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Italia in crisi economica: punto della situazione (no politica).

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Veramente gli Italiani a parole di scandalizzano tantissimo ma nei fatti ognuno "fa di tutto per fregare anche lui".

Credo anch'io che sarebbe ora che qualcuno che vuole amministrarci dica che vuole eliminare tutte le storture italiane ma chi lo voterebbe uno del genere? Chi voterebbe uno che dice che vuole licenziare i fannulloni (non quelli volenterosi) della pubblica amministrazione che ci pesano una volta per lo stipendio ed una per il mancato lavoro e che magari dica contemporaneamente che non vuole dare più i soldi alle imprese private e che dica che debba essere abolito l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori con contemporaneo aumento degli stipendi minimi?

La vedo dura, molto dura. Ogni volta che si va al voto ci sono sempre gli stessi che fanno sempre le stesse cose e i cittadini alla fine votano sempre per gli stessi.

Appoggio anche il fatto che stiamo diventando spendaccioni. Io e mia moglie spesso ci chiediamo come fanno molti nostri amici e conoscenti a vivere ad un livello superiore al nostro pur con stipendi inferiori di un buon 30% se non 50%. Noi con le spese correnti (quindi escludo spese straordinarie per casa e per l'acquisto di auto) ci mangiamo il 40% delle nostre entrate e mettiano in conto un 20% per le spese straordinarie, 20% per la pensione integrativa, 10% per imprevisti e 10% per il futuro di nostro figlio e se arriverà un altro sarà anche da aumentare. Alla fine non ci resta niente se non qualche regalo dei nostri genitori che sfruttiamo per toglierci qualche sfizio e le tredicesime che utilizziamo per una vacanza ogni 2-3 anni o per qualche spesa voluttuaria.
Capisco che spendendo quel 20% di pensione integrativa, quel 10% per gli imprevisti e quel 10% per il futuro dei figli si avrebbe la possibilità di avere una vita più agiata ma possibile che quasi tutti pensano che tra 20-30 anni saremo tutti morti?

Ciao.
 
BARXO ha detto:
Allora, che ne dite di un piccolo sondaggio, sempre evitando di sfociare in politica, ma esprimendo quali dovrebbero essere secondo noi i punti fondamentali di partenza per governare economicamente il nostro belpaese?
Aderisco con il mio programma di governo :p :

  • Il ritorno hai piani quinquennali/decennali di sviluppo, manca una visione di prospettiva a medio/lungo termine (tutte le promesse elettorali si concentrano sui primi 100 giorni...e poi???);
  • drastica riduzione della spesa pubblica (lo stato fà lo stato, le imprese fanno il resto);
  • blocco delle assunzioni nel pubblico impiego per 5 anni;
  • aliquota fissa al 10% per i primi due anni per i lavoratori dipendenti (così magari mettono da parte 2 lire...per la casa o altro);
  • nessuna tassazione sugli affitti per le coppie neo-sposate (primi due anni);
  • ritorno (e veloce) all'energia nucleare;
 
Il ritorno hai piani quinquennali/decennali di sviluppo
Ottimo.

drastica riduzione della spesa pubblica (lo stato fà lo stato, le imprese fanno il resto)
Ottimo. Odio lo stato che decide cosa conviene comprare o no (vedi vari incentivi e detassazioni)

blocco delle assunzioni nel pubblico impiego per 5 anni;
Più che blocco che c'è già in parte ma che penalizza le strutture che hanno pochi dipendenti (es. comune con 2-3 dipendenti che non può assumere un altro lo metti in ginocchio) direi di iniziare a vedere dove ci sono eccedenze da ricollocare in altri posti e di iniziare ad eliminare i fannulloni.

Per il resto non sono daccordo. Più che per le detassazioni auspicate da te io direi di tassare l'eccesso di reddito (considerare reddito solo la parte non spesa per vivere, quindi non spesa per almeno la casa, il mangiare, il vestire, per l'istruzione, per la salute e per i costi sostenuti per produrre il reddito come i costi sostenuti per recarsi al lavoro).

Ormai per l'energia nucleare "classica" siamo fuori tempo ed è meglio destinare queste risorse alla ricerca "seria" sulle energie alternative (anche la fusione nucleare la metterei tra queste energie). In questo modo si acquisisce un know-how su un settore avanzato e per una volta non rimaniamo indietro a tanti altri paesi.

