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Distorsione ascolto nella parte finale del disco

Mi raccomando, ravvicinate e durante la lettura. Visto che ci sei, fanne anche un paio da sopra con lo stilo appoggiato sulla dima nei due punti.
 
Marlenio mi spiace ma per stasera non mi è possibile fare le foto, bisogna rimandare alla settimana prossima, grazie ancora
 
Quando vuoi. Mi raccomando anche quelle con la dima. A proposito, qualche dato della testina (intendo a quanto hai provato a regolare peso ed antiskating)?
 
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massybent ha detto:
tiskating, ecc. Nulla da fare.
Ti premetto che alcuni vinili che distorcono sul mio giradischi li ho fatti provare ad un mio amico che possiede un project Xperience con ortofon rondo red, e lui non ha notato alcuna distorsione sulle tracce incriminate.
Io mi sono arreso. Aspetto di avere i soldi per comprarmi un giradischi migliore. La prova con la AT95E comunque falla, per quello che costa non ci perdi quasi nulla. Un saluto e in bocca al lupo!
E poi capiscimi....sono davvero esasperato da questo maledetto difetto che provo a risolvere senza successo da anni.....
Concordo ; A questo punto avrei quanto meno qualche dubbio sulla qualita'....Di certo io non lo comprerei , potendo sceglierei tra tanti...
 
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Ricollegandomi al discorso di Marlenio sulla sinergia braccio/testina, io non mi spiego come possa essercene una cattiva tra braccio e testina ortofon montata e regolata dal produttore. Cioè sia io che spessotto con la ortofon abbiamo riscontrato il noto problema della distorsione sui solchi interni. A meno che non abbiamo beccato due esemplari sfortunati...
 
vinilomane ha detto:
A questo punto avrei quanto meno qualche dubbio sulla qualita'....Di certo io non lo comprerei , potendo sceglierei tra tanti...

Vinilomane, cerchiamo di evitare le generalizzazioni inutili. Il Debut III altro non è che il successore del modello I e II, e ne sono stati prodotti migliaia di esemplari.
Se cerchi nei forum, non troverai accenni a problemi come quello riscontrato in questo 3D. Da parte mia, di Debut me ne sono passati per le mani veramente parecchi, ho montato sulo loro braccio varie testine, e non ho mai riscontrato questo difetto.

Quindi pur non avendo visto questo specifico modello con questo problema direi che parlare di qualità scarsa sia una presa di posizione abbastanza fuori luogo e fuorviante per gli altri partecipanti al forum... anche perchè basta farsi un giro su Internet per leggere che il Debut III è considerato tra i migliori entry-level in circolazione.

Quindi vediamo di capire il problema ricontrato senza farci prendere da simpatie o antipatie personali sul prodotto in questione: non è questo il luogo.

Io ritengo che la Ortofon montata di serie (come tutta la famiglia OM) non sia la testina ideale per imparare a fare il setup di un giradischi per via di un corpo che rende difficili le operazioni di allineamento. Posso anche pensare ad un montaggio errato, ad un difetto congenito del braccio del giradischi... ma francamente una presa di posizione come la tua mi sembra che denoti solo una chiara scarsa considerazione verso il prodotto.
 
Marlenio ha detto:
Io ritengo che la Ortofon montata di serie (come tutta la famiglia OM) non sia la testina ideale per imparare a fare il setup di un giradischi per via di un corpo che rende difficili le operazioni di allineamento. Posso anche pensare ad un montaggio errato, ad un difetto congenito del braccio del giradischi...
Concordo in pieno !;) ( su questo passaggio ) .Ho gia' evidenziato anche io nel precedente post n.29 , la forma '' difficile '' del corpo di queste testine . Devo anche dire pero' , possedendo questo tipo di testina Ortofon con quel tipo di corpo , che montata per prova nel modo piu' strampalato possibile ( sempre nei limiti decenti ) ,sul mio sistema non ha dato esiti negativi udibili ( udibili e non strumentali )di distorsioni . Sono testine , che tracciano risaputamente molto bene.
 
