No guarda, meglio che viriamo sui gusti personali perchè dire che Contact è registicamente superiore su tutta la linea proprio non regge. Zemeckis è un regista che ammiro molto, ma sequenze come l'attracco all'Endurance, il passaggio su Gargantua o l'ingresso nel wormhole sono gioielli che mescolano live-action e CGI come ..........[CUT]
rispondo solo a questo, visto che all'amore non c'è rimedio, e quindi mi sta bene tutto, visto che stiamo parlando di un film comunque importante.
Il passaggio su Gargantua o l'ingresso nel wormhole non sono nulla per cui stracciarsi le vesti, anche se ovviamente sono momenti efficaci. Di ingressi nei wormhole sono trent'anni che ne vediamo di ugualmente (e più) spettacolari, grazie a Star Trek. Per me dal punto di vista registico è più prezioso l'addio di Cooper alla figlia. Oppure la parte "action" sul pianeta ghiacciato, quella che precede l'attracco catastrofico, davvero un bel pezzo di bravura.
Ma se dobbiamo confrontare Zemeckis con Nolan, e dobbiamo farlo, visto che Contact è il termine di paragone più ovvio, dal punto di vista della pura regia, cioè del puro racconto per immagini, Zemeckis è (era?) superiore. Ma guardate solo la Foster sul ciglio del canyon, guardate come muove la cinepresa, Zemeckis.
Poi non so se avete presente il viaggio di Jodie Foster/Ellie Arroway nel finale: a parte che è una sequenza da cardiopalma che fa impallidire il wormhole di Nolan, quello che fa la cinepresa intorno a quel sedile, mescolando in maniera prodigiosa (quasi vent'anni fa) live action e computer grafica, è pura magia. Vogliamo parlare del piano-sequenza della bambina che corre verso l'armadietto dei medicinali quando il padre si sente male? Vogliamo parlare della sequenza spaziale iniziale, con la cinepresa che si allontana dalla Terra, sempre più velocemente, mentre i suoni regrediscono come in un viaggio nel tempo, un'esperienza acustica e visiva (e concettuale) di rara bellezza...
Interstellar ha i suoi ottimi momenti, ma la bambina di Contact che si aggiusta i capelli mentre una dissolvenza la trasforma in Jodie Foster, che compie lo stesso gesto a distanza di tanti anni, questa è emozione, questo è cinema, questa è padronanza registica, per me. Poi vabbe', la scrittura di Contact è superiore (basti confrontare il personaggio della Foster con quello della Chastain, non c'è paragone in termini di complessità e credibilità; per non parlare del modo in cui gli "spiegoni" sono integrati nel racconto), e la chiusura perfetta ed emozionante.
A proposito di spiegoni, la storia della matita è davvero imbarazzante per i motivi detti. Giustificare l'imbarazzo adducendo che chi fa lo spiegone è un fisico mentre chi lo riceve (Cooper) è un pilota e un ingegnere (ma lo sanno pure i bambini che cos'è un wormhole, figuriamoci un ingegnere!!!), o addirittura spingersi a sostenere che non c'è stato il tempo, sulla terra, di spiegare al pilota le cose essenziali, per la concitazione che avrebbe caratterizzato la partenza, è ancora più imbarazzante dello spiegone stesso. Guarda, l'esempio della matita è terribile, ma se fosse almeno stato illustrato sulla terra, dal nonnetto*, quando a Cooper vengono fatte le rivelazioni iniziali, sarebbe stato già molto meglio (e meno imbarazzante)
* Michael Caine sempre nello stesso ruolo, perché sempre lo stesso, e sempre più trito, è il meccanismo narrativo. Poi l'uomo comune (Cooper) che viene messo di fronte alla rivelazione, con quella paratia che si solleva a mostrare l'astronave in costruzione (esattamente lì dietro) è una cosa così trita da far cadere le braccia. Quando Nolan e suo fratello si scrolleranno di dosso queste modalità allora lì acquisteranno punti ai miei occhi andando dritti nel novero dei "grandi". Per ora sono "solo" bravi.