Andrea, come ho appena finito di scrivere, sono intervenuto nel thread per rispondere a Michele, su certe perplessità nelle misure di ETF, il discorso dunque è, e deve essere, solo teorico in questo caso. Intendo dire, nelle misure, e successive elaborazioni matematiche, i conti devono tornare. Poi le implicazioni pratiche verranno di conseguenza, e sono propio il metodo ETF, i segnali di 30ms, gli altri, ecc., e il modo di operare (le scelte). Credo sia utile tenere presente questo, anche quando poi ci si trova a risolvere i problemi pratici.
Riguardo al fatto se sia bene o no equalizzare, mi sono in origine divertito abbastanza a dire la mia, con pure un po' di sfottio

, con Marco. Poi ho ribattuto più seriamente (perchè ritenevo doveroso farlo) contro certe sicurezze sui vantaggi dell'equalizzazione, sulle sicurezze, non sull'equalizzazione; sulla sicurezza sulla migliore resa rispetto ad un trattamento, sulle sicurezze che possono dare certe misure che l'equalizzazione permette di ottenere. Vedi, di certezze io non ne ho, e ho valide ragioni per ritenere che non ce ne siano per affermare che l'equalizzazione sia la soluzione, magari adoperata in un certo modo seguendo certe regole e con certe elettroniche. Conosco abbastanza bene le problematiche dell'acustica, ma non voglio adesso mettermi a dire se è meglio equalizzare o limitarsi a lavorare sull'acustica, o fare entrambe le cose. E poi non voglio certo convincerti di qualcosa, piuttosto toglierti certe sicurezze. Io convivo benissimo con i miei dubbi, e nell'hifi ce ne sono davvero tanti, anzi li trovo stimolanti e divertenti.
Concordo su quello che hai scritto riguardo alle risonanze e alle prime riflessioni, e sul fatto che hanno bisogno di trattamenti diversi. Conosco abbastanza bene le problematiche di entrambe, so come intervenire in un trattamento acustico, solo che non intuisco quali siano i trattamenti che proponi per risolverle. Comunque non è qui la questione, ripeto, non voglio trovarmi a dire che i metodi che prediligo sono più efficaci di altri, e non vorrei allo stesso tempo però trovare scritto il contrario. Ognuno seguirà le sue affinità, esperienze e conoscenze.
Per quanto riguarda le alterazioni introdotte da equalizzatori digitali di buona qualita`, ti confermo che penso come, sebbene esistenti, esse non siano discriminabili dal nostro orecchio, che e` uno strumento di risoluzione piuttosto limitata: un po` come il fenomeno accennato da Michele in un altro post. Sul piano fisico, esiste? Certamente si`, ma il punto e`: si sente? Secondo me, no.
Quello che onestamente non capisco (parlo sul piano pratico, quindi, non faccio un mero ragionamento teorico) e` per quale motivo una valida correzione dell'ambiente e della risposta non dovrebbe essere altrettanto valida per ogni tipo di programma musicale riprodotto.
La valida correzione di cui parli, non è valida per ogni tipo di segnale, questo anche in pratica. Ho cercato di spiegarlo. Il fatto è che si sentono bene le conseguenze, come ad esempio (estremo!) basta fare una equalizzazione seguendo la misura di segnali costanti, come rumore rosa, (questa non è una cattiva correzzione, è validissima, per quel suono) o con ETF. Nei vari casi ottengo risultati diversi che apprezzo bene ad orecchio, ce ne ha parlato anche Marco prima e dopo ETF. Ti faccio notare che il suono di un sintetizzatore tenuto costante per 10 secondi (ma anche meno), che capita di ascoltare come sottofondo a un brano, andrebbe trattato col primo metodo e non con il secondo ( A voler fare propio lo stronzo

aggiungerei: non però all'inizio e alla fine!) . Le differenze l'orecchio le sente eccome, altrimenti Microfast non ci parlerebbe di RDC, direbbe che in pratica è la stessa cosa, cambia il nome di chi l'ha fatto. Non è che un metodo è migliore dell'altro
perchè misura meglio, con più precisione, ma perchè cerca la migliore soluzione. Un po' il discorso della coperta corta, meglio scoprire le spalle o i piedi? qualcuno potrebbe dire i piedi, qualcuno le spalle, poi qualcuno potrebbe inventare che mettendola obliqua va pure meglio, qualcun'altro che tagliandola a strisce è ancor meglio. Perchè la coperta è corta? per le ragioni che ho cercato di spiegare.
Sono altresi` convinto che, se "deformazioni" od "alterazioni" sono introdotte dagli equalizzatori, il loro effetto e` assolutamente trascurabile e di gran lunga compensato dai miglioramenti ottenibili.
Ripeto che voglio restare fuori da discorsi su cosa è meglio fare. Però voglio fare solo presente qualche dubbio su questa affermazione. Le alterazioni di cui parlo, nelle situazioni limite che ho descritto, sono evidentissime. Con qualche espediente, si possono ridurre queste sensazioni, ma il dubbio che qualcosa resti dovrebbe esserci, tant'è che ogni software dà sensazioni diverse all'ascolto. Altri dubbi ne avrei da proporre, ma poi non finirei più, quando si scende ad altri problemi pratici. Non credere che abbia analizzato con superficialità la cosa, anche e soprattutto dal punto di vista pratico.
Che questo sia poi compensato dai miglioramenti è auspicabile, ma ancora una volta non lo ritengo una certezza, considerando il confronto non tanto fra equalizzare e non, ma fra equalizzare e dedicarsi di più a trattare l'ambiente, ovvero, individuato un problema, risolverlo con un metodo anzichè l'altro.
Ciao