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Italiano, questo sconosciuto

Picander ha detto:
"In" in questo caso è un espressione corretta che equivale a "nei testi di".
Esempio: "Nel Manzoni si leggono spessi riferimenti storici..." non significa che i riferimenti sono nelle sue viscere, bensì nei suoi testi.
qualche esempio con una semplice ricerca google
http://www.google.it/search?q="in+dante+si+legge"&ie=UTF-8&oe=UTF-8
Ma tu sei Manzoni? O Dante?
Io pensavo stessimo parlando dell'uso corretto dell'italiano moderno.

Per cui l'uso di ebbi e insegnò sono scorretti in questo contesto in cui si vuole esprimere il prolungamento degli effetti dell'insegmaento. E' corretto invece il passato remoto se Alessandro volesse dire che l'insegnante gli insegnò la grammatica ma col tempo ha dimenticato tutto :p
Come dire che quando uno che si arrampica sugli specchi e cade, se ritenta allora "è caduto", dato che continua a cadere, se invece smette allora "cadde" e basta. :D

Senza andare a scomodare gli accademici, basterebbe ricordare cosa insegnano alle elementari. Quando l'azione è compiuta ed ha esaurito i suoi effetti va usato il passato remoto.

L'azione dell'insegnamento si è esaurita nel momento in cui l'amico ha smesso di andare a scuola.
Il fatto che ciò che ha appreso sia stato dimenticato o non lo sia stato non è in relazione con l'azione dell'insegnamento a cui la frase si riferiva.

Leonardo "dipinse" i suoi quadri 500 anni fa, non li "ha dipinti 500 anni" fa per il semplice fatto che il colore è ancora al suo posto. L'azione del dipingere si è ormai esaurita anche se il quadro rimane o si fosse perso.

Poi, dalla grammatica all'uso comune ne passa. Come vedi io abuso largamente di forme più colloquiali che formali.

In altre discussioni simili ho sostenuto come la rigidità delle regole codificate della lingua scritta, spesso, mal si adatto all'uso comune, soprattutto nel parlato.
Anche la lingua che usiamo nei forum è molto più simile al parlato che allo scritto ed il motivo è semplice. Quasi sempre si scrive di getto e si preme l'Enter senza ricontrollare e correggere quanto scritto.
Se invece dobbiamo scrivere una lettera o una relazione, prima facciamo una bozza, poi la rileggiamo, la correggiamo, l'ampliamo, ecc…. Tutt'altro lavoro insomma.

Tutti possono sbagliare nella fretta, il problema è quando l'errore è frutto non di dimenticanza ma di ignoranza.
L'ignoranza, intesa come carenza di istruzione, non la vedo come una colpa così come non credo sia un merito il fatto di potersi permettere certe cose, tanto meno che ciò equivalga ad una migliore istruzione.

Ribadisco che personalmente sono più infastidito dalla carenza di contenuti di certi messaggi o discussioni che non dalla loro correttezza grammaticale.

Anzi, a pensarci bene c'è una cosa che più irritarmi mi fa ridere. Quando sento alcuni cronisti leggere pedissequamente i gobbi o le veline che hanno davanti senza fare un minimo sforzo per capire cosa stanno leggendo.
Così Mourinho diventa lo "specialone" (letto in italiano, come è scritto) invece che lo "special one" ("quello speciale" in inglese). :rolleyes:



Ciao.
 
personalmente sono più infastidito dalla carenza di contenuti
La penso anch'io così (forse solo perchè conosco i limiti del mio italiano).
Sicuramente odio l'uso del lei perchè il rispetto non passa per il modo di parlare. Mai sentito mandarsi a quel paese usando il lei? :)

Ciao.
 
Girmi ha detto:
Senza andare a scomodare gli accademici, basterebbe ricordare cosa insegnano alle elementari. Quando l'azione è compiuta ed ha esaurito i suoi effetti va usato il passato remoto.

