Allora, eccomi qui.
Una piccola premessa che ritengo d’obbligo; quello che segue è il MIO punto di vista, che notoriamente NON sono il portatore della verità assoluta, ma che si basa su esperienza e gusti personali, oltre che su un pizzico di buon senso. Non volevo offendere nessuno con la mia battuta sull’aria fritta, e mi sono già in parte chiarito via SMS giovedì con Samuele proprio perché mi è sembrato il più piccato dalla situazione, mentre il tono ironico che volevo utilizzare è stato meglio percepito da altri; se si parla sempre della stessa cosa “in loop”, dal mio punto di vista, si fa proprio “aria fritta” perché non si apporta nessun nuovo elemento a confutazione, e non è un’accusa od altro, ma solo un’evidenza della realtà. Quello che volevo dire, e che scrivo qui sotto, non può prendere solo tre minuti perché parte da una serie di considerazioni tecniche per finire con delle osservazioni legate proprio alle immagini e alla riproduzione delle stesse. Proprio perché mi ritengo particolarmente trasparente, oltre a tutto, ho “apprezzato poco” la considerazione non troppo velata sul tuo SMS, Samuele (mi rivolgo direttamente a te perché abbiamo iniziato noi due a discutere di quest’argomento nell’altro thread, che ha quindi fatto nascere questo) in cui mi chiedevi “quanto ci tengo alla PD”.
Credo di avere abbastanza capelli bianchi in testa per non essere considerato un fan boy di un marchio piuttosto che di un altro, ed abbastanza esperienza per non passare come un estimatore “ottuso” di una qualche elettronica senza apprezzarne realmente vizi e virtù (anche se certo la passione gioca il suo ruolo fondamentale). Se in questo momento storico del mercato, un discorso di sviluppo e produzione di videoproiettori DLP “di razza” è perseguito in pratica solo da Avielo e Sim2 (in ordine alfabetico), io ne sono felice, ma non me ne viene nulla direttamente in tasca. Se poi aggiungiamo che delle medesime Aziende sono andato in fabbrica, ho parlato personalmente con i reparti R&D, ho seguito lo sviluppo di alcuni prodotti ed ho un filo diretto con loro, direi che so “benino” di cosa stiamo parlando, ma questo non mi comporta dei vantaggi pratici all’atto dell’acquisto dei loro prodotti, poiché sono assoggettato economicamente al trattamento di qualsiasi altro dealer che tratti i loro Marchi. Dato che sono un convinto sostenitore della tecnologia Texas, è chiaro che il confronto con Aziende che parlano direttamente con essa, e ne sono partner preferenziale, è un qualcosa che mi appaga dal punto di vista professionale ed anche personale, perché in primis rimango comunque un sostenitore e fan accanito (qui si) delle belle immagini, della fedele riproduzione della realtà e della corretta riproduzione della stessa. NON vendo sotto banco video proiettori DLP, NON mando MP agli utenti interessati a proiettori che partecipano alle discussioni, NON chiedo ai miei Clienti di “parlare bene di me sul forum” (anche perché i miei Clienti, mediamente NON frequentano questo forum) e rispondo in modo sereno e deontologicamente corretto a chi mi scrive in privato chiedendomi delle informazioni. Sul forum ho nome e cognome, la faccia ed anche un po’ della mia professionalità; se qualcuno può smentire o non è d’accordo con quello che ho appena affermato, senza problemi, lo può scrivere in questo thread. Lavorando in proprio (anche per soddisfare una grande passione che coltivo da anni) e non utilizzando questi spazi per markette o azioni commerciali sottobanco (come molti altri fanno, ed è il segreto di pulcinella se la cosa vi sconvolge …. ), quando parlo, propongo o suggerisco qualcosa lo faccio perché è nella mia indole, ne sono fermamente convinto e ci credo, lo stesso atteggiamento che mi porta per fortuna a lavorare ed a soddisfare le richieste di Clienti che si affidano a quello che propongo, dopo verifica e prova sul campo, certo, ma che difficilmente poi si lamentano. Anzi (sgrat sgrat, non vorrei mai “tirarmela addosso” da adesso

). Quindi Samuele, se devo portare acqua al mulino di qualcuno per soldi, di solito, cerco di portarlo al mio, lavorando quotidianamente con coscienza, onestà intellettuale e spirito d’iniziativa; non farò “i milioni” come altri “faccendieri” qui della comunità o non sarò “unto dalla luce divina che il Guru emana spontanea”, ma la cosa non mi preoccupa affatto. Spero che questo sia cristallino e che rimanga indelebile nelle tue prossime considerazioni che mi riguardano direttamente.
Bene !
Ma veniamo all’oggetto del contendere, che è sicuramente più interessante e meno OT. Sono conscio che quello che sto per scrivere sarà impopolare forse, o non mi renderà particolarmente simpatico, ma non lo sono neppure di natura, per cui la cosa rientra nei canoni della normalità per quel che mi riguarda.