Ciao.
 
Economia, crisi eventuale, rimedi urgenti, senza parlare di politica?
Mi sembra davvero difficile, forse perché politica l'ho fatta (non lo dico come merito, anzi di solito lo tengo un po' nascosto) e continuo a ritenere che tutto è innanzitutto politica, anche la mia scelta personale di non andare fra qualche domenica a votare.
Qualche fatto, comunque, invece delle opinioni: ho fatto per parecchi anni (purtroppo, perché preferirei essere disocccupato ma avere l'età per essermi laureato la settimana scorsa) il manager nell'industria privata (marketing o ancor più risorse umane), e da parecchi anni faccio l'imprenditore (in una azienda di più di cento persone, quindi una piccola-media azienda ma comunque necessariamente strutturata), eppure oggi assisto a fenomeni di una certa singolarità. Qualche piccolo esempio, qualche quisquilia:
- dalla busta paga precisa di dipendente di basso livello ma assunto a tempo indeterminato: lui o lei guadagna netto 1.208 euro e all'azienda ne costa 2.728 compreso il tfr da versare all'INPS (tornerà mai indietro?) ma non tutto davvero tutto compreso (ci sarebbe da scrivere parecchio per elencare tutti i possibili costi qui ancora non quantificati);
- se dobbiamo assumere un italiano, in poche ore si porta a termine l'operazione; se vogliamo assumere uno straniero comunitario (comunitario!!!) ci vogliono almeno due mesi comprese le file allo sportello unico, eccetera eccetera; e non posso tacerlo: in più di qualche mio collaboratore o collaboratrice respiro quel malcelato tipico e ben definito turpe sentimento che comunemente è chiamato razzismo;
- i neolaureati in sede di selezione spesso citano come loro interesse preferenziale il marketing, possono disquisire per ore su Kotler, sul marketing operativo e su quello strategico, ma dichiarano in maniera asettica che non vogliono interessarsi di vendita. Anche quando nessuno propone loro un lavoro che abbia a che fare con la vendita, l'avversione per quest'ultima è -direi- culturale, pregiudiziale, appunto a priori; da vecchio trombone (e pensare che da giovane teorizzavo una sorta di rivoluzione..) non riesco a riconoscere il confine tra marketing e vendita, ma sarà un mio limite;
- se viene in azienda qualche funzionario di banca (specie se dedicato al cosiddetto "corporate", come dicono loro al maschile), attenzione perché è sempre meno preparato attraverso gli anni anche sul suo lavoro spicciolo (figurarsi in economia e finanza un po' più ampie); attenzione soprattutto perché è una sorta di piazzista senza scrupoli che deve innanzitutto rifilare qualche pacchetto fregatura che nemmeno ha capito cosa sia (alla faccia del marketing strategico o operativo...);
- noi importiamo materiali primi dall'oriente: sono sicuramente convenienti e ormai non inferiori a quelli occidentali; gli orientali mi sembrano ancora piuttosto disorganizzati sul piano logistico, commerciale, marketing, finanziario, ecc. Attenzione, però: superati certi limiti dovuti al tempo, per prezzo e qualità del prodotto non avranno concorrenti, con buona pace di tutti i protezionismi più idioti e inutili;
- se arriva in azienda qualche controllo sulla sicurezza, attenzione: i controllori non sanno di cosa stanno parlando, se l'azienda non è avveduta può direttamente pensarci santo lavoratore (che è la versione adulta della santa pupa di cui parlava mia madre quando mi vedeva giocare senza alcun ritegno); ed ovviamente trascuro quanto il tutto (il controllo, intendo) sia irritante e costoso per l'azienda, senza alcun riscontro oggettivo in termini di sicurezza. E per pudore non cito le norme che regolano la certificazione in qualità, che pure noi "vantiamo": frescacce di carta burocratizzata che nulla hanno a che fare con la qualità reale del servizio offerto e con la soddisfazione del cliente;
- se arriva in azienda un controllo fiscale, altro che attenzione: si è ostaggio dei peggiori "birbantelli" ignorantelli e incapacetti che si possa immaginare (spero che i vezzeggiativi mi risparmino l'ira dei moderatori); nessuna utilità per lo stato, semmai tutto l'opposto;
- in molte provincie italiane è praticamente scomparso l'apprendistato perché sono lievitati i costi a dismisura (senza che lo stipendio sia aumentato di un euro) e si sono complicate le procedure, fino a tot ore di istruzione esterna presso un ente locale bilaterale che per lo più ancora non esiste, ovvero quell'assunzione è di fatto impossibile: bella maniera di combattere il precariato e il lavoro nero.
Potrei continuare davvero a lungo con simili piccole cose che qualche significato pure hanno, ma mi fermo qui, per chiedermi soltanto: tutto questo ha a che fare con la politica? Con il decadimento della scuola? Con la perdita della selezione tramite il merito? (per uno che voleva da giovane "combattere" la società di classe, mi pare frase un po' azzardata, ma l'imbecille da quello bravo come lo distingui? Con la tessera di partito?)
La soluzione non la conosco. Certo è che quando sento ancora parlare di diritto e dovere nel voto, sarò diventato vecchio, sarò persino un po' intollerante, ma un po' lo confesso, mi inc.... (non trovo altro termine che abbia proprio quel significato e che sia ugualmente comprensibile da tutti).
Ciao
 
