Bufala colossale, Nolan è rimasto folgorato dal "quadrato del Sator" (cfr wikipedia) e si è messo in testa di farci un film.
Il quadrato è palindromo, il che deve avere ispirato al nostro l'idea dell' "inversione temporale" di oggetti (e non solo) imbastendoci intormo il classico schema della "caccia al tesoro" (l' eroe deve trovare "qualcosa" - di cui non sa nulla se non che è di vitale importanza - seguendo una serie di indizi che lo portano da uno all' altro come appunto nella caccia al tesoro) condito dai soliti stereotipi narrativi (il "cattivo" è un miliardario russo con ricchezze dalle oscure origini, la "bella" è la di lui moglie (maltrattata e, ça va san dire, ricattata con la minaccia di separarla dal figlioletto) unica nota che vorrebbe essere originale è il protagonista nero che peraltro è immerso in un mondo in cui è l'unico di quel colore e lo spettatore si chiede come mai come agente speciale si sia scelto uno che spicca così nettamente tra la folla) ecc ecc
Nonostante gli sforzi il film (lunghetto...) riesce a tratti a risultare lento, con gente che discute con termini da "Il mondo di quark" di teorie fantascientifiche che dovrebbero giustificare una azione in cui oggetti che vanno avanti nel tempo ed altri che vanno indietro coesistono nello stesso spazio-tempo in modo stabile per un po' salvo poi sparire e manifestando strani comportamenti che le citate elucubrazioni dovrebbero giustificare.
Purtroppo a Nolan è sfuggito che ciò che rende "credibile" una storia non sono i noiosi bla bla che escono dallo schermo ma la magia dell' affabulazione per la quale lo spettatore decide che "vuole credere" a tutte quelle stupidaggini puramente e semplicemente perché la storia che gli piace tanto, che lo emoziona, sta in piedi se e solo se lui spettatore decide di credere.
Se la storia è piatta, i personaggi monodimensionali (ai limiti dei buratini di legno), le emozioni che colgono lo spettatore nel profondo mancano, il meccanismo non scatta.