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OT di "Moore in America... e Guzzanti in Italia"

chicchibio ha scritto:
Transito brevemente in una discussione dove non credo nessuno abbia voglia di cambiare opinione.

Su Berlusconi si puo' pensare e dire tutto il male possibile ma ripeto che considero molto piu' pericolose le posizioni di coloro che fanno coincidere la liberta' di informazione col lavoro di Santoro, un vero e proprio bandito del video, un uomo intellettualmente disonesto anche se ottimo professionista.
Se la liberta' di informazione e' quella garantita da Santoro allora fa meno danni Berlusconi.

Cicchibio,
Questa vorrei proprio capirla:
Santoro non possiede televisioni e giornali, non decide cosa viene detto nelle televisioni pubbliche, non decide se berlusconi puo lavorare in rai, non possiede il potere economico di berlusconi. e tu credi che la liberta' di informazione e' in pericolo se santoro torna a fare il suo lavoro? come peraltro stabilito da ormai innumerevoli ssentenze in merito?, che la rai sotto, le pressioni di berlusconi continua a disattendere?
E' proprio vero, ogli popolo ha il governo che si merita.

ciao,
Stefano
 
chicchibio ha scritto:
Transito brevemente in una discussione dove non credo nessuno abbia voglia di cambiare opinione.

Su Berlusconi si puo' pensare e dire tutto il male possibile ma ripeto che considero molto piu' pericolose le posizioni di coloro che fanno coincidere la liberta' di informazione col lavoro di Santoro, un vero e proprio bandito del video, un uomo intellettualmente disonesto anche se ottimo professionista.
Se la liberta' di informazione e' quella garantita da Santoro allora fa meno danni Berlusconi.

Questo magari e' ciò che può pensare anche un 50% (o anche un 60% degli italiani). L'altra parte (il 50% o il 40%) può pensarla in maniera diversa.
Ricordo altresì prima che venga citato a sproposito il "principio di maggioranza" che tale principio vale nell'applicazione di qualsiasi scelta di natura assembleare (parlamento, etc.) e non anche nell'esercizio dei diritti fondamentali (libertà di manifestrazione del pensiero, di parola, di professione di fede) che vanno sempre tutelati a prescindere dalla quota percentuale che rappresentano.

Che poi moltissimi italiani non abbiano avuto alcunchè di che ridire anche durante il ventennio quando è arcinoto che la pluralità di informazioni era preservata (prima della seconda guerra mondiale erano attivi 66 quotidiani in Italia, un bell'esempio di pluralismo), è un altro paio di maniche che non so' quanto lustro fornisca al popolo italiano.
 
Re: :-)

pino lettieri ha scritto:
ma "è così bello poter dire male di Berlusconi

Non e' vero!
La cosa che mi rattrista e' che berlusconi e' stato a lungo un grande editore: per i suoi giornali lavoravano professionisti del calibro di montanelli e nelle redazioni delle sue emittenti professionisti altrettanto capaci come santoro(!) -parola di berlusconi(!!).
La rai, per contrastarlo aveva messo su programmi come TV7 (ve la ricordate? -che fine ha fatto?)

No, e' triste parlare di queste cose.
Ciao,
Stefano
 
luca ha scritto:
...Per la precisione : fino al 1980 condannato per associazione mafiosa ma prescritto. Dal 1980 assolto per il famoso articolo ( non me lo ricordo ora) relativo alle "prove non sufficienti"....
La sentenza d'appello di Palermo del 2 maggio 2003 a carico di Giulio Andreotti dovrà entrare nella storia dei media e del giornalismo. Assolto, hanno scritto tutti giornali, hanno detto tutti i telegiornali. Restituito l'onore al leader democristiano e alla Dc, hanno commentato festosi Pierferdinando Casini e tanti altri ex democristiani. Sconfitti definitivamente Gian Carlo Caselli e i magistrati palermitani, hanno sibilato i soliti commentatori dell'Italia alle vongole. Peccato che non sia andata così. È tutta un'altra storia.

Giulio Andreotti aveva nel processo palermitano due capi d'imputazione. Il «capo a»: associazione a delinquere per aver avuto rapporti, incontri e contatti con i boss di Cosa nostra pre-corleonesi, con la mafia di Stefano Bontate e Tano Badalamenti. Il «capo b»: associazione a delinquere di stampo mafioso per aver avuto rapporti, incontri e contatti con la mafia «vincente» di Totò Riina, dopo che i corleonesi avevano fatto fuori a colpi di kalashnikov Bontate e centinaia di mafiosi delle cosiddette «famiglie perdenti».

