meglio il vinile o il cd? soliti litigi

Mirko ha scritto:
Il digitale suona tutto uguale, forse qualche piccola sfumatura, tra l'anologico di qualità con l'analogico economico c'è un abisso. Tra l'analogico e il digitale ...............:cool:

Diglielo a Lino e Rosanova, con quello che hanno speso !!!!!!!!!


Saluti
Marco
 
Ma chissenefrega! :D :D

Se riesco a trovare un disco bello che suona bene indipendentemente dal supporto me lo godo punto e basta.

Possiedo numerosi vinili ed altrettanti CD (in verità di CD un po' di più) che suonano benissimo, una buona registrazione lo è indipendentemente dal supporto.

Certo però che come i vecchi titoli amo ascoltarli in vinile i nuovi preferisco ascoltarli nel supporto più evoluto possibile.

Saluti. ;)
 
lanzo ha scritto:
insomma un agonia :)

é come con la musica classica, se prendi deutsche grammophon hai delle esecuzioni ottime ma si sente da schifo, i cd che si sentono bene sono registrazioni di valore artistico inferiore a causa

a che mi serve un superaudiocd se mi devo sorbire kool and the gang ? :)


Per favore visita http://store.acousticsounds.com
A parte i prezzi bassissimi, fai una semplice ricerca di artisti che vorresti ascoltare in SACD o DVD-A e poi vedrai ...
Se il problema è solo il software, allora addio LP;)

Locutus2k

P.S. Per la cronaca: io ho già acquistato svariati SACD e DVD-A da loro e mi sono trovato benissimo.
 
personalmente non condivido affatto il discorso che tutte le sorgenti digitali suonano uguale,comunque la superiorità del disco nero la si apprezza con giradischi e testine,senza dimenticare anche il resto dell'impianto cavi compresi,da una certa spesa in sù,altrimenti se si rimane nell'economico è preferibile il digitale.
 
personalmente non condivido affatto il discorso che tutte le sorgenti digitali suonano uguale,comunque la superiorità del disco nero la si apprezza con giradischi e testine,senza dimenticare anche il resto dell'impianto cavi compresi,da una certa spesa in sù,altrimenti se si rimane nell'economico è preferibile il digitale.

Assolutamente d'accordo: ho testato almeno 10 sorgenti a confronto con il mio Electrocompaniet e le differenze sono state abissali in molti frangenti, più blande in altre (ma comunque percepibilissime).
Sicuramente la differenza tra sorgenti analogiche è enormemente superiore.
Insomma, il digitale, pur con grandi differenze è comunque più "democratico" consentendo ascolti decenti anche senza ipotecare casa.
Ma se si cerca il top dei top l'analogico è ancora superiore; ripeto, non per sentito dire, per prove fatte ripetutamente sopra ogni ragionevole dubbio ed io NON HO una sorgente analogica.
Oggi il digitale ha fatto passi enormi e molta musica (più jazz che classica, pochissima rock) si ascolta alla grande con impianti di elevata qualità, ma l'analogico ha ancora qualcosa in più, tanto che molti, per enfatizzare i nuovi formati, dicono che suonano più "analogici" del CD!!!).
Per quanto riguarda SACD e DVD Audio, in realtà io non ho riscontrato superiorità devastanti in stereofonia, mentre in multicanale le cose (ma anche le spese) cambiano; ma il raffronto, secondo me non è completamente ortodosso.
Insomma la differenza secondo me, come è giusto che sia, la deve fare la musica: è inutile avere un impianto analogico stratosferico se la musica che ti piace non la producono su vinile; ma la stessa cosa dicasi per il SACD: attualmente dei più di 700 titoli in mio possesso, solo una 50ina sono anche in formato SACD o DVD Audio.
Questo è il vero limite del nuovo formato, se vuole diffondersi deve iniziare ad essere disponibile regolarmente per il 60/70% almeno delle uscite discografiche, altrimenti stiamo sempre ad ascoltare Sting o Coltrane ma nulla di ciò che rende vivo il panorama musicale... Ma forse sono andato OT, me ne scuso.
Comunque buon ascolto a tutti.
 