Conviene o meno acquistare un DLP alto di gamma oggi come oggi ?
Dal mio punto di vista assolutamente si, sebbene con delle considerazioni a margine.
Partiamo dalle motivazioni tecniche. So che quello che scriverò adesso è già stato postato (non solo da me) in passato, e che forse è trito e ritrito, ma lo ritengo fondamentale per un piccolo ripasso su quello di cui stiamo parlando. Così ripasso anche io ! ☺
Un videoproiettore, come tutte le “macchine per il video” (siano esse destinate alla cattura delle immagini, o alla loro riproduzione), sono costituite da tre parti principali:
• hardware (elettronica proprietaria e di terze parti ottimizzata, in caso)
• software (di funzionamento e gestione)
• un’ottica
Partiamo dal primo elemento.
Posto che parliamo DLP, nella parte di VP (Video Processing) avremo ASIC della TI e tutte le varie “cosine” a corollario che sono contenute nei vari “kit” che sono spediti alle Case che producono o assemblano i proiettori. Quello che è importante dell’elettronica di front end, a parte la bontà del chip utilizzato e la sua REALE implementazione all’interno del contesto elettronico con gli altri elementi, è come dalla scheda di input arrivano le linee di segnale al “main processor”. Se è pur vero che anche i BD sono codificati solo a 8 bit, per sfruttare processori esterni di qualità maggiore o per non chiudersi a possibilità di espansione nel tempo, sarebbe il caso di poter contare su percorsi ad almeno 10 bit (se non maggiori, direttamente a 12/18/24 bit). Analizzando le schede che ci sono in commercio, sono convinto che più di qualcuno storcerebbe il naso davanti all’impossibilità “fisica” di poter aggiungere in un secondo tempo elettroniche esterne perché comunque il segnale che raggiunge il “main processor” del proiettore è “castrato” direttamente in R&D. E non sono pochi i prodotti così, anche “insospettabili”.
FERMI, che vi vedo già: “Certo, un DLP da 50K euro e sono costretto a utilizzare anche un processore esterno !!”
Questo non è necessario OGGI, ma essendo la parte interna destinata a più breve obsolescenza (anche perché l’ASIC non lo si può comunque scavalcare), tenendo il proiettore per un lungo lasso di tempo, non è escluso che si possa/debba ricorrere ad un’elettronica più performante per questioni proprio fisiologiche dopo qualche periodo. Non ci vedo nulla di scandaloso, e anzi, il fatto di avere la CERTEZZA di poter sfruttare questa eventuale elettronica supplementare un domani è un plus non da sottovalutare. Secondo me. Altro elemento è il percorso ottico, fondamentale per generare delle immagini ricche di micro contrasto, dettaglio, tridimensionalità e gradienti. Trovare delle soluzioni che trattengano la luce spuria “sprecata” dal DMD in fase di non riflessione, portare su tutta la superficie del chip stesso la stessa quantità di luce in modo omogeneo (intensità, rapporto d’aspetto), utilizzare “dei vetri” di qualità e dei filtri dicroici scelti su specifica non è qualcosa di così comune, e comunque ha un’incidenza importante sul prezzo finale di vendita. Come si alimentano e comandano le lampade (Philips od Osram), ossia tramite dei ballast elettronici che sono in grado di spostare otticamente la formazione dell’arco fra gli elettrodi, così da correggere direttamente le coordinate del punto del bianco ed ottimizzare la gestione del “nero dinamico”. Infatti le lampade sono pilotate in corrente continua, con il verso della stessa che varia in sincrono con la frequenza di quadro (refresh dell’immagine), proprio per evitare il fastidioso effetto flickering (letteralmente “lampeggio”) che è uno dei sintomi della mancanza di sincronismo nel processo di creazione dell’immagine. Quindi, un’immagine a 50Hz vede cambiare la polarità degli elettrodi fra i quali scocca l’arco, ben 50 volte al secondo. Questo permette di “rigenerare” gli elettrodi stessi (per un processo chimico) a tutto vantaggio della vita della lampada stessa, ma anche di sfruttare due tipi di “impulso”, quello chiamato luminoso e quello così detto buio. Nella recente implementazione di questa tecnologia è statao ottimizzato questo processo introducendo un “tuned plateau” per l’impulso luminoso, in modo da arrivare a modificare questo livello proprio in base al filtro dicroico utilizzato che la luce prodotta sta per attraversare in quell’istante. Di contro, nell’impulso buio, la modulazione dell’amplitudine della luce ha permesso di ottenere 2-bit extra, riducendo per brevi istanti del 25% l’intensità del flusso luminoso, a tutto vantaggio della linearità della scala di grigi, ma soprattutto dell’apporto di dithering (o “tecnica ad error diffuso”), imprescindibile nella creazione delle sfumature delle immagini in sistemi digitali (1 – 0), che è richiesto in maniera nettamente minore, quindi con minore “rumore” digitale presente sull’immagine stessa.