Super banane....al potassio!

Ho attualmente sotto un D102 ed un CS122.... e quindi tanto scettico non sono.... Cerco di esseee realista e dare un giusto valore alle cose .....

Però sto imparando che le banane:

SUONANO - HANNO BISOGNO DI RODAGGIO - SONO PREFERITE A CAVI NUDI SPELLATI....

non è che state esagerando ? mi sono perso qualcosa domenica ??? scusate ma tutto ciò ha del surreale.....
 
Alf, per prima cosa sostituisci i tuoi cavi e metti qualcosa di piu neutro.
Io ho provato i miei cavi qed sia spellati che con due tipi di banane...quelle comprate domenica, hanno una marcia in più rispetto alle altre due configurazioni.
Come ho scritto prima, mi pare che il suono si stia "affinando" col tempo(ore di utilizzo).
 
Ma per favore dai,adesso pure il rodaggio alle banane....Che alcune elettroniche richiedano un lungo rodaggio ci puo' stare(gia' mi girano le bocce per le 600 del mio finale),i diffusori mi sta bene,che si dica poi che un tipo di cavo, cambi dal giorno alla notte con il rodggio,cosa che mi ha fatto venire il dubbio sulle qualita' di tale marchio, ma le banane no eh!!!
 
Ho attualmente sotto un D102 ed un CS122.... e quindi tanto scettico non sono.....[CUT]
Scusami forse ti avevo capito male ma in fondo non sei neanche uno sprovveduto che compra cavi da millanta euro al millimetro, il rodaggio delle banane.... Mah non vedo quale reazione meccanico/chimica lo possa giustificare.... Al contrario dei cavi,casse,elettroniche , se poi lo stesso cavo suoni meglio bananato io non lo so ,
ciao
 
Ultima modifica:
@ TUTTI

Questa è una Sezione tecnica, pertanto i post inseriti dovrebbero essere con contenuti di tale tipo, se volete fare battute aprite una discussione in Altri Argomenti, se non avete niente di serio da dire sull'argomento del titolo non siete obbligati ad intervenire comunque.

Ciao
Nordata, apprezzo il tuo sforzo nel far sì che le discussioni non travalichino giusti limiti di decenza, volgarità, ecc., così come apprezzo i tuoi interventi sempre caratterizzati da disamine concrete, basate su una reale conoscenza dei fenomeni fisici, che spesso tentano di riportare alla realtà presuntuosi valinoqui. Ma permettimi di dire che un po' di sana ironia ci può stare in un 3D che ha un titolo che è tutto un programma, che esordisce con "nero infrastrumentale" (vi assicuro che in anni di carriera in orchestra, negli anni di corsi di musica elettronica in conservatorio, nè ai corsi di DSP in università non ne ho mai sentito parlare) e che prosegue con chi sostiene di udire miglioramenti rodando le banane. C'è un limite a tutto e se anche un po' di ironia o sarcasmo, neppure troppo celati, possano aiutare a riflettere o insegnare qualcosa, beh...ben vengano.
 
Colgo l'occasione del post riportato qui sopra, ad opera di Andreaf per chiarire alcune cose.

Non è, nè lo è mai stato, vietato fare commenti ironici (sempre nei limiti del buon gusto ed educazione, ovviamente), però la cosa non deve essere fine a sè stessa, ossia, non ci si deve limitare a fare un commento ironico e basta.

Ci sono iscritti che quasi non fanno altro, intervengono, fanno una battutina o qualche accenno a questo o quell'amico, magari di cose avulse dall'argomento trattato o cose simili.

Questo non va, si può fare un intervento ironico, ogni tanto, ma possibilmente all'interno di un intervento serio ed in tema.

L'ironia deve essere il contorno, ma poi si deve giustificare il proprio intervento con argomenti seri.

Non si condivide il modo come questo argomento è stato introdotto o proprio non si accetta questo discorso? Benissimo, la cosa è perfettamente accettabile, ma si deve giustificare il proprio dissenso, portando esempi, possibilmente validi o verificabili, inserendo magari link a discussioni non fatte da altri pinco pallo in qualche altro forum, ma da persone che abbiano una certa qual credibilità, non certo l'operatore che produce il prodotto; un testo presentato a qualche Convenction AES riguardante l'argomento sarebbe la benvenuta (e non credo che qualcuno avrebbe qualcosa di ridire).

Sicuramente se sono prodotti che producono tali effetti se ne sarà sicuramente parlato in una di tali occasioni (che, ricordo, sono il ritrovo delle menti più valide nel settore audio e l'occasione per portare a conoscenze le ultime innovazioni teoriche e/o pratiche).

Per tornare a bomba, come ho già avuto modo di ricordare il forum non è un social network, ma vorrebbe essere qualcosa di più serio, fate in modo che lo sia.