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massybent ha detto:
Ricollegandomi al discorso di Marlenio sulla sinergia braccio/testina, io non mi spiego come possa essercene una cattiva tra braccio e testina ortofon montata e regolata dal produttore. Cioè sia io che spessotto con la ortofon abbiamo riscontrato il noto problema della distorsione sui solchi interni. A meno che non abbiamo beccato due esemplari sfortunati...

La OM 5 si installa perfettamente sul braccio del Debut: la frequenza di risonanza è su un valore idoneo, e tutta la famiglia OM è ottima per l'accoppiamento con questo braccio.

E' una testina regolata dal produttore in fabbrica, e quindi teoricamente, con allineamento perfetto. Ho detto teoricamente, dato che un Debut III qualche mese fa aveva un errore di allineamento piuttosto ridotto, ma comunque percepibile con la dima che utilizzo normalmente (una Schon) e anche con quella di serie con il Debut. Francamente non ho controllato se distorcesse con quel setup, dato che l'ascolto è l'ultima fase prima della messa a punto generale.
Dopo le varie regolazioni comunque, i dischi venivano letti senza inconvenienti di sorta.
Come era possibile che un setup di fabbrica fosse errato? Molto semplicemente, qualcuno lo aveva modificato, oppure sarà successo qualcos'altro.

Guardate, per far discorcere un disco durante la lettura basta abbastanza poco, anche un cantiveler leggermente storto. Recentemente mi è capitata una DL110 che -effettivamente- distorceva da circa 2 cm dalla fine del disco. Era successo che il proprietario puliva la testina appoggiandola su una piccola piastrina di bluetak (operazione che faccio anche io) e -per errore- aveva dato una leggera bottarella al piatto in senso opposto alla rotazione. Questo back cueing aveva storto di pochissimo il cantiveler, provocando la distorsione durante la lettura negli ultimi solchi. Cambiata la testina, problema risolto.
 
vinilomane ha detto:
Concordo in pieno !;)


Bene. :)

Quindi prima pensiamo ad isolare il problema: se dovesse essere la testina (e identificare i problemi a distanza è sempre difficile), allora una AT95 potrebbe essere la soluzione (magari il suo suono potrebbe anche piacere agli interessati). Ma prima cerchiamo di capire bene le cause: se fosse un errato montaggio, questo verrebbe ripetuto anche cambiando testina.
 
vinilomane ha detto:
( sempre nei limiti decenti )


Tutto sta a definire i "limiti decenti". ;) E poi, come dicevo, nulla esclude problemi cantiveler/stilo: in questo caso, anche se montata bene, non potrebbe suonare decentemente.
 
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Marlenio ha detto:
Come ultima considerazione, lo so che il setup di un giradischi può essere frustrante, in particolare per chi è nato nel mondo del CD: se un lettore digitale è praticamente plug'n'play, il setup di un giradischi può richiedere tranquillamente 4/5 ore, e deve essere rivisto almeno un paio di volte all'anno (ogni tre mesi per i telai flottanti).
Non sarei cosi' drastico ( e poi si potrebbero '' spaventare '' eccessivamente i nuovi appassionati :eek: ) . Dipende dal tipo di giradischi e sospensione . Per es. io il mio 321 non lo tocco da anni e si mantiene ben tarato , anche se do il merito di cio' alle sue particolari sospensioni di tipo '' lamellare '' . Altri giradischi a sospensione con molle tradizionali , precedenti , per es. Michell Synchro , Systemdek ( questo pero' con molle '' appese '' ) , pur non riservando molte cure '' continue '' con interventi cosi' tanto ravvicinati , non hanno dato problemi evidenti ;)
 
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Non sono drastico: a parte qualche felice eccezione, i telai flottanti richiedono revisioni alle tarature almeno un paio di volte l'anno per via del comportamento del metallo al variare delle temperature (e per altri fattori): senza andare sugli eccessi di alcuni piatti come l'LP12 e il Pink (in quel caso il controllo trimestrale è il minimo sindacale), un paio di volte l'anno non mi sembrano uno spavento eccessivo.