sono un mediatore creditizio.
la crisi c'è eccome.
non crediate che quando c'è crisi si facciano più finanziamenti, è l'opposto.
si comprano meno case, meno auto, meno mobili: quindi meno finanziamenti.
in particolare questa crisi del credito che sta arrivando dagli usa riguarda proprio il sistema finanziario.
il grosso della crisi deve ancora arrivare.

perchè l'italia sta male? i motivi sono tantissimi.
il problema più grave è che noi stiamo peggio degli altri per cause non recenti.
quindi durante il grosso della crisi che verrà noi saremo uno dei paesi che ne risentirà maggiormente.

non dimentichiamo che abbiamo perso la seconda guerra mondiale e quindi abbiamo accentuato le nostre debolezze.
anche durante la guerra fredda noi eravamo uno dei paesi più in bilico tra i due blocchi ed il rischio di diventare come la romania, la jugoslavia, la polonia o la bulgaria è stato molto forte.

detto questo, ad oggi siamo penalizzati dalla mancanza di infrastrutture (strade, ferrovie, porti), dalla mancanza di materie prime, dalla mancanza di centrali nucleari.

A queste circostanze "strutturali" bisogna aggiungere la svendita dell'iri, della sme e di tutte le aziende a partecipazione statale che resero l'italia una della prime potenze mondiali. hanno distrutto la sip, l'enel, l'eni ecc.
al tempo delle privatizzazioni hanno svenduto i gioielli di famiglia.
al riguardo sarebbe il caso di informarsi su un incontro avvenuto sul britannia negli anni novanta. lì è stato deciso di smantellare l'italia.
in questo quadro rientra anche l'attacco alla lira ad opera di soros con le conseguenti speculazioni che ne derivarono.

così arriviamo all'euro... fatto troppo in fretta e con un tasso di cambio sbagliato imposto da potenze straniere e tecnocrati comunitari. non era necessario essere trai primi paesi ad entrare nell'euro nè era il caso di mettere un cambio a quasi 2k lire. inoltre la moneta di carta da un euro era fondamentale.

infine arriviamo ai giorni nostri. un carrozzone statale inutile ed inefficiente, troppa burocrazia, troppe regole, tribunali lenti ed ingolfati, percezione di una giustizia ingiusta, senso di insicurezza, di impunità, di illegalità.
troppi dipendenti pubblici spesso assunti con concorsi truccati, troppi parassiti di stato, precarietà del lavoro.
Ormai senza raccomandazione non si va da nessuna parte e serve "l'amico" prima di entrare in qualsiasi ufficio statale anche per un semplice certificato.
La criminalità organizzata è padrona indiscussa e indisturbata di intere zone del paese.
l'università è un esamificio.
La tassazione è alle stelle ed "al pagato" non corrisponde nessun servizio.
in questo marasma siamo governati da un classe dirigente incapace, avida, corrotta ed inamovibile al servizio della finanza, della multinazionali, di poteri occulti e di potenze straniere.
In questa situazione ci avviciniamo ad un crisi da proporzioni e conseguenze imprevedibili.
i contraccolpi maggiori arriveranno da india e cina che basano la loro crescita improvvisa ed incontrollata sulla richiesta di consumi americani.

