Salve a tutti, a parte un paio di amici conosciuti in altri lidi, sono ai più, come potete ben vedere meno che junior. Difatti non sapevo se era il caso di infilarsi in questo mare magnum per un modestissimo contributo, alla fine mi sono deciso. Spero solamente di non urtare la sensibilità di nessuno. Dico semplicemente la mia, quindi quanto segue è strettamente IMHO anche se la forma può trasmettere impressioni diverse. A scanso di equivoci non sono il titolare della Systems and Magic ma un semplice omonimo.
Siccome l’argomento è vastissimo mio malgrado mi sa che risulterò noioso, ringrazio fin da adesso chi avrà la pazienza di leggere.
Inizio chiaramente dal post di apertura, mi pare che al centro dell’attenzione siano stati posti inizialmente i cavi di alimentazione. Orbene, i cavi di alimentazione non suonano (ricordate quanto detto sul fatto che è tutto IMHO, mi scoccia appesantire ogni frase con penso che, reputo etc etc). Come dice la stessa parola, alimentano le apparecchiature. Ciò non vuol dire, in dipendenza delle loro caratteristiche, che non possono influenzare il suono di una catena di riproduzione. Cosa succede allora? Innanzi tutto ricordo che negli stadi audio di normali apparecchiature quali i pre e i finale (anche se integrati) a suonare è l'alimentatore. I circuiti pre e finali non fanno altro che modulare il "segnale-tensione" dell'alimentatore. L’alimentatore viene progettato per funzionare tramite una tensione di rete avente caratteristiche ben definite.
Purtroppo assieme alla tensione con tali caratteristiche ben definite possiamo rilevare (in misura sempre variabile) una così ampia casistica di interferenze di varia natura che è assolutamente fuori luogo trattare qui. Giusto per citare i principali problemi: sfasamenti (sovrapposizione di una tensione con fase incoerente, generalmente causati da carichi induttivi), EMI (disturbi di natura elettromagnetica), RFI (disturbi in radiofrequenza), ESI (disturbi di natura elettrostatica), tensioni indotte di varia natura, spike, variazioni della tensione nominale, etc.
Vedo di trarre delle conclusioni, questi disturbi inquinano le nostre reti in composizione e quantità variabilissime nel tempo e di caso in caso, per ridurli drasticamente sarebbe necessario adottare condizionatori di rete complicatissimi e con funzionamento dinamico (almeno per lo sfasamento). Cosa può fare un cavo di alimentazione, suonare sicuramente no ma può risultare particolarmente efficace nel caso in cui riesce a limitare i disturbi che maggiormente affliggono la nostra rete di alimentazione (ribadisco la nostra, già il vicino di casa può trovarsi in situazione differente). In questo caso non sta funzionando da semplice cavo di alimentazione ma fa le veci anche di un filtro. Cavi schermati, la schermatura ha senso se preleviamo l’alimentazione da un dispositivo filtrante, in caso contrario a nulla serve quel metro di cavo a fronte dell’immensa antenna costituita dalle rete elettrica domestica e non. Ferriti, costituiscono un filtro. Qualità e tipologia degli isolanti, determinano alcune caratteristiche elettriche quali la capacità che a sua volta può essere efficace a limitare alcuni disturbi della rete. Geometria, anche questa può contribuire e fa sì che il cavo sia reietto alla raccolta di disturbi vari e si comporti anche da filtro.
Beh, ci sono ancora moltissimi altri aspetti che dovrei citare e sicuramente ce ne sono ancor di più che nemmeno conosco. Però quanto detto mi permette già di dare una prima risposta tanto ai cavoscettici che ai cavofili.
Cavoscettici (generalmente anche misuroni), innanzi tutto non siamo ancora dotati di scienze assolute, tutto quello che possiamo misurare o verificare non è detto che costituisca analisi compiuta del fenomeno. Quasi tutte le scienze odierne sono basate su assunti che non sempre riescono a modellare la totalità dei fenomeni presenti nel mondo fisico che ci circonda, questo depone già a vostro sfavore, in elettroacustica poi c’è ancora molta strada da fare. Ci sono aspetti della riproduzione che il nostro orecchio può cogliere al volo e che nessuno strumento di misura è capace di rilevare.
Concludendo, non esiste l’opinione assoluta poiché quello che può sembrare un difetto dal punto di vista elettrico può portare dei benefici inaspettati in quanto limita dei disturbi. Questo difetto può restare tale o non avere alcuna influenza se il suo apporto in una determinata configurazione è inutile, dipende dalla quantità e qualità dei disturbi presenti sulla rete e nell’aere e, qui aggiungo una nuova variabile, dipende anche dall’elettronica che vanno ad alimentare.
