antani ha detto:
Il gain non varia al variare dell'angolo di visione, ma è una caratteristica intrinseca dello schermo, misurata secondo una precisa metodologia. La descrizione la puoi trovare
qui.
Bene... Sono a casa!
Alla prima affermazione ho già risposto chiaramente prima, ma mi ha molto incuriosito il sistema di calcolo del gain descritto nel PDF della Harkness che hai linkato ed ho cercato di approfondire un po'.
Come giustamente scriveva
Marco, per indagare ulteriormente bisognerebbe conoscere le caratteristiche del carbonato di magnesio...
Volendo andare a fondo alla questione, cercavo il modo di comparare i due metodi... finchè non mi sono imbattuto, sempre nel sito della Harkness, in una
presentazione Power Point che, alle pagine 18 e 19, presenta due interessanti tabelle che mettono in relazione flusso luminoso (in lumens), dimensioni schermo e, appunto, il gain. (In particolare, riferendosi a sale cinema, quella di pag.18 si riferisce a schermi 2,35:1, mentre l'altra a schermi 1,85:1).
Proprio quello che serviva! (ovviamente do per scontato che queste tabelle rispecchino la definizione di gain che loro stessi hanno pubblicato nel PDF sopra citato).
Per farla breve, ho applicato il "mio" metodo di calcolo e, come chiunque può tranquillamente verificare,
si ottengono in ogni caso *esattamente* gli stessi risultati della tabella.
Per la verifica, oltre alla formula che ho riportato qualche post più sopra (
ftL = lux * screen gain / 10.76) serve anche la formula che mette in relazione flusso luminoso ed illuminamento e cioè:
lux = lumens / sup.schermo in metri quadrati.
Esempio: 1° caso della tabella di pag. 19 (schermi 1,85:1)
Superficie schermo = 80,35 mq (base 40 piedi = 12,192 m X altezza = 12,192/1,85 = 6,59 m)
Illuminamento schermo = 150,6 lux (i 12100 lumen della tabella, diviso gli 80,35 mq appena calcolati)
Luminanza schermo = (150,6 * 1) / 10,76 =
13,996 foot-Lambert
...come volevasi dimostrare!
Il metodo che tu indichi, quello del "confronto" con un materiale di riferimento (magnesium carbonate), ha l'unico vantaggio di non costringere alla misurazione di
2 grandezze diverse (illuminamento e luminanza), che richiedono
due strumenti diversi, e funziona perfettamente perchè evidentemente fa riferimento ad un materiale scelto appositamente per soddisfare la legge matematica che mette in relazione queste 2 grandezze senza alcuna alterazione (appunto, "gain unitario").
Ovviamente preferisco continuare ad avvalermi del metodo "matematico", dato che quello "approssimato" è l'altro! E poi perchè non dispongo di un pannello di carbonato di magnesio