I frizzi e i lazzi lasciateli da parte, chi entra a leggere una discussione perchè ha bisogno di informazioni ne fa volentieri a meno, anzi, sicuramente si scoccia per dover leggere interventi che non portano a nulla di utile, ma fanno solo perdere tempo nel leggerli.

Vorrei sapere anche io cosa è il "nero infrastrumentale", se qualcuno vuole fornire una definizione chiara da cui si possa capire cosa ascoltare/capire per valutarlo, usando termini inequivocabili e riconosciuti da tutti sarà il benvenuto.

La richiesta vale anche per tutti gli altri termini usati solitamente in queste occasioni.

Ciao
 
A parte che ci ho messo un po' per capire se stava scherzando o diceva sul serio... direi che si potrebbe estrapolare questa frase:

"....Nella riproduzione audio il “nero” può essere richiamato per esprimere l’assenza di distorsione (a livello spettrale) o di mascheramento (a livello spaziale): due strumenti appaiono divisi nello spazio quando tra uno e l’altro si percepisce l’assenza di ulteriori sorgenti (il silenzio, il nero)...."

Questa mi sentirei di condividerla.
 

Perdonami, ma non mi aggiunge niente. La dissertazione dell'ottimo Mario Bon non definisce nulla. Non vi leggo la definizione universalmente riconosciuta di codesto "nero infrastrumentale".
Parla di nero come assenza di distorsione o non sovrapposizione di frequenze e avrebbe, come egli dice, potuto anche parlare di bianco o addirittura di altra tinta se avesse optato per un viraggio diverso dello sfondo dell'immagine piuttosto che un semplice reverse. E quindi, disco cromatico di Itten alla mano, potremmo noi stessi tutti prodigarci in fantasiose e "colorite" pseudo-definizioni...dell'acqua calda. Ecco quindi il "ciano infrastrumentale", "indaco ultra...", ecc...

E vorrebbero farci credere (produttori in primis, ovviamente) che esistono dispositivi, più o meno esoterici, capaci di farci percepire questo o quello: tali banane, tali palle, tali punte...sulla base spesso di nessuna comprovata caratteristica fisica distintiva o comunque non rilevabile dal nostro povero sistema uditivo. In altre parole la tanto agognata essenza del suono che taluni conseguono, descrivendola con termini alti, fantasiosi e superiori, è talmente trascendentale da sconfinare spesso e sovente nella psico-acustica.

Quindi, prima di ricercare l'impossibile, impariamo a riconoscere in un insieme strumentale un flicorno da un corno e da un corno inglese (facile anche se i nomi ingannano) o un oboe da una musetta (più difficile).
Familiarizziamo con la teoria musicale, con almento qualche rudimento di fisica ed acustica perchè le nostre capacità di ascolto e di analisi possano maturare in modo consapevole tenendoci alla larga da millantatori e ciarlatani.
Scusatemi per lo sfogo.
 
mah sarà nero, giallo,verde,ciano etc.. ma gli strumenti li sento distanziati di almeno mezzo metro
Mi vanto di avere un ottimo udito (comprovato e assodato da molti) ma che mi stia venendo l'orecchio bionico??

@Max cosa diavolo ci sarà in ste banane :D
 
Se si parla di Distorsione la stessa può essere perfettamente e direi anche facilmente misurata, che sia quella Armonica Totale, o quella di Intermodulazione, non certo però ad orecchio, strumento molto imperfetto e facilmente ingannabile che, nei casi peggiori, la può avvertire come un senso di fastidio, specie all'ascolto prolungato.

Per cui perchè invece di parlare di termini che, lo so, fanno tanto setta riservata a pochi iniziati e, cosa più importante, fanno molto colpo, non si usano i termini che già esistono?

All'inizio di questa discussione avevo suggerito, guada un po', una semplice misura, che guarda, caso ritrovo nell'esempio linkato.

E' facile allora vedere quanta distorsione viene eliminata (o aggiunta) con il tal accessorio (o senza), perchè non si segue questa strada? Non mi si venga a dire: "Perchè le misure non tutti le capiscono", fose non lo si fa perchè le misure devono essere fatte in un certo modo, bisogno sapere cosa si sta facendo e perchè (oltre ad avere gli strumenti adatti, oltre un certo livello, non basta una scheda audio, anche se di buona qualità. come purtroppo ho visto fare anche da chi si ammanta di un'aura da esperto) ma, cosa più importante, verrebbe a cadere la possibilità per il primo che passa di magnificare con termini fantasmagorici questo o quel prodotto, senza però l'onere della prova.

Per quanto guarda la "separazione degli strumenti" la cosa dipende in primis da tanti fattori.

