• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

DLP di fascia alta:ne vale la pena?

Dai , maggiore sarà l'attesa , maggiore sarà la soddisfazione , credo. :D
Io ho visto il tutto in tono scherzoso e soprattutto pacifico , quando potrà , esporrà compiutamente il suo punto di vista. :)
 
non metto in dubbio il tono scherzoso,si parla di calamari e fritture,ci mancherebbe altro.
il fatto e' che, ripeto,credo non c'entri molto con la discussione in questione.

se poi vogliamo aprire un corso di cucina,a base di pesce,allora apriamone un altra ad hoc,qua si parla di vpr da 30000 in su e dei loro perche',non di calamari.
poi se permetti,sentirmi dire da qualcuno che quello che dico e' aria fritta,senza per altro motivare il perche',sara' pure scherzoso,ma al contempo offensivo.
 
Ok , allora continuiamo a parlare di DLP di fascia alta. :)
A tal proposito come non pensare al C3X di Sim2? Il più compatto DLP 3Chip con un altissima efficienza luminosa.
La sfida della compattezza l'Italianissima Sim2 l'ha vinta , ma renderlo più economico no?!?!?
Secondo me un 3Chip di quel calibro se andasse in vendita a meno €10.000 , farebbe la gioia di "molti" appassionati. Il nero che io ricordi è buono ma non da record ma ha una dinamica contrasto e solidità delle immagini impressionanti.
 
Rosario ha detto:
Secondo me un 3Chip di quel calibro se andasse in vendita a meno €10.000 , farebbe la gioia di "molti" appassionati.

QUOTONE... in problema è che a questo punto sarebbe in diretta concorrenza con macchine tipo X7-X9
Mentre tenersi un pò più su le separa nettamente, ma (? forse) rende anche il loro mercato più di nichhia... alemno in ITA, in USa forse è diverso e sappiamo quanto quel mercato conti molto di più
 
Si , diciamo che questo è un punto di vista , però non tutti hanno gli stessi gusti e poi finalmente ci sarebbe una più che valida alternativa ai JVC.
Poi , cosa più importante , con un C3X puoi fare benissimo uno schermo di quattro metri , mentre gli JVC con quella base avrebbero prestazioni mortificate , quindi alla fine la differenziazione ci sarebbe comunque e dipenderebbe dai gusti e dallo schermo da fare.
 
In questo particolare momento il mercato dei videoproiettori è diventato rispetto a soli 5 6 ani fa un mercato di nicchia. Di VPR DLP di qualità e interessanti ne sono rimasti davvero pochi e, tutti costosi. Eliminati i molti modelli “giocattolo” con DMD da 0,65 e ottiche quantomeno discutibili rimangono all’appello i prodotti SIM 2, quelli Avielo/Projectors Design , Runco, e pochissimi altri. E’ un peccato che Texas instrumnets abbia tirato i remi in barca per l’H.T. dedicandosi al settore D-Cinema e soprattutto a quello dei Pico proiettori. Dispiace che alcuni costruttori come marantz, Yamaha, Ben Q, Planar non abbiano più rinnovato le loro linee di VPR con prodotti qualitativamente elevati come i modelli che producevano solo fino a qualche anno fa. Un peccato perchè la tecnologia DLP è, ancora , a mio modesto parere, la migliore soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità e la costanza delle prestazioni nel tempo e a quanto a qualità d’immagine non è seconda a nessuno. Ho guardato alle possibili alternative e ho visto che c’è davvero ben poco e quel poco che c’è ( JVC-D-ILA serie X) non mi ha completamente convinto . Passare a uno dei tanti TV al plasma o LCD? No grazie! per me non sono “cinema in casa” . La mia sensazione che tale situazione non sia destinata a migliorare e che il mercato dei VPR DLP sarà sempre più un mercato di nicchia . Personalmente mi sto chiedendo se valga davvero la pena investire una considerevole cifra su un VPR DLP di fascia alta. Devo dirvi che per esperienza diretta avendo acquistato un VPR marantz VP12s3 nel 2004 sono stati soldi ben spesi! Oggi, a distanza di anni il VPR è in grado di fornire la stessa identica qualità e le stesse prestazioni del primo giorno senza nessun degrado avvertibile. Certo come avete fatto notare se i prezzi scendessero intorno ai 10.000 Euro non ce ne sarebbe per nessuno . Intanto comincio a mette da parte qualche eurino.
 
concordo.
ma non sono del tutto convinto che le cose continueranno ad andare in questa direzione.
mi auguro che una volta terminata la febbre da 3D,le aziende tornino a concentrarsi sulle cose serie,in questo caso rendere i DLP di fascia alta piu appetibili,vendendoli a prezzi sani e non da usura,concentrandosi a ottimizzare l'unico gap(il nero) che li divide dal diventare macchine perfette.

come diceva Rosario il punto e' che ancora oggi, se si vogliono coprire grandi schermi ,la stragrande maggioranza dei prodotti consumer non va piu bene ed ecco che allora il cliente,in questo caso di nicchia,se non foss altro per le dimensioni di proiezione,e' costretto a orientarsi su macchine di questo tipo ,spendendo l'equivalente di una berlina BMW serie 7 per avere 2m di schermo in piu illuminati a dovere.

