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Avc-a1xv

aurel ha scritto:


Ciò è dimostrato dal fatto che, con interventi minimi, sul piano pratico e su quello economico (tant'è vero che vengono semplicemente eseguiti in casa da appassionati), gli apparecchi possono fare salti qualitativi che li portano a livello di macchine dal costo triplo.



Era solo una parte del ragionamento che ho sullo stomaco: volete che continui?

Ciao. Aurelio
si!!precisamente su questa parte,butta fuori l'altra parte che ti e' rimasta dentro.
 
aurel ha scritto:
Non capisco se siete più buonisti o reticenti.

E' evidente che le pretese errate scelte progettuali non sono per nulla tali; al contrario, sono degli interventi ben precisi per confinare le prestazioni di una macchina nell'ambito della fascia di prezzo a cui appartiene.

Ciò è dimostrato dal fatto che, con interventi minimi, sul piano pratico e su quello economico (tant'è vero che vengono semplicemente eseguiti in casa da appassionati), gli apparecchi possono fare salti qualitativi che li portano a livello di macchine dal costo triplo.

Voi credete che, se spendendo 3050, anzichè 3000, un pre di marca x suonasse come un pre di marca y, che costa quattro volte tanto, qualcuno si farebbe scrupoli a spendere quei 50 in più?

Ma allora, chi comprerebbe più il pre y?

Ma soprattutto, ci sarebbe il rischio dello scatenarsi di una corsa "perversa" alla produzione di qualità al giusto costo, con incalcolabile danno per l'utente finale che si troverebbe sostanzialmente a partire dall'hi-end e non avrebbe più il gusto di upgradare i propri apparecchi ;) .

Era solo una parte del ragionamento che ho sullo stomaco: volete che continui?

Ciao. Aurelio

Aurelio,
perdonami, ma è una visione limitativa e non realistica.

Qui non si tratta di fare del buonismo o simili, si tratta di capire davvero come funzionano queste realtà aziendali. Che, credimi, a livello dei loro vertici, vorrebbero davvero essere efficienti come le si vorrebbe dipingere nel contenere i costi e proporre prezzi stratosferici, ma non è la realtà.

Il primo micidiale scoglio che qualsiasi azienda incontra (di una certa dimensione) è il time to market, o meglio, le tempistiche con cui si pianifica debbano avvenire i rinnovamenti dei prodotti e delle gamme. Tempistiche pianificate, di solito, da chi non distingue una resistenza da un condensatore, e che sono in netta antitesi con il fatto che un progetto, per essere valido, non dovrebbe essere costretto da limiti di tempo, ma solo dall'ottenimento delle prestazioni desiderate. Ed ecco che spesso un prodotto arriva sul mercato quando dovrebbe restare ancora in laboratorio qualche mese, o non è stato ottimizzato a dovere in tutti i suoi aspetti.

Poi ci sono delle problematiche di altro tipo: ad esempio, un ufficio acquisti che non intende operare (per una serie di ragioni magari giustificabilissime) con una certa azienda o con una certa tipologia di componenti. Ricordo molti prodotti sviluppati con i componenti non ideali perchè la casa X richiedeva di prenotare i loro integrati con 2 anni di anticipo, o perchè la casa y voleva i pagamenti a 30 gg mentre l'ufficio acquisti non poteva assumere fornitori se non accettavano pagamenti a 90 gg....e via di questo passo.

Poi ci sono gli uffici di marketing: - il nostro prodotto deve avere il frontale in alluminio spazzolato da 8 mm! - Ma il nostro budget non ce lo consente, siamo già oltre il 10% del costo stimato...- E allora riduciamo i costi da qualche altra parte! - ma come facciamo? - Riduciamo la qualità della componentistica: se suona benissimo ma è brutto ne venderemo 10, ma se suona bene ed è bellissimo ne venderemo 1000...-

eccetera, eccetera.

