Stavo giusto aprendo una discussione in merito. Anticipo qualcosa rispondendoti qui sotto:
...i metadati statici veicolati tramite hdr10 viene applicata un'unica curva di mappatura dei toni fissa e i limiti di luminosità vengono impostati una sola volta per l’intero programma, la regolazione parte esaminando unicamente la scena col picco massimo.
Ni. La curva PQ EOTF (come definita nel documento ST.2084 e BT.2100) è una ed è assoluta (quindi non prevede tone mapping). Ossia, al 1% di stimolo dovrà per forza corrispondere un determinato e unico valore XYZ (o xyY se preferite) ossia un determinato e unico colore, idem a tutti gli altri stimoli. Col documento ST.2086 vengono definiti i metadati statici che sono principalmente il MinMDL e MaxMDL (ossia Minimum e Maximum Mastering Display Luminance). In seguito si sono aggiunti il MaxCLL (Maximum Content Light Level, ossia il pixel più luminoso del film) e MaxFALL (Maximum Frame Average Light Level, livello medio di luce nel frame più luminoso del film). Quelli che contano a livello
comsumer sono il MaxMDL e il MaxCLL, poiché alcuni TV (es. Samsung) basano il loro tone mapping sul primo e altri (es. LG) sul secondo e, in mancanza, sul primo. In entrambi i casi, il TV
rispetterà la curva (ripeto: unica e assoluta) finché può, poi (poco prima del suo limite, diciamo per esempio al 80% della sua curva EOTF) applicherà il cosiddetto
roll-off, ossia un unico e determinato tone mapping (che riguarda sia il gamut che la EOTF) per far sì che i dettagli speculari oltre il punto di
roll-off e fino al limite del TV siano visibili. Se non applicasse nessun tone mapping, tutto quello che supera le capacità del TV (nel caso dei pannelli WOLED medi: 800 nits e 75% dello spazio colore BT.2020) verrebbe "clippato". Quindi, non c'è una determinata scena madre per ogni film su cui si basa il tone mapping ma, in base ai metadati esistono 1 o più configurazioni prestabilite di tone mapping (diversi per ogni produttore di TV).
Coi metadati dinamici il tone mapping varia ripetutamente all’interno del programma, in genere al cambio di una scena e quindi delle diverse condizioni di illuminazione ridando quindi una maggiore fedeltà.
No. E' l'esatto contrario. Tone mapping, nel caso di un sistema assoluto quale è quello HDR, è sinonimo di inaccuratezza.
Con i metadati dinamici di HDR10+ o DV, la curva di mappatura dei toni viene regolata scena per scena.
Sì, ma ci tengo a precisare che non viene regolata automaticamente dal TV (cosa che invece avviene quando si abilita il tone mapping dinamico su contenuti HDR10). Viene prestabilita da una utility (fornita da Dolby o dal consorzio HDR10+) che converte in DV o HDR10+ il master HDR10 sul quale si è concentrato il lavoro del regista (e del colorista).
al fine di consentire la migliore riproduzione visiva per ciascuna immagine.
Ni (vedi sopra). La migliore riproduzione possibile sarebbe in HDR10 con un TV capace di 10.000 nits e 100% di copertura del BT.2020, che non è quella che calcola Calman in 2 dimensioni, ma l'intero cubo colore che ha 3 dimensioni, per questo si parla di
volume colore. Più in là spiegherò cosa cambia tra metadati statici e dinamici (introdotti con la ST.2094 e sui derivazioni), ma prima di parlarne vi riporto alcuni passaggi del documento originario:
1 Scope
The SMPTE ST 2094 suite of documents define metadata for use in color volume transforms of content. The metadata are content-dependent and can (può, ma non è detto che lo faccia, dipende dall'utility e dall'
eventuale revisione del colorista)
vary scene-by-scene or image-by-image. The metadata are intended to transform High Dynamic Range and Wide Color Gamut (HDR/WCG) image essence for presentation on a display having a smaller color volume than that of the mastering display used for mastering the image essence. Multiple applications provide particular color volume transforms.
Quindi, nel caso dei pannelli QD-OLED, che hanno un gamut più esteso rispetto ai "mastering displays", non dovrebbe avvenire alcuna trasformazione (ovviamente entro i limiti dei 1360 nits post calibrazione) né del volume colore (si spera!) né della EOTF, cosa che avverrà SEMPRE ed in ogni caso nei pannelli WOLED per quanto riguarda il volume colore.
4.5 color volume transform
transform, mapping a coordinate in one color volume to a coordinate in another color volume.
Come funzionano i metadati dinamici? In pratica hanno più "modelli" di tone mapping. In alcuni verrà tone mappato in una certa maniera il gamut e la EOTF e in altri in un'altra. Ovviamente ci sarà una parte della curva che verrà bollata come lineare, ossia "va bene così" e un'altra sarà oggetto di tone mapping. Il vantaggio dei metadati dinamici è certamente palese su schermi poco prestanti poiché la trasformazione cercherà di rendere
visivamente migliore l'immagine rendendola però meno accurata. Per capirci, se ho un sole a 4.000 nits e il TV può raggiungere 700 nits, scurirò l'intero quadro (rendendolo meno accurato) tranne il sole che resterà a 700 nits. In altre scene esaspererà un rosso per rendere meglio quel colore, ecc. Non è che col DV improvvisamente il nostro TV (o ancora peggio il nostro proiettore) saranno capaci di raggiungere prestazioni migliori, sia chiaro. I limiti restano gli stessi. Ci saranno solo più modelli di tone mapping che, su TV meno prestanti, potranno donare un'impatto
visivo delle immagini un pochino più in linea con l'idea del master originale. Ovviamente, più sarà limitato il TV e meglio impatterà, agli occhi dell'utente medio, il sistema a metadati dinamici.
Ma veniamo al caso che m'interessa e per cui mi cadono le braccia ogni volta che lo leggo, ossia "Il Samsung S90/S95C non ha il DV, quindi lo escludo a priori!" che alle mie orecchie suona più o meno come "Ferrari non fa i diesel e quindi la escludo a priori nella scelta della mia prossima supercar!". Tutto legittimo, per carità, però... Quindi, sulla base altamente scientifica di tutto quanto detto sopra, per tutti i contenuti HDR con MaxMDL 1.000 e MaxCLL fino a 1.360 nits i metadati statici e dinamici sono inutili e verranno "ignorati" per un pannello QD-OLED, mentre su un pannello WOLED verrà comunque effettuata una trasformazione di almeno il volume colore. Per quel che riguarda gli ormai pochissimi contenuti con MaxMDL 4.000 e MacCLL superiore a 1.360 nits non ci sarà differenza tra HDR10 e DV poiché parliamo di capacità ben oltre le possibilità di miglioramento di resa di qualsiasi sistema Dolby o HDR10+.
Allora, siete ancora convinti che il G3 e compagnia WOLED cantante col Dolby Vision sia superiore al "povero" Samsung con pannello QD-OLED? In caso positivo, attendo vostri esami tecnici approfonditi. Nel frattempo, potete leggervi i documenti che vi ho indicato, si trovano molto facilmente in rete.