Italiano, questo sconosciuto

spero nessuno si sia in qualche maniera offeso.

non ne ho certo fatto una questione meridionale! volevo solo portare la mia esperienza diretta, anche simpatica se vogliamo.

è comunque vero che ci siano usi e storpiature diversi in funzione delle zone. sta di fatto che quel tipo di utilizzo dei verbi sia consuetudine dell'Italia del Sud, come invero l'utilizzo dei tempi sia più corretto rispetto a quanto si fa al Nord!

per noi il passato remoto è un minestrone vecchio :rolleyes:
 
Picander ha detto:
Il senso è deridere le storpiature comuni dell'italiano. Se poi hanno una caratteristica regionale...

Perché, infatti, portare tutto a livello di scontro nord-sud? Ridiamo dell'ItaliONDO e basta!
Quoto in pieno quello che dici e sono d'accordo con Obi!
 
stazzatleta ha detto:
quel tipo di utilizzo dei verbi sia consuetudine dell'Italia del Sud, come invero l'utilizzo dei tempi sia più corretto rispetto a quanto si fa al Nord!
No, caro stazza il discorso è ben diverso: chi utilizza i verbi in quel modo non è meridionale o settentrionale, nè parla in dialetto, ma è semplicemente, suo malgrado, ignorante.
Ripeto, la vostra esperienza è inevitabilmente influenzata dal contato con gli immigrati meridionali che, se avessero avuto la tranquillità di studiare, probabilmente non sarebbero mai emigrati ;) .
Ciao
Luigi
 
Su via, smettiamola con le polemiche, è una discussione tanto carina che mi dispiacerebbe molto se venisse chiusa.

Le differenze tra nord e sud, tra centro e nord e tra sud e centro, ci sono, solo un cieco potrebbe non vederle. In ogni regione, nessuna esclusa, si commettono degli errori nell'utilizzo della lingua italiana.

Credo che il bello sia proprio questo. Se parlassimo tutti allo stesso modo, le identità regionali verrebbero meno, verrebbe meno la storia passata. Parliamo in maniera diversa perchè abbiamo avuto un percorso diverso, dominazioni diverse, usi e costumi diversi. Tutte cose che ci hanno reso il bel paese che siamo adesso, perchè far finta che non esistano?

Siamo così attenti a provare le specialità locali in fatto di cucina, e tralasciamo tutti gli altri aspetti legati all'identità regionale!

Quando andando a Milano sentirò parlare come a Roma, o a Firenza come a Bari, a Lecce come a Venezia...e quando in tutti questi posti si mangerà allo stesso modo, cambierò paese!

Adoro i dialetti e mi piace scoprire il perchè un termine si dica in un modo piuttosto che in un altro.
L'importante è la consapevolezza, in questo modo ognuno può decidere in quale contesto è consentito sbagliare (sapendo di sbagliare), e in quale invece è assolutamente fuori luogo!
 
Paperina83 ha detto:
L'importante è la consapevolezza, in questo modo ognuno può decidere in quale contesto è consentito sbagliare (sapendo di sbagliare), e in quale invece è assolutamente fuori luogo!

Il centro del discorso è questo. Per evitare polemiche!
 
luipic ha detto:
chi utilizza i verbi in quel modo non è meridionale o settentrionale, nè parla in dialetto, ma è semplicemente, suo malgrado, ignorante.
Ripeto, la vostra esperienza è inevitabilmente influenzata dal contato con gli immigrati meridionali che, se avessero avuto la tranquillità di studiare, probabilmente non sarebbero mai emigrati ;) .
Ciao
Luigi

io non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione, chiaramente senza offendere nessuno, mi ripeto: ho a che fare con settentrionali e meridionali di tutte le fascie culturali, da ingegneri a operai, da notai a manovali, la "storpiatura" della lingua italiana più accentuata la sento dai meridionali, di sicuro dei verbi molto mal riposti come un "ho andato" o "ho stato" molto frequenti, per me sono ben più azzardati di un passato prossimo in luogo di un passato remoto...
Con ciò chiudo i miei interventi in questa discussione onde evitare:
1- di continuare un off topic;
2- di infastidire qualcuno che non la pensa come me che guarda caso è meridionale;

E' semplicemente un mio pensiero che non ha assolutamente l'intento di offendere nessuno visto che nella mia società e a casa mia ci sono più meridionali che da Roma in giù:D
 
Ultima modifica:
La mia non è una polemica: contesto semplicemente un'affermazione che non condivido.
La lingua italiana è unica, se utilizziamo espressioni dialettali non stiamo parlando italiano, nè dialetto.
Non mi sembra, come giustamente ha rilevato obiwan, che il thread intendesse sviscerare le influenze dialettali sulla lingua italiana.
Ciao
Luigi
 
Luigi, ci mancherebbe. Lungi da me il volerti convincere di questa cosa, ma ho a che fare con tanta gente da Pordenone a Palermo e non con emigrati al Nord e posso confrmarti quanto ho detto ;)
 
alelocate ha detto:
tutte le fascie culturali,
Forse intendevi fasce ;) .
Comunque, fossi in te non mi rivolgerei mai ad un professionista che si esprime dicendo "ho andato" o "ho stato" , anzi lo denuncerei per villipendio alla lingua italiana.
Continuo a dissentire anche, e soprattutto, in merito all'idea che l'italiano sia storpiato in misura maggiore dai meridionali: siamo veramente al limite del razzismo.
Ciao
Luigi
 
luipic ha detto:
in misura maggiore dai meridional

Non mi sembra nessuno abbia detto questo, abbiamo solo detto che "i meridionali sbagliano questo" e "i settentrionali sbagliano quello". Aggiungerei che un meridionale nota più facilmente gli errori dei settentrionali, non essendoci abituato, e viceversa.

