SACD/DSD e mercato: ovvero se il 99% sono sordi anch'io devo tapparmi le orecchie

antani ha detto:
Il SACD è un formato nato morto per un semplice motivo: non si può copiare. .......

C'è un altro formato che non si può copiare. Il vinile. E non mi sembra proprio che sia morto.
Come non è morto il sacd .... esistono più di 5300 titolo diversi ed altri ne escono, sempre troppo pochi per me. Purtroppo è destinato ad essere un mercato di nicchia anche se il fatto che la sony sta facendo uscire nuovi lettori sacd pure buoni a prezzi onesti.
 
@Roberto M: sono in totale accordo con te!
Tra l'altro, nel campo della classica non è che il catalogo sia poi così da buttare anche dal punto di vista delle novità. Un esempio sono tutte le nuove incisioni delle sinfonie di Mahler, di Shostakovic, Tchaikovsky, ... anche con interessanti direttori al di fuori dello star-system della scuderia DG (che ultimamente mi pare non proponga quasi più nulla che vada appena fuori dall'ovvio, sia come repertorio che come esecutori).
Purtroppo ci sono ancora delle grosse (enormi direi) lacune in campo operistico. Però ci si consola con un tot di versioni dei Requiem di Verdi e Mozart.
Ciao,
Siro.
 
qualche considerazione sparsa inrelazione ai precedenti commenti:
Antani ha ragione da vendere, il sacd non ha avuto fortuna perche' non e' copiabile. Inutile fare un paragone col vinile, e' assurdo. Il vinile e' ormai (a torto o a ragione) un oggetto di culto, uno status symbol, una forma di memorabilia modaiola che ha e avra' sempre, tra alti e bassi il suo spazio. Sara' un caso che attualmente il vinile sta conoscendo una seconda giovinezza? Secondo voi quanti di quelli che si comprano un giradischi sono veramente amanti della buona musica e quanti vogliono solo fare i fighetti? Il sacd non e' e non sara' mai una moda, non e' nulla e' solo un supporto che suona bene, ma non ha appeal, non e' bello esteticamente, non ha storia (il vinile E' la musica) e provoca interesse solo in chi se ne intende e ama la buona riproduzione, per gli altri e' un normalissimo cd che oltretutto non si puo' copiare!
I generi ed il mercato: la musica classica e' bella, bellissima, una forma d'arte che arricchisce l'animo, un'espressione del genio umano, tutto quello che volte, ma e' un genere di nicchia, non fa mercato (come e' stato detto) e non si puo' pensare di gettare le basi per il successo commerciale di un nuovo standard su un genere di nicchia, sarebbe (e') un suicidio. Ricordiamoci che l'ago della bilancia della guerra tra vhs, betamax e video2000 e' stato il porno... A me personalmente la classica piace ed emoziona, pero' la ascolto pochissimo perche' sono convinto (e questo e' un altro aspetto della faccenda) che vada ammirata in un concerto dal vivo altrimenti annoia e confesso che ho un po' di simpatica antipatia (eh eh) nei confronti di chi crede che esista solo quella. La musica e' comunque bella, il mare sconfinato di generi contemporanei racchiude delle perle preziose, degli artisti che a modo loro emozionano e catturano come la classica, ma che soprattutto fanno il mercato! Non puoi gettare le basi per un nuovo formato prescindendo dai pink floyd (un solo sacd a catalogo e fatto pure male), peter gabriel (praticamente tutta la produzione su sacd e suona davvero bene), springsteen, the who, ma chi piu' ne ha piu' ne metta. Sono questi che vendono, non beethoven (anche se se lo meriterebbe, sich). Non dico di pubblicare d'alessio su sacd (ma vogliamo scommettere che se quel demente si trovasse solo su sacd ci sarebbero milioni di casalinghe armate di sacd? bleah).
Concludo lo sproloquio ribadendo che non si puo' pensare di fare mercato con pochi numeri, e' lo stesso motivo per cui l'hifi, quella seria e l'ht serio sono generi che piano piano stanno venendo soppiantati (l'ht regge botta meglio, ma prima o poi...) da compattoni, mp3, televisori a millemilla pollici da due lire e divx...
Tra qualche anno un 3d simile avra' come titolo: BLURAY e mercato: ovvero se il 99% sono ciechi anch'io devo coprirmi gli occhi?