Mauro,
non divaghiamo: la disponibilità di materiale nell'uno o nell'altro formato non è elemento importante, al fine di definire se sia più bensuonante l'analogico od il digitale.
Attenzione al fatto che il "qualcosa in più" vantato spesso dai sostenitori dell'analogico potrebbe benissimo essere qualcosa "in meno", in realtà...occorre non trascurare l'aspetto psicologico dell'atto dell'ascolto o della visione.
Onestamente ritengo che il digitale di qualità, in virtù delle superiori capacità di tramite, sia molto più critico nei confronti di tutto il procedimento di registrazione rispetto al processo analogico, in grado di "smorzare" eventuali imperfezioni.
Fedeltà di riproduzione non vuole necessariamente dire piacevolezza all'ascolto: se non smembriamo questa dicotomia, non si faranno mai dei passi avanti nella riproduzione sonora.
Permettimi un esempio: ho una registrazione della 1812 di Tchaikovskj su DVD Audio Telarc, insieme a due o tre versioni in analogico (cd e vinile).
Bene, nella versione DVDAudio è stata sfruttata tutta la dinamica disponibile sul tramite per rendere le famose cannonate, e l'impianto...va in crisi su questo passaggio!Proprio perchè, ad un volume di ascolto normale, le cannonate sono talmente immanenti da mettere in difficoltà i woofers, mentre sulle altre incisioni a mia disposizione sono state mantenute ad un livello più basso, per scelta del tecnico che sapeva come il mezzo non fosse in grado di supportare il picco dinamico in questione.
Per cui, da un lato potrei dire che la versione analogica suona meglio...ma sarebbe sbagliato, perchè in realtà è solo più "eufonica", ma non per un effettivo vantaggio del supporto, quanto per un limite del resto della catena!
Una riproduzione effettivamente "fedele", invece, dev'essere tesa a rendermi, con precisione ed esattezza, quel picco dinamico!
Meditate, gente, meditate...
Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:

Una riproduzione effettivamente "fedele", invece, dev'essere tesa a rendermi, con precisione ed esattezza, quel picco dinamico!
Meditate, gente, meditate...
Ciao,
Andrea [/I][/SIZE]

Se per quello Andrea, gia' alcuni vecchi titoli ( degli anni 80 ) cd Telarc tra cui EIN Straussfest e la versione di allora della "1812" sono tuttora in grado di mettere in difficolta' parecchi impianti attuali, anche costosi :D

Saluti
Marco
 
andrea aghemo ha scritto:
Mauro,
Permettimi un esempio: ho una registrazione della 1812 di Tchaikovskj su DVD Audio Telarc, insieme a due o tre versioni in analogico (cd e vinile).
Bene, nella versione DVDAudio è stata sfruttata tutta la dinamica disponibile sul tramite per rendere le famose cannonate, e l'impianto...va in crisi su questo passaggio!Proprio perchè, ad un volume di ascolto normale, le cannonate sono talmente immanenti da mettere in difficoltà i woofers, mentre sulle altre incisioni a mia disposizione sono state mantenute ad un livello più basso, per scelta del tecnico che sapeva come il mezzo non fosse in grado di supportare il picco dinamico in questione.
Per cui, da un lato potrei dire che la versione analogica suona meglio...ma sarebbe sbagliato, perchè in realtà è solo più "eufonica", ma non per un effettivo vantaggio del supporto, quanto per un limite del resto della catena!
Una riproduzione effettivamente "fedele", invece, dev'essere tesa a rendermi, con precisione ed esattezza, quel picco dinamico!
Meditate, gente, meditate...
Ciao,
Andrea

L'alta fedeltà del basso profondo.:D Io che ho altri parametri:rolleyes:
 
a me interessa a livello tecnologico dove avvenga la perdita di timbrica (é stato detto e mai smentito vero?) nella trasposizione al formato cd audio
ammesso che si possano avere cd fatti male rispetto a vinile e viceversa
io ero convinto che la campionatura e la conversione fossero talmente al di sopra delle specifiche del sistema auditivo umano, da rendere il passaggio addiritura "lossless",
d'altronde non penso che incidano i dischi utilizzando master di cera e registrando in diretta no?

insomma il limite é dello standard audiocd o del digitale in sé ?

nell' ultimo caso allora spiegatemi come fanno i vinile a suonare meglio se partono da un master digitale? in qs caso é un effetto placebo no? :)

scusate le domande alla colombo, ultimamente sono un pò autistico :P

p.s.

ho trovato questo che mi piacerebbe ascoltare in vinile:


http://store.acousticsounds.com/browse_detail.cfm?Title_ID=8179
ECM-142021LG.jpg
 
Mirko ha scritto:
L'alta fedeltà del basso profondo.:D Io che ho altri parametri:rolleyes:

Mirko, l'alta fedelta' di tutti i parametri, nessuno escluso, a questo bisogna puntare.

