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The Umbrella Academy | stagione 2 | la recensione

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 16 Settembre 2020 nel canale CINEMA

“Dopo l'enorme successo della prima stagione, la famiglia Hargreeves torna per sventare una nuova minaccia globale. Immaginando che se Kennedy non fosse morto a Dallas nel'63 forse lo saremmo stati tutti poco dopo.”


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Dopo che nel 2019 è stata scatenata l’apocalisse i fratelli Hargreeves vengono proiettati a scaglioni nella Dallas degli anni ’60, ognuno ignaro della presenza degli altri, giusto prima dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy. Numero Cinque, ultimo arrivato nel 1963, scopre che evitarne la morte significherà scatenare la guerra atomica tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Immediatamente prima di essere spazzato via con gli altri dal fuoco nucleare, riesce a tornare indietro insieme all’agente Hazel che gli spiega che hanno dieci giorni per impedire un’altra fine del mondo.


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Quando all’inizio del 2019 arrivò la prima stagione di The Umbrella Academy c’era un po’ di scetticismo fondato sull’idea che fosse solo “un’altra serie di supereroi”. Tesi avvalorata dai critici che la accostavano a Doom Patrol a marchio DC e agli X-Men della Marvel. La presenza di Ellen Page (nominata agli Oscar come protagonista per Juno del 2007 a soli 20 anni) che oltre che da Inception, veniva da due episodi cinematografici dei succitati eroi mutanti (X-Men - Conflitto finale e X-Men - Giorni di un futuro passato) e di Robert Sheehan protagonista della fortunata serie britannica a base di superpoteri Misfits, accentuava quel pregiudizio. Ma una volta entrati nel mondo dei “fratelli” Hargreeves si avvertì subito che c’era molto di più di un’apparente copia. La storia, nota ai più, racconta di sette bambini nati in diversi luoghi del globo lo stesso giorno e adottati da un miliardario che li cresce con lo scopo di combattere il crimine. E se la prima stagione della serie ha ottenuto consensi pressoché unanimi la seconda arriva persino a superarla. Le potenzialità sviscerate in questi nuovi dieci episodi contengono forza e determinazione e non solo in un’azione coreografata nei minimi dettagli da regie puntuali (dalla prima stagione tornano Stephen Surjik, Ellen Kuras e Jeremy Webb, nella seconda entrano anche Amanda Marsalis, Sylvain White e Tom Verica) affiancate da effetti visivi impeccabili, ma anche dall’infaticabile lavoro degli sceneggiatori sui personaggi, approfonditi e messi alla prova continuamente. E i nuovi ingressi di Lila, Raymond e Sissy (oltre a tre tizi biondi molto violenti) rendono l’intreccio più intrigante, appassionato e profondo.


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L’ipertrofico Luther (Numero Uno, nel fumetto chiamato anche Spaceboy) dotato di forza sovrumana dopo i quattro anni passati sulla Luna, è diventato pugile e guardia del corpo di Jack Ruby, il gangster che di lì a poco avrebbe ucciso Lee Harvey Oswald a sua volta accusato dell’omicidio Kennedy. Ancora legato alla fredda figura del padre, farà anche i conti coi sentimenti che prova da sempre per Allison. È un uomo fisicamente forte ma con un lato affettivo molto profondo, è un idealista che a volte sconfina nell’ingenuo.

Il vigilante Diego (Numero Due, Kraken) che riesce a curvare la direzione dei coltelli di cui è un abile lanciatore, finisce in manicomio a causa della sua convinzione dichiarata che il Presidente subirà un attentato. Nell’istituto di detenzione incontra la stravagante Lila con cui matura l’idea di fuggire. È deciso, testardo e passionale, a volte fin troppo. L’incontro con la ragazza che ha perso i genitori da piccola in circostanze non del tutto chiare, lo renderà più malleabile ma anche, a momenti, confuso sul da farsi.


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L’attrice di successo Allison (Numero Tre, Voce) capace di piegare la volontà delle persone con un sussurro, si batte per i diritti civili al fianco del neo marito Raymond e di un gruppo di attivisti di colore. Nonostante sia sposata non resiste a provare e ricambiare l’affetto di Luther e si sente in colpa per non aver mai sostenuto a sufficienza Vanya. È una donna solare e positiva, apparentemente in costante equilibrio ma con diversi e irrisolti conflitti interiori.

Giunto per primo nel passato, nel 1960, Klaus (Numero Quattro, Medium) che nei pochi momenti in cui è sobrio può comunicare coi morti, è dapprima finito come soldato nella guerra in Vietnam e al ritorno è diventato suo malgrado il guru di una setta di hippie affiancato dal fratello Ben (Numero Sei, Horror) che può contenere creature provenienti da altre dimensioni ed è morto da giovane e per questo può essere visto solo da Klaus. Ben ottiene di entrare nel corpo di Klaus per riassaporare la realtà. Klaus è sconclusionato, libertino, svogliato ma quando finisce al centro degli eventi peggiori in qualche modo il suo caos rimette ordine. Ben che finora era stato solo una presenza passiva assumerà qui un ruolo chiave.

Cinque può compiere salti nello spazio e nel tempo e durante uno di questi è rimasto intrappolato in un futuro post-apocalittico per molti anni. Entrato a far parte di un’organizzazione che gestisce il continuum spazio temporale, la Commissione, riesce a tornare nel presente esteriormente ancora giovane ma con una saggezza superiore a quella degli altri. Per questo appare arrogante e spietato nonostante le sembianze di ragazzino.