Ciao ciao
 
leggendo il tuo trade mi viene in mente una considerazione: Il Blu ray prenderà piede( e lo prenderà perchè gli investimenti sono già stati fatti) quando troverai le pile di blu-ray a 9.99, 8.99 etc, per il momento è presto, ma inizia già l'oprezione commerciale, ci sono blu ray a 20 euro sconto 20 alla cassa, cofanetti in special price tipo la trilogia di spiderman a 40 euro e siamo solo all'inizio, inoltre i TV ad alta definizione te la stanno buttando dietro, quindi nostro malgrado sarà solo questione di tempo....ma è morto ad esempio l'HD-DVD che si dice andasse anche meglio....e questo la dice lunga (solita guerra fra formati vinta dal più forte, non dal migliore).

Vogliamo veramente dare nuovo lustro al SACD?: Lettori multiformato anche nei modelli " da patume" , prezzo uguale al cd e scatoloni di SACD in promozione assieme ai cd.
Ma sappiamo già essere una cosa irrealizzabile.

Gigi d'Alessio in SACD? ( ma vorrebbe solo in sacd perchè altrimenti acquistano il cd) perchè no? venderebbe sicuramente di più di "pierino e il lupo" di Prokofiev ( che è comunque già conosciuta come opera).

A quanto pare Sony pur non rinnegando ciò che ha inventato non intende investire in modo massiccio in pubblicità per un prodotto che difficilmente potrebbe raggiungere quote di mercato adeguate all'investimento da fare.

Cordialmente
 
Mi inserisco nella discussione solo per chiedervi qualche info, ovvero:

Sono (stato) appassionato di Alta Fedeltà, vent'anni fa ne sapevo qualcosa ma adesso, per tante ragioni, sono rimasto davvero indietro. In questo lasso di tempo, ho visto nascere (e morire) diversi standard (DAT/DCC/MD...), mentre ho praticamente "saltato" il SACD.

Qualche settimana fa ho acquistato il numero 300 di AR, per nostalgìa (tanta nostalgìa...) e per "sbirciare" l'accaduto degli ultimi anni, che per l'appunto mi hanno visto assente in ambito HiFi.

Cosa c'entra questo con la discussione? C'entra perché una cosa che ho notato nelle recensioni dei dischi è... l'assenza (totale!) di recensioni di SACD (oppure me le sono perse, se sbaglio correggetemi).

Pur sapendo che il formato non è in buona salute (commerciale), sono rimasto davvero molto, molto sorpreso.

Di più: ho notato che anche i costruttori di lettori high end continuano a produrre lettori cd (e basta) di fascia alta e altissima, mentre in quel prezzo ci dovrebbe stare tranquillamente un lettore CD-SACD... O no?

Ciao!
Marco
 
Come ha scritto un discografico su un altro forum il problema grosso del sacd ma pure ancor più del br sono i costi di stampa ogni 100 copie.
In pratica stampare un sacd costa di più tanto che al rivenditore finale per forza il sacd deve costare tipo 2 o 3 euro di più ed allora tutti vogliono il cd. Il blu ray manco a parlarne perchè costerebbe in proporzione tipo 10 euro in più e quindi è completamente fuori mercato.
Si potrebbe sostenere che è così per la scarsa diffusione del sacd ed il discorso poi diventa tuatologico ma tantè.
Il fatto è che la differenza tra cd ed sacd si avverte solo con impianti hi-fi e ce ne sono pochi diffusi, è anche quello dell'alta fedeltà un mercato di nicchia non è come negli anni 70. Ora dominano i compattoni, la classe D, le microcasse dei computer l'home teather che "fa tutto" i lettori dvd che sono anche cd che quanto costano 100 euro sono "carissimi" (me lo diceva un collega convintissimo ....), e con queste cose, oggettivamente, non si sente la differenza tra un cd e un sacd ..... e nemmeno tra un sacd ed un mp3.
 