ma non tralasciamo un altro aspetto non meno importante a determinare il decadimento, al sfiducia e la crisi generale: la questione morale ed etica.
oggi valori come fedeltà, onore, coraggio, rispetto, patria, sangue, suolo, famiglia sono stati abbandonati e condannati.
oggi è figo avere l'amante, essere bisex, drogarsi nel we, spendere, apparire.
metter su famiglia è da fessi, risparmiare è da "vecchi", credere in Dio da "medioevali".
oggi gli onesti sono considerati degli "illusi" ma una società così non va da nessuna parte.

questa è l'italia come la vedo io. il punto della situazione.
per le proposte ci vorrebbe un altro topic...

-edit-

aggiungo una considerazione: una sensazione per me molto frustrante è il senso di precarietà diffuso. non mi riferisco solo al lavoro. si vive come se non ci fosse un futuro. tutti arraffano in fretta come se non si dovesse dar conto mai a nessuno del proprio operato. a comportarsi in questo modo è anche la classe dirigente, i personaggi dello spettacolo, gli intellettuali, chi ci governa. questo modo di fare fa precipitare le cose e ci fa entrare in un circolo vizioso. ci si comporta come se la nave stesse affondando e tutti "arraffano" in fretta quello che possono anzichè pensare a riparare la falla. è come se ci fossimo arresi ad un destino inevitabile, prossimo e senza scampo.
 
Ultima modifica:
FuoriTempo ha detto:
ma non tralasciamo un altro aspetto non meno importante a determinare il decadimento, al sfiducia e la crisi generale: la questione morale ed etica.
oggi valori come fedeltà, onore, coraggio, rispetto, patria, sangue, suolo, famiglia sono stati abbandonatati e condannati.
oggi è figo avere l'amante, essere bisex, drogarsi nel we, spendere, apparire.
metter su famiglia è da fessi, risparmiare è da "vecchi", credere in Dio da "medioevali".
oggi gli onesti sono considerati degli "illusi" ma una società così non va da nessuna parte.

Porca miseria ...... analisi perfetta.

Ho letto due volte il tuo post ..... , complimenti per la capacità di sintesi e di trasmettere quello che hai voluto dire ....... , che credo incontri il pensiero di una larghissima fetta di noi.

Complimenti ancora.



Saluti


Alberto :cool:
 
Certo che in una fase cosi' critica,forse ai massimi storici,fa un certo effetto avvicinarsi alle prossime elezioni.Credevo(ingenuo!)che almeno stavolta ci avrebbero risparmiato la solita caterva di manifesti di facce uguali,di quelle che si rivedono ogni 4-5 anni,con slogan cosi' tristi,deprimenti e banali da far cascare le braccia.In piu' sono ancora,inevitabilmente e disperatamente,gli stessi.Credo siano gli ultimi a non aver ancora capito che aria tira.----Edit------
 
Ultima modifica:
credo che stai prendendo una deriva politica... ti consiglio di editare... cmq il commissariamento europeo non esiste giuridicamente e a ridurci in questo stato sono stati proprio i tecnocrati europei al servizio dei poteri forti.
 
Ottima analisi FuoriTempo....peccato che mi sono perso la parte editata :)

Domani sono presso una di quelle aziende che era annoverata fra i gioielli di Stato, ora ridotta a poco o niente nell'epoca delle privatizzazioni.
Capita quando chi fattura 1 si compra chi fattura 10, senza oltretutto avere la capacità manageriale per gestire tale società.
Potremmo dire oltre il danno (inutile privatizzazione), la beffa (azienda sfasciata).

Aggiungo la crisi dell'istruzione...Siamo fra i più "ignoranti" nei paesi industrializzati, emergenti inclusi, e investiamo poco o niente in ricerca.
Difficile restare competitivi con aziende che rimangono sotto i 15 dipendenti per non avere il collegio sindacale....
 
C'è un punto del post di FuoriTempo su cui non sono molto d'accordo, per il resto nulla da eccepire (purtroppo).

Per la precisione quando viene tirata in ballo la questione della sconfitta nella seconda guerra mondiale.

