Emidio Frattaroli ha detto:
1- non sarebbe il caso di andarci molto più cauti con il WiFi?
2- non sarebbe meglio lasciare accessi i terminali WiFi solo il tempo necessario e non H24?
3- non sarebbe meglio, quando possibile, utilizzare i collegamenti cablati?
1- Sicuramente si.
2- Sicuramente si, oltre che per l'eventuale danno alla salute, anche per l'eventualità che qualcuno crakki le protezioni (quando ci sono!!) e navighi a sbafo. In più, si risparmia energia.
3) Sicuramente si. Le canaline spesso esistenti per il doppino telefonico dovrebbero poter agevolmente ospitare un cavetto dati Cat5 o Cat6
Il principio della massima precauzione vale anche nel caso dei collegamenti WiFi (Parliamo di GIGAhertz, quindi MICROONDE).
Nell'eventualità che non facciano male, si è risparmiato un po' di energia, ma nell'eventualità che si scopra che fanno male, si è perlomeno ridotta l'esposizione a onde potenzialmente nocive.
Aggiungo al calderone, anche le onde elettromagnetiche generate dalla rete elettrica domestica, con particolare riguardo al momento del sonno durante la notte!!!
Io ho "risolto" con un disgiuntore di rete collegato alla sola zona notte che "scollega" la rete 220V al momento che si spegne l'ultima utenza, ricollegandola non appena viene rilevato un assorbimento.
http://www.coufal.ch/de/produkte/netzfreischaltung/index.php
C'è una scienza "parallela" che si occupa dei danni alla salute provocati dai campi elettromagnetici, di qualunque natura essi siano.
Tenete presente che non conta "solo" l'entità del campo e la frequenza, ma anche la durata dell'esposizione.
Recentemente, anche sulle rete RAI, si è parlato dei disturbi del sonno generati dall'esposizione alle onde elettromagnetiche del telefonino.
Ci sono studi oggettivi che legano casi di leucemia infantile alla vicinanza si tralicci dell'alta tensione...e cosi via...
Non sguazzare nel WiFi, pur utilizzandolo quando serve, è una forma di intelligenza