A loro va bene cosi,in quel tipo di applicazioni va bene solo il loro prodotto ed e' per questo che i prezzi sono quelli che conosciamo.
 
Qualcuno è in grado si spiegare in modo più tecnico per quale motivo la matrice DMD non è in grado di raggiungere lo stesso nero della concorrenza?
La sua modalità di funzionamento dovrebbe garantire una risposta lineare da 0 a 100%,in teoria.
Il problema di spendere cifre folli per qualche lumen in più penso che verrà risolto dall' evoluzione dei led di potenza, che probabilmente verrà accompagnato da una riduzione delle dimensioni dei case (scandalose in alcuni casi...)
 
io no,non sono un tecnico.
Creco che Alberto,essendo molto piu preparato di me in materia,sara' in grado,appena trovera' il tempo, di spiegarlo,aggiungendo qualche sua nozione tecnica alla discussione,oltre ai fritti misti e ai calamaretti.
 
Forse la differenza sta nell'uso negli LCoS di filtri polarizzatori che indirizzano in un verso ben preciso la luce verso la matrice in modo che possa essere attraversata quando i cristalli liquidi sono "aperti" per fare riflettere la luce stessa nel substrato di silicio.
Questa ovviamente è una mia ipotesi , assimilabile al fritto misto... :p
Ovviamente nei DLP la luce non è "libera" totalmente , ma su questo ci aiuterà Alberto.
 
Ultima modifica:
dubito che in PD o alla sim2 non abbiano mai visto un dila e dopo averlo abbondamente snobbato,non abbiano escalamato:
che macchina da proletari,pero'...... che nero.


dubito anche che se potessero non farebbero scendere il nero sotto zero.
cosa piu' probabile,da perfetto ignorante in materia e' che non sia possibile ,o che non ci riescano.



ergo,se fosse cosi',che si rendano conto che i prezzi vanno ribassati di un 60%,perche altrimenti su installazioni da 4 m in giu mi sa che di macchine ultimamente ne han vendute ben poche.
 
I tuoi interrogativi sono legittimi ed onestamente non saprei che risponderti.
Però il livello del nero del C3X per quel che mi ricordo , non era affatto male.
L'ALPHA engine è stato ingegnerizzato in modo tale che la luce spuria della matrice dedicata al verde (colore a cui l'occhio umano è più sensibile) venga indirizzata fuori dal percorso ottico in modo da migliorare proprio il nero.

I DLP LED in presenza di schermate completamente nere , possono spegnersi totalmente , ma il loro intervento (ricordo un commento di enrico.p) non è proprio "invisibile" , in pratica come se ci fosse un iris dinamico non eccepibile.
Magari in futuro questo sistema verrà meglio implementato (lo spero) in modo da potere avere la botte piena e la moglie ubriaca... :D
 
Hehe... :D
Speriamo che in Sim2 cambino politica... E' vero che un 3chip DLP è più costoso da produrre , ma €30.000 sono tanti...
Il C3X fra l'altro è pure più compatto non solo fra i 3 chip DLP ma pure dei nuovi JVC. Per casa mia sarebbe perfetto. :D
 
