Caro Marco, ti considero una persona acuta e perspicace, ma ho come l'impressione che taluni tuoi interventi, e conseguenti "botta e risposta", siano animati esclusivamente da uno spirito critico
fine a se stesso o, permettimi di insinuarlo, talvolta dovuti ad una insufficiente documentazione o analisi dell'argomento.
Ho ormai superato i 2 anni di proiezione in Constant Height 2,35:1 e sull'argomento ho scritto più volte, nel tempo e nello spazio virtuale della rete, molto, molto più di quanto ti andrò a rispondere. Per cui perdonami se ti apparirò sbrigativo o non del tutto esaustivo riguardo certe argomentazioni, ma sono certo di aver già approfondito altrove, anche fuori da questo forum.
Prima di arroccarti sulla tua posizione, Marco, credo che avresti dovuto chiederti, come mai il Cinema, nella sua lunga storia, partendo dal formato c.d.
Academy (4:3), si è evoluto verso formati via via sempre più
panoramici (ossia allungati
in orizzontale), fino a toccare alcuni costosi e macchinosi eccessi come il
Cinerama (3:1), stabilizzandosi in seguito sul
Panavision (2,35÷2,40:1, erroneamente ma comunemente chiamato "Cinemascope").
La ragione è una sola: cercare di avvicinarsi il più possibile al fisiologico
campo visivo umano, che si estende molto
orizzontalmente, ma è alquanto ridotto in verticale. La sensazione di "disagio da schermo troppo grande" deriva generalmente da un eventuale eccesso
in altezza, e non in larghezza! Infatti solo il
Cinerama sarebbe stato in grado di rispettare piuttosto fedelmente le proporzioni tipiche della fisiologia umana, mentre tutti gli altri formati meno panoramici, Panavision compreso,
rischiano di diventare "troppo alti" molto prima che "troppo larghi".
Ti invito a far caso non solo all'
estensione ed alla
qualità della
"visione periferica", ben superiori in orizzontale piuttosto che in verticale, ma anche alla
mobilità dei bulbi oculari, molto più ampia e soprattutto agevole
in orizzontale (la testa non andrebbe
mai mossa durante la visione cinematografica).
Chiarito ciò, tutto il resto viene da sè.
Ti faccio il mio caso: dalla mia distanza di visione di m 3 (vincolo "architettonico"), volendo avere uno schermo
più grande possibile mi sarei dovuto fermare ad una altezza massima di m 1,2 (ragionevole limite massimo = distanza di visione / 2,5). Ciò, in 16:9, avrebbe dato luogo ad una base di 2,13 m, decisamente troppo poco per del software che nasce "panoramico", ossia il Panavision.
Ecco così spiegato il ricorso alle soluzioni c.d.
Constant Height mediante le quali,
pur rispettando il normale angolo di visione verticale, in presenza di software idoneo si riescono ad ottenere angoli orizzontali ben più coinvolgenti ed appaganti.
Sulla base di quanto appena esposto, pur dovendo sottostare ad alcune limitazioni nella scelta del VPR, oppure ad un esborso extra (lente anamorfica), oggi andrei senz'altro su uno schermo ancora più largo del mio attuale, e cioè un 2,40:1 da m 3x1,2. E ciò grazie alla diffusione del software HD, che invece era ancora assai raro verso fine 2006, quando commissionai ad una perplesso Franco Ferrari (Maxivideo) il mio attuale schermo 2,50x1,064 (2,35:1). A suo tempo, infatti, mi limitai a tali misure perchè, andando oltre, la percezione dei limiti di risoluzione del PAL avrebbe compromesso la gradevolezza della visione (senza dire dei limiti di luminosità del VPR).
Marco75 ha detto:
Devo dire che mi è sembrata una "castratura" se mi passate il termine: perché autoridursi le dimensioni del 16:9 ? perché è ideologicamente più corretto ? a me viene da sorridere.
Pensi ancora che si tratti di una "riduzione" del 16:9 piuttosto che di un ampliamento del 2,35:1?

Ti sembra ancora una questione "ideologica"?
