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Forse sto spendendo troppo? Diffusori eco Vs premium

E' un po' che mi dedico (qualcosa ho pubblicato anche qui) a confrontare diffusori diversi; stesso ampli, stesso tutto, solo diffusori differenti. Tra poco mi arrivano le KEF r3 Meta che, anche se usate, per me arrivano a cifre che non avrei mai pensato di spendere e mi è venuto un dubbio: forse mi sto orientando troppo verso ciò che costa di piu' invece che verso quello che potrebbe piacermi e costare meno.
Fermo restando che cerco di seguire cio' che mi piace e che ho imparato a conoscere solo provando casse differenti, forse, un po' per suggestione, un po' per andare piu' sul sicuro, ad ogni upgrade di solito punto sempre a ciò che è piu' costoso.
Un esempio pratico: vedo ora un'offerta per le Indiana Line Tesi 561 ad un prezzo ridicolo e sono tentato di provarle, in cosa mancherebbero sicuramente rispetto alle mie amate Monitor Audio Silver 500 o, per ipotesi a delle KEF reference?
Non so se riesco a spiegarmi, ma, gusti personali a parte, in cosa non potrebbero non essere minimamente paragonabili e farmi pentire immediatamente dell'acquisto, i dettagli, i toni delle voci , i bassi?
E ancora: ascoltando solo specifici generi (per esempio percussioni, archi, tecno...metal) potrebbero essere uguali o anche meglio?
Ovviamente arriveranno prima i limiti delle mie orecchie, ma cosa è senza dubbio oggettivo ed inopinabile tra una cassa da 4000 ed una da 500?
Ho riletto il post, mi spiego di me**a, fate uno sforzo per capire :)
 
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Ciao, non c’è una regola precisa.

Ci sono diffusori esternamente indovinati, altri poco e altri, in verità non tanti, per nulla indovinati.
Questa cosa ha poco a che fare coi gusti personali in fatto di “ascolti audiofili”, casomai ha più a che fare coi generi musicali riprodotti e se riusciamo o meno a far esprimere i diffusori per gli obiettivi auspicati in sede di progetto.

I diffusori estremamente indovinati sono sottoprezzati in rapporto a ciò che possono dare (soddisfazione a lungo termine) oppure, per dirla in altri termini, tutto il resto è sovrapprezzato.
La mia opinione è basata su 20/25 coppie di diffusori provati a casa mia e di mio fratello + altri acquistati per amici + ascolti in negozi e fiere.

Ti faccio degli esempi pratici con diffusori con cui ho/ho avuto dimestichezza:

- tannoy R1, le ho in studio, piccoli diffusori a dir poco indovinati, ai tempi dell’uscita abbastanza apprezzati, mentre, successivamente, quasi dimenticati. Ora snobbati (estetica poco accattivante).
Eppure hanno un suono, nella loro economia, perfetto per i piccoli ambienti (hanno punch e ritmo ma allo stesso tempo sono riposanti in quanto la gamma alta è estesa ma dolce e non stancante). Quindi con elettronica, metal e rock/blues sono perfetti. Esistevano le varianti da pavimento R2 e R3. Prova a consigliarli, nessuno se li fumerà. Al massimo prenderanno in considerazione i revolution successivi per via della “fama” del dual concentric, queste non l’hanno. Cosa ti perdi, il piacere di ascoltare musica senza fisime.