Se mi è permesso vorrei dare il mio personalissimo parere a quella che è ora la discussione:
è stato stabilito che nonostante il prezzo elevato di 30 - 40 - 50 mila euro e le prestazioni strabilianti, la cosa che più "rode" sia il fatto che tali macchine non abbiano un nero pari a modelli più proletari, beh, ma bisogna accettare anche certi compromessi. Si è fatto un confronto tra vpr e automobili, per rimanere in tema allora chiedo: perchè spendere 1 milione di euro per la Veyron (che NON è l'auto + veloce o performante del mondo, c'è di meglio ancora) per poi spaccarsi la schiena come se si guidasse un go-kart o dover rotolare per terra ogni volta che si vuole entrare ed uscire? E' un compromesso...Se si vuole un'auto più comoda allora si mira ad altro, magari un Mercedes ma non avrò le stesse prestazioni di una supercar come la Bugatti.
Ad oggi basterebbe abbinare un processore video quale il Radiance a prodotti consumer quali i JVC per ottenere risultati a dir poco strabilianti che dubito farebbero rimpiangere la spesa di un dlp da 50 mila euro e con un quinto del costo, quindi, perchè spendere di più?
I prodotti di nicchia quanto tali non avranno mai dei prezzi abbordabili altrimenti "sminuirebbero" il loro nobile blasone, aggiungo inoltre che il rapporto vendite/guadagno è proporzionale al costo stesso del prodotto, quindi probabilmente anche solo 10 esemplari da 50 mila euro venduti andrebbero a equiparare la vendita di 100 vpr tipo JVC: molti vorrebbero una Ferrari ma non per questo la casa stessa abbassa i prezzi eppure uno deve accettare mille compromessi pur avendo i soldi disponibili!
Altro discorso potrebbe essere quello legato alle dimensioni dello schermo ma anche in questo caso due conti sono facilmente azzardabili: per avere uno schermo da 4 metri di base occorrerebbe una stanza di almeno 40 mq (ho ipotizzato un 5 x 8 tra distanza di visione, disposizione diffusori e trattamento acustico) ma ragionando nell'ottica di una stanza dedicata, e spero che avendo uno schermo da 4 metri di base uno la stanza la dedichi esclusivamente alla proiezione, ben pochi potrebbero permettersi di sottrarre tale spazio alla propria abitazione.
Una soluzione del genere andrebbe bene in una casa di generose dimensioni, direi almeno sui 300 mq, e a questo punto credo che con tutto il necessario per adibire tale sala alla proiezione la spesa per un dlp "serio" sia l'ultimo dei pensieri.
Ribadisco, mio personalissimo parere che spero non ferisca l'animo sensibile di nessuno :)
 
Si , certo , però nella realtà , non tutto segue questa logica.
C'è chi ha comprato un Cine9 nuovo ma va in giro con un'utilitaria scassata , e si potrebbero portare altri esempi simili.

Se però un vpr tutto potesse avere "tutto" uno spenderebbe con più soddisfazione una cifra simile. Portafogli permettendo :D
 
Allora, eccomi qui.

Una piccola premessa che ritengo d’obbligo; quello che segue è il MIO punto di vista, che notoriamente NON sono il portatore della verità assoluta, ma che si basa su esperienza e gusti personali, oltre che su un pizzico di buon senso. Non volevo offendere nessuno con la mia battuta sull’aria fritta, e mi sono già in parte chiarito via SMS giovedì con Samuele proprio perché mi è sembrato il più piccato dalla situazione, mentre il tono ironico che volevo utilizzare è stato meglio percepito da altri; se si parla sempre della stessa cosa “in loop”, dal mio punto di vista, si fa proprio “aria fritta” perché non si apporta nessun nuovo elemento a confutazione, e non è un’accusa od altro, ma solo un’evidenza della realtà. Quello che volevo dire, e che scrivo qui sotto, non può prendere solo tre minuti perché parte da una serie di considerazioni tecniche per finire con delle osservazioni legate proprio alle immagini e alla riproduzione delle stesse. Proprio perché mi ritengo particolarmente trasparente, oltre a tutto, ho “apprezzato poco” la considerazione non troppo velata sul tuo SMS, Samuele (mi rivolgo direttamente a te perché abbiamo iniziato noi due a discutere di quest’argomento nell’altro thread, che ha quindi fatto nascere questo) in cui mi chiedevi “quanto ci tengo alla PD”.

Credo di avere abbastanza capelli bianchi in testa per non essere considerato un fan boy di un marchio piuttosto che di un altro, ed abbastanza esperienza per non passare come un estimatore “ottuso” di una qualche elettronica senza apprezzarne realmente vizi e virtù (anche se certo la passione gioca il suo ruolo fondamentale). Se in questo momento storico del mercato, un discorso di sviluppo e produzione di videoproiettori DLP “di razza” è perseguito in pratica solo da Avielo e Sim2 (in ordine alfabetico), io ne sono felice, ma non me ne viene nulla direttamente in tasca. Se poi aggiungiamo che delle medesime Aziende sono andato in fabbrica, ho parlato personalmente con i reparti R&D, ho seguito lo sviluppo di alcuni prodotti ed ho un filo diretto con loro, direi che so “benino” di cosa stiamo parlando, ma questo non mi comporta dei vantaggi pratici all’atto dell’acquisto dei loro prodotti, poiché sono assoggettato economicamente al trattamento di qualsiasi altro dealer che tratti i loro Marchi. Dato che sono un convinto sostenitore della tecnologia Texas, è chiaro che il confronto con Aziende che parlano direttamente con essa, e ne sono partner preferenziale, è un qualcosa che mi appaga dal punto di vista professionale ed anche personale, perché in primis rimango comunque un sostenitore e fan accanito (qui si) delle belle immagini, della fedele riproduzione della realtà e della corretta riproduzione della stessa. NON vendo sotto banco video proiettori DLP, NON mando MP agli utenti interessati a proiettori che partecipano alle discussioni, NON chiedo ai miei Clienti di “parlare bene di me sul forum” (anche perché i miei Clienti, mediamente NON frequentano questo forum) e rispondo in modo sereno e deontologicamente corretto a chi mi scrive in privato chiedendomi delle informazioni. Sul forum ho nome e cognome, la faccia ed anche un po’ della mia professionalità; se qualcuno può smentire o non è d’accordo con quello che ho appena affermato, senza problemi, lo può scrivere in questo thread. Lavorando in proprio (anche per soddisfare una grande passione che coltivo da anni) e non utilizzando questi spazi per markette o azioni commerciali sottobanco (come molti altri fanno, ed è il segreto di pulcinella se la cosa vi sconvolge …. ), quando parlo, propongo o suggerisco qualcosa lo faccio perché è nella mia indole, ne sono fermamente convinto e ci credo, lo stesso atteggiamento che mi porta per fortuna a lavorare ed a soddisfare le richieste di Clienti che si affidano a quello che propongo, dopo verifica e prova sul campo, certo, ma che difficilmente poi si lamentano. Anzi (sgrat sgrat, non vorrei mai “tirarmela addosso” da adesso :D ). Quindi Samuele, se devo portare acqua al mulino di qualcuno per soldi, di solito, cerco di portarlo al mio, lavorando quotidianamente con coscienza, onestà intellettuale e spirito d’iniziativa; non farò “i milioni” come altri “faccendieri” qui della comunità o non sarò “unto dalla luce divina che il Guru emana spontanea”, ma la cosa non mi preoccupa affatto. Spero che questo sia cristallino e che rimanga indelebile nelle tue prossime considerazioni che mi riguardano direttamente.

