Duke, ci sono tanti film basati sull'estetica, il fatto è che l'estetica di Blade Runner E' il contenuto stesso, tanto da surclassare il valore del libro. L'estetica di Blade Runner ancora oggi dopo quasi trent'anni rappresenta ancora il punto di confronto per chi vuole fare fantascienza al cinema, e tutti gli sono debitori. Le città notturne, i replicanti, la commistione tra noir e sci-fi, la colonna sonora capace di mischiare elettronica e jazz, le bancarelle di cibo geneticamente modificato, la presenza dominante dei cinesi, lo smog onnipresente, le multinazionali, saranno pure "background", ma con una potenza visionaria che eleva questo background a qualcosa di incredibilmente speciale. Teniamo conto che Blade Runner non è stato "Avatar", ovvero il filmone acchiappatutti che ha fatto impazzire le folle appena uscito. La sua forza è stata quella di catturare nicchie di appassionati che lo hanno eletto col tempo film di culto per eccellenza, quindi una fama solida e lentamente costruita. Non è fantascienza pura, non è una detective story pura, non è un action movie nè una commedia...forse questa ambiguità lo rende così moderno, e così "umano" e quindi amato. Sicuramente sarà stato snobbato sia dall'americano medio di Star Wars, che dai duri e puri di 2001 Odissea nello spazio, insomma avrà seguito lo stesso trattamento dei romanzi noir, declassati a romanzetti di genere e solo dopo tanti anni rivalutati. Ma oggi nel 2010, le nostre città assomigliano sempre di più a quelle dipinte da Scott, e dimmi se non ci ha visto giusto!