Si deve intanto premettere che, a parte le riprese di concerti dal vivo, la separazione o la scena sonora, è un un artifizio, ricostruito, non esiste nella realtà di quella registrazione e dipende dall'estro del sound engineer del momento o dal produttore, poichè è creata con la rotazione del controllo del panpot di quel canale (o gruppo di canali) sul mixer.

Agli albori delle incisioni stereo si inviava un gruppo di strumenti su un canale ed il rimanente sull'altro, la voce esattamente al centro; all'ascolto si avevano 3 entità ben separate, cosa abbastanza brutta da ascoltare(se non c'era una voce c'erano due gruppi ben separati, esattamente confinati nei due diffusori, lì sì che il nero era davvero nero.

Si è poi passati alla tecnica di "spalmare" i vari strumenti su tutto l'arco, dall'estrema sinistra all'estrema destra, ruotando più o meno il controllo suddetto.

Pertanto uno strumento sarà più presente su un canale e più o meno sull'altro, non ci sarà mai una separazione netta, come avveniva agli albori.

Dopo tutto questo esiste un altro fattore: la diafonia, della testina nel caso di un giradischi e dell'elettronica.

Con questo termine si indica la differenza (in dB) di un segnale presente solo su un canale rispetto allo stesso che "trafila" indesiderato nell'altro (poichè la perfezione non è di questo mondo).

Le testine dei giradischi (complice anche la tecnica di incisione del disco) sono il tallone di Achille, la diafonia in questo caso è sempre bassa non si potrà mai avere la seporazione totale, nel caso delle elettroniche ormai, a meno che non siano delle ciofeche immonde, il problema non si pone, tralascio la diafonia nei registratori a nastro, ormai in disuso.

Entra poi in gioco il fattore principale: l'acustica ambientale, poichè le riflessioni dell'ambiente hanno effetti deleteri (o miracolosi) sul risultato finale per quanto riguarda la famose "scena sonora".

Teoricamente il segnale del diffusore sinistro dovrebbe arrivare solo all'orecchio sinistro, idem per il destro, questo in linea di massima, ma la cosa è impossibile proprio a causa delle riflessioni ambientali, già intervenendo sulle prime riflessioni si hanno risultati strabilianti (oltre agli effetti sul suono in generale) e la scena, la spazialità, l'arcobaleno infrastrumentale ne traggono risultati degni di nota, senza ricorrere a cavi spine, banane, punte, spray, scatolette, mattoni o kiwi, colorati di giallo o meno.

Ciao
 
E' una cosa che aumenta:
quanto minori sono:
- distorsione d'intermodulazione di preampilificatori, amplificatori, convertitori, diffusori;
- tempi di decadimento;
- rumore;
- distorsione armonica,
e quanto maggiori sono:
- smorzamento;
- dinamica;
- risoluzione effettiva, ovvero, capacità di riprodurre senza distorsione anche i segnali delle armoniche più deboli.
In pratica è una cosa che dipende dalla qualità dei sistemi attivi e dalla qualità dei trasduttori dell'impianto (trascurando le registrazioni).
Ciao, Enzo

P.S: @ Nordata.
Solo dopo che ho scritto ho visto il tuo post...
 
Ultima modifica:
Per cui perchè invece di parlare di termini che, lo so, fanno tanto setta riservata a pochi iniziati e, cosa più importante, fanno molto colpo, non si usano i termini che già esistono?
La definizione "nero infrastrumentale" infatti già esisteva. Non se l'è certo inventata Doraimon. Io l'ho sempre letta nelle recensioni di apparechi hi-fi, e l'ho capita solo quando l'ho provata.

P.S.: abbiamo capito che per te, cavi, punte, e accessori vari sono tutte trappole. E' una tua opinione, ma per tante altre persone queste "trappole" funzionano. Il problema, semmai, è nel dare loro la giusta importanza e, soprattutto, nel loro costo: quello sì, spesso, assolutamente non giustificato.
 
...già intervenendo sulle prime riflessioni si hanno risultati strabilianti...
Vero, però spesso bisogna fare di necessità virtù, in quanto nei punti di prima riflessione caso mai c'è la porta e/o dalla parte opposta, la finestra con un bel termosifone sotto. Purtroppo non sempre si possono fare i trattamenti idonei. :)
 
Era meglio se domenica mi stavo zitto.... Siamo partiti dalle banane e siamo arrivati al nero ... Vabbene. Il giusto prezzo dite? A me 5 euro sembravano pure troppe figurati quelle da 100, poi le acustiche ambientali sono la sostanza di come suona un impianto , per mia sfortuna lo so bene, stracontento se il ricorso a tali risorse produca effetti udibili sul suono dei compagni d'avventura di questo forum, il giorno che deciderò di investire tanti millanta euro sui componenti vedremo se cambierà qualcosa nel frattempo mi ascolto lo zecchino d'oro ahimè :rolleyes:
 
Top