E' vero, i danni ci sono stati eccome, però nelle stesse nostre condizioni, anzi, molto peggio, si è trovata la Germania, con le fabbriche praticamente tutte distrutte, per non parlare delle maggiori città, oltre al fatto di essere stata divisa, per cui molte risorse, industrie (quel che ne restava) e relativo know-how sono rimaste "dall'altra parte", credo che anche le perdite umane siano state superiori, in percentuale, alle nostre.

I sessant'anni sono passati per entrambi i Paesi, ma con risultati diversi, il Marco (prima di essere inglobato nell'Euro) non era sicuramente considerato come la Lira ed ora credo che non siano ridotti alla frutta come pare lo siamo noi.

C'è anche da considerare le conseguenze della riunificazione alla disastrata DDR, che ha pesantemente influito sull'economia, non oso pensare a cosa sarebbe accaduto da noi in un situazione analoga.

Di chi la colpa (o il merito, dipende da che parte la si guarda) di questa diversità ? Forse la risposta è in tutte le altre situazioni descritte da FuoriTempo: una nostra certa mentalità, gli errori accavallatisi nei lustri della classe politica, però, appunto, non credo si debba inserire il disastroso esito dell'ultima guerra (come, con involontaria ironia, la si chiama ancora).

Discorso analogo ptrebbe essere fatto per il Giappone, escludendo le distruzioni che, tutto sommato, gli sono state risparmiate, ma lì credo entrino in gioco molti altri fattori non confrontabili con i nostri o della Germania.

Ciao
 
il problema della seconda guerra mondiale è che non abbiamo saputo entrarci e ne siamo usciti anche peggio. germania e giappone l'hanno persa, noi ci siamo fatti la guerra civile in casa e ne siamo usciti da voltagabbana: traditori per i tedeschi, vigliacchi per il resto del mondo. c'è modo e modo di perdere una guerra.
umiliati e derisi ci siamo inginocchiati chiedendo pietà all'america che ci ha trattato da colonia, da periferia di un impero. perfino il re è fuggito e ci ha abbandonati. eravamo in balia dei vincitori e col piano Marshall e il fmi ci siamo venduti definitivamente.
l'unione sovietica non è stata a guardare ed ha inondato di rubli i tanti politici italiani che in nome di un'idelogia forsennata erano pronti a tutto: anche alla guerra civile, anche a consegnare l'italia a tito. l'italia era il paese occidentale con il più forte partito comunista. gran parte della guerra fredda si è giocata a casa nostra.
la guerra non fa per noi, in quella guerra non dovevamo entrare ma gli eventi sono precipitati. in battaglia siamo stati umiliati in africa, in albania, in grecia. pensate che volevamo conquistare la russia... la seconda guerra mondiale è stata terribile per tutti, soprattutto per l'italia.
nel dopo guerra mentre gli altri paesi sconfitti si sono rimboccati le maniche noi abbiamo mostrato ancora una volta tutta la nostra italianità.
 
