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Consiglio cavi audio

Un cavo "normale" quindi tralasciando le trovate tipo quella del cavo che ha le scatoline con bobine e condensatori ad una estremità, che sarà tutto meno che lineare, si può comportare solo cone un filtro passa-basso, ovvero che lascia passare le frequenze al di sotto di una certa frequenza.

Date le capacità e induttanze in gioco, sempre in un cavo normale e per lunghezze normali, quindi qualche metro, i valori in gioco sono tali per cui la frequenza di taglio si colloca molto in alto, praticamente al limite della soglia udibile (per un orecchio giovane), la pendenza sarà quella di un filtro del primo ordine, ossia 6 dB/ott.

Quindi non ci potrà essere una "gamma" ossia da una certa frequnza ad un'altra, ad esempio la sola gamma media, ma una attenuazione blanda delle alte frequenze a partire da ben oltre i 10 KHz.

Se in un segnale audio si attenuano un po' le alte il risultato sarà un suono "privo di acuti - o con acuti scarsi" direi io, gli audiofili invece amano parlare di "suono caldo" perchè la prima espressione metterebbe in luce una manchevolezza, la seconda invece, una "caratteristica".
 
Ma l'eventuale influenza sulla risposta in frequenza è l'unico parametro?

MI spiego : vi sono ormai diffusori da 1000 € e da 50000 € che hanno grosso modo la risposta in frequenza uguale o molto simile a parità di ambiente (spesso anecoica) e di segnale: suonano uguale dunque? Sicuri?
 
Alla fine si tende sempre a semplificare molto il tutto, prendendo il cavo e le sue ‘minime’ componenti caratteristiche, come se fosse un elemento totalmente a se stante, senza nessuna iterazione con quello che ci sta ai capi e quindi indipendente da tutto il resto. Con queste premesse ci si racconta che il cavo puo’ solo causare un minimo roll-off delle frequenze più alte, nel range poco o per nulla udibile.

Ma di come il cavo si interfaccia nel resto dell’impianto, variandone alcune caratteristiche peculiari, e di come questo possa incidere sul suono, non ne parla mai nessuno. Da qui la convinzione che il cavo non introduca alcun che.
sono anche convinto che il rame è rame (al di la dei cristalli, della purezza o della presenza o meno di ossigeno...) ma non è questo l'unico parametro.

aggiungo che personalmente non ho mai e poi mai sentito suonare bene un ottimo impianto con la classica piattina rosso/nera da supermercato (pur avendoci provato). chiedo a voi che sapete tutto il perchè!?
 
Ma di come il cavo si interfaccia nel resto dell’impianto, variandone alcune caratteristiche peculiari, e di come questo possa incidere sul suono, non ne parla mai nessuno.
Quindi mi sembra una buona occasione per parlarne:
link a articoli, seri, ovviamente, non dell'illustre sconosciuto che si è creato il proprio blog dove se la suona e se la canta, articoli che parlino di quali siano queste caratteristiche peculiari, in base a quali fenomeni fisici, in che misura, quali meccanismi vengono innescati e che effetti rilevabili questi provochino.

Se si parla, ad esempio, di problemi di interfacciamento saranno sicuramente coinvolti impedenza, velocità, ritardi di propagazione, fase, e tante altre variabili, tutte cose misurabilissime pertanto sono sicuro che esista moltissima letteratura in proposito con dati a confronto.

Sono certo che, finalmente, ci sarà qualcosa su cui eventualmente discutere.

Sono perfettamente conscio del fatto che ci potranno anche essere dei casi in cui non è possibile fare una misura, pertanto si sarà fatto ricorso all'ascolto, il tutto ovviamente in modo controllato e verificabile, nonchè ripetibile (sarà stato sicuramente indicato il protocollo seguito per effettuare le prove, magari la spiegazioni delle scelte, ad esempio il numero delle sedute di prove, la percentuale da raggiungere per ritenere valido un certo risultato, con relativa spiegazione statistica, come esige qualsiasi ricerca che voglia aspirare ad un minimo di credibilità.