Nello sviluppo di un prodotto che risponde a delle esigenze sonore, ma anche estetiche, ludiche e quant'altro, la qualità sonora non è (e non potrebbe essere!) l'unico aspetto tenuto in considerazione.
Che poi esisita anche una logica di contenimento dei costi, o design to cost, per usare queste bellissime terminologie anglofone, non ci piove, ma non pensate che sia tutto lì, perchè fareste un grosso errore di valutazione.

Ciao,
Andrea
 
aurel ha scritto:


Voi credete che, se spendendo 3050, anzichè 3000, un pre di marca x suonasse come un pre di marca y, che costa quattro volte tanto, qualcuno si farebbe scrupoli a spendere quei 50 in più?

Ma allora, chi comprerebbe più il pre y?



E qui ti dico che nonostante questo tipo di situazione esista, molto spesso il pubblico non accetta di credere che l'oggetto da 3050 euro vada come quello da 12.000, e continua a comprare quello da 12.000 euro.
Questo perchè in questo settore è praticamente impossibile dimostrare in maniera inoppugnabile X suona meglio di Y.

Nel campo delle auto, ad esempio, è più facile: se un'auto fa i 200 ed un'altra i 220, o meglio, se uan completa un giro di pista in un minuto, e l'altra in 57 secondi, il verdetto è presto fatto.

Ma nell'audio?

CI sono un sacco di prodotti ritenuti "il non plus ultra" da appassionati di mezzo mondo che impiegano componentistica tutto sommato comune, e prodotti magari potenzialmente più performanti (sulla carta, o meglio, sul circuito stampato) e meno costosi, che pure non hanno tale eccellente fama.

Quindi, chi ha ragione? Colui che usa un integato da due lire, ma riesce a convincere il mondo (a torto o a ragione) che il suo prodotto è migliore, o colui che usa il miglior chip ma poi resta a guardare sconsolato gli scatoloni di pezzi in magazzino?

Nell'audio (ma anche nel video, sebbene in tono minore) non è mai stata la sola qualità intrinseca del progetto o della circuitazione a decretare il successo di un prodotto, ma un complesso insieme di fattori dei quali la raffinatezza della componentistica è solo uno dei tanti aspetti da considerare.

Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:
Aurelio,
perdonami, ma è una visione limitativa e non realistica.

Qui non si tratta di fare del buonismo o simili, si tratta di capire davvero come funzionano queste realtà aziendali. Che, credimi, a livello dei loro vertici, vorrebbero davvero essere efficienti come le si vorrebbe dipingere nel contenere i costi e proporre prezzi stratosferici, ma non è la realtà.

Il primo micidiale scoglio che qualsiasi azienda incontra (di una certa dimensione) è il time to market, o meglio, le tempistiche con cui si pianifica debbano avvenire i rinnovamenti dei prodotti e delle gamme. Tempistiche pianificate, di solito, da chi non distingue una resistenza da un condensatore, e che sono in netta antitesi con il fatto che un progetto, per essere valido, non dovrebbe essere costretto da limiti di tempo, ma solo dall'ottenimento delle prestazioni desiderate. Ed ecco che spesso un prodotto arriva sul mercato quando dovrebbe restare ancora in laboratorio qualche mese, o non è stato ottimizzato a dovere in tutti i suoi aspetti.

Poi ci sono delle problematiche di altro tipo: ad esempio, un ufficio acquisti che non intende operare (per una serie di ragioni magari giustificabilissime) con una certa azienda o con una certa tipologia di componenti. Ricordo molti prodotti sviluppati con i componenti non ideali perchè la casa X richiedeva di prenotare i loro integrati con 2 anni di anticipo, o perchè la casa y voleva i pagamenti a 30 gg mentre l'ufficio acquisti non poteva assumere fornitori se non accettavano pagamenti a 90 gg....e via di questo passo.

Poi ci sono gli uffici di marketing: - il nostro prodotto deve avere il frontale in alluminio spazzolato da 8 mm! - Ma il nostro budget non ce lo consente, siamo già oltre il 10% del costo stimato...- E allora riduciamo i costi da qualche altra parte! - ma come facciamo? - Riduciamo la qualità della componentistica: se suona benissimo ma è brutto ne venderemo 10, ma se suona bene ed è bellissimo ne venderemo 1000...-

eccetera, eccetera.

