Stack e Blend
Qualche parola di chiarimento:
premesso che un CRT 9" top level, con elettronica e tubi in ordine, ottimale sfruttamento del raster, e taratura certosina fornisce un'immagine di eccezionale qualità per gli standard attuali, su schermi fino a 3 metri di base, esistono sempre gli incontentabili per i quali la "straordinaria naturalezza d'immagine" di cui si parla in questo thread non è abbastanza, e cercano (riuscendoci...) di superare i limiti intrinseci della tecnologia CRT: fondamentalmente la (relativamente) scarsa luminosità con impossibilità a riempire schermi di grandi dimensione e la minore incisività dell'immagine rispetto ai migliori DLP.
Questi "incontentabili", disponendo di ambienti adeguati, di capacità tecniche superiori alla media, di una buona disponibilità economica (ma, con i prezzi attuali, non eccessiva) e soprattutto di grande pazienza e di tempo libero, possono seguire 2 strade:
1) Creare uno stack: ovvero disporre due proiettori uguali fianco a fianco o uno sopra l'altro (non importa se a pavimento o a soffitto); ciascun proiettore proietta la stessa identica immagine e la taratura viene fatta in modo da sovrapporre perfettamente le griglie di convergenza. Il principale vantaggio di questa disposizione è l'incremento della luminosità e della dinamica dell'immagine, con la possibilità di riempire senza difficoltà, schermi di dimensioni superiori. L'implementazione è relativamente facile e non richiede hardware specifico. Tuttavia, con queste realizzazioni si è comunque ancorati a dimensioni di schermo non eccessive (3,5-4 m al massimo in 16/9), il raster viene sfruttato solo parzialmente ed a valori di contrasto elevati (con conseguente ridotta durata dei tubi... e quando c'è da sostituire 6 tubi è un bel salasso...) e la definizione dell'immagine, se la taratura dei proiettori è meno che ottimale, può essere inferiore ad una soluzione con singolo proiettore.
2) Creare un blend: ovvero, disporre due (o più) proiettori fianco a fianco, ciascuno dei quali proietta solo una parte dell'immagine (parte destra o sinistra, nelle realizzazioni a 2 proiettori), con area di sovrapposizione (blend) più o meno ampia. La disposizione in blend presenta una serie di vantaggi: in primo luogo consente uno sfruttamento massimale dei fosfori, da cui consegue un aumento della luminosità e della definizione dell'immagine; in secondo luogo può essere utilizzata per creare schermi molto grandi, il cui limite è solo funzione del numero di proiettori utilizzati; in terzo luogo è la metodica preferita per creare schermi anamorfici (con aspect ratio 2,35 (2,40)/1). Mi spiego con un esempio:
supponiamo di voler creare uno schermo 4 metri di base con rapporto 2,35/1; l'altezza dello schermo sarà 1,70 metri. Se prevediamo un blend (area di sovrapposizione) di 30 cm, ciascun proiettore proietterà un immagine di 2,30*1,70 m, con rapporto di aspetto di circa 1,33. In questo modo, ciascun raster potrà essere utilizzato completamente sia nella dimensione orizzontale che verticale, il che, come si diceva consente di avere immagini molto definite e luminose, con minore sfruttamento dell'elettronica.
Date le potenzialità del blend, questa è attualmente la soluzione preferita dagli smanettoni dei CRT. L'implementazione (e veniamo ai problemi) è tuttavia difficoltosa, poichè i due proiettori debbono essere realmente identici e tarati nello stesso modo, anche per quanto riguarda l'equilibrio cromatico; inoltre, per le soluzioni a due proiettori, l'area di sovrapposizione cade esattamente al centro dello schermo ed è prodotta dalle aree laterali del raster, per le quali è molto più difficile ottenere la perfezione del fuoco sullo schermo; infine per creare un blend è necessario un hardware specifico che suddivida l'immagine nelle diverse parti da inviare ai proiettori attivi (solitamente in due parti essendo la maggioranza dei blend a 2 proiettori); questo hardware è piuttosto costoso nell'ordine di 3000 USD, se non sbaglio).
Spero sia utile alla discussione...
Ciao, Carmine