• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Italiano, questo sconosciuto

blasel ha detto:
A che mi risulti l'Italia e' una delle pochissime nazioni in cui per esercitare la professione di giornalista e' necessario aver superato un esame per ottenere la licenza di pubblicista prima e dopo un tirocinio ed aver pubblicato un 'tot' di articoli si puo' ottenere tale qualifica professionale ed essere iscritti all'albo.,.
Bisognerebbe valutare anche la competenza degli esaminatori! :D

blasel ha detto:
Ricordo ancora alle elementari (seconda o terza) il mio maestro che per farci imparare ad itilizzare il congiuntivo, ci ricordava che il se iniziale richiede il si finale.....

Carina la regola, a me non l'hanno spiegta così, ma è stata comunque ben recepita!
Si dovrebbe aprire una discussione sull'insegnamento nelle scuole, ma credo che poi non sarebbe sufficiente parlare solo dell'italiano, io "glisserei"! :)
 
il punto è che lui si chiede come possa una persona con tutta sta bella roba che ha in firma, aver avuto i soldi per acquistarsela visto che non sa neanche parlare l'italiano...
 
Perché? Non mi risulta che la cultura sia direttamente proporzionale alle disponibilità economiche.
Ciao
Luigi
 
Parole sante. Chi ha ha soldi è perche "li sa fare" (o perchè li ha ereditati..)
La cultura c'entra poco o nulla.
 
L'errore che noto più spesso è il mancato uso del congiuntivo, sia in tv (giornalisti purtroppo) presentatori e sul web. E' banale ma più si scende nello stivale e più questo errore diventa frequente. Non so se sia colpa dei dialetti.

Il secondo è l'uso improprio dell'H o la sua omissione.
 
luipic ha detto:
Perché? Non mi risulta che la cultura sia direttamente proporzionale alle disponibilità economiche.
Ciao
Luigi

Molto spesso e' l'opposto.

La caparbieta' nel raggiungere ad ogni costo (anche illecitamente) obiettivi economici distrugge nell'uomo il perseguimento di scopi piu' elevati,quali la Cultura.
 
HOMER J SIMPSON ha detto:
E' banale ma più si scende nello stivale e più questo errore diventa frequente.
Sti terroni ignoranti :D .
A parte gli scherzi, evitiamo simili affermazioni se non avallate da prove concrete, anche perché la mia esperienza piuttosto contuferebbe la Tua ipotesi.
Avendo spesso contatti con tutto lo stivale, noto che gli errori sono equamente distribuiti a tutte le longitudini.
Un altro errore ricorrente: "gli" usato in luogo del corretto "le".
Ciao
Luigi
 
luipic ha detto:
Sti terroni ignoranti :D .
A parte gli scherzi, evitiamo simili affermazioni se non avallate da prove concrete, anche perché la mia esperienza piuttosto contuferebbe la Tua ipotesi.

Beh quale potrebbe essere una prova concreta? una statistica?

Penso sia chiarissimo a tutti che i dialetti meridionali distorcono parecchio la lingua italiana...come è anche chiaro a tutti che in meridione si parla molto più dialetto che italiano..
Sbaglio? Parlo con cognizione di causa visto che sono di Milano ma ho origini Calabro/Sarde e spesso sono in Puglia..

Ah i contatti con tutto lo stivale e anche oltre li ho anch'io visto che ho un'agenzia immobiliare e viene gente di tutte le nazio/regionalità :D
 
Ultima modifica:
Non credo vi siano zone dello Stivale più o meno portate all'errore di grammatica. Una statistica basata sui contatti personali è solitamente quanto di più fuorviante possa esistere.

Avendo frequentato la Brianza, la Sicilia (mogli e buoi dei paesi tuoi, mai?) e naturalmente la bassa bolognese, l'unica impressione ricevuta che ritengo verosimile, è che l'italiano parlato nelle varie zone risenta moltissimo della grammatica dei rispettivi dialetti. Per meglio dire, gli errori più comuni derivano da strutture grammaticali che nei dialetti sono diverse dall'italiano.

Ad esempio ho sentito più congiuntivi sbagliati in Brianza e in modo diverso in Sicilia, piuttosto che a "Bulaggna", il dialetto bolognese ha l'uso dei congiuntivi sostanzialmente uguale all'italiano. In compenso qui abbiamo tutta una raffica di "strafalcioni" congeniti che è molto frequente udire... "Cosa favi? Cosa stavi fando? :D
 
Ultima modifica:
Certo si può dimostrare! Nel dialetto veneto (forse uno dei più correntemente parlati del Nord) il congiuntivo c'è mentre in alcuni del sud no. Passando all'italiano è più facile confondersi sull'uso del tempo verbale per chi deve tenere a mente due grammatiche.

http://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_calabrese_meridionale
Anche i due tempi italiani congiuntivo e il condizionale confluiscono in un unico tempo nel calabrese meridionale, con desinenze simili al condizionale italiano. Ad esempio la frase seguente, che in italiano usa sia condizionale che congiuntivo, in calabrese meridionale usa solo un tempo:
Se tornassi indietro, mi sposerei = Si tornarrìa arredi, mi maritarrìa
 
Ultima modifica:
spidertex ha detto:
andava meglio latitudini ;)
Giusto, sono un terrone ignorante :p .
No, sul serio l'utilizzo del dialetto o meno e la conseguente influenza sulla lingua parlata (che è un fenomeno scontato) ritengo dipenda poco dalla latitudine.
Non posso dimostrarlo, ma non essendo possibile dimostrare il contrario, eviterei affermazioni che potrebbero sconfinare facilmente in semplificazioni del tipo "al Sud non sanno parlare l'italiano".
Ciao
Luigi
 