Stavo per segnalare "ha piovuto" come errore, invece leggendo i cruscotti ho scoperto che usare "è" o "ho" è indifferente
 
Picander ha detto:
Non mi sembra nessuno abbia detto questo,
Come no?
alelocate ha detto:
la "storpiatura" della lingua italiana più accentuata la sento dai meridionali, di sicuro dei verbi molto mal riposti come un "ho andato" o "ho stato" molto frequenti, per me sono ben più azzardati di un passato prossimo in luogo di un passato remoto...
 
alelocate ha detto:
la "storpiatura" della lingua italiana più accentuata la sento dai meridionali, di sicuro dei verbi molto mal riposti come un "ho andato" o "ho stato" molto frequenti

Che sciocchezza, offensiva e vagamente razzista, nonostante utilizzi, per mitigarne il senso, un escamotage da commedia dell'arte: condivido la mia vita professionale e privata con meridionali, pertanto sono assolto se ne parlo con condiscendenza... E ne parli, per giunta, in un italiano sciatto e raffazzonato (che significa "verbi molto mal riposti"? La fiducia può essere mal riposta o un'aspettativa può essere mal riposta, ovvero fondata su presupposti sbagliati, ma un verbo?)
Io non so chi sono i notai e gli avvocati del sud con cui ti capita di avere a che fare in ragione del tuo lavoro.
Io sono uomo del sud, professionista laureato e specializzato, che vive al nord e parla e scrive in italiano corretto, ma non disdegna affatto il dialetto nativo, nei contesti appropriati. Sono figlio di un ingegnere e di una professoressa di lettere che hanno sempre parlato un italiano perfetto, conoscendo, peraltro, le sottigliezze del dialetto campano. I miei compagni di liceo (quelli bravi, naturalmente non gli asini) parlano in italiano (ma, come me, sono capaci di esprimersi fluentemente almeno in un'altra lingua europea). Mi ritengo un privilegiato e certamente non rido delle moltitudini di persone (del nord), con cui quotidianamente interagisco, capaci solo di esprimersi in un italiano stentato, se debbono rinunciare al dialetto locale...
Ma come si fa a dimenticare che la capacità di esprimersi correttamente è funzione del livello culturale e dunque è un connotato di classe socio-economica e non ha niente a che vedere con la solita, semplicistica logica binaria della divisione Nord-Sud?
Scusate lo sfogo, ma certe espressioni, in un'Italia sempre più divisa e manichea, dove la logica cede spesso allo stereotipo, sono ben più irritanti di un errore di grammatica o di sintassi...
Carmine.
 
Carmine, sei veramente un terrone: hai andato a vivere a Mantova solo per storpiare l'italiano :D .
@alelocate, senza offesa, ho appena coniugato (o riposto?) l'accendino nel cassetto :p .
Tentiamo di sdrammatizzare che a sentire certe teorie verrebbe da piangere.
Ciao
Luigi
 
Ultima modifica:
Non fatemelo ripetere, e non fatemi intervenire, per favore.
Restiamo sul tema dell'Italiano e non sulle questioni nord/sud.
Vi ringrazio.
 
luipic ha detto:
Carmine, sei veramente un terrone: hai andato a vivere a Mantova solo per storpiare l'italiano :D .

Non posso non cuotarti :D

Pace e serenità, mi sembra abbia in firma il nostro amico del forum Memo...

Condivido.
Ciao, Carmine.
 
vediamo se con questa affermazione riusciamo a ricucire lo strappo.

a parità di cultura scarsa, il sud patisce maggiormente l'influenza dei costrutti dialettali.

un aspetto molto importante è il contesto in cui si vive. ho dei bambini piccoli che a scuola impararano la grammatica allo stesso modo dei loro compagni. i congiuntivi li utilizzano in maniera corretta, come gli o le quando ci ri rivolge a lui o a lei. perchè mai i loro compagni non lo fanno pur frequentando la stessa classe con gli stessi insegnanti? semplice, perchè a casa i genitori fanno gli stessi errori anche se diplomati o laureati.
dobbiamo quindi parlare d'ignoranza vera e propria oppure di costume?
 
Ultima modifica:
L'altro giorno ho spedito in Emilia un' attrezzatura da riparare.
Oggi è ritornata (riparata) con un biglietto.
"Funsiona a 4 bar" scritto a penna...

In fin dei conti ritengo che l' Italiano parlato (e quello scritto come si parla) subisce, nella maggior parte dei casi, un 'influenza dal dialetto locale con il quale si ha a che fare quotidianamente. Pertanto succede che faccio più caso agli errori con un interlocutore lontano dalla mia regione che con un mio conterraneo.

Ed è ciò che capita ad Aleocate. Nota di più gli strafalcioni di persone che vengono da lontano, che quelli dei conterranei. Ma è normale, non penso sia razzismo.
 
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