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Snowpiercer | stagione 1 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 22 Settembre 2020 nel canale CINEMA

“Le nevi perenni tutto intorno a un dramma post apocalittico in cui il bianco puro e dominante è interrotto dai toni cupi degli ultimi scampoli di un’umanità ridotta al lumicino.”


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Nell’anno 2021, sette anni dopo la glaciazione dovuta al tentativo fallito di rimediare al surriscaldamento globale, i pochi sopravvissuti viaggiano su un treno a moto perpetuo, lo Snowpiercer, diviso per classi sociali. Il Fondo dove sono stipati quelli che sono saliti sul treno irregolarmente e la Prima Classe dove risiedono quelli che hanno pagato un biglietto più costoso sono i due estremi dei 1001 vagoni. Mentre la “voce” Melanie Cavill, messaggera del costruttore Mr. Wilford, cerca di mantenere l’ordine, Andre Layton, ex detective sta organizzando con gli altri occupanti del Fondo una rivolta a causa delle pessime condizioni di vita, quando viene reclutato per risolvere un caso di omicidio nei vagoni di testa. Accetterà per infiltrarsi tra i gangli del potere o rifiuterà per timore di farsi corrompere dagli sfarzi e continuare la battaglia per il rovesciamento dell’ordine costituito?


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Prima è cambiato il clima. I negazionisti sapevano perché, ma mentendo ci hanno condannati.

Inizia così, sotto i fiocchi di neve, il primo episodio di Snowpiercer con un primo minuto a cartoni animati interrotto bruscamente dalle crude immagini live action dei militari che a colpi di mitra impediscono a chi non è munito di regolare biglietto di salire sul treno. La serie tratta dal film omonimo del 2013 di BongJoon-ho (il regista che ha diretto Parasite,film trionfatore della scorsa stagione con la Palma d’Oro a Cannes più quattro Oscar e che qui compare come produttore esecutivo) con Chris Evans, Tilda Swinton e Ed Harris, tratto a sua volta dalla graphic novel francese del 1984 Le Transperceneige di Jacques Lob (testi) e Jean-Marc Rochette (disegni), narra le vicende dei passeggeri a bordo del treno perfora-neve.


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La differenza tra classi sociali è al centro della storia, una riflessione su quanto i ricchi detengano il potere mentre i meno abbienti non abbiano accesso ad alcun diritto, neanche sulla loro stessa vita. Snowpiercer rappresenta accuratamente la questione politico sociale dai vari possibili punti di vista. Ogni personaggio trova raccontate le proprie motivazioni, emozioni, verità che li portano a compiere le scelte che compiono. Ogni accadimento ha il suo perché, la sceneggiatura è un congegno ben oliato ed efficiente soprattutto quando viene interrotto da un evento che nessuno poteva aspettarsi colorando così la narrazione di un deciso realismo.


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La trasposizione dal film alla serie è molto buona nonostante i cliché obbligati, aggiungendo piuttosto che ricalcando. Grazie alla differenza di durata tra i due prodotti, la serie allarga l’intreccio con un accadimento (l’omicidio di un passeggero) che fa da pretesto per addentrarsi più in profondità tra le maglie degli ospiti del treno, approfondendo le trame dei singoli personaggi distribuite per tutta la lunghezza di quest’arca post apocalittica. Poche volte succede in maniera tanto esaustiva,uno degli ultimi casi è quello di Fargo, altra ottima serie di cui attendiamo la quarta stagione.

Se i produttori hanno dichiarato che la serie rappresenta un prequel del film omonimo di BongJoon-ho ambientato otto anni prima, la verità è che sembra decisamente più un reboot con personaggi che hanno in effetti altri nomi rispetto a quelli del film ma diversi di loro ricalcano quei tratti. Inoltre non c’è traccia di quegli stessi personaggi di otto anni più giovani.


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Difficile non appassionarsi alla serie, principalmente perché i personaggi sono talmente variegati e raccontati diffusamente e meticolosamente che restano impressi sempre di più via via che gli episodi scorrono.

Andre Layton (Daveed Diggs) è meno integro del Curtis di Chris Evans ma altrettanto determinato e fermo nelle intenzioni di proteggere i più deboli. La glaciazione gli ha portato via l’amore della sua vita, Zarah (Sheila Vand), che è fuggita dal Fondo in cerca di una vita migliore nelle carrozze più avanzate. La ritroverà grazie alla proposta d’indagare sull’omicidio ma le loro vite ormai divergenti faranno fatica a ricongiungersi.

La “Voce del Treno” Melanie Cavill di Jennifer Connelly è probabilmente meno algida della Mason di Tilda Swinton del film originale che aveva tratti più dark e quasi gotici, ma nel suo apparire più umana si scontra con le giuste motivazioni di chi esige una vita diversa. Ha lasciato la sua vita precedente per salvare l’umanità e questo le crea momenti di gran dolore e rimorsi. Per reazione e per difesa diventerà furiosa e spietata fino alle conseguenze più dure ed estreme.