carissimi amici (se mi permettete)
io sono un ragazzo di 23 anni che lavora da quando ne aveva nove (niente sfruttamento perch' l'ho deciso io ed ho sempre amato lavorare)
ho fatto parecchi lavori ma la maggior parte nel settore auto e audio carrozziere meccanico elettrauto installatore hi-fi falegname installatore home ed in fine costruttore home.
ho conseguito il diploma di perito nautico presso un it nella mia città natale dopo 8 anni di sacrifici (3 bocciature per condotta mai sotto la media del 7.5) quindi analfabeta non mi ritengo.
da quando sono entrato nell'universo audio sogno un centro costruzione-installazione sia car che home ma purtroppo quì al sud la mentalità generale è parecchio indietro rispetto al resto d'italia salvo rare eccezioni; quindi mi piacerebbe trasferirmi al nord non per diventare milionario ma per fare il mio lavoro circondato da gente che lo apprezza!
avevo pensato di chiedere il famigerato "prestito d'onore" ma non posso perchè la "sviluppo italia" della lombardia ha chiuso i battenti quindi dovrò farcela con le mie sole forze e per questo mi sto adoperando per cercare lavoro lassù!
mi preme dirvi che sono uno di quelli che pensa che chi non lavora non debba mangiare e che bisogna vivere in proporzione alle proprie entrate, pensate che l'unico prestito l'ho chiesto a mio padre per comprare la macchina ed appena l'ho estinto mel'hanno rubata con l'impianto stereo che utilizzavo per le gare e per far vedere di cosa ero capace, il mio bigliettino da visita insomma, secondo me in italia bisognerebbe eliminare del tutto il nepotismo, le società piramidali, i pensionati oltre i 65anni, le tasse di possesso ed un congruo numero di politici, mentre bisognerebbe basarsi sulla meritocrazia sul rispetto sul lavoro!
su ogni moneta che ho in tasca c'è una gocciolina di sangue e sudore, io spendo quel poco che guadagno in materiali e macchinari per lavorare di firmato ho solo un paio di scarpe regalatomi da mia madre(per dovere di cronaca non muoio di fame mio padre e mia madre lavorano entrambi ed ho due sorelle minori) perchè il resto dei giorni ho sempre le antinfortunistiche ai piedi ed il tutone blù!
sono riuscito a comprare diversi attrzzi tra cui tornio da legno 2 frese 2 seghetti alternativi 2 trapani 1 avvitatore 1 levigatrice 1 smerigliatrice 1 pialla elettrica 1 a mano qualche saldatore una saldatrice a filo continuo un dremel ed un'infinità di attrezzi manuali alla luce di questi acquisti io non ho un euro da parte per poter aprire una mia attività vi sembra giusto?ho all'attivo appena 6 mesi di contibuti è così che viene ripagato uno che studia e lavora seriamente? grazie italia!
 
Fuoritempo...anch'io vorrei esprimere il mio apprezzamento per il tuo lucido post e l'analisi che mi vede quasi totalmente d'accordo.(Nordata mi ha preceduto sull'appunto della guerra!)

Proprio il fatto di essere d'accordo pero' non mi fa essere ottimista affatto sul futuro di questo paese:(
 
Ottimo FuoriTempo, specialmente per quanto riguarda la questione morale.
Non sono però in sintonia con quanto espresso nel post in riferimento a decisioni prese chi sa dove, quasi "complottiste". Secondo me la verità è che la speculazione si era abbattuta su una nazione già debolissima e per questo già in attesa di declino, una nazione dove, nella sciagurata stagione del 1968 si era formata la condizione per quella che poi sarebbe stata una crepa strutturale gravissima sulle sorti italiche: l'abolizione quasi totale del criterio di merito. Una certa temperie culturale e politica, soprattutto degli anni ottanta, ha fatto il resto: si sono create così sacche di privilegio improduttivo, pubblico ma non solo, si è vissuto allora al di sopra delle proprie possibilità (intendo come Nazione), accumulando un debito pubblico stratosferico.
I citati gioielli di famiglia sono stati gioielli assai per poco tempo, diventando presto sgangherati carrozzoni sfogo di clientele e favoritismi e quando sono stati smembrati malamente la vera natura del sistema economico italiano è emersa brutalmente: la sua spina dorsale era costituita da grosse imprese pubbliche e semi-private o private-e-assistite e il cancro dell'incuria, dell'incapacità, della negligenza l'aveva già intaccata. La crisi viene da lontano, e il "carattere" italiano contemporaneo è il frutto avvelenato di quelle epoche, diciamo che in quegli anni i De Nicola, De Gasperi od Einaudi non si sarebbero potuti formare. Che il declino continui è inevitabile, non è iniziato con l'euro, e perdurerà finchè una nuova generazione di Italiani non forgerà nelle difficoltà la perduta tenacia. Sono stato un po' retorico, ma la sintesi è che le pezze al **** le metteremo nei prossimi vent'anni, questo è solo un assaggio.
 
@ Fuoritempo

Visti i consensi e che non si sa' piu' chi votare:
Dovresti candidarti:D :D :D :D (hai tutto l'appoggio del forum!)

Notte.
 