Bene !

Ma veniamo all’oggetto del contendere, che è sicuramente più interessante e meno OT. Sono conscio che quello che sto per scrivere sarà impopolare forse, o non mi renderà particolarmente simpatico, ma non lo sono neppure di natura, per cui la cosa rientra nei canoni della normalità per quel che mi riguarda.

Conviene o meno acquistare un DLP alto di gamma oggi come oggi ?

Dal mio punto di vista assolutamente si, sebbene con delle considerazioni a margine.

Partiamo dalle motivazioni tecniche. So che quello che scriverò adesso è già stato postato (non solo da me) in passato, e che forse è trito e ritrito, ma lo ritengo fondamentale per un piccolo ripasso su quello di cui stiamo parlando. Così ripasso anche io ! ☺

Un videoproiettore, come tutte le “macchine per il video” (siano esse destinate alla cattura delle immagini, o alla loro riproduzione), sono costituite da tre parti principali:

• hardware (elettronica proprietaria e di terze parti ottimizzata, in caso)
• software (di funzionamento e gestione)
• un’ottica

Partiamo dal primo elemento.



Posto che parliamo DLP, nella parte di VP (Video Processing) avremo ASIC della TI e tutte le varie “cosine” a corollario che sono contenute nei vari “kit” che sono spediti alle Case che producono o assemblano i proiettori. Quello che è importante dell’elettronica di front end, a parte la bontà del chip utilizzato e la sua REALE implementazione all’interno del contesto elettronico con gli altri elementi, è come dalla scheda di input arrivano le linee di segnale al “main processor”. Se è pur vero che anche i BD sono codificati solo a 8 bit, per sfruttare processori esterni di qualità maggiore o per non chiudersi a possibilità di espansione nel tempo, sarebbe il caso di poter contare su percorsi ad almeno 10 bit (se non maggiori, direttamente a 12/18/24 bit). Analizzando le schede che ci sono in commercio, sono convinto che più di qualcuno storcerebbe il naso davanti all’impossibilità “fisica” di poter aggiungere in un secondo tempo elettroniche esterne perché comunque il segnale che raggiunge il “main processor” del proiettore è “castrato” direttamente in R&D. E non sono pochi i prodotti così, anche “insospettabili”.

FERMI, che vi vedo già: “Certo, un DLP da 50K euro e sono costretto a utilizzare anche un processore esterno !!”