In altre parole, il dire che "mio cugino Filippo ha ascoltato il tal cavo è mi ha detto che non suonava bene (o suonava meglio di quello che ha ascoltato un mese prima)" non è certo il metodo migliore per iniziare un discorso veramente serio (neanche citare le frasi del marketing del venditore di cavi lo è, che invece dovrebbe essere il primo a produrre tutta la documentazione necessaria ad avvalorale le proprie affermazioni; in questi casi solitamente si dà l'incarico a qualche Istituto presso qualche Università prestigiosa di fare le ricerche relative pubblicandone poi i risultati).

Se non hai già dei link pronti prova a cercare tra gli abstract delle pubblicazioni dell'AES od anche del MIT, solitamente qui c'è di tutto.
non ho mai e poi mai sentito suonare bene un ottimo impianto con la classica piattina rosso/nera
Giusto per curiosità: "Sapevi a priori che cavo era collegato?" e tutte le altre volte che hai testato un cavo lo hai fatto sapendo cosa stavi ascoltando?

Nel caso la risposta sia "sì" il precisare che: "Però io non mi faccio influenzare, io so bene quello che ascolto" non ha alcun valore o la pur minima valenza probatoria, anzi molti psicologi affermano che chi nega di poter essere influenzabile sia più incline a subire influenze inconsce.

Tutto questo è scienza, tutto il resto sono solo chiacchiere da bar o di marketing ed ne hanno la stessa valenza.
 
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difatti, mi mancava qui che l'unica scienza suggerita è quella dell'ascolto doppio/triplo/quadruplo cieco ... :)
ma di calcoli o modelli scientifici chissà perchè non ne vedo mai l'ombra! forse perchè tra i più di chi parla non ne ha la minima di idea?
giriamo un po' la frittata: invece di invocare prove inconfutabili da una parte, perchè ne le chiediamo dall'altra (al di la del cieco ovviamente!).
allora si si che avremmo nelle mani qualcosa di molto grosso!
 
Il modello matematico di un cavo (circuito equivalente)lo si trova in qualsiasi pubblicazione anche universitaria, anche su Wikipedia, e da quel modello si possono ricavare tutti i parametri che interessano, compresa l'attenuazione in gamma alta dovuta alla capacità e all'induttanza.

Ad esempio:

ftp://ftp-dee.poliba.it/Bronzini/Po...one dell'Energia Elettrica 1/2_Lezione_07.PDF

Poichè però si tirano in ballo altri parametri non meglio identificati ho chiesto di indicare dei testi o articoli che li citino, analogamente al modello del cavo citato prima.

Inoltre, poichè so che si tirerà in ballo l'esistenza di "qualcosa" che non può essere misurato (e ci può anche stare) ho chiesto di vedere dei risultati attendibili di sedute di ascolto e, piaccia o meno, l'unico metodo scientifico per certificare dei risultati di test che coinvolgono i sensi umani è, in questo caso, il test detto "doppio cieco" se ne esistono altri, ben contento di conoscerli, vale sempre la regola dell'indicare dove trovare una documentazione relativa attendibile e credibile.
 
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... giriamo un po' la frittata: invece di invocare prove inconfutabili da una parte, perchè ne le chiediamo dall'altra...

Guarda che è chi dichiara che esistono variazioni che ha il dovere di produrre le relative prove, ripetibili, non il contrario...

Come sempre si ricade tra le solite scusanti, direi che ne esiste una discreta bibliografia...

PS Ti avevo chiesto la natura delle variazioni di ascolto che dichiaravi udibili, ma vedo che hai glissato...
 
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Avevo letto i primi di un po' di anni fa, con relative misure e conclusioni, in cui, appunto, scremando tutte le belle parole, c'era quella lieve flessione, in alcuni, al termine della banda audio.

Non si parlava di miglioramenti fantasmagorici, mirabolanti, di scena che si apriva, di bassi con strani aggettivi, di gamma alta con altrettanti aggettivi e così per qualsiasi altro aspetto, ossia tutto quello che gli appassionati paiono ascoltare che ad una prova pur veloce veloce (e senza alcuna ombra di dubbio).