Ben venga la crisi

Innanzi tutto complimenti a Giangi per l'dea ardita di aprire questo 3ad ;)

Siamo in crisi economica ???
Da qui da dove la vedo io (brescia) sembrerebbe di no... però se allungo un'attimo la vista... all'orizzonte non si prospetta niente di buono, ma forse sarà solo un temporale :eek:

No non è un temporale estivo che magari fa danni ma in men che non si dica si dimentica.... qui c'è qualcosa di ben più di un semplice fortunale... qui c'è all'orizzonte qualcosa che sconvogerà la vita di molti per il semplice fatto che..... molti non si sono costruiti la casa in cemento ma, hanno pensato bene di farla di cartapesta, più veloce il processo, meno costoso in termini di impegno umano e più facile oltre che molto più appariscente.... sembra quasi la storia dei tre porcellini alle prese con il lupo :D

La crisi materiale arriverà ?? Non arriverà ?? difficile dirlo.... di certo è che la crisi dell'anima è già in molti di noi.... dice bene FuoriTempo quando cita che la crisi e dentro di noi "morale ed etica" "la precarietà dell'Essere"..... già !! proprio qui stà il punto.

Essere significa... sacrificio, spirito di abnegazione, credere in se ed agli altri, applicare le proprie capacità per se stessi e per gli altri.... ma sopratutto significa costruire qualcosa di duraturo (un rapporto-amoroso- di fratellanza-di complicità con moglie, figli, amici, parenti e perchè no sconosciuti ) qualcosa che faccia crescere ciò di cui Non possiamo fare a meno e che niente e nessuno potrà portarci via.... l'essenza di noi del nostro spirito, la consapevolezza di esseri umani.

Avere significa.... tutto ciò che fino a qui si è parlato.... case, auto, moto, vacanze, telefoni, Home Theater, bella vita (:eek: ) etc etc etc (molto più facile)

Qualcuno ha scritto che il decadimento di una società inizia dal suo interno e non dalle forze che premono dall'esteno, lo stesso vale per l'individuo.

Quale sia la soluzione globale..... non lo sò (difficile se non impossibile ipotizzare un cambiamento radicale del credo che ogni persona reca nel suo intimo-per un tale cambiamento ci vorrebbe un sussulto epocale- ne siamo prossimi ??).... cerco solo di partire dall'interno e cioè da me stesso ed attraverso la mia convinzione "influenzare" chi mi stà vicino e si accomuna con me.... diversamente Non posso fare, fortunatamente vedo, attraverso questo bellissimo forum..... che non sono il solo.

Ciao e buona fortuna a tutti :)

Ps.... ora che abbiamo scritto in generale le cause e ciò che non va..... proviamo a dire cosa si potrebbe/dovrebbe fare.
 
Ultima modifica:
BARXO ha detto:
Allora, che ne dite di un piccolo sondaggio, sempre evitando di sfociare in politica, ma esprimendo quali dovrebbero essere secondo noi i punti fondamentali di partenza per governare economicamente il nostro belpaese?
Parto da questa domanda di BARXO per il mio intervento....
E' inutile dire che mi ritrovo molto nel post di FuoriTempo, come avete detto anche in molti, ma anche questo post di Ettore (il n.84) mi vede completamente d'accordo sia come persona che come imprenditore.
Senza nuovamente parlare della causa dei nostri problemi, a mio avviso questi i punti dove, chi ha davvero intenzione di volgere lo sguardo per sanare i problemi dell'Italia, dovrebbe considerare :

1. Partiamo dalla "res pubblica", ovvero dalle istituzioni pubbliche (Sanità, scuola, strutture statali, ecc....), cominciamo con l'istituire una legge che blocchi di fatto qualsiasi forma di subappalto, a meno ovviamente di casi eccezionali e di comprovata necessità. Non è un mistero che molti infermieri nel mondo della sanità pubblica (ma come ad esempio anche tanti commessi della camera o del senato) sono dipendenti di aziende appaltatrici.....perchè mettere in mezzo un'intermediario che fa alzare inutilmente i costi? Cominciamo da qui ad eliminare gli sprechi, se servono delle persone le assuma direttamente lo stato senza mettere in mezzo inutili interlocutori che altro non fanno che far lievitare i costi.

2. Mercato del lavoro.....qui il discorso è complicato,vi dico come la penso. Io sono un piccolo imprenditore, l'azienda l'ho creata da me con altre persone, e piano piano, con moltissima fatica, stiamo andando avanti.....da cosa deriva questa fatica? Da tre punti :

- Costo del lavoro spropositato : (per un dipendente che, netti si mette in tasca € 1.300 l'azienda, tra tasse e tutto il resto, ne tira fuori almeno il doppio, se va bene....)