Questo non è necessario OGGI, ma essendo la parte interna destinata a più breve obsolescenza (anche perché l’ASIC non lo si può comunque scavalcare), tenendo il proiettore per un lungo lasso di tempo, non è escluso che si possa/debba ricorrere ad un’elettronica più performante per questioni proprio fisiologiche dopo qualche periodo. Non ci vedo nulla di scandaloso, e anzi, il fatto di avere la CERTEZZA di poter sfruttare questa eventuale elettronica supplementare un domani è un plus non da sottovalutare. Secondo me. Altro elemento è il percorso ottico, fondamentale per generare delle immagini ricche di micro contrasto, dettaglio, tridimensionalità e gradienti. Trovare delle soluzioni che trattengano la luce spuria “sprecata” dal DMD in fase di non riflessione, portare su tutta la superficie del chip stesso la stessa quantità di luce in modo omogeneo (intensità, rapporto d’aspetto), utilizzare “dei vetri” di qualità e dei filtri dicroici scelti su specifica non è qualcosa di così comune, e comunque ha un’incidenza importante sul prezzo finale di vendita. Come si alimentano e comandano le lampade (Philips od Osram), ossia tramite dei ballast elettronici che sono in grado di spostare otticamente la formazione dell’arco fra gli elettrodi, così da correggere direttamente le coordinate del punto del bianco ed ottimizzare la gestione del “nero dinamico”. Infatti le lampade sono pilotate in corrente continua, con il verso della stessa che varia in sincrono con la frequenza di quadro (refresh dell’immagine), proprio per evitare il fastidioso effetto flickering (letteralmente “lampeggio”) che è uno dei sintomi della mancanza di sincronismo nel processo di creazione dell’immagine. Quindi, un’immagine a 50Hz vede cambiare la polarità degli elettrodi fra i quali scocca l’arco, ben 50 volte al secondo. Questo permette di “rigenerare” gli elettrodi stessi (per un processo chimico) a tutto vantaggio della vita della lampada stessa, ma anche di sfruttare due tipi di “impulso”, quello chiamato luminoso e quello così detto buio. Nella recente implementazione di questa tecnologia è statao ottimizzato questo processo introducendo un “tuned plateau” per l’impulso luminoso, in modo da arrivare a modificare questo livello proprio in base al filtro dicroico utilizzato che la luce prodotta sta per attraversare in quell’istante. Di contro, nell’impulso buio, la modulazione dell’amplitudine della luce ha permesso di ottenere 2-bit extra, riducendo per brevi istanti del 25% l’intensità del flusso luminoso, a tutto vantaggio della linearità della scala di grigi, ma soprattutto dell’apporto di dithering (o “tecnica ad error diffuso”), imprescindibile nella creazione delle sfumature delle immagini in sistemi digitali (1 – 0), che è richiesto in maniera nettamente minore, quindi con minore “rumore” digitale presente sull’immagine stessa.
 