Come scritto da uno dei loro redattori, in una altro articolo, in risposta ad un lettore che faceva notare come in una prova di un apparecchio non avessero fatto notare alcuni gravi problemi: "bisogna leggere tra le righe", ovvero "non possiamo dire le cose chiaramente, ma se guardate avrete le risposte, nel caso in questione, fecero notare quel che avveniva, molto poco, e non dissero nulla su tutto il resto, che altro avrebbero potuto dire?

Mi pare che sull'argomento cavi abbiano per lo più elegantemente glissato, qualche parola di circostanza e non molto altro.
 
ma fatemi capire: ma voi come vi scegliete la musica da ascoltare, semplicemente guardandovi le copertine e influenzandovi su come debba suonare!? oppure ascoltate in doppio cieco per essere sicuri di cosa state ascoltando?
 
Molto interessante l'articolo del Giussani - scritto anche in maniera elegante

Sono convinto che vi sia nel discorso dei cavi una forte componente psicologica - questo penso sia innegabile
mi trovo in difficoltà quando per collegare un jap primo prezzo (lo dico con rispetto - li ho avuti) a dei diffusori sempre di prima fascia, si pensa di acquistare cavi confrontabili ad ampli e diffusori come prezzo: meglio a quel punto investire nelle macchine e un minimo ragionevole per i cavi; sono in difficoltà quando si dice che i Van den Hul sono cavi " mosci " ??! (che vordi??) mentre i Kimber cable sono collegamenti che " asciugano " il suono .... boh !!!

Partendo da ciò però io qualche differenza (inaspettata) in alcuni casi l'ho percepita (non cose eclatanti)

- tra cavi di potenza " normali - qualche euro metro" e i Kimber ad esempio (o i vovox)

- quando ho sostituito la mia ciabatta da ben 15 euro audiofili con una gold note arno di costo superiore

Quale differenza?? Non nella risposta in frequenza piuttosto invece una sensazione (ripeto non eclatante - non ho visto la nostra signora) di maggiore nitore e pulizia nel suono - ipotizziamo che sia così e che i sensi (naggia) non mi abbiamo ingannato: come correlo questa sensazione con le misure? Ah qui mi piacerebbe trovare un qualcosa e magari esiste e non è mai stato correlato. Può anche essere ..

Per me è un argomento da sviluppare e affrontare con pazienza e calma.

So benissimo che la tensione in casa arriva dopo x km dalla centrale idro- termo elettrica che sia (oggetto di studi nel mio passato)
So benissimo che il cavo è un componente posso dirlo semplice ma sappiamo anche che un cavo opportunamente arrotolato forma
un induttanza , che un cavo interrotto con agli estremi una geometria opportuna e con un dielettrico in mezzo forma una capacità etc ... e così via
 
Un altro concetto per me importante e che forse un poco dimentichiamo , è quello dell'equilibrio in una catena audio - so che mi addentro in un potenziale pantano con sassi puntuti inclusi ma ci provo con degli esempi di mia esperienza; recentemente ho acquistato le canton reference 7K a sostituire le pur ottime chario pegasus . Ottimo e sorprendente risultato l'abbinata con il sugden /che avevo pure testato con le OLI 2 ma ho lasciato perdere - da me non ci stanno. Ebbene risultato disastroso con l'Onix - grossa sorpresa - mi sono visto costretto a trovare un ampli nuovo estivo - il buon onix (che suonava bene con le pegasus) improvvisamente mi è crollato come un colosso di argilla - perché ???- Matrimonio non riuscito - le canton sono di livello superiore e mal digeriscono un ampli non all'altezza - quindi scarso equilibrio.

Poi se volete (ma posso aprire un tread opportuno) vi racconto il proseguo
 
come detto sopra: cerca e leggiti le prove di audio review sui cavi di potenza.
troverai tante info molto interessanti e probabilmente alcune risposte ai tuoi quesiti, molto al di la della facile e comoda risposta che è solo tutta suggestione.
 
Lo conosco quell'articolo - ne scrissi già mesi fa - vi era la premessa delle interazioni deboli - nella fisica equiparabili alla forze di Van der Waals che tengono insieme la materia

Dovrei avere l'originale di quell'articolo ..
 
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