Riprendo questo thread dopo un po' di tempo.
Invito magari a rileggere tutto quanto appena detto
valutando tutte le considerazioni segnalate.
Negli ultimi giorni di discussione sul forum e' stato chiaro
di come io sia assolutamente contrario all'equalizzazione attiva.
In linea generale sono piu' i problemi che si creano
che quelli che si risolvono. La necessaria manipolazione
del segnale audio e' concettualmente contraria
al principio di Alta' Fedelta', ed anche se sicuramente
consigliabile in installazioni professionali ed in altri
particolari casi per quanto riguarda l'ascolto musicale
tra le mura domestiche se ne puo' fare tranquillamente a meno.
Naturalmente questa e' solo una mia posizione
derivata da esperienze dirette ed indirette, ma chi e'
invece interessato all'equalizzazione attiva
trovera' su questo stesso forum altri interlocutori
ed altri thread in cui trattare l'argomento.
Mi piace di solito pensare di come l'attenzione
verso il proprio ambiente d'ascolto sia una sorta
di cura naturale per la musica, mentre l'equalizzazione
attiva assomigli di piu' ad un intervento chirugico.
Salvo casi eccezionali e comprensibili, chili di peso
corporeo in piu' si possono perdere sia con attivita' fisica e
corretta alimentazione che con interventi invasivi
di liposuzione, laser, etc.
Insomma scegliete voi la strada!
Nei prossimi giorni aggiungero' sicuramente altri
argomenti, adesso mi viene in mente di far presente
un semplice metodo per individuare i punti
riflettenti delle vostre pareti. Punti dove
sicuramente potrete posizionare materiale assorbente,
tube traps o simili.
Prendete dei lunghi nastri di carta d'alluminio di
qualche cm di altezza, va bene anche il domopack,
ed applicateli perimetralmente al vostro ambiente d'ascolto
ad un altezza da terra pari alle vostre orecchie (occhi) da seduti.
Accendete alla stessa altezza una bella candela e posizionatela
al centro dei due diffusori principali.
Sedetevi nel vostro punto di ascolto principale.
Adesso osservate i punti in cui sul nastro perimetrale
si riflette la luce della candela.
Bene, siccome luce e suono sostanzialmente si diffondono
allo stesso modo, quelli che state osservando
sono punti di riflessione dei segnale musicali
e quindi trattabili secondo necessita'.
Magari qualcuno conosceva gia' questo metodo,
ma sicuramente e' utile ricordarlo.