Io ho risposto, anche se semplificando, alla tua domanda.
Le tecniche di base per una registrazione stereo sono quelle.
Quanto meno, l'ultima registrazione che ho fatto (di musica sacra, in una chiesa, con coro e trio d'archi e basso continuo) per la realizzazione di un CD l'ho fatta in quel modo.
In questo caso si può sicuramente parlare di ricostruzione della "scena sonora" più o meno aderente alla realtà, quanto meno in senso orizzontale, sulla profondità ci sarebbe da discutere.
Ma, al di fuori delle registrazioni dal vivo, quando la stessa viene effettuata in studio la scena sonora, nella stragrande maggioranza dei casi, non esiste.
I musicisti, anche se suonano tutti assieme, specialmente per i piccoli gruppi. saranno sparsi nello studio, con posizioni atte a minimizzare i rientri tra un microfono e l'altro, qualcuno magari sarà anche separato da barriere o in un apposito box (tipico della batteria), il posizionamento dei microfoni sarà per lo più molto vicino alle sorgenti, specie nel caso di strumenti amplificati; per finire, moltissime volte la voce sarà registrata in un secondo tempo.
In questo caso, ripeto non infrequente, di quale scena sonora si può parlare, di quella che il produttore ha deciso di dare al brano, ma che nella realtà non è mai esistita ?
Eppure anche con registrazioni di questo tipo ho sentito disquisire sulla posizione del cantante o di un musicista più arretrato rispetto ad un altro.
Che poi nel campo audio "esoterico", che già il nome mi fa un po' sorridere, vi siano molti che ci marciano, non lo puoi negare e per molti di questi il termine "imbonitore" non è sicuramete fuor di luogo, specialmete per chi non fornisce la benchè minima spiegazione tecnica e/o scientifica per le proprie asserzioni.
Ciao