Noi sul SACD ci siamo arresi senza neanche provarci ma i giapponesi son tosti, e come al solito non mollano facilemente. Notate anche che le più toste sono macchine sempre a 2 canali e basta. Anche il mio inglesissimo Arcam comunque va molto bene ed è una macchina progettata espressamente per tirar fuori il meglio del SACD in 2 canali.
Come mai noi italiani abbiamo qualche produttore di CDplayer ma nessuno (almeno così mi pare) di SACDplayer? Sembra che i nostri piccoli produttori comunque cerchino più di far la concorrenza ai cinesi (vedi lampadine a gogo) che ai giapponesi (troooooppo avanti sempre!).
Ciao,
SC
 
sc_ita ha detto:
Ebbene perché mai costoro invece di farsi i fatti loro pretendono di imporre i loro limiti (culturali, auditivi etc) anche a chi questi limiti non li ha?
non ho capito questo punto del tuo intervento; ovvero se io ascolto mp3 con un impianto scarso, e non ascolto classica ma altro, in che misura limito te? come ti impongo dei limiti?

ciao
 
Me li imponi grazie ai meccanismi di mercato di cui si sta parlando diffusamente in questa discussione.
Se voglio guadagnare vendo quello che il 99% chiede e non investirò nulla per venire incontro al restante 1% (che per di più richiede molto più investimento... chiediamoci quanto costa tirar su un orchestra sinfonica e confrontiamolo con quanto costa produrre una band pop?).
E' il mercato, molto semplicemete (e democraticamente se preferisci) se il 99% ascolta i Duran-Duran allora per forza anch'io conoscerò chi sono i Duran-Duran. Ma di quegli stessi 99% nessuno sa nemmeno che esiste un Pierre Boulez, per non parlare di Messiaen o Dallapiccola o Maderna...
Saluti,
SC

P.S. scusa, dimenticavo il punto: quel che più mi irrita è il fatto che quel 99% pretende pure di venirmi a insegnare (vedere vari forum e discussioni in giro per il mondo) che il SACD/DSD non serve a niente perché tanto non si sente la differenza con RBCD usando anche argomentazioni tecnico-matematiche che non voglio commentare qui (certo che alla Sony e alla Philips sono tutti dilettanti allo sbaraglio, no?). Ma son io il primo a dire che non sento differenza tra SACD e RBCD fin che ascolto i Pink Floyd (che anche mi piacciono e che ascolto preferibilmente addirittura in vinile, guarda un po', con la mia piacionissima DL103R). Lasciateci in pace nella nostra nicchia! Per me pagare 20 euro per un SACD è sacrosanto come anche pagarli per un libro o qualunque prodotto dietro al quale c'è intelligenza e ricerca vera (non di mercato).
 
Ultima modifica:
quindi chiunque ascolti altro e in modi diversi, di fatto, non ti impone nulla.

Il processo di portare la qualità ad un numero più ampio di persone si è interrotto da tempo perchè costa molto ed è un investimento che non garantisce ritorni in tempi brevi, ma ritorni modesti e in tempi molto lunghi.

Purtroppo non potrai mai uscire dalla realtà stringente del mercato e dalla logica economica dei fenomeni.

ciao
 
@sc_ita
il tuo rischia di diventare un discorso fortemente egocentrico. Tieno conto che esistono un sacco di persone a cui della musica non importa un fico secco e non per questo sono socialmente ai margini...
 
Avere ragione entrambi. Oggettivamente. Ma non completamente, dato che siamo anche fatti di soggettività.
Concedetemi però che a guardarmi un giro mi possano girare un po' ... sul fatto della marginalità sociale, beh, questa è tutta mia, lo so. Non trovo mai nessuno con cui scambiare due chiacchere a proposito dei quartetti di Ligeti (che pur ha avuto la fortuna di essere scelto per alcune colonne sonore di Kubrick).
SC
 
Per rispondere meglio a spidertex: i meccanismi del mercato sono un po' come quelli dei sistemi democratici in cui la maggioranza decide.
Se il 100% delle risorse sono ripartite a favore del 51% della maggioranza allora ecco spiegato il perchè c'è di fatto una vera e propria imposizione che penalizza il 49%. Per questo nelle democrazie che funzionano c'è una costituzione che deve essere rispettata e garanzia anche per la minoranza.
Nel caso nostro del SACD stiamo 98% contro 2% ma ciò nonostante l'imposizione sul 2% rimane un'imposizione. Il meccanismo dell'imposizione è subdolo, ma c'è. Si quadagna di più a vendere spazzatuta e allora (ci) si (auto)convince tutti che la spazzatura è buonissima (gnam, gnam).
Ciao,
SC
 
Ultima modifica:
A me dispiace per il 2% cui tu fai riferimento, ma oggi non esistono imprenditori illuminati, soprattutto nell'industria discografica. O forse il loro essere illuminati si è scontrato con perdite non più sopportabili.