Josie (Katie McGuinness) è la parte femminile della rivolta, affianca Andre e sostiene sia operativamente che affettivamente i componenti il Fondo. Gentile, forte e integerrima, punto di riferimento per molti, pronta a sacrificare tutto pur di portare avanti la ribellione, è la figura migliore nella storia.

Anche i comprimari risultano di spessore. Ruth (Alison Wright) fedelissima di Wilford, vice di Melanie vedrà le sue certezze crollare. Bennett (Iddo Goldberg) ingegnere in sala macchine, guida il treno seguendo le istruzioni di Melanie con cui è sempre a stretto contatto, non solo per lavoro. Roche (Mike O'Malley) capo frenatore, responsabile della sicurezza a capo di Bess (Mickey Sumner, figlia di Sting) e Oz (Sam Otto), dovrà scegliere da che parte stare. L. J. (Annalise Basso) giovane, ambigua, perversa e potente, non solo perché ricca, sembra riuscire a manipolare chiunque.


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Nessuno risulta innocente perché quando si è in guerra non esiste più alcun tipo di giustizia e chi tenta di restare puro rischia di soccombere.Ci sono due rivoluzioni nella storia, quella che dura 133 giorni e rappresenta il percorso ripetuto del treno e la rivolta per rimettere in discussione i diritti degli occupanti.Il costruttore e conducente Wilford ascende al ruolo di un dio in cui avere fede non soltanto in quanto salvatore ma soprattutto perché non si palesa. Cosa che dovrebbe agitare gli animi e invece (come spiegava già Asimov nella Trilogia della Fondazione), gli rende un surplus di insensato rispetto e abnegazione, almeno tra le classi privilegiate all’inizio. Il treno, baluardo per la sopravvivenza,si aggira come un miracolo in un mondo spettrale, come il sangue pompato nella vena di un corpo paralizzato se non defunto. Chi si trova al suo interno dovrebbe sentirsi privilegiato e condividere con tutti in maniera equa le risorse sottratte alla glaciazione. Invece i più agiati sembrano dare per scontato ciò che hanno avendolo ormai assunto come diritto mentre chi si dibatte tra fame e altri stenti è animato dal senso di una giustizia che non arriverà a meno che non si scateni una vera e propria guerra civile.


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La motivazione che vuole che tutto resti com’è risiede in quello che chi comanda definisce come stabilità, un ordine che se messo in discussione trasformerà automaticamente gli attori del cambiamento non in eroi ma in una minaccia al prosieguo della vita sul treno. Ma quando la ricerca di una verità nascosta (dov’è il costruttore?) che regge davvero a malapena gli equilibri prestabiliti, metterà tutto sotto una luce nuova, ci si accorge che le cose stanno sfuggendo di mano e le conseguenze della ribellione potrebbero non migliorare le condizioni della popolazione in perpetuo viaggio. Proprio qui si spezza tutto: la marcia in loop del treno che non deve essere interrotta viene messa a rischio proprio nel momento in cui le abitudini che mandano avanti le esistenze vengono rivoluzionate. I continui cambi di direzione che assume Snowpiercer lo rendono uno show di spessore che partendo dal disincanto cerca la strada per giungere alla realizzazione delle speranze tanto agognate.


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A metà della prima, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione che è già stata girata. E sulla sua pagina facebook circolano i primi teaser (attenti agli spoiler!) che annunciano che arriverà il prossimo inverno. Quale stagione migliore? Il cliffhanger nel finale apre diversi scenari, tre principali con conseguenti ricadute, che ci fanno sperare in un seguito ancor più avvincente di questo buon inizio. Appuntamento nel 2021.


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Valutazioni

DAL TRAILER ALL’INTERA SERIE
aspettativa risultato 8

SOGLIA D’ATTENZIONE
scorrevolezza media impegno medio

VISIONE
intrattenimento 8.5 qualità 7.5

Snowpiercer | stagione 1
drammatico, thriller, fantasy | USA | 25 mag - 13 lug 2020 | 10 ep / 47 min | Netflix

ideatore Graeme Manson

personaggi interpreti

Melanie Cavill Jennifer Connelly
Andre Layton Daveed Diggs
Josie Wellstead McConnell Katie McGuinness
Bess Till Mickey Sumner
John “Oz” Osweiller Sam Otto
Ruth Wardell Alison Wright
Jinju Seong Susan Park
Bennett Iddo Goldberg
Zarah Sheila Vand
Roche Mike O'Malley
L. J. Folger Annalise Basso
Miles Jaylin Fletcher
Sayori Lena Hall
Avi Roberto Urbina
Pixi Aariak Sasha Frolova
Fergus McConnell Benjamin Haigh
Alexandra Cavill Rowan Blanchard
Pike Steven Ogg
Suzanne Sarah Strange
Patterson Dylan Schmid
Nikki Genêt Madeleine Arthur
Mr. Wilford Sean Bean

critica IMDB 6.7 / 10 | Rotten Tomatoes 6.3 / 10 | Metacritic 55 / 100

camera RED Epic Dragon 
aspect ratio 16:9

 

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