rokk ha detto:
pioneer di sicuro ha sbagliato.....una delle fortune di samsung oltre la linea accattivante e' anche la pubblicita che si e' fatta...
quindi se non ti fai pubblicita'..... il soldo si fa con le masse.....non con i prodotti di qualita' ,costosi, per una minoranza di buongustai (nel campo tv...in altri settori magari e' diverso e la qualita paga sempre)
Mmmmm, da direttore mktg di una multinazionale dell'informatica e dell'home entertainment e da giornalista pubblicitaria devo cortesemente dissentire
La pubblicità aiuta senza dubbio a promuovere un prodotto ma non è mai, e sottolineo mai, il fattore competitivo determinante. Altrimenti sarebbe un equazione di successo troppo semplice e non spiegherebbe clamorosi flop commerciali sebbene preceduti da enormi battage pubblicitari (p.e., qualcuno più anziano ricorderà l'Arna, la kilometrissima Alfa...).
In generale, quello che conta per ottenere profitto è il corretto posizionamento del prodotto in funzione della struttura dei costi dell'azienda produttrice e, contrariamente a quanto sostenuto, indipendentemente dal prezzo e, in taluni casi, persino dei grossi volumi :O (esempio di scuola, la Ferrari o la Bentley che non sono certo brand di massa, o, per cambiare settore merceologico, Patek Philip e Vacheron Costantin per gli orologi: avete mai visto una loro pubblicità???).
Vero è che per posizionare al meglio prodotti molto costosi è utile sviluppargli intorno la percezione dello status symbol (e per far questo, ancora una volta, non è la pubblicità canonica il veicolo da utlizzare ma iniziative ben più complesse e articolate nel tempo) e, nel mercato dei Tv, l'unica ad averlo fatto seriamente è stata Bang & Olufsen che, infatti, è la sola a potersi permettere sistemi audio video da 20000€ e più, dato che nelle case dei "ricchi" è considerato un must.
Pioneer è un'azienda che conosco molto bene per averci lavorato per 5 anni negli Usa e per averla tuttora come competitor su altri settori.
Per me l'errore più grande che ha fatto è stato semplicemente quello di non aver capito il valore intrinseco del Kuro (e il fattore traino che avrebbe potuto avere) e di conseguenza di averne sbagliato il posizionamento di mercato lasciandolo nel guado tra lo status symbol e il prodotto di "massa" di fascia molto alta. Altro errore grave è stato quello relativo alla catena di distribuzione e di rivenditori che imho non era in grado di piazzare il prodotto al di fuori dei soli utenti tv tralascando appunto il target dei veri "ricchi".
So che sembrerà un controsenso ma, a volte, è meglio alzare significativamente il prezzo di un prodotto per decretarne il successo.