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E poi capiscimi....sono davvero esasperato da questo maledetto difetto che provo a risolvere senza successo da anni.....massybent ha detto:tiskating, ecc. Nulla da fare.
Ti premetto che alcuni vinili che distorcono sul mio giradischi li ho fatti provare ad un mio amico che possiede un project Xperience con ortofon rondo red, e lui non ha notato alcuna distorsione sulle tracce incriminate.
Io mi sono arreso. Aspetto di avere i soldi per comprarmi un giradischi migliore. La prova con la AT95E comunque falla, per quello che costa non ci perdi quasi nulla. Un saluto e in bocca al lupo!
vinilomane ha detto:A questo punto avrei quanto meno qualche dubbio sulla qualita'....Di certo io non lo comprerei , potendo sceglierei tra tanti...
Concordo in pieno !Marlenio ha detto:Io ritengo che la Ortofon montata di serie (come tutta la famiglia OM) non sia la testina ideale per imparare a fare il setup di un giradischi per via di un corpo che rende difficili le operazioni di allineamento. Posso anche pensare ad un montaggio errato, ad un difetto congenito del braccio del giradischi...
massybent ha detto:Ricollegandomi al discorso di Marlenio sulla sinergia braccio/testina, io non mi spiego come possa essercene una cattiva tra braccio e testina ortofon montata e regolata dal produttore. Cioè sia io che spessotto con la ortofon abbiamo riscontrato il noto problema della distorsione sui solchi interni. A meno che non abbiamo beccato due esemplari sfortunati...
vinilomane ha detto:Concordo in pieno !![]()
vinilomane ha detto:( sempre nei limiti decenti )
Non sarei cosi' drastico ( e poi si potrebbero '' spaventare '' eccessivamente i nuovi appassionatiMarlenio ha detto:Come ultima considerazione, lo so che il setup di un giradischi può essere frustrante, in particolare per chi è nato nel mondo del CD: se un lettore digitale è praticamente plug'n'play, il setup di un giradischi può richiedere tranquillamente 4/5 ore, e deve essere rivisto almeno un paio di volte all'anno (ogni tre mesi per i telai flottanti).
Da ultimissime mie riflessioni dopo lettura e approfondimenti trattanti la '' Dinamica Rotazionale '' , che e' proprio cio' che riguarda l' apparentemente semplice , ma in realta' molto complesso sistema di rotazione di un piatto giradischi , deduco che il miglior compromesso come sistema e' : base rigida (materiali eccellenti e motore eccellentemente isolato ovviamente e un po' di cura riguardo il posizionamento ) ; e trasmissione a cinghia ( il non plus ultra sarebbe la trasmissione diretta ,che risolve efficacemente i problemi legati alla suddetta dinamica rotazionale ma....oggi chi la fa piu' '' state of the art '' ?) o semirigida ( conierei il termine '' semiflottante '' ). La THORENS nel 1984 con la serie TD 300/500 presento' l'innovativo sistema di sospensioni a lame ( tre ) fissate al telaio portante con tiranti di acciaio , realizzando cosi' un sistema avente un solo grado di liberta', quello verticale , al contrario delle '' vecchie '' molle elicoidali che hanno modi di vibrazione torsionali che esercitano forze trasversali in caso di pur piccoli disallineamenti per cui sorge anche l'icombenza fastidiosa di controlli periodici . Inoltre il baricentro del controtelaio grazie ai tiranti si trova ad una quota inferiore a quella dei vincoli consentendo uno smorzamento rapidissimo delle eventuali oscillazioni pendolari. Eccellente intuizione molto lungimirante , rivelatasi tecnicamente e praticamente con il di misure e prove del periodo , superiore al sistema classico ( quello di un TD 160 per capirci ) e positivo beneficio di scarse o nulli interventi di ritarature! . Non e' questa la sede per approfondire cio' , ma meriterebbe un 3D.Marlenio ha detto:Non sono drastico: a parte qualche felice eccezione, i telai flottanti richiedono revisioni alle tarature almeno un paio di volte l'anno per via del comportamento del metallo al variare delle temperature (e per altri fattori)
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