- Enorme difficoltà nei pagamenti : Le fatture pagate a 60 giorni, come prescrive la normativa europea, sono un sogno ad occhi aperti, pur lavorando in larga parte con aziende grandi o grandissime (che quindi alla fine pagano), sia private che parastatali.....per la verità i privati sono un pò più "puntuali", ma con le aziende parastatali i tempi d'incasso superano tranquillamente i 300 giorni...

- Mercato esageratamente clientelare : alias, per quanto belli, funzionali e poco costosi possano essere i tuoi servizi o i tuoi prodotti, scordati che qualcuno di dia attenzione se non debitamente presentato.....

Insomma, siccome non credo che questa sia solo la mia situazione (e parlando in giro direi che qui a Roma siamo in moltissimi a vivere questi tipo di realtà), di deve intervenire su questi punti :

a. riduzione del carico fiscale sulle aziende
b. certezza dei pagamenti (ad esempio si potrebbe creare un database centralizzato delle fatture emesse, e lo stato potrebbe attivarsi d'ufficio nei confronti di tutti gli inadempienti a mezzo della guardia di finanza)
c. mercato del lavoro flessibile (ma davvero, non per finta)

L'ultimo punto è il più delicato, oggi in grossa parte, soprattutto i piccoli, ricorrono ai contratti a progetto (anche noi non di rado) perchè le aziende non hanno prospettive a medio-lungo termine (adesso mi servono delle persone per un certo lavoro, ma poi?), poichè in Italia non è previsto il libero licenziamento in pochi (i grandi) possono permettersi di investire sulle persone, i medio-piccoli, a parte casi sporadici, arrancano.

Non fraintendetemi, a me non piace assumere una persona senza dargli certezze, ma se sono io il primo a non avere certezze sul domani, come faccio a darle ad un mio dipendente? Come piccola azienda per noi la cassa integrazione in pratica non esiste (mica sono tutti come la FIAT), se non puoi pagare gli stipendi fallisci e tutti a casa....

In Italia, a parer mio, manca una generale cultura d'impresa che faccia capire cos'è davvero un'azienda, che faccia capire che l'imprenditore non è solo un brutto cattivone che ti vuole sfruttare e non alzarti lo stipendio, ma è una "persona normale" che spesso sta anche alzato fino alle tre per cercare di capire come far quadrare i conti, che faccia capire che se le aziende stanno bene, allora assumono e sono anche disposte a pagare di più le persone, ove ovviamente ve ne sia motivo, ma se le aziende arrancano e sono strette da mille impegni burocratici e da mille tasse, come fanno a trattare in maniera corretta le persone?

Allora, ovviamente con il tempo, la cosa giusta da fare sarebbe, a mio avviso :

a. un unico contratto per tutti, chiamatelo a tempo indeterminato, ma che sia unico per tutti, con certezza di ferie, malattie e contributi per tutti quanti

b. libertà di licenziamento

c. carico della disoccupazione per lo stato (si potrebbe assumere, ad esempio, di dare alla persona che perde il lavoro un'assegno pari al 70% dell'ultimo stipendio, o della media degli ultimi x mesi, come volete).

In questo modo innanzitutto lo stato sarebbe davvero intenzionato a garantire la miglior occupazione possibile (perchè la disoccupazione sarebbe finalmente un costo d'abbattere e non più una semplice statistica ISTAT), finalmente gli uffici di collocamento avrebbero un senso e sarebbero veramente spinti a trovare lavoro alle persone (ma adesso, in concreto, a cosa servono, a parte a garantire l'anzianità d'iscrizione per usufruire di certe leggi?). Ovviamente da questo discorso andrebbero escluse certe categorie deboli, tipo gli adetti alle pulizie o gli operatori ecologici ad esempio, però già questo sarebbe un modello più efficiente su cui lavorare.
In questo modo le aziende sarebbero meno vincolate alle persone, di conseguenza sarebbe più facile anche assumere senza troppi problemi e senza contratti strampalati, come del resto accade in Irlanda, Inghilterra, Germania, Danimarca, Stati Uniti, ecc....

Ovviamente poi bisognerebbe parlare di trasporti (incentivazione del trasporto su ferro), di energie alternative al momento completamente ignorate, di ricerca assente, di sanità pubblica che funziona 4 ore al giorno....insomma, la cosa si fa lunga!:D
 
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