Ultima modifica:
Un’altra soluzione utilizzata per controllare la luce nel percorso ottico è quella di una sorta di iris dinamico, solo che non è contenuto all’interno dell’ottica di proiezione (come in molte applicazioni), ma proprio a valle del rod integrator, quel prisma di cristallo responsabile della disposizione omogenea della luce sulla superficie del DMD di cui abbiamo già parlato. Sincronizzare questa “tagliola di luce” in base al contenuto di porzioni scure nell’immagine permette di NON affogare i neri o mandare in clipping i livelli del bianco, e di ottenere un’ottima saturazione dei colori e dinamica dell’immagine. Certo che il processing necessario al suo corretto utilizzo ha un costo di sviluppo e di applicazione. Più che sul DMD stesso, per rispondere ad una domanda posta, direi che la TI e soprattutto i suoi partner si sono orientati verso questo tipo di soluzioni “a corollario” per poter ottimizzare l’immagine ed ottenere colori e livelli di riferimento.
Discorso software.
Si apre un mondo, ma è chiaro che parte del costo di sviluppo (e responsabile delle ottime prestazioni a video, poi) della macchina è anche l’ottimizzazione dell’elettronica sia di front end che poi (in quota minoritaria e solo per quel che è permesso) anche nell’ASIC o nella sequenza della ruota colore (se presente) o di controllo e gestione di temperatura (direttamente collegata alla linearità di funzionamento) dei moduli a LED. Non tutti i costruttori attingono alle librerie opzionali dei chip utilizzati nella parte di VP per ottenere un insieme organico e perfettamente amalgamato. Non tutti i costruttori impiegano mesi, consulenti esterni (se serve), e prove su prove per limare i dettagli, gli stessi che rendono un prodotto super da uno buono. E non tutti si siedono direttamente al tavolo di TI per sviluppare in sinergia nuove sequenze per la ruota colore (nei mono-chip a lampada) in modo da ottimizzare maniacalmente la gestione dei colori e la creazione dell’immagine. E non parliamo solo di coating dei filtri dicroici, ma proprio l’ampiezza dei settori, velocità di rivoluzione della ruota e tutto il processo di “sincronizzazione” che è necessaria per la produzione di un’immagine a schermo da parte di un mono-chip (trito e ritrito come argomento). Insomma, una cosa non così secondaria o particolarmente semplice da realizzare. Ed una volta che il firmware è pronto, si parte con il sw di gestione (lato service/tarature ed utente), che non da meno problematiche. Un plus assoluto di questi Brand rispetto a quelli che producono elettroniche per il mass market (e ci mancherebbe che non fosse così), è che di fronte ad un problema, gli R&D sono disponibili ad analizzarlo e risolverlo in tempi brevissimi. Parlo di esperienza personale, e cito due esempi;
Uno è legato alla catena A/V ed ai “soliti” problemi, noiosissimi, causati dall’HDCP che in pratica faceva “saltare” saltuariamente e senza motivazione apparente l’immagine a schermo. La spada di Damocle di chi produce videoproiettori è che la loro elettronica è l’ultima della catena, quella che più facilmente viene imputata come responsabile (anche se magari le cause sono condivise), quindi hanno già una sorta di forma mentis in questo senso. Bene, mandate sorgenti e pre/processore A/V in laboratorio, dopo 3 giorni il tutto era ottimizzato con un aggiornamento del fw. Provate a fare lo stesso con i Sigg. del Sol levante, o con un prodotto di cui avete rapporti (forse) solo col centro assistenza. Per me è un valore aggiunto incredibile, e per il mio Cliente una forma di “assicurazione” sul presente e futuro.
Il secondo vede coinvolto il famigerato decoder di SKY, in questo caso i primi modelli del MySkyHD (non i recenti Samsung). Bene, oltre all’HDCP durante il cambio canale fra segnali SD e quelli HD, proprio la macchina in stand-by creava dei problemi al “risveglio” di hand shaking che “incasinavano” il proiettore. La soluzione era spegnere (staccando fisicamente alimentazione), farlo resettare riaccendendolo, mandarlo in stand-by ancora e “risvegliarlo” col sistema di supervisione e controllo su quell’ingresso, con quel banco di memoria preselezionato e ottenere l’immagine. Impensabile in un contesto impiantistico come quello cui era posizionato. Bene, scoperto il “problema” ed analizzato era sabato mattina, col Cliente che giustamente era un pochino “perplesso” (uso un eufemismo). Telefonato all’assistenza tecnica del Brand, spiegato il tutto, mandato lo schema a blocchi dell’impianto e date le info richieste. Il lunedì successivo alle 09:30 è arrivato il fw nuovo, per posta, installato e risolto. Ditemi seriamente se una cosa così “non ha prezzo”, e non è un trattamento che ci si aspetta da un Brand premium con prodotti top. Chi con blasonatissimi marchi dell’audio “esoterico” ha avuto problemi (anche grossi) e NON ha ricevuto un tipo di assistenza del genere, quando magari la propria catena audio è costata anche molto di più di un proiettore di questi Brand ? Meditate e capirete che non è così “scontato” che certe cose accadano.
Dal punto di vista della calibrazione del colore, poi, tipicamente è stata abbandonata la tecnica mediante il tracking della scala dei grigi, ma si utilizzano dei sistemi più specifici che richiedono comunque una certa fase di comprensione e poi di esperienza per essere utilizzati al meglio. Ma è OVVIO che questi non sono prodotti da “box mover” e quindi chi acquista uno di questi prodotti lo fa solo tramite rivenditori specializzati che offrono (o dovrebbero offrire SEMPRE …. Non tocchiamo l’argomento che è meglio) il servizio di istallazione e calibratura del tutto.
Terzo ma non ultima l’ottica e l’eventuale lente anamorfica.
Chi ha un po’ di dimestichezza con la fotografia sa esattamente quale sia la differenza fra un’ottica buona e una strepitosa, e quanto costi in termini economici migliorare le prestazioni di qualche punto percentuale. Le lenti opzionali di questi proiettori costano in taluni casi di più di un proiettore completo di altro posizionamento sul mercato. Ha senso? Ovviamente SI, altrimenti non sarebbe stato economicamente vantaggioso cercare di limare ogni minimo dettaglio con l’hardware e il software se poi si fosse vanificato tutto dal punto di vista ottico. Zero vignettature, offset reali, funzioni di trasferimento dell’ottica che garantiscono realmente la risoluzione a video delle linee/mm dichiarate, rapporto focale ottimale in base al “tiro della lente” che mantenga luminoso l’obiettivo senza indurre fenomeni di difrazione della luce, aberrazioni ottiche o cromatiche e lateral color, per non parlare di fuoco (bordi e centro) e contrasto. Insomma, si parla di lenti che non sfigurerebbero su prodotti professionali e che “pesano” parecchio nel computo totale del prezzo di listino. Adesso che è arrivato il DMD in 21/9 nativo si è parlato parecchio dell’uso dell’anamorfica piuttosto che dello zoom proposto in alcune soluzioni. Non è la sede per intavolare l’ennesima discussione a tema, ma è chiaro che l’eventuale kit comprensivo la lente anamorfica non deve andare ad intaccare, od intaccare “troppo” le prestazioni a video. Se l’ottica di proiezione è determinante, non si può mettere “un vetro opzionale” che vanifichi tutto quello che di buono è stato prodotto sino a li. Che siate detrattori od estimatori di questa particolare tecnica, quel che risulta chiaro è che anche il set-up e la calibrazione con questo elemento opzionale va fatto a ragion veduta e da personale che sappia dove mettere le mani e come.
Questi elementi sono sufficienti a giustificare posizionamento, esclusività e prezzo del prodotto ? Direi proprio di si, essendo lo stato dell’arte dell’implementazione della tecnologia DLP in ambito domestico. Se si vogliono condurre crociate di prezzo o di detrazione di un Brand o di un prodotto non esiste motivazione che regga, ma se si vogliono osservare, capire e contestualizzare questi elementi, direi che di carne al fuoco ne esiste parecchia. L’utilizzo di macchine a singolo chip (magari con illuminazione a LED) piuttosto che a tre chip è funzione di diversi ragionamenti ed esigenze, che quindi vanno ponderate anche in funzione dell’ambiente dove proiettare, delle condizioni di luce, lo schermo, le prestazioni richieste, l’utilizzo della macchina e via dicendo. Al momento, sempre in base al mio modesto giudizio, la macchina più equilibrata è il singolo chip 1080p a LED. Garantisce prestazioni superiori in termini di qualità visiva, gestisce segnali in ingresso fino a 12bit reali di profondità colore, ha una risoluzione che ancora per anni sarà utilizzata sul mercato, non necessita di ricambio lampade ed è anche parecchio silenziosa (quindi non pone troppi vincoli di posizionamento in ambiente). Il costo dei modelli di questi Brand, in base alle differenze ed alle opzioni, va da circa 13K euro a circa 25K euro, una cifra considerevole, ma che se non è si malati di “upgradite” mette al riparo da ogni forma di obsolescenza, per cui “lo acquisto oggi, e mi dimentico del problema videoproiettore”. Come “limite” ha il fatto di non utilizzare ancora (non sono usciti sul mercato in produzione) i LED con aumentata potenza, per cui per schermi compresi nei 3 metri di base sono ottimi, oltre non è conveniente andare.
 