Il «capo a» si riferisce a fatti fino al 1980. In quell'anno Bontate viene ucciso e il suo posto viene preso da Riina. L'accusa è di associazione a delinquere "semplice", perché ancora non era stato introdotto il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, che sarà varato nel 1982. Da quell'anno, dunque, scatta la nuova imputazione, con pene maggiori e termini di prescrizione più lunghi: è il «capo b».

La sentenza d'appello conferma l'assoluzione concessa in primo grado per il «capo b», seppur con il riferimento al secondo comma dell'articolo 530 (ossia: per insufficienza di prove). La testimonianza del "pentito" Balduccio Di Maggio, quello che ha raccontato l'incontro con bacio tra Andreotti e Riina, non ha convinto i giudici.

La sentenza d'appello riforma invece l'assoluzione di primo grado per il «capo a», riconoscendo la prescrizione. Ossia: i fatti contestati sono avvenuti , i rapporti, incontri e contatti tra Andreotti e la mafia ci sono stati. «Fino alla primavera del 1980», precisa il dispositivo della sentenza: cioè fino alla data dell'ultimo incontro in Sicilia tra il leader dc e Bontate. Ma poiché non c'era ancora il reato d'associazione mafiosa, il più blando reato d'associazione "semplice" si prescrive in 22 anni e mezzo. Dunque nel dicembre 2002. Se la sentenza fosse arrivata cinque mesi prima, serebbe stata di condanna.

Da Qui'

Ciao,
Stefano
 
vernavideo ha scritto:
Cicchibio,
Questa vorrei proprio capirla:
Santoro [...]
E' proprio vero, ogli popolo ha il governo che si merita.

ciao,
Stefano

Santoro è un parlamentare, adesso non può fare un bel niente.

Questo tuo continuo lanciare strali dal Lussemburgo (ti hanno già fatto notare che la moralità, in quel Paese, finisce spesso sotto i tacchi, visto quello che ci gira), mi lascia perplesso. Come diceva il saggio: "Spesso si tirano fuori i principi solo per sbatterli in faccia agli altri".

P.S. Vedo che sulla legge ad personam, che si è fatto confezionare Prodi nella passata legislatura, nessuno ha detto nulla: come mai le televisioni italiane non l'hanno inculcato nella testa di tutti i poveri italiani residenti in Italia?!?:)
 
Luigi Somenzari ha scritto:
Questo magari e' ciò che può pensare anche un 50% (o anche un 60% degli italiani). L'altra parte (il 50% o il 40%) può pensarla in maniera diversa.
Ricordo altresì prima che venga citato a sproposito il "principio di maggioranza" che tale principio vale nell'applicazione di qualsiasi scelta di natura assembleare (parlamento, etc.) e non anche nell'esercizio dei diritti fondamentali (libertà di manifestrazione del pensiero, di parola, di professione di fede) che vanno sempre tutelati a prescindere dalla quota percentuale che rappresentano.

Che poi moltissimi italiani non abbiano avuto alcunchè di che ridire anche durante il ventennio quando è arcinoto che la pluralità di informazioni era preservata (prima della seconda guerra mondiale erano attivi 66 quotidiani in Italia, un bell'esempio di pluralismo), è un altro paio di maniche che non so' quanto lustro fornisca al popolo italiano.
Voglio essere schematico:
Berlusconi rappresenta un grave problema sul fronte dell'informazione e anche della divisione delle risorse del mercato pubblicitario. Un problema che va risolto, senza crociate ma con determinazione. Punto.

Il problema dell'informazione non si risolve pensando a una informazione libera perche' fatta da gente alla Santoro, capace giornalista ma uomo pericoloso per il modo scorretto e fazioso con cui usa le risorse di tutti.
Ricordo di aver sentito diversi interventi suoi in varie occasioni alle Feste dell'Unita' in diretta su Radio Radicale (apro una parentesi, l'unica emittente a fare da sempre servizio pubblico in Italia). Era il tempo in cui lavorava ancora in Rai ma l'accanimento e la ferocia inaudita con cui se la prendeva con la sinistra per non aver neutralizzato Berlusconi li ricordo con sgomento.
In Rai invece millantava distacco e imparzialita' salvo costruire sapientemente i suoi famosi agguati mediatici.
Ripeto, un uomo intellettualmente disonesto, surclassato da questo punto di vista, anche da quella macchietta di Emilio Fede.
 
chicchibio ha scritto:
Era il tempo in cui lavorava ancora in Rai ma l'accanimento e la ferocia inaudita con cui se la prendeva con la sinistra per non aver neutralizzato Berlusconi li ricordo con sgomento.