Nello sviluppo di un prodotto che risponde a delle esigenze sonore, ma anche estetiche, ludiche e quant'altro, la qualità sonora non è (e non potrebbe essere!) l'unico aspetto tenuto in considerazione.
Che poi esisita anche una logica di contenimento dei costi, o design to cost, per usare queste bellissime terminologie anglofone, non ci piove, ma non pensate che sia tutto lì, perchè fareste un grosso errore di valutazione.

Ciao,
Andrea

Quello che dici Andrea e' sicuramente la realta' di quello che spesso accade in un'industria.

Pero' a noi audiofili questo interessa assai poco, e' una magra consolazione, ma fortunatamente, grazie ai forum ed agli utenti esperti che vi partecipano, si impara a difendersi, scegliere bene, capire il politichese a volte usato dai recensori e magari a rimediare con il fai da te e con modifiche varie :)

Se ad esempio non lo diceva il sottoscritto, chi avrebbe mai detto se non un'altro hobbysta "fuori dai giochi e dai cori" che in diversi apparecchi costosi, dietro a fieri proclami pubblicitari e non solo, si nascondevano scelte progettuali poco giustificabili e peggio ancora contraddittorie ?

Evviva i forum e chi vi partecipa con passione :)

Saluti
Marco
 
Ma va tutto bene, Marco,
è un mondo imperfetto come e più di tanti altri, e ci sono magagne e problemi dappertutto, nel settore HiFi e Home Theater...è solo che mi sembra ridicolo andare in giro con un tipo di visione dei fatti che divide il mondo in costruttori truffaldini e maramaldi e utenti agnellini sacrificabili.

Guarda, ti faccio un altro esempio: su una nota rivista di settore è stato testato un finale di potenza da noi distribuito, di costo contenuto e prestazioni molto elevate: magari non il miglior finale sul pianeta, ma sicuramente un prodotto dal rapporto qualità prezzo molto elevato. Ora, il recensore ha evidenziato una sensibilità del prodotto a carichi particolarmente ostici (peraltro oggi rari), pur riconoscendo il valore intrinseco dell'oggetto.

Pochi mesi dopo, lo stesso recensore testa un finale di potenza multicanale, di altra marca e di costo proporzionalmente triplo, con un comportamento se possibile ancora peggiore su carichi complessi, ma la cosa non viene evidenziata in analoga misura...perchè, per motivi di peso del finale, il recensore non ha utilizzato gli stessi diffusori usati nella prova del nostro apparecchio (che utilizza a casa propria).

Ora, con l'approccio di cui all'inizio, sicuramente si sarebbe gridato alla "rivista prezzolata" o peggio ancora; io non l'ho fatto perchè, oltre a non sussistere il fatto (il peso inserzionistico mio e dell'altro distributore è ridicolo, per cui il "mercenarismo" verso l'uno o l'altro non avrebbe senso, oltre al fatto che stimo il recensore stesso e tutta la redazione), semplicemente mi rendo conto che i recensori, come tutti, sono degli esseri umani e, in quanto tali, non si comportano come automi o computer, e non si può pretendere una oggettività assoluta come da un voltmetro od un oscilloscopio, ma solo l'onestà intellettuale di fare del proprio meglio nell'essere più obiettivi possibile.
Non ultimo, non ho mai avuto modo di ascoltare il prodotto concorrente, e chissà che, facendolo, non mi ritrovi addirittura a cambiare opinione (tipo: è decisamente meglio del nostro, oppure, ma questo è peggio del nostro!)....
In un campo dove la soggettività è decisamente fondamentale, il ridurre la valutazione di un oggetto alla mera analisi dei componenti impiegati sarebbe davvero troppo riduttivo, ed altrettanto falsante circa la realtà oggettiva delle cose.