Chi desidera basi più importanti (e ce ne sono) di oltre 5/6 metri, può trovare soluzioni a doppia lampada o a tre chip. I prezzi in questo caso variano dagli oltre 22K euro a salire fino alla soglia dei 60K euro. In quel caso è vero che si cambiano le lampade ma è altrettanto vero che esistono dei piani di assistenza e manutenzione (ordinaria e non) che permettono al Cliente di conoscere perfettamente quanto costerà il suo sistema di visualizzazione nell’arco di un determinato lasso di tempo. Sono prezzi alti in senso generale se presi solo come cifra, ma che con la tecnologia e la ricerca in gioco hanno un loro senso assoluto. Trovo ingeneroso scrivere che un dato Brand “se facesse costare il suo proiettore XX sotto la soglia dei 10K euro” ne venderebbe di più, perché per rimanere in ambito automobilistico è ovvio che se anche la Audi avesse lanciato la nuovissima A6 sotto i 20K euro avrebbe saturato il mercato e nessuno si comprerebbe più una Alfa Mito, ma le due vetture non sono paragonabili. Sminuire tutto il know-how di un Brand al prezzo finale, significa non riconoscere a questi prodotti nessun valore aggiunto ma credere che il prezzo sia solo figlio del marketing e di una politica di prezzo non corretta. Mi sembra personalmente un atteggiamento criticabile e non condivisibile, anche se posso capire che la passione e la volontà di possedere un prodotto top porti a fare anche questo tipo di ragionamenti.

Arriviamo infine a questo “mitico” NERO, questa caratteristica che non fa dormire Samuele di notte (scherzo !) e che è l’unica discriminante per un prodotto (sembra) a quanto leggo.
Partiamo da un particolare dato per scontato, ma che mi rendo conto così scontato non sia.

Che cosa è l’alta fedeltà musicale? La corretta riproduzione di un evento audio registrato, in modo che l’ascoltatore abbia la sensazione di assistere realmente al concerto (o quello che è) senza “sentire” il sistema impianto/stanza che deve diventare trasparente, non aggiungere nulla alla traccia e far si che l’ascolto sia perfettamente coerente con quanto voluto dal direttore d’orchestra (o chi per lui).

Bene.

