Ciao, non c’è una regola precisa.
Ci sono diffusori esternamente indovinati, altri poco e altri, in verità non tanti, per nulla indovinati.
Questa cosa ha poco a che fare coi gusti personali in fatto di “ascolti audiofili”, casomai ha più a che fare coi generi musicali riprodotti e se riusciamo o meno a far esprimere i diffusori per gli obiettivi auspicati in sede di progetto.
I diffusori estremamente indovinati sono sottoprezzati in rapporto a ciò che possono dare (soddisfazione a lungo termine) oppure, per dirla in altri termini, tutto il resto è sovrapprezzato.
La mia opinione è basata su 20/25 coppie di diffusori provati a casa mia e di mio fratello + altri acquistati per amici + ascolti in negozi e fiere.
Ti faccio degli esempi pratici con diffusori con cui ho/ho avuto dimestichezza:
- tannoy R1, le ho in studio, piccoli diffusori a dir poco indovinati, ai tempi dell’uscita abbastanza apprezzati, mentre, successivamente, quasi dimenticati. Ora snobbati (estetica poco accattivante).
Eppure hanno un suono, nella loro economia, perfetto per i piccoli ambienti (hanno punch e ritmo ma allo stesso tempo sono riposanti in quanto la gamma alta è estesa ma dolce e non stancante). Quindi con elettronica, metal e rock/blues sono perfetti. Esistevano le varianti da pavimento R2 e R3. Prova a consigliarli, nessuno se li fumerà. Al massimo prenderanno in considerazione i revolution successivi per via della “fama” del dual concentric, queste non l’hanno. Cosa ti perdi, il piacere di ascoltare musica senza fisime.
- le mie attuali casse principali Kudos C2, delle torrette da suono monitor, velocissime e con molto ritmo. Sono adatte ad ambienti medio piccoli. Costruendoci un impianto attorno (serve pazienza e esperienza) sono ascoltabili con tutto, mantengono il loro carattere senza stancare, anche se non sono del tutto “fluide” come le precedenti. La natura analitica con certe incisioni ogni tanto trasuda.
Snobbate in Italia perché poco conosciute (non in UK) non le ho cambiate con le sS20, versione migliorata, anche se avevo trovato una buona occasione (meno di 4,5K nuove con quasi 3K di sconto) perché temevo che le S20 spingessero troppo sulla trasparenza e che avrei rischiato troppa “analisi” (ascolto di tutto pure incisioni metal scadenti).
Perché sono definibili come dal buon rapporto Q/P? Perché ho saputo ottimizzarle, per altri potrebbero risultare diffusori poco adatti (asciutti, analitici, “in faccia” e giudicati di scarso rapporto Q/P). Cosa ci si perde? Velocità, dettaglio, possibilità di metterle quasi a parete senza rigonfiamenti. Scena 3d precisa ma rispetto a Proac, per dirne una, niente di che’.
- Proac, vari modelli, tutti estremamente validi. Rapporto Q/P se paragonato alla costruzione scarso (hanno altoparlanti custom ma non certo i Seas top come le Kudos di pari prezzo), Rapporto Q/P in rapporto alla soddisfazione dell’utente elevatissimo, sono in pochi a cambiarle. Ti fanno percepire chiaramente ciò che ti perdi in molti diffusori economici, ad esempio nelle voci o nella scena 3d. Nella velocità non sono come Kudos o ATC o diffusori con altoparlanti a tromba, ma sono anche meno “spietate”.
- Acoustic Energy, vari modelli, qui la qualità prezzo c’è anche a livello costruttivo, anche queste snobbate da noi. Come si fa a parlare di Q/P nel tentativo di convincere gli altri che hanno una filosofia “indovinata” se poi non le si prova e si preferisce andare sui soliti marchi? Eppure sono estremamente equilibrate con tutti i generi. In pochi hanno la pazienza e l’intuito per apprezzare il diffusore neutro “tipo”, come in questo caso, senza fermarsi al suono inizialmente poco appariscente. Un diffusore senza colorazioni particolari, questo è realmente un plus che in molti si perdono, negli ascolti in batteria potrebbe sembrare meno accattivante.
- Kef, Focal, B&W, Sonus Faber, ecc. ma potrei dire lo stesso per elettroniche Mcintosh, Accuphase, Naim. Come si fa a parlare di Q/P quando si tirano in ballo giganti del marketing?
Per forza di cose, quando spendi così tanto in pubblicità e organizzi una rete di distribuzione capillare, devi risparmiare sui prodotti (magari non sulla qualità costruttiva ma sulla progettazione?) o sovrapprezzare che dir si voglia. Quindi per me partono svantaggiati. Certo non dico siano diffusori non indovinati, ma mi sia permesso il beneficio del dubbio.
In definitiva, quello che ci perdiamo non dipende dai prezzi, dipende da quanto riusciamo ad ascoltare, da quello che riusciamo a capire leggendo tra le righe (di recensioni e misure), da quanto siamo bravi ad ottimizzare, ecc.
Ci sarà sempre qualche diffusore migliore, più “veloce”, più “articolato”, più “arioso”, più “tridimensionale”, più “riposante”, con voci più “vere”, ma… il rovescio della medaglia dove sta?
E’ dalla nostra passione e voglia di approfondire che riusciamo a capire una cosa e l’altra, a farci un’idea di cosa è meglio tenerci stretto e cosa è meglio perderci.
Forse non ho risposto alla domanda con estrema precisione, ma ti ho fatto capire su cosa bisogna concentrarsi (equilibrio) per essere soddisfatti, indipendentemente da ciò che ci si perde.