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La violinista Vanya (Numero Sette, Violino Bianco) appena giunta nel passato ha perso la memoria in seguito a un incidente. Accolta da una famiglia di contadini stringe un profondo legame con Sissy, moglie di Carl e si occupa del figlio Harlan, un bambino affetto da un ritardo cognitivo. Vanya è la più controversa tra i protagonisti, è dolce, generosa, ma il fatto di essere vissuta come diversa rispetto agli altri fratelli ha creato in lei una distanza emotiva difficile da colmare. Nella prima stagione sembra ottenere i giusti riconoscimenti salvo poi trovarsi tradita e usata. Stavolta dovrà ricordare chi è con l’aiuto di chi in passato non è stato in grado di starle vicino.

Reginald è il ricco padre adottivo dei ragazzi. Anche se animato da nobili intenzioni è rigido, scaltro ed affettivamente arido. In questa stagione incontra i figli prima di averli adottati e stabilirci un contatto risulterà ovviamente complicato se non impossibile.

The Handler è un’agente della Commissione a capo di Hazel (interpretato da Cameron Britton, lo stesso attore che nella serie Mindhunter veste i panni dell’enorme serial killer Ed Kemper), Cha-Cha e Cinque. Spietata e manipolatrice cerca di salire i gradini gerarchici dell’organizzazione attraverso i peggiori soprusi e i più spietati omicidi. Grazie a valigette quantiche può spostarsi anche lei nello spazio-tempo animata soltanto da ambiziosi scopi personali.


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The Umbrella Academy è tratta dal fumetto omonimo creato e scritto dal cantante statunitense dei My Chemical Romance Gerard Way e illustrato dal fumettista brasiliano Gabriel Bá. Composto inizialmente da due parti, Apocalypse Suite del 2007 e Dallas del 2008 entrambi di sei capitoli ha trovato un seguito con Hotel Oblivion nel 2018 di sette capitoli più materiale ulteriore pubblicato a settembre 2019. Nel luglio del 2020 gli autori hanno annunciato una quarta parte dal titolo Sparrow Academy. Secondo questa linea dovremmo aspettarci almeno altre due stagioni della serie.


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Questa seconda stagione prende una forma ancor più accattivante soprattutto per il fatto che mescola gli elementi di fantasia con quelli storici realmente accaduti. E la guerra atomica paventata all’inizio ricorda moltissimo la bomba da amare senza preoccuparsi del Dottor Stranamore di Kubrick, anche se con esiti differenti. Un altro accostamento cinematografico è quello con Ritorno al futuro in cui Doc spiegava al giovane Marty che doveva evitare in tutti i modi di trovarsi di fronte a un sé stesso alternativo perché la cosa avrebbe generato un non ben definito paradosso spazio-temporale.  Be’ qui, a un certo punto ne vengono elencate le conseguenze immediate. Secondo il manuale della Commissione, capitolo 27 sottoparagrafo 3B le fasi della psicosi del paradosso sono sette. Che aspettate ad andare a scoprirle?


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Nel finale accade qualcosa di inaspettato che porta immediatamente a nuovi inquietanti sviluppi che ribalteranno le sorti di tutti i sopravvissuti. Per cui, nonostante non ci sia ancora stata conferma, ci si aspetta una terza stagione al più presto. Soprattutto pensando al fatto che l’anno scorso Netflix aveva annunciato che dopo il solo primo mese di programmazione, la prima stagione di The Umbrella Academy era stata vista da oltre 45 milioni di abbonati diventando la terza serie più vista nel 2019.


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Valutazioni

DAL TRAILER ALL’INTERA SERIE
aspettativa 7.5 risultato 8.5

SOGLIA D’ATTENZIONE
scorrevolezza medio/alta impegno medio

VISIONE
intrattenimento 9 qualità 8

The Umbrella Academy | stagione 2
fantascienza, commedia, drammatico | USA | 31 lug 2020 | 10 ep / 57 min | Netflix

ideatore Steve Blackman (dal fumetto di Gerard Way e Gabriel Bá)

sviluppo Jeremy Slater

personaggi interpreti
Vanya Hargreeves Ellen Page
Luther Hargreeves Tom Hopper
Diego Hargreeves David Castañeda
Lila Pitts Ritu Arya
Allison Hargreeves Emmy Raver-Lampman
Klaus Hargreeves Robert Sheehan
Numero Cinque Hargreeves Aidan Gallagher
Ben Hargreeves Justin H. Min
The Handler Kate Walsh
Hazel Cameron Britton
Cha-Cha Mary J. Blige
Reginald Hargreeves Colm Feore
Raymond Chestnut Yusuf Gatewood
Sissy Cooper Marin Ireland
Pogo Adam Godley

critica IMDB 8.6 / 10 | Rotten Tomatoes 7.8 / 10 | Metacritic 67 / 100

camera ARRI Alexa LF, Arri Alexa (Alexa 65), ZEISS Supreme Prime Lenses

aspect ratio 16:9 HD

 

 

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: stazzatleta pubblicato il 17 Settembre 2020, 16:55
irriverente, paradossale, macabra e grottesca a tratti.
consigliata senza riserve
Commento # 2 di: the_real_redeagle pubblicato il 17 Settembre 2020, 16:59
A me è piaciuta molto questa stagione così come la prima. Speriamo mantenga lo stesso livello anche per la prossima.
Commento # 3 di: AlbertoPN pubblicato il 17 Settembre 2020, 21:22
Io me la sono “bevuta” in una giornata sola (questa seconda serie).
Concordo sulla speranza che possano mantenere questo livello di qualità.