Che cosa è l’alta fedeltà video? La corretta riproduzione di immagini registrate, in modo che lo spettatore abbia la sensazione di assistere realmente alla riproduzione della realtà in modo coerente senza che il sistema display/ambiente possa indurre modifiche a questa percezione, e far si che la visione sia perfettamente coerente con quanto voluto dal regista (o chi per lui).
In pratica dovrei avere la sensazione di guardare fuori dalla finestra di casa mia e vedere la realtà.
Se parli con qualcuno che se ne intende di fotografia, o con un pittore, o comunque con chi tratta le immagini (anche a livello professionale) è probabile che ti dica che il nero non esiste in natura, perché è comunque un grigio scurissimo a vari livelli, che presenta sempre una certa dominante cromatica. Addirittura nella tavolozza del pittore non trovi il nero (non parliamo delle tempere Giotto, eh ?) ed egli stesso per ottenere effetti particolari (irreali, quindi) userà la pece. Un fotografo, a meno che non sviluppi in bianco e nero (o usi anche lui filtri speciali per effetti particolari) NON affogherà le immagini ed userà anzi tecniche sempre più frequenti (tipi l’HDR) per aumentare la gamma dinamica dell’immagine, ed ottenere il più possibile dettagli nella parte scura e luminosa dell’immagine. Quello che vede il nostro occhio, infatti, ha una gamma dinamica di un ordine di grandezza doppio rispetto a quello che è in grado di riprodurre (o catturare) un sistema di visualizzazione professionale, ordine di grandezza che diventa di una sola unità in eccesso se si utilizzano tecniche appunto come la HDR (High Dinamic Range). Quindi la ricerca del nero più nero, come vedi, non ha quasi senso.

Considera poi che in un sistema video, esistono tre livelli di nero:

• il livello registrato sul supporto
• il livello che il sistema può visualizzare tecnicamente
• il livello dell’accoppiata proiettore + ambiente

Quello di cui parli tu è il secondo.

A tal proposito mi ricordo i primi Pioneer Kuro, 42” in XGA, con un livello misurato in condizioni non calibrate di 0,02 cd/mq (bassissimo, strumentalmente eccezionale), ma che diventavano 0,2 cd/mq con il sistema tarato, perché appunto non si possono affogare i dettagli nelle scene scure. Quindi anche qui un’ordine di grandezza superiore.
Fatti una domanda: quando guardi un qualcosa di nero (il lettore BD per esempio), lo vedi nero tipo pece, o percepisci riflessi, particolari, sfumature, dettagli? Quando guardi un’immagine riprodotta da un DILA, con questa “paturnia” del nero assoluto, li vedi i dettagli che percepisci nella realtà, o è tutto traslato vero la parte scusa ed affogato. E soprattutto, c’è una fedeltà cromatica, o per “abbassare tutti i livelli” poi inevitabilmente le scene ad alte luci sono “uccise”? Quindi dell’immagine, t’interessa il livello del NERO o t’interessa che l’immagine sia REALE? Se non guardi sempre film della Pixar, ma ti capita di vedere il tramonto ne “The Italian Job” per esempio e sei stato a Venezia in quella stagione, ti ritrovi come colori e sensazione di realismo ? Quando guardi una partita di NBA in HD (e sei stato al palazzetto, ovviamente) hai la sensazione di essere li o le magliette, gli incarnati e gli altri dettagli non ci sono ?

Se il DLP non fosse un sistema che è in grado di riprodurre la realtà (quindi anche il livello di questo fantomatico nero), come mai negli studi di post produzione televisiva o cinematografica lo usano come standard? E come mai nel D-Cinema lo utilizzano? E li credimi che non badano troppo al prezzo, ma PRETENDONO delle prestazioni video.
Anni fa (solo CRT e LCD) c’era la risoluzione. Poi la luminosità. Poi il rapporto di contrasto. Poi ancora la risoluzione. Via via si è arrivati al livello del nero. Fra qualche periodo per “discriminare” per la massa i prodotti si inventeranno ancora qualcosa. Ma sono mode, forzature del marketing per giustificare un prodotto e denigrarne un altro. Un proiettore lo si deve valutare inserito nel contesto corretto ed in base alle sue prestazioni reali. Non in base ad un data sheet od a leggende metropolitane.

Non vedrai mai uno shoot-out fatto fra un DILA (anche il top di gamma) e un DLP di prezzo vicino o doppio (ci sono prodotti da 9/12K euro) per lo stesso motivo per cui difficilmente ascolterai un sistema Denon da 10K euro vicino ad un Arcam/NAD o quello che vuoi sulla stessa fascia di prezzo o appena superiore. Perché? Prova a chiedertelo e a risponderti da solo.

Quello che mi preme è che questo sproloquio possa farti ragionare su alcuni punti di vista che hai che partono da presupposti (secondo me) non corretti o capziosi.

Mandi !


Alberto :cool:
 
Alberto,
il post 38 e 39 sono uguali :D

Come sempre molto interessante.

Sono anch'io per l'acquisto mirato come investimento nel tempo,
l'ho fatto qualche anno fa quando comprai il dpx 1100 ad un prezzo buono ma comunque impegnativo.
Ottica e costruzione ai massimi livelli che per diversi anni mi hanno fatto godere di splendide immagini.
L'ho venduto l'anno scorso non perchè avevo un disperato bisogno di passare ad un 1080 ma solo perchè ho potuto realizzare qualcosa a livello monetario.
Ora ho un vpr "di passaggio" in attesa del trasferimento nella nuova casa e della tecnologia a led.
 
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