Vedo che dopo che in qualche mio improvvido intervento ho nominato lo Slew Rate (questo sconosciuto) che non era mai stato tirato in ballo prima ora è stato citato già diverse volte.
Però mi lascia perplessa una cosa, viene detto che migliorando l'alimentazione si migliora lo Slew Rate, pertanto tutto il da fare che si danno gli ingegneri della National Instruments, della Texas Instruments, della Analog Devices per realizzare dispositivi (orrore, per lo più degli operazionali) è inutile, basta darsi da fare in qualche modo con l'alimentazione e si risolvono il problemini.
Tra l'altro sui data sheets dei vari dispositivi viene solitamente indicata la procedura per eseguire alcune misure dei parametri caratteristici, tra cui lo Slew Rate, stranamente non viene data alcuna indicazione circa l'uso di particolari alimentazioni, viene indicato, ad esempio: +- 15 V e basta, a fronte di valori di SR elevatissimi.
Misteri.
Altra cosa, ho letto più indietro di una esperienza in cui si dice che per un po' l'impianto era costituito da una sorgente+DAC (ritengo) e da un finale, ed il suono era piatto e per nulla appagante.
In questa configurazione il segnale, credo da un CD, arrivava al DAC, veniva convertito in segnale elettrico variante tra un minimo ed un massimo, pochi Volt, e poi inviato ad un finale che pilotava dei diffusori, con quel risultato non soddisfacente.
In questo impianto è stato inserito "Il Pre" e tutto è cambiato, ora l'ascolto è appagante, la dinamica, la separazione, la ricostruzione scenica, ecc. ecc. sono finalmente da urlo.
Perfetto, mi sta bene.
Ma, domanda: se tutto questo è avvenuto con l'inserimento di un altro apparecchio vuol dire che questo stesso apparecchio modifica il segnale (e non di poco), introduce delle varianti, ma tutto questo non è contrario ai sacri dettami dell'Hi-Fi: cercare di riprodurre per quanto è possibile nel modo più fedele il messaggio contenuto sul medium (CD/Vinile)?
Stando agli appassionati più estremi il top sarebbe poter eliminare quante più cose possibili dal percorso del segnale, OK, la sorgente ci vuole, il DAC anche, il finale ed i diffusori pure, ma, allora, il suono che si sentiva era quello che era registrato (nei limiti degli apparecchi impiegati), inserendo un pre in più gli eventuali limiti di tali apparecchi rimangono, il pre dovrebbe solo permettere di regolare il volume, scegliere la sorgente, sicuramente non permettere un controllo di tono o un loudness (orrore).
Ma dai risultati citati mi sembra che sia proprio questo che si ottiene, direi un effetto loudness elaborato e piacevole (non discuto).
Si parla di Slew Rate, ma il pre può essere veloce più di una Ferrari di F1 (va be', lasciamo stare, si fa per dire), ma la "velocità" del segnale in ingresso è quella che è (data dalla sorgente e dal DAC) è lui non la può certo aumentare di suo, al massimo può e deve mantenerla almeno uguale.
Idem per la separazione, se il segnale ha una sua diafonia di origine il pre che fa, la aumenta? Può avere una diafonia migliore, ma quella del segnale in ingresso non cambia, non può migliorare.
In effetti in passato, ad opera di Bob Carver, pure lui credo conosciuto a livello mondiale dagli appassionati, aveva realizzato un circuito che aumentava la separazione "perecepita", una variante di alcuni circuiti noti da tanto tempo per l'ascolto in cuffia, il risultato poteva anche piacere, ma non era certo la realtà e, cosa importante, era qualcosa che veniva inventato.
Mi rimane, ripeto, questo mistero: se il prima e il dopo la cura sono così eclatanti vuol dire che quello che è stato introdotto colora, manipola, interviene sul segnale che invia all'uscita.
Se si ascolta un ampli liscio e si passa ad inserire il famoso loudness l'ascolto cambia, diventa più piacevole, più ricco, ma tutti gli audiofili a dire "No, non si deve fare, quello che entra, esce".
Si dirà: "ma la dinamica!".
Già questa povera dinamica tirata in ballo continuamente.
Cos'è la dinamica? Stando a qualche testo, con tale termine si intende la differenza tra il livello minimo ed il livello massimo di un segnale.
In altre parole, se siamo all'interno di un circuito elettronico il livello minimo usabile sarà dato dal rumore di fondo, un segnale inferiore al rumore, fisso, di quell'apparecchio scomparirà e non sarà utilizzabile, il livello massimo sarà dato, ad esempio, dalla tipologia di circuito e dipende dai componenti attivi e dalla alimentazione degli stessi.
