Per tornare IT e chiarire il punto di vista a chiaro_scuro.
Non è che le 683 suonassero bene la musica classica, tutt'altro: scarsissima naturalezza e mancanza di dettaglio e dinamica. Semplicemente nella musica classica il gap percepito rispetto alle altre (soprattutto alle Focal) si riduceva fino a poter dire che qualcuno potrebbe anche preferire il suono più piatto, privo di dettaglio e chiuso delle 683, per la classica, rispetto che il maggior dettaglio e apertura, a costo di un suono più 'ruffiano' anche se di poco, delle focal.
Le Mordaunt invece erano su un ALTRO PIANETA per la classica, sia delle focal che soprattutto delle 683: dettaglio, dinamica e soprattutto naturalezza, è stata l'unica cassa che si avvicinava al violino VERO al pianoforte VERO, notoriamente gli strumenti più difficili da riprodurre.
Riguardo il discorso: buono per la classica, buono per tutto, è un discorso troppo generalizzante... potete dire quello che volete, ma dalla mia esperienza un suono più aperto in una certa gamma restituisce anche un maggior 'dettaglio' percepito spesso in quella gamma.
Quello che voglio dalla classica è compostezza, naturalezza, bilanciamento.
Quello che voglio dal metal è presenza, dinamica, 'punch', dettaglio estremo dei bassi e degli alti.
Non sto dicendo che quello che sto dicendo qui sono REGOLE, ognuno la può pensare diversamente, ma è indubbio che quello che si cerca in un pezzo per quartetto d'archi di musica da camera è diverso da quello che si cerca in un pezzo house di musica da discoteca per ballare ed è diverso da quello che si cerca da un pezzo rock/metal da ascoltare per 'caricarti' e sfogarti un pò.
Se vogliamo fare un paragone, sarebbe come dire che un equalizzazione sonora piatta, da 'classica' è la cosa migliore per tutti i generi.
Invece, spesso, per molti generi, un'equalizzazione più sbilanciata tesa a enfatizzare determinate frequenze restituisce un risultato migliore, magari più lontano dalla realtà dello 'strumento', ma migliore per il risultato finale, per quello che si vuole ottenere.
Nei concerti dal vivo si usa questo tipo di approccio, nelle incisioni anche (tralasciando lo scempio a volte fatto per pop/rock in sede di eq e incisione... io sto parlando di BUONE incisioni, che esistono anche per questi generi per chi sa cercare...), segno che non sempre piatto = giusto, per lo meno non per tutti i generi.
A volte mi fa sorridere sentire i wanna be audiofili che sventolano la bandiera della 'equalizzazione neutra' come verità assoluta.
Non esiste questo: fra la riproduzione dal vivo e il tuo orecchio, ci sono in mezzo almeno 3-4 equalizzazioni forzate al di là dei diffusori (stanza in cui viene suonato il pezzo, timbrica dei microfoni usati per la registrazione, scelte fatte in sede di equalizzazione per la produzione del master dell'incisione, stanza in cui TU ascolti il pezzo, timbrica del pre/finale).
Questo ci fa capire che questa è e rimane solo una chimera: non esiste un ascolto neutro, fedele e piatto, e quindi non ha nessun senso cercare di raggiungerlo: non ha nessun senso ricercarlo perchè non solo non è possibile ottenerlo, ma non esiste proprio come concetto.
Quello che esiste è un ascolto 'reale' e l'unico metro di giudizio che dovrebbe guidarci nelle scelte non è se è più o meno 'fedele' o 'piatto', ma dovremmo essere guidati solo dal risultato finale: ascoltare e sentire se quello che sentiamo per il nostro orecchio è migliore o peggiore.
Proprio per questo IMHO non ha senso dire che quello che va bene per la classica va bene per tutto.
Anche perchè per dire da un un pezzo per pianoforte e orchestra cerco molta naturalezza, voglio avere la sensazione di sentire degli strumenti reali, senza alterazioni o trasformazioni.
Da un pezzo con Tom Morello alla chitarra, in cui fra lo strumento reale e il mio orecchio ci sono 7-8 effetti in cascata a pedale fra cui distorsori, compressori, delay, riverberi, wah-wah, whammy, etc..., e lui che sfrega il palmo sulle corde facendo feedback sull'ampli in fase di registrazione per far 'clippare' il canale e mandare in loop il feedback audio... beh sarebbe assurdo cercare naturalezza. Naturalezza di cosa?
Quello che cerco è tutt'altro: è presenza, è dinamica, è dettaglio, è il... 'wow' che solo un chitarrista del genere quando 'gioca' con la chitarra sa darti.
Non dimenticatevi mai che la musica è una sola cosa: intrattenimento, messaggio, emozione. Non esiste un assoluto o un oggettivo su questi concetti, non esiste un modo migliore per 'farlo meglio', esiste quello che il nostro orecchio e il nostro cuore ci dice.
My 2c.