
secondo me, ossia non trasferisce al piatto le vibrazioni
provenienti dall'ambiente o generate dal motore.
 
é il tuo?

0829tecsp10-1.JPG
 
linomatz ha scritto:
La doppia cinghia e' un'altra possibile soluzione
quanto si vuole basare il discorso su un motore comunque all'altezza.
Personalmente ritengo che affidarsi troppo al motore
sia al quanto rischioso ... meglio utilizzare le forze della natura
fisica (inerzia - effetto volano).

Ad ogni modo, ma ci saranno sempre casi in cui viene dimostrato
anche il contrario, la cinghia e' quella che disaccoppia meglio
secondo me, ossia non trasferisce al piatto le vibrazioni
provenienti dall'ambiente o generate dal motore.

Quando iniziai ad interessarmi di alta fedelta' la puleggia veniva ridicolizzata, ora scopro che il miglior giradischi esistente e' a puleggia, seguito da un trazione diretta ( almeno cosi' dice il nostro superesperto Otello).

Evidentemente ogni tipo di trasmissione se realizzata a regola d'arte da ottimi risultati.

Saluti
Marco
 
linomatz ha scritto:
La doppia cinghia e' un'altra possibile soluzione
quanto si vuole basare il discorso su un motore comunque all'altezza.
Personalmente ritengo che affidarsi troppo al motore
sia al quanto rischioso ... meglio utilizzare le forze della natura
fisica (inerzia - effetto volano).

Ad ogni modo, ma ci saranno sempre casi in cui viene dimostrato
anche il contrario, la cinghia e' quella che disaccoppia meglio
secondo me, ossia non trasferisce al piatto le vibrazioni
provenienti dall'ambiente o generate dal motore.

Sono perfettamente daccordo con Lino: anche nei motori automobilistici la cinghia è usata proprio per evitare di trasmettere vibrazioni indesiderate che, oltretutto, possono essere ulteriormente controllate con un adeguato tiro della stessa.

Per "misurare" l'inerzia del piatto in relazioni agli attriti presenti nel sistema si fa presto: lo si porta a rotazione accendendo il giradischi e poi si stacca la spina (o si spegne il giradischi) e si misura il tempo di arresto.
Più è alto maggiore è l'inerzia (o effetto volano) in relazione algi attriti presenti.
Già sul mio modesto Thorens TD-104 ci vuole un tempo piuttosto lungo (a dir la verità non l'ho mai misurato) perchè il piatto, abbastanza pesante dopotutto, si fermi.
 
Michele Spinolo ha scritto:
Sono perfettamente daccordo con Lino: anche nei motori automobilistici la cinghia è usata proprio per evitare di trasmettere vibrazioni indesiderate che, oltretutto, possono essere ulteriormente controllate con un adeguato tiro della stessa.

Per "misurare" l'inerzia del piatto in relazioni agli attriti presenti nel sistema si fa presto: lo si porta a rotazione accendendo il giradischi e poi si stacca la spina (o si spegne il giradischi) e si misura il tempo di arresto.
Più è alto maggiore è l'inerzia (o effetto volano) in relazione algi attriti presenti.
Già sul mio modesto Thorens TD-104 ci vuole un tempo piuttosto lungo (a dir la verità non l'ho mai misurato) perchè il piatto, abbastanza pesante dopotutto, si fermi.

Con la cinghia collegata?
 
Ma anche il motore ha la sua importanza, bastasse un piatto pesante a risolvere tutti i problemi sarebbe troppo semplice.

Mai sentito la differenza tra un 4, un 6 un 8 o addirittura un 12 cilindri ?

E' evidente che la cinghia ed un piatto pesante non sono le sole cose da considerare, alla base c'e' pur sempre la regolarita' di rotazione del motore ( che quindi non deve andare a "strappi" ), la sua coppia unita alla bonta' del servocontrollo.

Stesso discorso per la base rigida o elastica; quest'ultima sembrerebbe il meglio ed invece anche qui sembra ci sia da discuterne.

Saluti
Marco
 
Mirko ha scritto:
Emt è Emt, la scelta della puleggia e anche dovuta a un frequente uso e affidabilità nel tempo.

Ma nell'articolo di AR ( affidabilita' e durata a parte ) si diceva che suonano in modo fantastico, direi senza pari.

Saluti
Marco
 
Microfast ha scritto:
Ma anche il motore ha la sua importanza, bastasse un piatto pesante a risolvere tutti i problemi sarebbe troppo semplice.

Mai sentito la differenza tra un 4, un 6 un 8 o addirittura un 12 cilindri ?

E' evidente che la cinghia ed un piatto pesante non sono le sole cose da considerare, alla base c'e' pur sempre la regolarita' di rotazione del motore ( che quindi non deve andare a "strappi" ), la sua coppia unita alla bonta' del servocontrollo.

Stesso discorso per la base rigida o elastica; quest'ultima sembrerebbe il meglio ed invece anche qui sembra ci sia da discuterne.

Saluti
Marco

Ovvio Marco,
ma qui si parlava di effetti "passivi".
Certamente la regolarità di rotazione, la stabilità di questa (data dalla pendenza della curva di coppia del motore), eventuali servocontrolli del motore (per i motori che lo necessitano e per aumentare "artificialmente" la pendenza della curva di coppia) e la buona implementazione del controllo (per non andare a "strappi").

Inoltre avere inerzie troppo alte (leggi piatti troppo pesanti) potrebbe portare ad un comportamento "a strappi" se il motore non fosse ben dimensionato per queste inerzie, specie in presenza di servocontrolli.