Meglio un sistema completo che se la cava egregiamente in tutti gli aspetti, che uno che ne soddisfa ai massimi livelli solo alcuni, mentre in altri crolla fragorosamente.

Tipo Schumaker ( le 801 ) che guardava ........... :D

Saluti
Marco
 
Mirko ha scritto:
L'alta fedeltà del basso profondo.:D Io che ho altri parametri:rolleyes:

Ahh, Mirko, dai....
credevo avessi compreso come il mio fosse solo un esempio, e non certo un discorso limitato alle basse frequenze (che pure sono una parte importante del messaggio sonoro, visto che proprio tu ti sei costruito un sub da poco tempo, se non ricordo male...).

Potremmo parlare di come si possa avvertire la saturazione di un microfono in ripresa voce e questa possa essere intesa come una asprezza attribuita alla "digitalità" dell'impianto ed altro ancora!
Intendevo, in fondo, solo affermare come uno dei due tramiti possa spalancare degli orizzonti di fedeltà riproduttiva ben superiori a quelli dell'analogico, giunto ormai ai propri limiti intrinseci.
In altre parole, il digitale non solo suona bene, se è di qualità, ma soprattutto suonerà sempre meglio, a differenza dell'analogico, che è arrivato ad un punto dal quale non è possibile effettuare ulteriori progressi.

E volevo instillare anche un pò di sano dubbio sulle certezze granitiche che mi sembrano sbandierate da alcuni partecipanti del forum: chi è contento di dove è arrivato ed è convinto non si possa migliorare, si goda il suo "arrivo" e non si curi dei vaneggiamenti di quegli scellerati che, come il sottoscritto, pensano si possa fare dei passi in avanti e che la stereofonia di oggi stia alla realtà della musica come il Super8 sta all'alta definizione....

Ciao,
Andrea
 
lanzo ha scritto:
a me interessa a livello tecnologico dove avvenga la perdita di timbrica (é stato detto e mai smentito vero?) nella trasposizione al formato cd audio
ammesso che si possano avere cd fatti male rispetto a vinile e viceversa
io ero convinto che la campionatura e la conversione fossero talmente al di sopra delle specifiche del sistema auditivo umano, da rendere il passaggio addiritura "lossless",
d'altronde non penso che incidano i dischi utilizzando master di cera e registrando in diretta no?

insomma il limite é dello standard audiocd o del digitale in sé ?

nell' ultimo caso allora spiegatemi come fanno i vinile a suonare meglio se partono da un master digitale? in qs caso é un effetto placebo no? :)

scusate le domande alla colombo, ultimamente sono un pò autistico :P

p.s.

ho trovato questo che mi piacerebbe ascoltare in vinile:


http://store.acousticsounds.com/browse_detail.cfm?Title_ID=8179
ECM-142021LG.jpg

Lo standard cd e' vecchio ormai, nacque con alcune limitazioni, legate principalmente alle possibilita' tecnologiche di quel tempo, ma ormai ci sono i DVD-Audio e i SACD, ed anche i vecchi cd possono in parte essere "risanati" con sofisticate tecniche.

Se ad esempio hai un masterizzatore dvd e' possibile convertire un cd audio in dvd video con solo tracce audio a 96Khz/24 bit.

Oltre al ricampionamento a 24bit e l'upsample a 96Khz. tramite un sofisticato algoritmo, ci si svincola anche dal problema del fragile sistema di correzione degli errori dei cdaudio e a conseguenti letture scadenti dovute a meccaniche e ottiche di lettura non all'altezza.

Ecco il link : www.eximius.nl

Saluti
Marco
 
Io non so se avete mai sentito un analogico di alto livello. E' totalmente diverso dal digitale, il digitale è piatto, senza armoniche senza aria attorno agli strumenti. E' una macchina senza cuore. Forse tutto questo digitale vi serve per farvi apprezzare tutto quel po po di roba che vi mettete in casa, perchè senza regolazioni non può suonare. Io sono per l'impianto essenziale: Il miglior trittico analogico, il miglior pre e finali, e le migliori casse.
 