Non nel campo della classica in cui sono un perfetto ignorante, ma nel campo della musica black o rock non esistono più imprenditori come Amhet Erthegun o Berry Gordy o Chris Blackwell o simili che hanno rischiato in proprio proponendo musica, per quei tempi, completamente nuova e diversa. Correndi i rischi del caso.
Il mercato era diverso i tempi di rientro più dilatati e i costi di investimento, soprattutto pubblicitario, decisamente inferiori.

Oggi tutto ciò non è possibile, l'industria crea i gusti del pubblico e li dirige investendo e volendo avere un adeguato ritorno economico.

Io credo che l'imposizione di cui parli non sia dovuta al pubblico che non vuole altro, ma piuttosto all'industria che vuole andare sul sicuro, confezionando ad arte pacchetti che debbano costare il meno possibile e permettere di guadagnare il massimo possibile.

In tutto ciò ovviamente tendono a sparire due componenti fondamentali: l'arte e la qualità.

ciao
 
scusa, dimenticavo il punto: quel che più mi irrita è il fatto che quel 99% pretende pure di venirmi a insegnare (vedere vari forum e discussioni in giro per il mondo) che il SACD/DSD non serve a niente perché tanto non si sente la differenza con RBCD usando anche argomentazioni tecnico-matematiche che non voglio commentare qui (certo che alla Sony e alla Philips sono tutti dilettanti allo sbaraglio, no?)
Sony è la stessa che fa il 99% del mercato.....è una dilettante allo sbaraglio? Ti potrà mai dire che l'sacd suona peggio o uguale?

Detto questo, non mi ritengo di far parte del 99% del mercato eppure penso che l'sacd sia inutile. Già dai tempi dei dvd-a potevamo avere una qualità comparabile (secondo i tuoi criteri) a quella dell'sacd e non ce l'hanno data. L'sacd è stato inventato e spinto da sony soprattutto per evitare copie e per giustificare questo lucchetto hanno cercato di sviluppare un sistema tecnicamente migliore di quello del CD (tecnicamente migliore non vuol dire che la miglioria sia udibile). Ora che non hanno più il pudore di mettere lucchetti senza giustificazioni non si sognerebbero neanche di migliorare il sistema per giustificarne la chiusura!
Anzi, oggi ti vendono prodotti a qualità nettamente inferiore e lucchetata :(

Non è bello neanche che l'1% della popolazione dica che l'altro 99% è un babbeo con le orecchie tappate.....

Io non lo dico pur ritendo l'sacd un prodotto superfluo e, se posso permettermi di darti un consiglio, penserei più a curare l'ambiente che non a sentire le differenza tra un cd e un sacd.

Ciao.
 
@chiaro_scuro
ottimo, così ti sei presentato da solo!
Con il tuo intervento in questo 3D hai dato una perfetta dimostrazione alla mia tesi, ponendoti proprio nel 99% che condanna alla sparizione il rimanente 1% (ovvero quelli che le orecchie se le deve tappare), e con aggiunta di bel pizzico di arroganza. Che ne sai tu di come io mi curo del mio ambiente d'ascolto? Bell'intervento, complimenti.
Sulla copiabilità che dire: malissimo, sul fatto di copiare i CD penso anche molto peggio di quanto ti immagini...

SC
 
Ultima modifica:
Che ne sai tu di come io mi curo del mio ambiente d'ascolto?
Non siamo bambini e certe cose non ce le dobbiamo dire. Purtroppo è così per il 99,9% delle persone. E se vuoi possiamo giocarci anche qualche euro ;)

ponendoti proprio nel 99% che condanna alla sparizione il rimanente 1%
Dove ho scritto una cosa del genere?
Solo perchè io ritengo superfluo l'sacd, condannerei te che lo apprezzi e che lo acquisti? O vuoi che io compri l'sacd anche se non mi interessa pur di far vivere quel formato?

ovvero quelli che le orecchie se le deve tappare
Dove l'ho scritto?

sul fatto di copiare i CD penso anche molto peggio di quanto ti immagini...
Sempre perchè non siamo bambini, capisco la tua posizione ma non dovresti ignorare la posizione dell'altro 99%.

Ciao.
 
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