Dunque, ho letto un pò il thread e mi sembra che, nel tentativo di darti una risposta, molti utenti sono poi finiti del comunicarti più le loro preferenze che una risposta tecnica (che forse è quello che cercavi). Quindi provo a dartela io.
Le classi degli amplificatori si dividono generalmente in : A, B, A/B, C e
D(dove poi sono nate molte varianti chiamate H, G, T, etc....).
La classse C è usata solamente per amplificare segnali di alta frequenza (bande oltre la decina di MegaHertz).
Le restanti classi sono invece impiegate per la realizzazione di ampli audio.
Le principali differenze sono:
- Classe A
L'ampli lavora come se fosse sempre alla massima potenza. Tutta la corrente che non viene mandata al carico (altoparlante) viene dissipata in calore. Pro: generalmente questi amplificatori sono di ottima qualità. Contro: hanno bassa efficienza (intorno al 20%, il che significa che per avere 20 W sull'altoparlante ne devi "bruciare" più di 100 in calore).Infatti non è strano trovarsi con un "mostro" da più di 30Kg per avere "solo" 20+20 W di potenza.
- Classe B
L'ampli lavora con una minima polarizzazione degli stadi finali che fanno sì che essi siano "appena" al di là della soglia di conduzione. Questo aumenta molto l'efficienza dell'ampli ma ne diminuisce la qualità. Pro: buona efficienza (50 - 60%). Contro: bassa qualità a causa di fenomeni legati alla distorsione d'incrocio e d'intemodulazione. Sono generalmente usati per impieghi PA.
- Classe A/B
come si evince dal nome è una via mezzo che intende sfruttare i vantaggi delle classi A e B. In pratica gli stadi finali vengono polarizzati ad un livello superiore rispetto alla classe B, fino a porli in regime di piena conduzione (ma non al massimo come nella classe A). Questo consente di avere "quasi la botte piena e quasi la moglie ubriaca" e cioè, una qualità molto buona (in molti casi paragonabile alla classe A) ed una efficienza sufficiente a non disperdere centinaia di W in calore permettendo così la realizzazione di ampli anche molto potenti (da poche decine a oltre 1000W) con una dissipazione in calore accettabile che aumenta linearmente mano a mano che aumenta il segnale amplificato. Pro: buona qualità e buona efficienza. Contro: non è la classe A....ma neanche la B
- Classe D (e suoi derivati)
La classe D basa il suo schema di funzionamento sul campionamento del segnale analogico che viene trasfomato in digitale, la sua amplificazione in forma digitale e quindi la sua ritrasformazione in segnale analogico tramite un filtro di uscita che elimina la parte digitale. Le sue caratteristiche sono quelle di avere una efficienza eccezionale (si arriva oltre il 90%) e quindi la possibilità di usare ridotti componenti di potenza e di alimentazione. La qualità è però tutta da scoprire e da "testare/ascoltare": Perchè ? Perchè questa classe di ampli è in pieno sviluppo in questi ultimi anni (anche se ben conosciuta da parecchio tempo) e perchè il filtro d'uscita rappresenta una variabile che interviene sull'interfacciamento dei diffusori in maniera a volte sensibile. Quindi un ampli in classe D può essere buono con alcuni diffusori e molto meno buono con altri. Qualcuno potrà dire che è lo stesso anche con gli altri ampli di classe A o A/B: vero, ma il fenomeno con la classe D è amplificato

quindi le differenze tra un impianto ed un altro possono essere enormi. In caso di classe D io consiglio sempre di scegliere solo dopo aver ascoltato l'ampli con i diffusori che lo interfaccieranno. Pro: alta efficienza, alte potenze "facili da ottenere". Contro: qualità molto dipendente dalla catena ampli -> diffusore, tecnologia ancora in sviluppo.
Un piccolo sommario: sono in classe A/B forse il 70% degli ampli in commercio, quindi per non sbagliare opterei per questa categoria. Per la classe A ci vuole maturità, esperienza e scelte oculate. Per la classe D, coraggio e tanto ascolto con i propri diffusori. Per la casse B, lasciamo stare, va bene per la PA e le feste di paese.
Scusate la lunghezza. spero di eserti stato utile.