4/5 ore sono normali per un setup completo di un telaio rigido, in modo da regolarlo al meglio: solo la dimatura fatta a regola d'arte porta via tranquillamente un paio di ore. Con i telai flottanti se ne possono andare tranquillamente anche un paio di giorni, nel caso si tratti di giradischi che lasciano ampia libertà nelle regolazioni: tanto per fare i soliti esempi, LP12 e Pink Triangle. Quest'ultimo di recente ha richiesto un doppio intervento, dato che dopo la prima taratura si fanno assestare le molle e si ritocca il tutto il giorno dopo.

P.S. meglio spaventare un novizio piuttosto che fargli credere che un giradischi sia plug'n'play: sono sorgenti che danno tanto in termini musicali, ma esigono una messa a punto praticamente perfetta per dare il meglio. In caso contrario, si possono avere risultati come il tema di questo 3D.

P.P.S. Io controllo la messa in bolla del mio telaio rigido ogni tre mesi.
 
Marlenio ha detto:
Non sono drastico: a parte qualche felice eccezione, i telai flottanti richiedono revisioni alle tarature almeno un paio di volte l'anno per via del comportamento del metallo al variare delle temperature (e per altri fattori)
.
Da ultimissime mie riflessioni dopo lettura e approfondimenti trattanti la '' Dinamica Rotazionale '' , che e' proprio cio' che riguarda l' apparentemente semplice , ma in realta' molto complesso sistema di rotazione di un piatto giradischi , deduco che il miglior compromesso come sistema e' : base rigida (materiali eccellenti e motore eccellentemente isolato ovviamente e un po' di cura riguardo il posizionamento ) ; e trasmissione a cinghia ( il non plus ultra sarebbe la trasmissione diretta ,che risolve efficacemente i problemi legati alla suddetta dinamica rotazionale ma....oggi chi la fa piu' '' state of the art '' ?) o semirigida ( conierei il termine '' semiflottante '' ). La THORENS nel 1984 con la serie TD 300/500 presento' l'innovativo sistema di sospensioni a lame ( tre ) fissate al telaio portante con tiranti di acciaio , realizzando cosi' un sistema avente un solo grado di liberta', quello verticale , al contrario delle '' vecchie '' molle elicoidali che hanno modi di vibrazione torsionali che esercitano forze trasversali in caso di pur piccoli disallineamenti per cui sorge anche l'icombenza fastidiosa di controlli periodici . Inoltre il baricentro del controtelaio grazie ai tiranti si trova ad una quota inferiore a quella dei vincoli consentendo uno smorzamento rapidissimo delle eventuali oscillazioni pendolari. Eccellente intuizione molto lungimirante , rivelatasi tecnicamente e praticamente con il di misure e prove del periodo , superiore al sistema classico ( quello di un TD 160 per capirci ) e positivo beneficio di scarse o nulli interventi di ritarature! . Non e' questa la sede per approfondire cio' , ma meriterebbe un 3D.;) Mi si perdoni l'allargamento del discorso ma ho creduto interessante onde dare risalto e modo di capire ulteriormente , quanto possano essere complesse e varie le cause di un anomalia che si verifichi durante la lettura di un disco analogico .
 
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io ho il debut, ma sinceramente con la dl160 la distorsione non c'è, ma a dire il vero nemmeno con la ortofon di serie, anche se manca di "informazioni" nelle voci, tanto che sembra forse distorsione, ma in realtà lo stridulo che sentivo era dovuto al limite della testina, nn al piatto.
p.s. sul thorens di un mio amico stesso difetto, stessa testina...
 
Certo! Il Thorens , che fosse stato anche il migliore dei Thorens , non ti poteva '' recuperare '' la mancanza di quella testina Ortofon , di cui parli :cool:
 
Eccole, spero che vadano bene.

In quanto al settaggio ho impostato 17,5 come da manuale ( verificato con la bilancina) e antiskating sulla seconda tacca (anche questo come da manuale)

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