Visto il punto dove siamo arivati, non ti sembra che aveva ragione?

Ciao,
Stefano
 
erick81 ha scritto:
Questo tuo continuo lanciare strali dal Lussemburgo (ti hanno già fatto notare che la moralità, in quel Paese, finisce spesso sotto i tacchi, visto quello che ci gira), mi lascia perplesso. Come diceva il saggio: "Spesso si tirano fuori i principi solo per sbatterli in faccia agli altri".

Questa discussione verte sulla liberta' di informazione in italia (al 74 posto nella classifica redatta da freedomhouse rispetto all'11mo posto del lussemburgo)
Se vuoi parlare del riciclo denaro sporco perche' non apri una discussione dedicata?

Ciao,
Stefano
 
Centro

Ecco Stefano, è il punto che non capisco. A quale punto siamo arrivati? Cosa c'è che non va di così grave in Italia? BANDO ALLA RETORICA tipo "la gente muore di fame, i servizi pubblici eccetera, lasciamo eprdere e parliamo di cose concrete: Ma vi sentite privati di anche solo uno dei poteri che la costituzione ci pone? Ma davvero non potete leggere quanto sia bravo Prodi da nessuna parte? E davvero non può RAI TRE coi soldi di tutti fare una diretta pomeridiana per dare voce ad un "comizio? " L'ha fatto, lo fa. Nei giornali si scrive peste e corna di chi si vuole. Si può andare a Ballarò e dire peste e corna di Berlusconi e dei suoi famigliari. Si può andare da Lerner/Ferrara e dire ciò che si vuole. Ma insomma, ma davvero credete alla storiella del bavaglio? Ma dov'è questa impossibilità di dire ciò che si vuole, dove sono queste orde di manganellisti neri che girano come ronde la sera a picchiare quelli che imbrattano i muri di Sesto s.giovanni con vere e proprie schifezze dedicate a Berlusconi; in quale edicola è vietato vendere l'Unità? Ma davvero la libertà di informazione è e sta solo nel fatto che Santoro stia o meno di nuovo a fare comizi per la sinistra pagato anche da chi non la pensa come lui?
 
vernavideo ha scritto:
Visto il punto dove siamo arivati, non ti sembra che aveva ragione?

Ciao,
Stefano
Guarda, io condivido molte tue preoccupazioni ma dove secondo me sbagli e sbagli di grosso, sta nel considerare un ritorno al passato, il passato per intenderci fatto dai Santoro, dalle Annunziata, dai Deaglio, dai Lerner ecc. ecc. come una garanzia verso la corretta e libera informazione.
La realta' e' che essi sono da gettare via assieme a Berlusconi, sono l'altra faccia della stessa medaglia.
Quello che mi fa arrabbiare e' che questo in teoria in molti sono disposti a riconoscerlo salvo poi di fatto finire per prendersela solo col cavaliere: troppo comodo.

Riguardo ai tuoi integerrimi amici lussemburghesi fammi dire che la ricchezza di quel minuscolo staterello e' costruita sulla m..da economico finanziaria del resto d'Europa. Non credo proprio che dovrebbero mancarti, se solo lo volessi ma non lo credo, argomenti non dico per difendere il tuo paese, che non e' solo Berlusconi (o Santoro dico io) ma per indurli a riflettere che non e' da loro che possiamo accettare prediche.
Immagino che, ben conoscendo la provenienza della condizione di benessere del loro staterello, l' informazione locale che si fregia dell' undicesimo posto, parlera' tutti i giorni di questo strano status di stato fondato sull'illegalita', me lo puoi confermare?
Se non lo fanno potrebbe occuparsene Santoro......
 
Ultima modifica:
vernavideo ha scritto:
Questa discussione verte sulla liberta' di informazione in italia (al 74 posto nella classifica redatta da freedomhouse rispetto all'11mo posto del lussemburgo)
Se vuoi parlare del riciclo denaro sporco perche' non apri una discussione dedicata?

Ciao,
Stefano

Depuro il mio precedente post della parte OT:

Santoro è un parlamentare, adesso non può fare un bel niente.

