Dekyon ha detto:
Caspita! Mi assento per qualche ora (una moglie, un figlio di ventritre mesi che è un vero ciclone...) e quando torno si è scatenato l'inferno!
Ti capisco: il mio ne ha ventuno....
Ok, ci sto. Solo preferirei non usare quei macchinosi commutatori. Nei cavi la connessione è fondamentale, e usare quei cosi a mio avviso rende inutile quasi tutto quello che c'è alle spalle. Meglio staccare-attaccare tutte le volte.
Ok: anche se sarebbe opinabile, considera l'obiezione accettata, sebbene renda più complesso il setup.
Si decide quali cavi confrontare, e si verifica che le caratteristiche elettriche siano coerenti, ossia che non vi siano differenze marchiane nei loro valori tipici, e poi si decide di quali componenti avvalersi per la realizzazione della catena di prova (Ampli, casse, sorgente etc).
Occorrerà disporre l'impianto in mezzo ad una stanza molto lunga: da un lato le casse e gli ascoltatori, con una pesante tenda nera che divide l'ambiente esattamente a ridosso dei diffusori, in modo da impedire nel modo più totale agli ascoltatori la visione delle connessioni.
Ogni volta che si è terminata una minisessione di ascolto con un cavo, gli ascoltatori escono per qualche minuto, poi rientrano: in questo modo sarà praticamente impossibile capire se il cavo è stato sostituito o meno.
Non facile, ma organizzabile.
Giusto un paio di precisazioni: non ho mai parlato di alchimia....
Non mi riferivo a te, Gianluca: ti ripeto che dalle tue parole ho ricavato l'impressione che il tuo approccio all'argomento sia sincero ed onesto. Però, se vai avanti solo "ad orecchio" senza mettere alla prova con metodo e rigore le tue sensazioni di ascolto, ma fidandoti ciecamente di esse, dovrai convenire che la tua metodologia di ricerca e sviluppo è più simile a quella del laboratorio empirico che non a quella del laboratorio scientifico.
No, no... non ci siamo. Devo essere sincero? Mai incontrato uno così...
Gianluca, i concetti specifici non me li sono inventati: la citazione specifica non è testuale, ma rende correttamente il senso e viene dalla biografia di Roberto Delle Curti, che, siccome è ospitata nel suo sito, suppongo sia approvata dall'autore. Se serve, ti specificherò in quali righe e passaggi tali cose siano sostenute.
E non è mica l'unico: se qualcuno ha presente i mattacchioni che un paio d'anni fa propinavano il chip da appoggiare (mica collegare, eh!) al player per far suonare meglio il CD, o quegli altri buontemponi americani che proponevano una specie di rondella da appoggiare alle casse o addirittura in mezzo ad una parete....Credimi, di personaggi di questo tipo ce ne sono parecchi. Uno dei primi elementi per riconoscerli è che tipicamente iniziano a presentare i loro prodotti con frasi del tipo "potevamo esibire dimostrazioni tecniche, fisiche e matematiche del perchè i nostri dispositivi suonano meglio, ma siccome quasi nessuno potrebbe capirle vi diciamo semplicemente che le prove dell'effettivo funzionamento esistono...".
Insomma, i venditori di "olio di serpente" ci sono (fortunatamente non ce n'è una pletora come di cartomanti e guaritori...), più o meno abilmente mascherati, sta a noi evitarli cercando di usare il ragionamento.
Ciao,
Andrea