Se un circuito è alimentato con 9 V non potrà mai dare in uscita 12 V (gli ampli per car auto hanno una alimentazione survoltata interna, giusto per prevenire obiezioni

), inoltre il livello massimo sarà anche in funzione della distorsione ammessa, con una distorsione dell'1% avremo un certo livello di uscita, con il 10% ne avremo uno maggiore.
In un diffusore il livello massimo è quello un attimo prima che i coni vengano sparati in mezzo alla stanza (scherzo), credo di aver reso l'idea.
Nella dinamica complessiva di un impianto entra anche il rumore di fondo dell'ambiente, se è rumoroso per ascoltare i passaggi a livello più basso di una sinfonia dovremo alzare il livello di ascolto, però in questo modo è facile che quando arriverà un bel pieno orchestrale qualcosa andrà in difficoltà, l'ampli o i diffusori.
Detto tutto questo e, ripeto, la dinamica è questa poi si può chiamare con il termine di dinamica anche una anguria, ma non è corretto, diamo una occhiata a come vanno le cose in pratica.
Dalla sorgente, un lettore CD +DAC, esce una tensione alternata che, diamolo per buono, è la copia elettrica delle onde sonore registrate in studio, questo segnale varierà, ad esempio, tra 0 e 2 V; in pratica non sarà mai proprio zero perchè c'è il famoso rumore di fondo, ma va bene così.
Al DAC colleghiamo direttamente un finale che ha una sensibilità di ingresso di 1,5 V, che vuol dire che riuscirà a fornire la piena potenza quando al suo ingresso viene applicato un segnale da 1,5 V, se il nostro DAC riesce a fornire questo livello siamo a posto.
Magari non avremo bisogno mai di ascoltare a potenza massima, magari il nostro finale è da 300 W e a noi ne bastano 200, per cui magari già con 1 Volt in ingresso siamo a posto, non potremo regolare il livello, ma non ci interessa, in entrambe le situazioni avremo la massima dinamica fornibile dal nostro impianto.
Ora inseriamo nella catena "Il Pre", che avrà una sensibilità di ingresso ossia un valore con il quel avremo all'uscita un determinato valore, ad esempio: con 0,5 V di ingresso avremo in uscita 3 V.
Tutti questi sono valori puramente inventati, ma se leggete i valori dei vari prodotti vederete come sono in realtà, mica tanto diversi.
Con questo pre e con quei valori ne avrò da poter pilotare il mio finale al suo limite, anche di più, ma distorcerebbe, andrei a saturarlo.
Ossia, non è che posso far uscire dal mio pre un valore più alto perchè così aumento la"dinamica", se lo faccio l'unico risultato è che per avere lo stesso livello di prima dovrò tenere la manopola del volume un po' più bassa e se la alzo troppo tutto distorcerà, per colpa del finale o dei diffusori.
Diciamo che tutte le sorgenti o pre hanno valori di uscita che si sposano con la quasi totalità dei finali, difficilmente serve aumentare molto i livello del segnale perchè non si riesce a pilotare in modo adeguato il finale (è questa la dizione esatta).
Detto tutto questo, se non vi sete addormentati, la domanda è questa, come si fa ad aumentare la dinamica, se il limite è dato dalla potenza del finale e lo stesso era quasi sicuramente già pilotato in modo soddisfacente e, in ogni caso, questo avviene con qualsiasi pre?
A meno che, a meno che, ma non è questo il caso, si inserisca un espansore di dinamica nel circuito.
Ne esistono, DBX anni fa ne realizzava alcuni modelli, si usano in ambito pro.
Sono circuiti che amplificano
in modo non lineare, per cui attorno ad un certo livello medio, detta soglia, non viene introdotto alcun guadagno di segnale, ma se si sale con il livello in ingresso il livello di uscita aumenta in modo non lineare, ma viene pompato, il contrario avviene per i livello sotto la soglia suddetta (e si riduce così il rumore di fondo).
Ma qui siamo fuori dal campo dell'Hi-Fi dove i puristi decretano che il pre deve solo servire a variare il volume ed a commutare le sorgenti, poichè non servono altri interventi sul segnale.
Qui mi sembra che si vada proprio in "direzione ostinata e contraria", un oggetto che inserito tra sorgente e finale stravolge completamente il suono, non che sia un male, se piace ben venga, ma allora, come ho scritto già tante volte, basta con gli attacchi ai poveri fan di Bose.
Ciao