LG Sound Suite: la versatilità che sfida l’home cinema tradizionale

Nicola Zucchini Buriani 02 Novembre 2026 Home Theater

Le nostre prime impressioni sui nuovi prodotti audio modulari di LG, una gamma composta da soundbar, speaker e subwoofer wireless. La vera novità è la tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, che promette di semplificare il posizionamento in ambiente senza rinunciare alle prestazioni.


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LG Sound Suite è la perfetta rappresentazione del proverbio “l'abito non fa il monaco”. A prima vista può apparire come la classica soundbar evoluta, dotata di speaker e subwoofer wireless per ampliare il coinvolgimento. Se si scava sotto la superficie si scopre però un concetto totalmente inedito, che basa il suo funzionamento sulla tecnologia Dolby Atmos FlexConnect.

In pratica non parliamo di un singolo prodotto, ma di una gamma piuttosto articolata che permette di realizzare numerose combinazioni adatte a tutte le esigenze. Le parole d’ordine sono flessibilità e versatilità.

Dopo aver passato qualche giorno in compagnia del sistema nella sua versione più completa, vi voglio raccontare le mie prime impressioni, in attesa di una recensione definitiva che si preannuncia molto corposa: conterrà consigli sulle impostazioni, il test di tutte le configurazioni e le misure eseguite da Gian Piero Matarazzo.

 

Sommario

 

Cos’è LG Sound Suite?


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I prodotti Sound Suite nascono con uno scopo ben preciso: superare il limite storico di tutti gli impianti audio, ovvero la rigidità in fase di installazione. La riproduzione del suono si è sempre basata sull'idea che i diffusori debbano occupare posizioni ben definite, dal classico stereo fino alle configurazioni multicanale come il 2.1 o il 5.1.

L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha sicuramente semplificato il posizionamento in ambiente, ma si è concentrata soprattutto sull'usabilità e sull’eliminazione dei cavi, lasciando intatti i vincoli originari.

È così che sono nati gli speaker wireless, i sistemi multiroom e le soundbar. Resta però un limite potenzialmente molto penalizzante: per garantire un'ottima resa acustica occorre disporre i componenti in punti non sempre compatibili con gli ambienti domestici. Le barriere architettoniche impediscono spesso di rispettare la simmetria tra i canali frontali, o di collocare i satelliti posteriori esattamente dietro e non a fianco dell’ascoltatore.


Soundbar H7
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Fino ad oggi questi ostacoli non erano di fatto superabili, creando un attrito che si traduceva in un calo di qualità tanto più evidente quanto più ci si allontanava dalla disposizione ideale dei vari elementi. La nuova gamma LG sfrutta la tecnologia FlexConnect per scardinare questo paradigma: non esiste alcuna configurazione prefissata e la collocazione è libera, almeno sulla carta.

L’utente può comporre il proprio impianto combinando i quattro prodotti disponibili: la soundbar H7, gli speaker wireless M5 ed M7 e il subwoofer W7. C’è solo un requisito da rispettare: serve necessariamente la H7 oppure un televisore compatibile con FlexConnect, come gli OLED LG C5, G5 o le serie 2026 MRGB96, MRGB87/88, QNED86/87, W6, G6, C6 e B6. La soundbar o il TV fungono da hub a cui collegare gli speaker e il subwoofer; la gestione dell'intero sistema è affidata al processore Alpha 11 di terza generazione (presente anche all'interno della H7).

Tutti i dispositivi - subwoofer escluso - sono dotati di un microfono che serve per rilevare la posizione all’interno dell’ambiente e per la taratura automatica. Per la gestione e il controllo si usano i menu degli Smart TV oppure l’app ThinQ per iOS e Android.


Speaker M5
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A seguire le principali caratteristiche di ogni prodotto:

Speaker M5

  • Configurazione a 1.1.1 canali
  • Tweeter e woofer frontali, un trasduttore inclinato sul lato superiore
  • Amplificazione dedicata per ciascun altoparlante, 60 W dichiarati
  • Connettività Wi-Fi, Bluetooth e USB-C
  • Dimensioni (L x A x P): 152 x 199 x 152 mm
  • Prezzo: 249 euro cadauno

Speaker M7

  • Configurazione a 2.1.1 canali
  • Doppio tweeter e un woofer frontali, un trasduttore inclinato sul lato superiore
  • Amplificazione dedicata per ciascun altoparlante, 100 W dichiarati
  • Connettività Wi-Fi, Bluetooth e USB-C
  • Dimensioni (L x A x P): 177 x 238 x 177 mm
  • Prezzo: 399 euro cadauno


