Antonio1969 ha detto:
mi piacerebbe qualche parere da parte di chi ha letto il libro.
del tipo "meglio la pellicola o il libro?"
Toglici un Tom Hanks, tra l' altro moscio (e te lo dice un grandissimo stimatore di Tom Hanks), toglici un hype assurdo creatosi in funzione del libro dal quale è tratto...toglici il nome CODICE DA VINCI:
se il film si fosse chiamato, DELITTO AL LOUVRE, avrebbe avuto lo stesso spessore nonche' importanza di uno di quei film che rai due manda sotto l'etichetta
nel segno del giallo".
Il film si chiama
IL CODICE DA VINCI, ma la pellicola, di Leonardo da Vinci, ne parla ben poco...quasi per nulla, contrariamente a quanto avviene nel libro.
La Monnalisa viene liquidata con un paio di battute riguardanti la differenza dell' inclinazione dell' orizzonte, La vergine delle Rocce (Madonna of the rocks) viene solo presa a pretesto per far trovare la "chiave" del giglio ai due protagonisti...quando invece solo su questo quadro avrebbero potuto farci un film intero. Non vengono menzionate nessuna delle molteplici invenzioni di Leonardo, nè il suo profondo legame col priorato di Sion. L'unica rappresentazione degna di nota...è la spiegazione de
L'Ultima Cena, che avviene in maniera chiara e comprensibile per tutti, anche se in questo caso, vari sono i particolari che vengono omessi.
Il libro si costituiva di due livelli di
trame che procedevano di pari passo: l'una...quella del thriller...dell' uccisione di Saunière...degli enigmi atti a svelare la verità sull' Opus Dei...l'altra...quella piu' corposa e aspramente criticata riguardante La Chiesa...la storia di Gesu' Cristo...il suo matrimonio con Maria Maddalena, la nascita di un figlio...e ancora, Costantino e la cristianizzazione del Sacro Romano Impero...la nascita dei Templari...(e con essi in seguito del sistema bancario)...Il Graal...La nascita del priorato di Sion ecc...ecc...ecc...
Il Codice da Vinci, LIBRO, era questo...nel Codice da Vinci Dan Brown ha preso come pretesto una trama di stampo thriller, ma fondata molto sul fattore fantascienza (vedesi l' unita' di tempo, laddove nell' arco di una sola nottata i protagonisti saltano da una parte all'altra di Parigi, Londra...ecc...) solo ed un unicamente per dare un interpretazione, o meglio per "rendere pubblica" su scala mondiale, la storia di Gesu' Cristo che la Chiesa ha sempre nascosto, e che altri, in questi anni hanno provato a raccontare, ma mai avendo il successo ottenuto con il Codice da Vinci.
Ron Howard purtroppo non capisce nulla di tutto cio', e del libro va' ad esaltare prepotentemente proprio quel primo livello di trama...quello se cosi' vogliamo definirlo...scialbo...realisticamente inverosimile...
Il regista di fatto...prende quella che Brown,velatamente, aveva utilizzato come
trama di contorno, e ne fa la colonna portante del film. Risultato? Un thriller che pare accattivamente nei primi minuti...ma che scade inesorabilmente in un misto tra noia e patetico.
E c'e' di piu'...coloro che non hanno avuto modo di leggere il libro vengono travolti da una quantita' assurda di informazioni...capendo tutto e capendo niente.
Nel film non si capisce bene cosa sia L' Opus Dei, cosa c'entrano il Vescovo Aringarosa e il Maestro, quale sia l'importanza del priorato di Sion e quali siano i veri legami di Saunière con esso...e ancora chi sia Bezu Fache e qual è il suo collegamento con L'opus dei.
E nel momento in cui
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verso la fine del film si scopre che Teabing altro non era che il Maestro dell' Opus Dei, e che egli stesso aveva sapientemente architettato il modo per sfruttare la setta religiosa, con l' unico scopo di impadronirsi del santo GRAAl e in seguito divulgarne la verità al mondo intero, ebbene proprio in questo frangente si manifesta nel peggiore dei modi il fallimento della trama del film. Laddove nel libro infatti la dimensione temporale tende ad espandersi attraverso una serie di meccanismi difficli da riproporre su pellicola...nel film si ha come l' impressione che Teabing si sia preso gioco della Chiesa e dell' Opus Dei nell' arco di quell' unica notte, con la conseguenza che sembra di ritrovarsi, come dicevo all'inizio, di fronte ad uno dei tanti film di serie b proposti dalla rai.
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Due parole sugli attori prima di chiudere:
Il fascino e l' acume di Robert Langdon, purtroppo non trovano riscontro in un Tom Hanks, ...apatico...sciatto, come non si è visto mai; e il poco affiatamento con Audrey Tautou non fanno altro che far precipitare il film in quella noia aspramente messa in rilievo dalla maggior parte della critica.
Concludendo...se non avete ancora letto il libro e il film ha catturato la vostra attenzione, consiglio vivamente di rivolgersi alla versione cartacea...avra' modo di stimolarvi su molti piu' punti di vista, e vi chiarirà una miriade di aspetti che il film, vuoi per necessita' cinematografiche, vuoi per interpratazione del regista, tralascia.
Se avete letto il libro...i primi minuti del film tenderanno ad affascinarvi ampiamente vista la fedele riproduzione di quella trama "primaria" di cui parlavo sopra (praticamente vedere il film è un po' come scorrere le pagine del libro e immaginarsi i luoghi, le vicende e i personaggi). Ma il fascino iniziale ben presto lascera' ampio spazio a sbadigli e pensatezza agli occhi...
Alla prossima.