La cosa più eclatante del film è l'idea che qualcuno, talmente sfigato da chiamare la figlia "Murphy", possa mai avere veramente una figlia, essendo universalmente note le scarse probabilità di accoppiamento degli sfigati.
Concettualmente la ragazza stessa è un effetto diretto della legge di Murphy, che nello specifico può suonare così: "Se esiste un nome talmente ridicolo e porta sfiga da rendere oggetto di scherno la ragazza che lo porta, prima o poi ci sarà un padre abbastanza sfigato da dare alla figlia quel nome".
Non c'é da stupirsi che fin da bambina volesse scappare nello spazio.
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Il film, nonostante l'abbondante uso di paradossi extra-scientifici (per non dire anti-scientifici) riguardo spazio e tempo, è fondamentalmente scientista, ovvero appartenente a quella corrente lettarario-ideologica secondo la quale (1) lo sviluppo scientifico è illimitato (2) la scienza salverà il mondo.
Mentre pochi si pongono realmente il problema se lo sviluppo scientifico possa o meno essere illimitato la visione di un futuro in cui la scienza salvi il mondo tutto sommato è abbastanza ridicola.