Su questo argomento, si potrebbe scrivere un libro! Per quanto riguarda l'uso comune della lingua italiana, per intenderci, non quella che si trova nei libri di grammatica, l'uso del passato remoto varia tantissimo a seconda della regione in cui ci si trova. Non parlo del dialetto, ma di come vengono usate forme verbali corrette in maniera non del tutto corretta!
Sono nata e cresciuta a Roma, nella bella capitale, il passato remoto non si usa MAI, anche se dobbiamo far rifermento ad un avvenimento avvenuto anni prima, si usa sempre "ho detto", "ho fatto", "sono andata" e via dicendo!
Da qualche anno, mi sono trasferita a Bari, nella città pugliese, si usa il passato remoto per descrivere un'azione che, ad esempio, è avvenuta ieri.
Se poi scendiamo ancora più giù, nel Salento, il passato remoto si usa per azioni avvenute un'ora prima, quindi nella stessa giornata.
E' chiaro che la forma corretta è una sola!
Le lingue vive sono fatte così!
Va fatta quindi una distinzione tra il "parlar comune" e lo scrivere. Quando leggiamo un libro, pretendiamo che questo sia scritto nella forma corretta, anche se non corrisponde a quella che usiamo per parlare tutti i giorni. Quando parliamo invece, per non essere guardati come marziani, tendiamo ad usare la "forma del posto", anche nel caso in cui si stia parlando in ambito lavorativo e con la piena consapevolezza di sbagliare.
 
In quasi tutti i forum che frequento c'è, o c'è stata, una discussione come questa.
Forse che sia un bisogno recondito che molti hanno di correggere gli altri?
Ognuno è libero di parlare come meglio crede e se ne assume le responsabilità, derivanti sia dalla forma che dal contenuto.

E vi lascio con una questione quasi filosofica: si deve scrivere come si parla, o si deve parlare come si scrive?
 
PynkyZ, nei forum generalmente si scrive come si parla! L'ho detto io poco più su. Però questo non giustifica certi errori di ortografia che si leggono in giro. Un italiano corretto e curato è più leggibile ed efficace. Potrei indicarti diversi post resi illeggibili da assenza di punteggiatura, tempi verbali casuali etc...

Io aprendo la discussione non volevo puntare il dito su nessuno in particolare, ma solo ridacchiare degli errori più comuni e, perchè no, metterli un po' in evidenza sperando che possa servire a far sentire il problema. Di sicuro non l'ho aperta per il gusto di criticare gli altri. Diceva mia nonna "la cultura serve a te stesso, non a sminuire gli altri".

Poi si sa come siamo fatti... siamo capaci di tirare fuori polemica, competizioni e guerre da qualunque argomento pur di avere ragione. Ma non mettiamo troppa carne al fuoco ;)
 
Ultima modifica:
PynkyZ ha detto:
.....un bisogno recondito che molti hanno di correggere gli altri?.........si deve scrivere come si parla, o si deve parlare come si scrive?

...e si parla e si scrive come si pensa.
Questo e' il punto.;)
Estendiamo il ragionamento non solo all'importante conoscenza dell'italiano che dovremmo tutti conoscere.

Come parliamo e come scriviamo rivela agli altri chi siamo e fornisce loro armi per combatterci,eventualmente.

Usare bene una lingua (o piu' lingue) e' un abito (o piu' abiti) piu' o meno elegante che sappiamo vestire a seconda delle occasioni.
Presentarsi stracciati e bisunti e' un affronto che facciamo agli altri e a noi stessi.
Subire film scimmiottati da terzi e' un affronto alla nostra intelligenza e cultura.
Conoscere solo (e magari male) la lingua della penisola significa vivere chiusi in un barattolo,preda dei molteplici dittatori di turno e dei concetti propagandati dalla loro stampa,TV o seguaci prezzolati.
Sia che questi provengano dalla SCV SPA,da Corleone,da Arcore, o da chissa' quale altro nuovo luogo.
Le implicazioni sono infinite.;)

P.S.citta' e sigle scelte a caso,potevo scrivere Predappio oppure Braunau am Inn.
 