Microfast
grazie ottimo link

Mirko
Hai tribute disc2? poesia vero?

io sono sempre più confuso,

visto che l'obbiettivo dell' hifi é rendere il suono quanto più conforme a quello originale, c'é qualcuno che frequenta concerti e/o teatri ed é pure audiofilo?

poi entra in gioco la sensibilità soggettiva

non sarà una diatriba senza via d'uscita?



:confused:
 
Mirko non é che il tuo impianto sia troppo votato all'analogico e abbia difficoltà con sorgenti digitali?

da ignorante mi viene da pensare all' ampli valvolare che ha di pregio una bassissima attitudine all' intermodulazione, ottimo per una sorgente + "sporca" e con poca soglia segnale/rumore - magari si rileva poco robusto verso la più precisa e dimamica sorgente digitale, quest'ultima magari si aspetta di essere sfruttata in maniera completamente diversa, per esempio portare l'impianto a potenze più elevate mantenendo pulizia e precisione del suono

sto dicendo un mucchio di s******* ?

:rolleyes:
 
e' il colmo!!!!

Adesso finisce che passo per un sostenitore dell'analogico!!!!
Non ho un piatto, braccio, testina nel mio impianto, i miei LP giacciono in uno scatolone (sono circa 60) i miei 700 CD girano sul mio player Electrocompaniet felici :D :D .
Ciò non toglie che il più bel suono che ho ascoltato, in temini di naturalezza, ricchezza armonica, ecc. ecc. l'ho sentito con l'analogico.
Ma non è stato sufficiente a farmi fare il passo... indietro (ho aderito al digitale nel 1986).
Ma smettiamo anche di sbandierare la fedeltà come qualcosa di ogettivo:

Fedeltà di riproduzione non vuole necessariamente dire piacevolezza all'ascolto: se non smembriamo questa dicotomia, non si faranno mai dei passi avanti nella riproduzione sonora.

La fedeltà non esiste, perchè l'evento sonoro originale è semplicemente irriproducibile, condizionato da mille fattori, compreso quanti spettatori sono in una sala.
Ho ascoltato quest'anno una marea di concerti e tutti, dico tutti, avevano condizionamenti ambientali, alcuni erano amplificati, tutti prevedevano un mixer (e parlo solo di concerti Jazz e classica, il rock è da un po' che non lo frequento più dal vivo)...

Quindi il mondo della riproduzione sonora è RIPRODUZIONE, bellissima, suadente, seducente ma riproduzione (avete mai ascoltato i dischi per audiofili: i triangolidi una grande orchestra trillano tridimensionali
ma li avete mai sentiti così in un auditorium????)
Quindi sono DIGITALE per scelta, ma la musica più convincente che ho ascoltato in riproduzione è stata in analogico, tutto qui.
Inoltre, nessuno dice che il SACD non sia superiore al CD (anche se in STEREO numerosi "ascoltoni", uno tra tutti il Cicogna di AR valutano minima la differenza).
Dico che per acquistare SACD, per me, è necessario che in quel supporto sia presente la musica che amo. Non comprerò mai un disco perchè si sente benissimo, ma con musica che mi interessa poco.
Non devo impressionare nessuno col mio impianto, devo solo sentire la musica che amo.
OT-on
Ieri o girato su due dei siti internet più battuti per disponibilità
di titoli SACD: su una lista di oltre 100 titoli che mi interessano di jazz (recensioni su AR e Jazzit, non roba introvabile) 3 e dico 3 erano presenti ed erano tutti degli anni 60-70...
OT-off
Viva la musica
 
lanzo ha scritto:

ho trovato questo che mi piacerebbe ascoltare in vinile:


Ho ormai da qualche anno questo cd, pur trovandolo bellissimo, ultimamente lo ho ascoltato poco, non riusciva a suscitarmi emozione, ma qualche settimana fa l'ho ascoltato da un audiofilo in vinile ed è stato come ascoltare un disco nuovo e dato che è doppio e che riacquistarlo nuovo in vinile costerebbe una schioppettata :mad: , mi sono ripromesso di cercarlo usato in qualche mercatino, perchè l'acquisto merita sicuramente.
Questo per dire che vi sono alcuni generi musicali dove la musicalità viene esaltata dal supporto, dove non è richiesta una dinamica esplosiva o altri parametri nello specifico e quindi non vedo del perchè uno non possa destreggiarsi tra i vari supporti, sfruttandone a proprio vantaggio le potenzialità migliori e adattarli allo scopo.

Antonio
 
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