- le mie attuali casse principali Kudos C2, delle torrette da suono monitor, velocissime e con molto ritmo. Sono adatte ad ambienti medio piccoli. Costruendoci un impianto attorno (serve pazienza e esperienza) sono ascoltabili con tutto, mantengono il loro carattere senza stancare, anche se non sono del tutto “fluide” come le precedenti. La natura analitica con certe incisioni ogni tanto trasuda.
Snobbate in Italia perché poco conosciute (non in UK) non le ho cambiate con le sS20, versione migliorata, anche se avevo trovato una buona occasione (meno di 4,5K nuove con quasi 3K di sconto) perché temevo che le S20 spingessero troppo sulla trasparenza e che avrei rischiato troppa “analisi” (ascolto di tutto pure incisioni metal scadenti).
Perché sono definibili come dal buon rapporto Q/P? Perché ho saputo ottimizzarle, per altri potrebbero risultare diffusori poco adatti (asciutti, analitici, “in faccia” e giudicati di scarso rapporto Q/P). Cosa ci si perde? Velocità, dettaglio, possibilità di metterle quasi a parete senza rigonfiamenti. Scena 3d precisa ma rispetto a Proac, per dirne una, niente di che’.

- Proac, vari modelli, tutti estremamente validi. Rapporto Q/P se paragonato alla costruzione scarso (hanno altoparlanti custom ma non certo i Seas top come le Kudos di pari prezzo), Rapporto Q/P in rapporto alla soddisfazione dell’utente elevatissimo, sono in pochi a cambiarle. Ti fanno percepire chiaramente ciò che ti perdi in molti diffusori economici, ad esempio nelle voci o nella scena 3d. Nella velocità non sono come Kudos o ATC o diffusori con altoparlanti a tromba, ma sono anche meno “spietate”.

- Acoustic Energy, vari modelli, qui la qualità prezzo c’è anche a livello costruttivo, anche queste snobbate da noi. Come si fa a parlare di Q/P nel tentativo di convincere gli altri che hanno una filosofia “indovinata” se poi non le si prova e si preferisce andare sui soliti marchi? Eppure sono estremamente equilibrate con tutti i generi. In pochi hanno la pazienza e l’intuito per apprezzare il diffusore neutro “tipo”, come in questo caso, senza fermarsi al suono inizialmente poco appariscente. Un diffusore senza colorazioni particolari, questo è realmente un plus che in molti si perdono, negli ascolti in batteria potrebbe sembrare meno accattivante.

- Kef, Focal, B&W, Sonus Faber, ecc. ma potrei dire lo stesso per elettroniche Mcintosh, Accuphase, Naim. Come si fa a parlare di Q/P quando si tirano in ballo giganti del marketing?
Per forza di cose, quando spendi così tanto in pubblicità e organizzi una rete di distribuzione capillare, devi risparmiare sui prodotti (magari non sulla qualità costruttiva ma sulla progettazione?) o sovrapprezzare che dir si voglia. Quindi per me partono svantaggiati. Certo non dico siano diffusori non indovinati, ma mi sia permesso il beneficio del dubbio.

In definitiva, quello che ci perdiamo non dipende dai prezzi, dipende da quanto riusciamo ad ascoltare, da quello che riusciamo a capire leggendo tra le righe (di recensioni e misure), da quanto siamo bravi ad ottimizzare, ecc.
Ci sarà sempre qualche diffusore migliore, più “veloce”, più “articolato”, più “arioso”, più “tridimensionale”, più “riposante”, con voci più “vere”, ma… il rovescio della medaglia dove sta?
E’ dalla nostra passione e voglia di approfondire che riusciamo a capire una cosa e l’altra, a farci un’idea di cosa è meglio tenerci stretto e cosa è meglio perderci.

Forse non ho risposto alla domanda con estrema precisione, ma ti ho fatto capire su cosa bisogna concentrarsi (equilibrio) per essere soddisfatti, indipendentemente da ciò che ci si perde.
 
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Eh si, credo proprio che sia come dici tu, è un lavoro fatto anche di tentativi che, per un principiante, puo' essere molto difficoltoso e le offerte di mercato fuorvianti. Io poi ho il maledetto vizio di ascoltare anche con gli occhi e fatico a non farmi coinvolgere dall'estetica di un paio di diffusori.
I miei tentativi:
Quando ancora non sapevo cosa stavo facendo
bookshelf entry level
- Indiana diva
- Klipsch
- Q-acoustics
Non ho capito niente, mi sembrava che tutti suonassero bene. Klipsch piu' dettaglio, ma forse Q-Acoustic piu' piacevoli.