Picander ha detto:
Certo si può dimostrare!
Appunto, quello che temevo :( .
Allora, se è per questo, molti miei amici settentrionali mi guardano come un marziano se utilizzo il passato remoto.
Quindi, non nego che il dialetto possa influenzare la lingua parlata, ma eviterei di generalizzare.
Anche perchè, ormai a certi livelli di istruzione il dialetto risulta (purtroppo) sconosciuto alle nuove generazioni.
Ciao
Luigi
 
La cosa che mi sconforta di più è che non ne usciremo mai.
Se aprite un giornale e leggete quante volte iniziano una frase con MA o con E vi stancate dopo la seconda pagina.
In televisione si sente solo parlare romanesco, non ho niente contro il romanesco ma penso che chi parla abitualmente in televisione debba fare ALMENO un corso di DIZIONE e questo non accade più, nemmeno per gli attori!
Ascoltando le interviste ai nostri politici mi cadono le braccia, per tacere dei vari "personaggi" da Grande fratello e amici vari...
Mi vergogno profondamente.

Parlare correttamente l'italiano al giorno d'oggi risulta troppo faticoso e l'italiano non va molto d'accordo con la fatica. Però conosce il catalogo Nokia a memoria:cry:
 
luipic ha detto:
.......Allora, se è per questo, molti miei amici settentrionali mi guardano come un marziano se utilizzo il passato remoto...........

Invece fai bene ad usarlo.:D
La stupidita' umana non ha confini cosi' come l'apertura mentale e l'intelligenza.;)

Esistono sacche di ignoranza dappertutto,sia al Sud,che nel Cuneese,che nel Bergamasco,ecc...
Per gli svedesi i "terroni" sono quelli che abitano troppo al Nord.I tedeschi chiamano gli abitanti di Hamburg "fischkopf" (teste di pesce) e viceversa gli abitanti di Monaco "wurstfresser" (divoratori di wurstel-fresser=accezione animalesca.)

Passeranno ancora molte generazioni prima di una totale integrazione tra i popoli.;) :D :D
 
luipic ha detto:
mi guardano come un marziano se utilizzo il passato remoto.

Verissimo! E anche questo è facilmente dimostrato: il dialetto nostro non ha passato remoto! Ciò conferma che abbiamo in testa grammatiche diverse che ci portano a storpiare quella italiana
 
Picander ha detto:
Però! Dall'Accademia della crusca a Wikipedia! :D :D :D

Anyway:
L'errore che vedo più spesso, anche in chi generalmente scrive correttamente, …
E dove lo vedi questo errore? Scritto in faccia a chi generalmente scrive correttamente? Cucito sulla loro giacca? Non è che ti sei un perso un verbo per strada? Qualcosa del tipo "commesso anche da chi…"?

Il fatto è che si parla e si scrive in modi molto diversi a seconda dell'occasione, della fretta, dell'interlocutore, della pigrirzia nel controllare, ecc….

Non è sempre e solo una questione di ignoranza ma più spesso di adattamento. La lingua serve per comunicare ed a volte è più importante farsi capire che non ragionare e correggersi su ogni parola.

Esempi visibili ogni giorno sui quotidiani: premier, euro, welfare, ELECTION DAY (quanto lo odio questo), meeting. Sono tutti termini dei quali esiste un usabilissimo corrispettivo italiano che snobbiamo senza alcun orgoglio per la nostra bella lingua.
Io trovo molto più fastidioso l'uso improprio di termini italiani, molto spesso col solo scopo di cambiare il senso di quanto si dice per confondere le idee di chi ascolta.
Ad esempio quando si parla dei presidenti di regione chiamandoli governatori o, peggio ancora, quando si scrive "prescrizione" e si legge "assoluzione"!!!

Povera Italia. :rolleyes:

Per inciso, affatto dovrebbe derivare dal francese "tout a fait" = "tutto fatto", quindi un significato molto simile a: completamente, assolutamente, del tutto, ecc….

Alessandro Pecorelli ha detto:
ho quasi 26 anni e mi piace parlare e scrivere decentemente, per fortuna ho avuto chi mi ha insegnato a farlo;
Ho quasi 26 anni e mi piace parlare e scrivere decentemente, per fortuna ho avuto (ebbi) chi mi ha insegnato (insegnò) a farlo.

Vogliamo parlare anche dell'uso dei tempi?

Ovviamente niente di personale nei due esempi qui sopra.
Solo per sottolineare quanto usando la lingua corrente sia facile non seguire le regole auree della nostra madre lingua (si ma allora è il padre che parla di mer…? :D )

Comunque, queste discussioni sull'irritazione che produrrebbe la lettura di strafalcioni vari spuntano periodicamente e come sempre le ritengono non meno irritanti degli errori che vorrebbero evidenziare.

Personalmente ritengo sia molto più importante quello che si dice piuttosto che come lo si dice.
Frasi enunciate in modo molto forbito e piene di… nulla, mi sconfortano molto più di concetti chiari espressi in modo sgrammatico.

È il solito problema: forma o contenuto?

Ciao.
 
Io credo che in tivvù, di calata (e non dialetto) romana se ne senta quanto quella meneghina.

Un'altra cosa che non sopporto assolutamente, ma riguarda il parlato e non lo scritto, è la totale disabitudine a mantenere un discorso sul formale tra sconosciuti oppure tra persone di diverse età.

Per quanto riguarda ciò, ho riscontrato maggiore difficoltà al nord rispetto al sud a mantenere una discussione utilizzando il "lei", dopo il "salve" si da subito "del tu" e questo mi fa letteralmente imbufalire.
 
Top