Ultima modifica:
Bisogna proprio dirlo: io "amo la mia cultura"!!! :D :D :D
Voi no???

Spero solo che quando mia sorella, che adesso ha dodici anni, sarà cresciuta, avrà la possibilità di ascoltare qualcosa di meglio rispetto a ciò che siamo costretti ad ascoltare noi: telegiornali stile paperissima (es:una dozzina di lavoratori SONO andati), trasmissioni di non certa provenienza, manifestazioni canore (non faccio nomi) che mettono a dura prova la resistenza dei nostri bellissimi e amati diffusori del salone, e chi più ne ha più ne metta! :eek:

A buon intenditor...povera Italia! :)
 
Nel MEETING del PANEL del NAMING del BRAND...

Bellissima discussione, se si ignorassero alcuni messaggi velatamente manichei (del tipo: <<Noi quassù parliamo bene, "quelli" laggiù no!>>).

Un'altra tipologia di comunicazione, per me insopportabile fino a farmi venir voglia di menare le mani :huh:, è quella inutilmente infarcita di termini inglesi che hanno un corrispettivo italiano facilmente individuabile. I personaggi che si esprimono così credono di trasmettere una grande competenza in ambito tenico (non ho dimenticato la "c"!). In realtà, si rendono comici, dimostrando la propria pigrizia lessicale ed una spiccata ignoranza della Lingua Italiana!
 
Martino condivido in pieno (infatti ho riportato qualche esempio più su, e ne parla anche il video youtube di Alelocate ;) )!

Purtroppo è un vizio che entra in tutte le case italiane ogni giorno grazie ai tg
 
ennio1 ha detto:
Sia che questi provengano dalla SCV SPA,da Corleone,da Arcore, o da chissa' quale altro nuovo luogo. . . . Predappio oppure Braunau am Inn.
Sì, tutte città scelte a caso ;) . Cerchiamo di rimanere attinenti, non mi sembra che si debba necessariamente tirare in ballo implicazioni politiche dissimulandole (peraltro con un certo senso di superiorità a mio avviso).
O preferiamo dire che è colpa di Berlusconi se non si parla bene l'italiano?
Ciao
Luigi
 
l'errore che in meridione trovo con frequenza è l'uso improprio dei verbi come: "Esci il bambino, già mangiato che lo gioco un po'"

poi sono fantastiche le invenzioni: "Ma tu come cognomi?" :D

e parlo per esperienza personale, dati certi e non confutabili :D

nella scrittura tralascio per comodità l'uso delle maiuscole e lo strafalcione capita, ma è divertente :p
 
Sì, vabbè scendi il cane che lo piscio :) .
Per piacere, basta con la questione meridionale, che sarebbe troppo facile risolvere in una supremazia linguistica settentrionale, come molti ceracano di fare.
Ovviamente, la vostra esperienza è falsata dal contatto con gli immigrati meridionali, che per necessità si sono trasferiti al nord a lavorare e, purtroppo per loro, poco si sono potuti dedicare all'approfondimento di questioni linguistiche.
Ciao
Luigi
 
Ultima modifica:
Certo, è ridicolo parlare di supremazia di un dialetto rispetto all'altro. E' un po' come parlare di razze superiori e razze inferirori.

E' però divertente sentire le storpiature regionali, sia che vengano dalla Alpi sia che vengano dagli Aranceti del Sud ;) Continuate pure!
 
Il senso è deridere le storpiature comuni dell'italiano. Se poi hanno una caratteristica regionale oltre che divertente è anche interessante.
 
Vi saremmo grati se evitaste di spostare il topic verso le questioni regionali/dialettali. Grazie.
Parliamo di Italiano, ovvero la lingua ufficiale della nazione Italia.
 
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