In dipendenza delle caratteristiche del circuito di alimentazione dell’elettronica di turno, questa può essere più o meno soggetta ai disturbi sopracitati. Esistono tipologie di alimentatori che di per sé costituiscono già un eccellente filtro contro la quasi totalità dei problemi che possono affliggere la nostra rete, d’altro canto ci sono alimentatori (come ad esempio gli switching) che a volte sono loro stessi una fabbrica di monnezza per la nostra rete. Le misure che tuttora possiamo fare in cavo sono solo quelle che conosciamo, possibilmente ci sono decine di variabili di cui ancora nemmeno conosciamo l’esistenza (quelle stesse che conosciamo sono spesso poco significative perché generalmente fatte in regime statico, ormai e risaputo che in presenza di carichi induttivi/reattivi il comportamento in regime dinamico al variare della frequenza/tensione/carico è estremamente variabile).
In merito alla questione se si sentono o meno differenze all’ascolto dipende innanzi tutto dalle vostre orecchie, ho detto ciò che serve per capire (scientificamente) che i cavi di alimentazione possono influire sulla resa di un impianto (non tutti gli impianti, vedi poi le considerazioni fatte per i cavofili), se poi non vi è capitato mai di sentirne o avete sempre ascoltato sistemi che sono inseriti nell’eden dell’alimentazione (una rete e un ambiente perfetto) o… non riuscite proprio a percepirle.
Cavofili (generalmente disposti a spendere parecchi soldi) valgono occhio e croce le stesse considerazioni fatte sopra. Voglio aggiungere però che spesso i risultati ottenibili con cavi dal costo assolutamente ingiustificabile possono essere raggiunti, sapendosi muovere, anche con cifre più che modeste. Dico di più, se riusciamo ad individuare (se ci sono) i problemi più gravi della nostra rete di alimentazione, con azioni mirate possiamo raggiungere con pochi euro risultati che magari nessun cavo commerciale può darci. Per chiarire, non c’è il cavo che lì fa i miracoli, qui non sento niente, là peggiorava la cosa etc. C’è una catena di riproduzione complessa che parte dalla nostra rete di alimentazione per finire non so dove (acustica ambientale, umidità, registrazioni, raffreddore etc). Ergo lo stesso cavo (poco conta che sia da 10, 100 o 1000 euro) può in 2837493948 casi andare bene, in 8127398272 essere eccezionale, 38194792389 fare schifo, 823794892983 essere ininfluente. Chiaro? non è Tizio che ha le traveggole o Caio che si fa infinocchiare, è un dato di fatto. Lo stesso cavo in un impinto si comporta in un modo, in un altro si comporta diversamente. Personalmente non investirei più di 50/60 euro in un cavo di alimentazione. Poi, per concludere in topic, in effetti c’è chi si fa suggestionare dal prezzo, ma in questi casi bastano dieci minuti in confronto cieco per smontare il tutto, il difficile è convincerli a farlo.
In sintesi il cavo in sé poco conta, come tutto il resto d’altronde, conta l’equilibrio del sistema nel suo insieme.
Di una cosa sono certo, i cavi di alimentazione non fanno miracoli e non suonano, servono ad alimentare i nostri apparecchi, devono essere dimensionati il giusto e determinate loro caratteristiche (vari effetti filtro o schermature) possono mettere le apparecchiature che alimentano nella condizione di dare il loro meglio, ma non suonano, mai, dire ciò e sostanzialmente sbagliato.
Beh devo dire che mi sono stancato, volevo pure parlare dei cavi di potenza oltrechè di segnale ma preferisco rimandare il tutto (sempre che la cosa sia di vostro gradimento perché io per primo mi annoierei a leggere questo abnorme post). Comunque si applicano le stesse logiche, alcuni difetti possono rappresentare talvolta un toccasana tal’altra essere inaccettabili oppure ininfluenti, ciò a prescindere dal loro costo.
Prima che mi diciate ma critichi tutto? e tu allora come la pensi?
Personalmente penso che i cavi (tutti) vanno scelti con cura, secondo le necessità contingenti, assecondando il nostro orecchio, spendendo meno possibile e rapportando tale scelta alla qualità dell'impianto in questione, ricorrendo al minimo dubbio al confronto cieco per effettuare la scelta migliore.
Affettuosi saluti per tutti.