Speaker M7
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Soundbar H7

  • Configurazione a 9.1.6 canali
  • Tre trasduttori mid-high range sul fronte, due sui lati, tre sul lato superiore, quattro woofer e otto radiatori passivi
  • Amplificazione dedicata per ciascun altoparlante, 500 W dichiarati
  • Connettività Wi-Fi, Bluetooth, una HDMI con eARC e USB-A
  • Dimensioni (L x A x P): 1.200 x 63 x 143 mm
  • Prezzo: 999 euro

Subwoofer W7

  • Porta reflex laterale
  • Possibilità di posizionamento in orizzontale o verticale
  • 220 W dichiarati
  • Connettività Wi-Fi
  • Dimensioni (L x A x P): 410 x 415 x 194 mm
  • Prezzo: 599 euro

 

Libertà senza (quasi) compromessi


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La flessibilità che troviamo anche nel nome di Dolby Atmos FlexConnect è sensibilmente diversa da quella offerta da altri prodotti modulari. Sonos e Sony, ad esempio, hanno a catalogo alcune soundbar apparentemente simili, attorno alle quali si può costruire un home cinema compatto, aggiungendo speaker e anche più di un subwoofer.

Le differenze sono due: la prima è il numero di possibili combinazioni. LG parte da una coppia di speaker o dalla soundbar, per finire con la versione più completa, l’Immersive Quad Suite 7 Pro con quattro M7, una H7 e un W7 - che con un aggiornamento recente possono diventare due. In tutto parliamo di decine di configurazioni. M5 e M7 possono inoltre funzionare come diffusori singoli o coppie stereo per ascoltare la musica.


Le 22 combinazioni possibili con e senza un solo sub e con diffusori M5 ed M7 in numero pari;
Considerando anche le configurazioni con doppio subwoofer, il numero sale a 33 possibilità

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Limitando le possibilità alle sole configurazioni simmetriche, quindi con un numero di altoparlenti M5 e/o M7 pari (nessuna, due o quattro diffusori M5 oppure M7), con o senza barra H7, senza subwoofer oppure fino a due subwoofer per sistema, il numero complessivo di configurazioni possibili sarebbe 33. Nella tabella qui in alto c'è giusto una panoramica sulle configurazioni possibili.

La seconda differenza rappresenta l’innovazione più importante: quando si abbinano i prodotti a un TV o alla soundbar, il sistema riproduce una serie di suoni che servono a determinare la posizione di ciascun elemento all’interno della stanza. A questo punto basta sedersi nel punto di ascolto e sfruttare la funzione Sound Follow per ottimizzare il suono.


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C’è anche una rappresentazione grafica su schermo o all’interno della app: tutti gli speaker compaiono esattamente nel punto in cui si trovano effettivamente. Il subwoofer, non disponendo di un microfono, viene invece mostrato a fianco del TV.

Cosa cambia rispetto ad un home cinema convenzionale? Anzitutto non si devono confondere le ottimizzazioni di FlexConnect con i sistemi di correzione acustica. Sono due cose diverse: anche Sound Suite mette a disposizione la Room Calibration Pro, che misura le caratteristiche dell’ambiente e ne compensa gli effetti negativi.

La calibrazione interviene sul modo in cui il suono interagisce con lo spazio circostante. FlexConnect, invece, è un algoritmo che mappa tutti i componenti: sa esattamente dove si trova ciascun elemento e rimodella il campo sonoro a partire dalla disposizione reale. Non parte quindi da una collocazione ideale dei diffusori, ma ridistribuisce il suono per eliminare i “buchi" di ascolto.


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Sound Suite mira così a ricreare una bolla sonora che circonda l’ascoltatore, sfruttando al meglio tutti i diffusori presenti. FlexConnect riesce anche a ridurre la dipendenza da un punto di ascolto fisso e ottimale, il cosiddetto sweet spot. Nella recensione completa andremo ovviamente a valutare l’efficacia complessiva, mettendo alla prova questa capacità di adattamento.

C’è poi un ultimo aspetto da tenere a mente: come abbiamo scritto, la funzione di hub centrale può essere svolta dalla soundbar o da un televisore compatibile. Tra le due soluzioni ci sono alcune differenze: la più rilevante è il numero di diffusori che si possono abbinare. H7 può gestire fino a quattro speaker e due subwoofer, cioè il massimo possibile.

I TV si fermano invece ad un massimo di quattro dispositivi, e tra questi è incluso anche il subwoofer. In un altro documento invece i sub rimarrebbero fuori quindi le configurazioni possibili prevedono 5 elementi, con un sub e quattro altoparlanti. Da notare che, in tutti i casi citati, al sistema si aggiunge il contributo portato dal televisore che tramite gli altoparlanti integrati ricopre il ruolo di canale centrale.