P.S. Vedo che sulla legge ad personam, che si è fatto confezionare Prodi nella passata legislatura, nessuno ha detto nulla: come mai le televisioni italiane non l'hanno inculcato nella testa di tutti i poveri italiani residenti in Italia?!?:)
 
Re: Centro

pino lettieri ha scritto:
Ecco Stefano, è il punto che non capisco. A quale punto siamo arrivati? Cosa c'è che non va di così grave in Italia?
Al punto che:
Nessun telegiornale ha riportato che un importante rivista ha accussato (con tanto di prove) il il priimo ministro berlusconi
Nessun programma televisivo ha trasmesso una pubblicita della televisione di stato svedese incentrata sulla liberta di stampa avente per protagonista il primo ministro berlusconi
La quasi totalita' dei telegiornali ha spudoratamente mentito riguardo la conclusione del processo andreotti

Per non menzionare la non copertura di eventi non graditi al primo ministro berlusconi

Potrei continuare per ore e ore (mi basta sfogliare l'archivio del tageblatt)
Ma credo che il messaggio e' chiaro:
Come riporta giustamente freedomhouse in italia vige una liberta' di espressione parziale

Il resto,come si dice, e' fuffa!

Ciao,
Stefano
 
chicchibio ha scritto:

Riguardo ai tuoi integerrimi amici lussemburghesi fammi dire che la ricchezza di quel minuscolo staterello e' costruita sulla m..da economico finanziaria del resto d'Europa. Non credo proprio che dovrebbero mancarti, se solo lo volessi ma non lo credo, argomenti non dico per difendere il tuo paese, che non e' solo Berlusconi (o Santoro dico io) ma per indurli a riflettere che non e' da loro che possiamo accettare prediche.
Immagino che, ben conoscendo la provenienza della condizione di benessere del loro staterello, l' informazione locale che si fregia dell' undicesimo posto, parlera' tutti i giorni di questo strano status di stato fondato sull'illegalita', me lo puoi confermare?
Se non lo fanno potrebbe occuparsene Santoro......

Amen.
 
erick81 ha scritto:
Depuro il mio precedente post della parte OT:

Santoro è un parlamentare, adesso non può fare un bel niente.

P.S. Vedo che sulla legge ad personam, che si è fatto confezionare Prodi nella passata legislatura, nessuno ha detto nulla: come mai le televisioni italiane non l'hanno inculcato nella testa di tutti i poveri italiani residenti in Italia?!?:)

Non so' a cosa ti riferisci, ricordo bene che prodi fu indagato e assolto diverse volte. puoi essere + specifico? Qualche post fa avevi messo un link (non so se correlato) ma non riesco ad aprirlo.
Ciao,
Stefano
 
vernavideo ha scritto:
Non so' a cosa ti riferisci, ricordo bene che prodi fu indagato e assolto diverse volte. puoi essere + specifico? Qualche post fa avevi messo un link (non so se correlato) ma non riesco ad aprirlo.
Ciao,
Stefano

http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=666536

Visto che non tutti ci credono, ecco la storia della legge salva-Prodi

Roma, 27 SET (Velino) (...) ma come ando' la vicenda del falso in bilancio? La vicenda e' relativa al '96:Prodi era iscritto nel registro degli indagati del tribunale di Roma. Nata da una serie di esposti e notizie apparse sui giornali, l'inchiesta voleva far piena luce sulla privatizzazione della Cirio-Bertolli-De Rica. Il pm della procura della Repubblica di Roma Giuseppa Geremia, al termine dell'inchiesta chiese il rinvio a giudizio per Prodi e altri, compresi i componenti del consiglio di amministrazione dell'Iri. Conflitto d'interessi, violazione delle direttive del Cipe sul miglior prezzo, modifica delle condizioni a favore dell'acquirente, violazione dell'obbligo della continuita' produttiva, queste le ipotesi di reato allora contestate. Quando la Geremia chiuse l'indagine il Parlamento, nel frattempo, aveva gia' modificato la struttura del reato di abuso d'ufficio. Ministro della Giustizia dell'epoca era Giovanni Maria Flick, che fino alla nomina a Guardasigilli era stato l'avvocato di fiducia del Professore, anche davanti ai magistrati romani. Il Gip prese atto dell'avvenuta riforma e con la "formula del fatto non sussiste" boccio' la richiesta della procura. La Geremia avrebbe potuto opporsi e riaprire l'inchiesta, ma il Csm la promosse aggiunto presso la procura generale del tribunale di Cagliari.(...) Fu Antonio Di Pietro a chiedergli infatti perche' voleva vendere la Sme e lo stesso magistrato ancora recentemente ha sostenuto che "vendere una realta' imprenditoriale al prezzo che veniva offerto da De Benedetti (497 miliardi) era chiaramente una svendita. Capisco che Craxi si incazzasse".(...) (vum)

Quanto ad Europa 7, ripeto che, grazie alla malvagia legge Gasparri, può legittimamente trasmettere 4 o 5 canali in DTT. Perchè non lo fa?
Sempre attenendosi alla stessa legge, Elemedia (gruppo a cui fa capo L'Espresso), ha potuto acquistare RETE A, grazie alla quale trasmette un intero MUX DTT.