- Canton Chrono da pavimento
Belle, potenti, poi mi accorgo che mi distruggoni i timpani,tweeter decisamente troppo aggressivi.

Acquisisco esperienza
- Kef Q750
Piacevoli, ma improponibili i diffusori passivi (che poi hanno eliminato), fiacche.

Mi consigliano, tra le altre le Proac, ma sono in fissa con casse da pavimento con 2 woofer e prendo le
- Monitor audio silver 500 g6
Bene, le ho ancora, mi piacciono. Sovradimensionate al mio ambiente, ma mi piacciono.

Home theatre:
- Klipsch
A posto così.

Intantro provo altre da scaffale:
- ELAC Uni-Fi 2.0
bene, ma non avevo esperienza per giudicare, sensibilità bassa, abbandono il marchio.
- Kef Q350
Bene, piccole.
- Kef R3 (sono in fissa con il marchio...marketing fuorviante :-))
Molto bene, forse non tanto "Rock" ma le ho comparate con le Grandi Monitor Audio e non si fa.

Prossimamente:
- KEF R3 Meta
Ho ragionato con gli occhi e le Indigo Blu mi ammaliano, farò sapere anche se non mi aspetto sorprese in negativo perchè le R3 NON Meta erano molto molto piacevoli.

Rimane la curiosità di un paio di Indiana line da 500 euro per capire se fino ad ora ho buttato i miei soldi.
 
Come volevasi dimestrare, nessuno dei diffusori di cui ho parlato 😂

Le AE della serie 500 hanno tutto.
Nel punch sono superiori a Proac, ma cedono nelle voci, in ariosita’ e scena 3d.
La cosa non è un problema se si è bravi ad abbinarle e a inserirle in ambiente, qualcosa si guadagna..
Paradossalmente, è più difficile ottenere un punch estremo da una Proac, perché il suono più o meno e’ quello, il progetto è quello, anche se costano due volte o più le AE di pari litraggio.
 
nel corso degli anni ho provato anche io diversi diffusori sia di marchi pregiati che sconosciuti, sono partito dalle B&W e sono arrivato alle jbl, passando per Sigma Acoustics Elyss allora marchio sconosciuto ai più, wilson WP7, proac D18, d20 d28, d38, d48, d80, (ne dimentico sicuramente qualcuno), normali o ribbon, Tannoy Kensington, Cantherbury, Klipsch KLF30, Corwall, La scala....Avalon eidolon normali o diamond....

Ognuna aveva un timbro e un suono estremamente diverso, non sempre piacevole, io mi sono ritrovato con la musica rock e il jazz con le JBL il resto e nulla a confronto, sembrano spente senza anima. Le B&W cdm7se suonavano tutto allo stesso modo.

quella che più mi ha colpito e dato soddisfazioni sono state le SA Elyss veramente eccellenti anche il servizio post vendita, molto accurato, della proac devo dire che in base alla qualità del diffusore saliva la differenza e la qualità dei dettagli riprodotti.

Quindi per me le differenze tra un prodotto da 500 e uno da 4000 devono e ci sono, nettamente differenti, poi nella stessa categoria di prezzo puoi trovare ulteriori differenze di timbrica in base al marchio
 
Non cerco di migliorare le Silver, che per adesso rimangono le definitive. Mi piace solo provare situazioni diverse, magari un bookshelf (di piu' facile gestione) per poi passare al corrispettivo da pavimento e soprattutto, come dicevo, capire se + soldi vuol sempre dire meglio.
Le gold sono assolutamente fuori prezzo per me.
 
Il problema del valutare l'oggetto costoso è che dalla specifica qualità che interessa andrebbe scisso il valore del del marketing che ci sta dietro e "gli orpelli" estetici.