Queste cose le ho studiate non direttamente su giradischi (di cui so poco o nulla(, però ho avuto diversi esami su motori elettrici, servocontrollati e non, e relativi aspetti meccanici inereinti inerzia ecc..ecc..
Quindi non sono quanto possano influire sul suono ecc..;)
 
Microfast ha scritto:
Ma nell'articolo di AR ( affidabilita' e durata a parte ) si diceva che suonano in modo fantastico, direi senza pari.

Saluti
Marco

L'Emt prima che uscisse il cd era quasi introvabile perchè non vendevano ai privati e costavano come una macchina, io non l'ho mai ascoltato, come Otello non ha mai spremuto un Vpi a dovere. Ora a parte la tendenza attuale a sfornare le novità tutti i giorni una volta i prodotti azzeccati duravano decenni. Prendi il mio ancora lo fanno. Per stilare una classifica bisognerebbe provarli nello stesso impianto, ma saranno sfumature che saranno apprezzate secondo i nostri gusti e a quanto leggo anche in redazione non si hanno se stesse senzazioni ad ogni giro di valzer. Vero Otello? :D
 
Mirko ha scritto:
L'Emt prima che uscisse il cd era quasi introvabile perchè non vendevano ai privati e costavano come una macchina, io non l'ho mai ascoltato, come Otello non ha mai spremuto un Vpi a dovere. Ora a parte la tendenza attuale a sfornare le novità tutti i giorni una volta i prodotti azzeccati duravano decenni. Prendi il mio ancora lo fanno. Per stilare una classifica bisognerebbe provarli nello stesso impianto, ma saranno sfumature che saranno apprezzate secondo i nostri gusti e a quanto leggo anche in redazione non si hanno se stesse senzazioni ad ogni giro di valzer. Vero Otello? :D

E poi, Mirko, il VPI ce l'ha anche Robert Redford in "Proposta Indecente"....;)
Se guardi il film te ne accorgerai!
 
Microfast ha scritto:
Ecco un interessante link sull'SP10 ( ma non solo ), magari qualche anima pia gentilmente mi dara' una mano ( o almeno qualche dritta )per la realizzazione della base :

http://www.xs4all.nl/~rabruil/sp10page.html

Saluti
Marco

Marco,
la base è molto bella, ma se permetti è fatta un po' "a caso".
Dico questo perchè trovare la frequenza di risonanza di un sistema molla-smorzatore-massa sospesa è semplicissimo (w=sqrt(k/m), dove w è la pulsazione, m la massa sospesa e k la costante elastica della molla, eventuali smorzatori aumentano leggermente la frequenza di risonanza abbattendone però l'intensità che è infinita per smorzamento nullo).
Quello che ti consiglio è vedere se trovi molle in materiale plastico (sono in genere a forma di tubo, in un qualche tipo di poliuretano o simili) oppure molle il cui filo è un intreccio di più fili.
Queste molle sono dei fortissimi smorzatori intrinseci e sono generalmente usate proprio per questi scopi e a catalogo sono in genere riportate in maniera precisa il coefficiente di smorzamento e la costante elastica: in questa maniera puoi progettare per bene la base (se vuoi ti do una mano).
Usare il foam per smorzare, a mio parere, non è indicato: se lo comprimi troppo finisce per offrire anch'esso un effetto molla e quindi ti fa variare la costante elastica del sistema (e conseguentemente la frequenza di risonanza), se lo comprimi poco non si comporta in maniera bilatara non smorzando in fase di "riallungo" della molla.
L'ideale sarebbe ovviamente un pistoncino idraulico, ma dove trovarlo?
Inizia a cercare le molle che ti ho indicato, che non sono per nulla facili da trovare fra l'altro...:rolleyes:
 
Ultima modifica:
Michele Spinolo ha scritto:
Marco,
la base è molto bella, ma se permetti è fatta un po' "a caso".
Dico questo perchè trovare la frequenza di risonanza di un sistema molla-smorzatore-massa sospesa è semplicissimo (w=sqrt(m*k), dove w è la pulsazione, m la massa sospesa e k la costante elastica della molla, eventuali smorzatori aumentano leggermente la frequenza di risonanza abbattendone però l'intensità che è infinita per smorzamento nullo).
Quello che ti consiglio è vedere se trovi molle in materiale plastico (sono in genere a forma di tubo, in un qualche tipo di poliuretano o simili) oppure molle il cui filo è un intreccio di più fili.
Queste molle sono dei fortissimi smorzatori intrinseci e sono generalmente usate proprio per questi scopi e a catalogo sono in genere riportate in maniera precisa il coefficiente di smorzamento e la costante elastica: in questa maniera puoi progettare per bene la base (se vuoi ti do una mano).
Usare il foam per smorzare, a mio parere, non è indicato: se lo comprimi troppo finisce per offrire anch'esso un effetto molla e quindi ti fa variare la costante elastica del sistema (e conseguentemente la frequenza di risonanza), se lo comprimi poco non si comporta in maniera bilatara non smorzando in fase di "riallungo" della molla.
L'ideale sarebbe ovviamente un pistoncino idraulico, ma dove trovarlo?
Inizia a cercare le molle che ti ho indicato, che non sono per nulla facili da trovare fra l'altro...:rolleyes:

Michele se mi chiedi di cercare dei chip e' "pane per i miei denti", ma cercare le molle .........

A parte la ferramenta del paese non saprei da dove iniziare.

Forse sul web vendono le molle ? :o :o

Saluti
Marco
 
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