Riccardo
 
Veramente, dai.

Davvero: forse siamo andati oltre alle considerazioni di partenza.
Ognuno di noi, ha legittimamente "detto la sua" , ognuno di noi pensa legittimamente il contrario ideologico dell'interlocutore di segno contrario. Entrambi riteniamo di avere la verità in pugno, ma non è così, per nessuno dei due. La cosa si chiude con l'affermazione "chi non ha peccato scagli la prima pietra" , lo so è banale, ma credo che tutti noi dovremmo prenderla con un pochino di leggerezza in più. Le affermazioni "definitive" se non sono dei "vissuti", non contano. Non conta che un giornale o una proprietà editoriale dica peste e corna di un avversario politico: è troppo facile. Il 74 posto? Se ci credete davvero...Mah.

Per il resto, non temete/miamo: tra un po' Santoro, e tutta l'armata, ritornano, statene certi. Non appena quel cattivone di arcore sarà bandito (funziona anche come sostantivo!) tutto ritornerà come dice D'alema alla normalità, un Paese Normale.
I girotondini, non avranno più nulla da obiettare e nessuno spaccherà e distruggerà più Genova. Bertinotti sarà paladino della classe di quelli che guadagneranno un bel po' di più ed i pensionati saranno strafelici, vedrete: tutto sarà sublime. Soldi per tutti e tutto per tutti gratis, ovviamente. Più informazione per pranzo, cena e a volte anche a colazione: un po' più magri ma vuoi mettere: più informati. Mangeremo tutti meglio e di più, andremo in vacanza per anni non per giorni perchè l'economia farà passi da gigante , non verrà "umiliata da un governucolo di incapaci"; Santoro diventerà la voce delle libertà, Luttazzi il giullare di corte unico comico autorizzato, la guzzanti finalmente potrà dire ciò che vuole( ma che avrà da dire poi?) , Biagi ritornerà a ridire pèer la ottantesima volta che " la fidanzata di quel tale era incinta ma solo un po'" frasi assolutamente imperdibili; e udite udite, il prode Marco finalmente non scriverà più: cosa potrebbe dire a quel punto?
 
chicchibio ha scritto:
Voglio essere schematico:
Berlusconi rappresenta un grave problema sul fronte dell'informazione e anche della divisione delle risorse del mercato pubblicitario. Un problema che va risolto, senza crociate ma con determinazione. Punto.

Il problema dell'informazione non si risolve pensando a una informazione libera perche' fatta da gente alla Santoro, capace giornalista ma uomo pericoloso per il modo scorretto e fazioso con cui usa le risorse di tutti.
Ricordo di aver sentito diversi interventi suoi in varie occasioni alle Feste dell'Unita' in diretta su Radio Radicale (apro una parentesi, l'unica emittente a fare da sempre servizio pubblico in Italia). Era il tempo in cui lavorava ancora in Rai ma l'accanimento e la ferocia inaudita con cui se la prendeva con la sinistra per non aver neutralizzato Berlusconi li ricordo con sgomento.
In Rai invece millantava distacco e imparzialita' salvo costruire sapientemente i suoi famosi agguati mediatici.
Ripeto, un uomo intellettualmente disonesto, surclassato da questo punto di vista, anche da quella macchietta di Emilio Fede.

E chi ha mai detto che Santoro fosse imparziale? E' uno dei giornalisti piu' faziosi che io abbia mai sentito.

Ti ricordo che stiamo parlando di pluralismo dell'informazione che riporto testualmente da Dizionario di quel (comunista) che è il De Mauro significa: "condizione per cui in una società sono consentite e favorite l’espressione e la divulgazione di una pluralità di opinioni e credenze politiche, ideologiche e religiose anche se diverse da quelle della maggioranza ". Stop.

Vuol dire poter accendere la TV e non doversi sempre ritanare nella "risorsa indiana" di RAI3 per poter aver una versione diversa dai fatti.