Alcuni brand potrebbero essersi costruiti una certa nomea di fascino che gli consentirebbe di caricare leggermente il prezzo, tanto per il consumatore sono comunque una sicurezza perchè "ne parlano tutti". Questo è più semplice nel mondo consumer perchè l'utente è meno pratico di far prove e va più a colpo sicuro, ma secondo me anche nei prodotti specializzati si riesce a sfruttare.
Per l'estetica, una rifinitura a specchio ha zero utilità pratica ma fa raddoppiare il costo. Anche un tweeter a nastro potrebbe dare quel qualcosa di "esotico" ma poi a vedere i test esempio su Dibirama non c'è nulla di particolare. Anche perchè se fossero effettivamente meglio tutti i prodotti lo adotterebbero e i tweeter a cupola sarebbero relegati alla fascia bassa. Altre soluzioni "di impatto" potrebbero portare più problemi che vantaggi se non implementati. Mi vengono in mente dei midwoofer in alluminio, sempre su Dibirama ci sono dei test che mostrano come siano propensi ad avere grandi risonanze in gamma alta e un break up di 12dB a 5kHz non lo tieni a bada facilmente con un crossover a 2kHz, mi vengono in mente alcuni Seas, mentre una membrana in polipropilene è sempre più "tranquilla" e facile da tenere a bada.

Il rapporto miglioramenti/costo è spesso una curva esponenziale con i prezzi che si triplicano in un attimo in cambio di "un po'" in più.
 
Per l'estetica, una rifinitura a specchio ha zero utilità pratica ma fa raddoppiare il costo
io non mi faccio certo fregare, KEF Indigo blu subito! :LOL:
Il rapporto miglioramenti/costo è spesso una curva esponenziale con i prezzi che si triplicano in un attimo in cambio di "un po'" in più.
Eh già, questo l'ho intuito già all'inizio e non è facile da buttare giù.
 
ma guarda trovarle di corsa una coppia di 4429, al limite delle 4312, qualcosa della serie L ma credo si vada su con il prezzo, oppure anche nel mondo del pro c'e molto da provare.....

Un negozio emiliano aveva fatto delle offertissime sulle 4312 a 50% sl nuovo, non so se ne hanno ancora

L'unico problema potrebbe essere l'amplificatore che non ricordo quale è, potrebbe andare in crisi
 
Il rapporto miglioramenti/costo è spesso una curva esponenziale con i prezzi che si triplicano in un attimo in cambio di "un po'" in più.
D’accirdissimo.
ma bisogna essere “sgramati” e ci vuole pazienza.
Anche sbatterci il naso contro ha la sua bella utilità.
Io ad esempio cambiavo in modo quasi compulsivo i primi 3/4 anni in cui ho iniziato con l’hifi mentre negli ultimi 15 ho cambiato solo quando costretto (ho fatto due traslochi e per forza di cose dovevo rifare gli impianti di casa per vincoli di spazio/posizionsmento/estetica). Poi una volta fatti gli impianti non li ho più toccati.
Io suggerisco sempre di ascoltare, ma anche di leggere, leggere e leggere (recensioni e misure).
Soprattutto, è fondamentale il tipo di recensione in cui si mettono a confronto oggetti concorrenti (es su audio.com.pl, alpha audio, stereophile, a volte anche whathifi e low beats).
Poi, con che musica ascoltano i recensori?
Se si tratta dei soliti dischi audiophile registrati a regola d’arte, è meglio farsi qualche domanda.

A forza di “incrociare dati”, oramai da anni tendo a non toppare più.
 
- Canton Chrono da pavimento
Belle, potenti, poi mi accorgo che mi distruggoni i timpani,tweeter decisamente troppo aggressivi.

Acquisisco esperienza
- Kef Q750
Piacevoli, ma improponibili i diffusori passivi (che poi hanno eliminato), fiacche.
Ecco, per fare un esempio, a forza di approfondire, esperienze come queste e’ matematico che mi accadano più.
I primi tempi ci sono passato eccome.
 
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