Salve a tutti di nuovo!
Come scrivevo tempo fa, mi ero ripromesso di colmare diverse lacune relative a certi registi dell’estremo oriente, in particolare il signor Johnnie To da Hong Kong.
Ho parzialmente rimediato e vi posso senz’altro consigliare i seguenti titoli:
Election – 2004
Si deve eleggere il nuovo capo della triade e i due candidati in lizza non si fanno scrupoli per convincere i numerosi capobanda a votare per loro, inclusa la caccia a un antico scettro, simbolo di comando.
Un film dallo svolgimento un po’ discontinuo se vogliamo, con alcune lungaggini e interruzioni dell’azione e numerosi personaggi di contorno che possono disorientare.
D'altronde si fa ricordare per alcune sequenze memorabili, come la frenetica caccia allo scettro da parte di una banda di scagnozzi, il faccia a faccia centrale dei due gangster - in auto, con un codazzo di guardie del corpo che li segue per il centro città - e il finale in riva al fiume…
Exiled – 2006
Il gangster Wo si è ribellato al suo boss Fay tentando di ucciderlo e poi si è rifugiato in esilio a Macao. Ma il boss vuole saldare i conti e manda 4 killer, suoi vecchi amici d’infanzia, che però, dopo un primo scontro, in nome dell'amicizia mai sopita si alleano con Wo contro il boss.
Omaggio alla fratellanza e solidarietà virile, con alcune delle migliori facce da duri del cinema orientale.
Pochissimi dialoghi, ma scontri a fuoco orchestrati come balletti rarefatti. Vedi il prologo nella piazzetta assolata come in un western - che poi passa nel buio di una catapecchia, o la sparatoria concitatissima nel casermone del dottore clandestino.
PTU – 2003
Un poliziotto in borghese perde la sua pistola una sera, durante un inseguimento. Se denuncia il fatto la sua carriera sarà compromessa, ma un collega della Police Tactical Unit – sorta di ronda notturna di quartiere – si impegna ad aiutarlo, con la sua squadra, per ritrovarla prima dell’alba.
La trama è tutta qui, seguiamo semplicemente le avventure del sergente, della squadra PTU e di altri teppisti e poliziotti che incrociano la loro strada per le strade di Hong Kong.
Anche qui dialoghi ridotti a poche battute scambiate ai cellulari, contano solo le azioni, i movimenti, ma soprattutto le fantastiche scenografie dei vicoli urbani, illuminate solo dai lampioni stradali o dai neon dei locali.
Mi manca ancora qualche titolo importante, come A Hero Never Dies, ma To si è conquistato il mio rispetto.
Fra poco mi dedicherò a Takashi Miike…