E la volta che la maggioranza si "pappasse" anche l'ultima voce televisiva fuori dal coro? Non verrebbe anche ai piu' moderati un leggero brivido lungo la schiena in relazione allo stato di salute della pluralità di informazioni nel settore televisivo?
 
Ultima modifica:
X Luigi

Sono in pieno accordo con te. Si puo' fare informazione all'inglese, cercando di tenersi sopra le parti, oppure accettando che ognuno porti in modo esplicito una propria visione delle cose e che l'informazione nasca dalla numerosita' e dalla qualita' dei tanti contributi.
Da questo punto di vista l'Italia di Berlusconi non e' peggiore di quella di alcuni anni fa in cui regnava un desolante appiattimento culturale sulle posizioni della sinistra.
La Rai dei professori ne e' una testimonianza efficace.
Negli anni 80 e 90, che io mi ricordi, tutte, dico tutte le trasmissioni di approfondimento politico sono state affidate a giornalisti di sinistra, Andrea Barbato (in contemporanea direttore dell'Unita'), Enrico Deaglio, Gad Lerner, Lucia Annunziata, Michele Santoro e parecchi altri.

Per decenni le informazioni arrivavano filtrate da questo solido conformismo, erano i frutti di quella politica consociativa che avrebbe portato l'Italia allo sbando.

Allora io ti dico che allora ero contro come sono contro questa finta rivoluzione liberale di Berlusconi.
Io credo di avere tutte le carte in regola per contrastarne la politica, anche quella dell'informazione, non mi pare invece che chi lo contrasta con lo scopo di tornare ai bei tempi di una volta, mai esistiti, sia altrettanto credibile.

Questo sempre secondo me,

ciao,
 
chicchibio ha scritto:
X Luigi

Sono in pieno accordo con te. Si puo' fare informazione all'inglese, cercando di tenersi sopra le parti, oppure accettando che ognuno porti in modo esplicito una propria visione delle cose e che l'informazione nasca dalla numerosita' e dalla qualita' dei tanti contributi.
Da questo punto di vista l'Italia di Berlusconi non e' peggiore di quella di alcuni anni fa in cui regnava un desolante appiattimento culturale sulle posizioni della sinistra.
La Rai dei professori ne e' una testimonianza efficace.
Negli anni 80 e 90, che io mi ricordi, tutte, dico tutte le trasmissioni di approfondimento politico sono state affidate a giornalisti di sinistra, Andrea Barbato (in contemporanea direttore dell'Unita'), Enrico Deaglio, Gad Lerner, Lucia Annunziata, Michele Santoro e parecchi altri.

Per decenni le informazioni arrivavano filtrate da questo solido conformismo, erano i frutti di quella politica consociativa che avrebbe portato l'Italia allo sbando.

Allora io ti dico che allora ero contro come sono contro questa finta rivoluzione liberale di Berlusconi.
Io credo di avere tutte le carte in regola per contrastarne la politica, anche quella dell'informazione, non mi pare invece che chi lo contrasta con lo scopo di tornare ai bei tempi di una volta, mai esistiti, sia altrettanto credibile.

Questo sempre secondo me,

ciao,

Argomentata in tal modo mi piace molto come risposta. Circostanziata come argomentazioni anche se dalla sponda ideologica giustapposta alla mia.
 
Luigi Somenzari ha scritto:
Argomentata in tal modo mi piace molto come risposta. Circostanziata come argomentazioni anche se dalla sponda ideologica giustapposta alla mia.
Credo che se ci si avvicina al problema con serenita' di giudizio una soluzione la si possa trovare: concordiamo ad esempio sul fatto che l'informazione e' completa non se si finge obiettivita' ma se si presentano tutte le molteplici sensibilita' culturali e politiche. Quindi un equilibrio di alto profilo garantito dalla sovrabbondanza dei contributi.
Allora ritorno sulla mia idea:

Vendere 2 reti RAI e aprire ad un nuovo operatore il mercato TV spezzando il monopolio RAI-Mediaset.

Affidare alla rete rimasta sovvenzionata col canone obbligatorio il compito di garantire il servizio pubblico dell'informazione privilegiando la formula della diretta senza commenti: sedute parlamentari, congressi dei partiti, convegni, dibattiti, comizi, fili diretti, approfondimenti di ogni genere, 24 ore al giorno, fuori da ogni logica di Auditel.
Tanto per capirci e' cio' che fa da decine di anni una radio di partito, Radio Radicale, da questo punto di vista un esempio per tutti.
 
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