 

Le prime impressioni


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Il primo contatto con Sound Suite passa necessariamente per l’installazione del sistema tramite TV o app. Io ho optato per l’applicazione, dovendo subito configurato la soundbar insieme a due M7 sul fronte, due M5 dietro e un subwoofer W7. La procedura guidata accompagna l’utente passo dopo passo, anche se alcuni passaggi possono non risultare immediatamente intuitivi.

Il funzionamento del gruppo DAFC, necessario per sfruttare il Dolby Atmos FlexConnect, diventa chiaro solo dopo aver completato la procedura e aver preso confidenza con la modularità del sistema, che permette di aggiungere o rimuovere i componenti in qualsiasi momento - per usarli ad esempio come speaker individuali o coppie stereo per la musica.

Diciamo quindi che è tutto abbastanza semplice ma non privo di attriti. Nell’ambiente che ho usato per la prova, ad esempio, l’abbinamento simultaneo di tutti i componenti non è riuscito al primo colpo, forse a causa dell'intenso affollamento di segnali wireless. Il consiglio è di procedere per gradi: prima H7, poi i frontali e infine i surround.


Subwoofer W7
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Con questo metodo l’abbinamento è stato rapidissimo. Devo invece criticare la lunghezza dei cavi di alimentazione forniti in dotazione, davvero troppo corti. Fortunatamente l’attacco è standard e quindi è facile sostituirli.

Le prime sessioni di ascolto hanno subito messo in luce l'alta qualità della soundbar H7: il palcoscenico è ampio, c’è un buon equilibrio timbrico e anche una discreta immagine stereo. Servono però i satelliti posteriori per ottenere un suono avvolgente, il surround virtuale generato dal fronte non riesce ad arrivare fino alle spalle dell’ascoltatore.

La qualità costruttiva della soundbar è la più elevata mai vista dalla nostra redazione in un prodotto del genere, con altoparlanti prodotti in collaborazione con Peerless, lo storico produttore danese di altoparlanti con più di 100 (cento!) anni di storia. La particolare configurazione con 4 woofer e ben 8 radiatori passivi consente una estensione in gamma bassa decisamente sorprendente anche senza subwoofer discreto. 

LG sembra aver fatto un ottimo lavoro anche sugli speaker, specialmente gli M7: hanno un’ottima presenza e riescono a dare maggiore corpo a tutto il sistema. Mi sono sembrati però meno neutri della H7, un aspetto che andrà approfondito nella recensione dopo aver messo mano all’equalizzatore a otto bande disponibile nelle impostazioni.


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Lo stesso vale per il subwoofer, che di base tende a farsi sentire un po’ troppo, un limite che si risolve rapidamente agendo sul livello. Quando tutti gli elementi sono in funzione, Sound Suite garantisce un’esperienza molto coinvolgente: suona forte, gestisce i dialoghi con grande pulizia e posiziona gli effetti con precisione.

Restano da valutare le numerose possibilità presenti e, soprattutto, l’efficacia di Dolby Atmos FlexConnect in condizioni non ideali. Le promesse fatte da Dolby e LG sono importanti e, considerando il costo complessivo della configurazione più ricca, sarà proprio su questo fronte che si giocherà il giudizio definitivo.

 

Conclusioni

Sound Suite può sembrare la classica soundbar di fascia alta, ma grattando sotto la superficie si scopre un prodotto dal grande potenziale innovativo. La possibilità di realizzare un home cinema con molti meno vincoli, automatizzando tutti i passaggi, può aprire nuove strade a chi non avrebbe mai preso in considerazione un sistema tradizionale.

Ovviamente andrà verificata la bontà della tecnologia Dolby, per capire se la teoria coincide effettivamente con la resa sul campo. Lo faremo nella recensione completa, dove testeremo la compatibilità anche con un TV TCL C8L: l'obiettivo è capire se la piattaforma FlexConnect sia già solida e interoperabile o se ad oggi ci si debba ancora affidare a ecosistemi monomarca - e la differenza sarebbe sostanziale.

In attesa della prova completa di misure a cura di Gian Piero Matarazzo (leggi qui le modalità del test di laboratorio) il bilancio di questi primi giorni sul campo è molto positivo, anche se non mancano alcuni aspetti che meriterebbero un affinamento. A convincere sono la versatilità e l’alta qualità, a partire dalla soundbar fino ai singoli speaker. Vi anticipiamo che sarà possibile ascoltare il sistema LG Soundsuite al gran completo, con la visione di un 65G6 ed un 77W6 perfettamente calibrati, il 13 e 14 novembre presso Audio Quality a Bologna.

Per maggiori informazioni: sito ufficiale LG - H7 - W7 - M7 - M5

 

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