Rimane il fatto ( e con questo chiudo per non tornare più sull'argomento) che nessuno ci obbliga ad acquistare alcunchè: possiamo comprare sulla base dei componenti impiegati , e mi viene in mente quello spot della famiglia che spalancava qualsiasi oggetto per poi dire "...a scatola chiusa compriamo solo Arrigoni!", e vivere felici, o comprare il prodotto più costoso sul mercato (anche se all'interno ci sono solo due valvole ed una vite) perchè ritenuto il non plus ultra dai guru del settore, e vivere altrettanto felici...l'importante è solo avere il coraggio delle proprie scelte!

Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:
Aurelio,
perdonami, ma è una visione limitativa e non realistica.

Qui non si tratta di fare del buonismo o simili, si tratta di capire davvero come funzionano queste realtà aziendali. Che, credimi, a livello dei loro vertici, vorrebbero davvero essere efficienti come le si vorrebbe dipingere nel contenere i costi e proporre prezzi stratosferici, ma non è la realtà.

Il primo micidiale scoglio che qualsiasi azienda incontra (di una certa dimensione) è il time to market, o meglio, le tempistiche con cui si pianifica debbano avvenire i rinnovamenti dei prodotti e delle gamme. Tempistiche pianificate, di solito, da chi non distingue una resistenza da un condensatore, e che sono in netta antitesi con il fatto che un progetto, per essere valido, non dovrebbe essere costretto da limiti di tempo, ma solo dall'ottenimento delle prestazioni desiderate. Ed ecco che spesso un prodotto arriva sul mercato quando dovrebbe restare ancora in laboratorio qualche mese, o non è stato ottimizzato a dovere in tutti i suoi aspetti.

Poi ci sono delle problematiche di altro tipo: ad esempio, un ufficio acquisti che non intende operare (per una serie di ragioni magari giustificabilissime) con una certa azienda o con una certa tipologia di componenti. Ricordo molti prodotti sviluppati con i componenti non ideali perchè la casa X richiedeva di prenotare i loro integrati con 2 anni di anticipo, o perchè la casa y voleva i pagamenti a 30 gg mentre l'ufficio acquisti non poteva assumere fornitori se non accettavano pagamenti a 90 gg....e via di questo passo.

Poi ci sono gli uffici di marketing: - il nostro prodotto deve avere il frontale in alluminio spazzolato da 8 mm! - Ma il nostro budget non ce lo consente, siamo già oltre il 10% del costo stimato...- E allora riduciamo i costi da qualche altra parte! - ma come facciamo? - Riduciamo la qualità della componentistica: se suona benissimo ma è brutto ne venderemo 10, ma se suona bene ed è bellissimo ne venderemo 1000...-

eccetera, eccetera.

Nello sviluppo di un prodotto che risponde a delle esigenze sonore, ma anche estetiche, ludiche e quant'altro, la qualità sonora non è (e non potrebbe essere!) l'unico aspetto tenuto in considerazione.
Che poi esisita anche una logica di contenimento dei costi, o design to cost, per usare queste bellissime terminologie anglofone, non ci piove, ma non pensate che sia tutto lì, perchè fareste un grosso errore di valutazione.

Ciao,
Andrea

Cioè, chi produce apparecchi hi-fi è talmente inefficiente da vanificare i buoni progetti?

Però, quando devono fare i conti per calcolare i ricavi, l'efficienza la ritrovano ;) .

Ciao. Aurelio
 
andrea aghemo ha scritto:
Ma va tutto bene, Marco,
è un mondo imperfetto come e più di tanti altri, e ci sono magagne e problemi dappertutto, nel settore HiFi e Home Theater...è solo che mi sembra ridicolo andare in giro con un tipo di visione dei fatti che divide il mondo in costruttori truffaldini e maramaldi e utenti agnellini sacrificabili.

Guarda, ti faccio un altro esempio: su una nota rivista di settore è stato testato un finale di potenza da noi distribuito, di costo contenuto e prestazioni molto elevate: magari non il miglior finale sul pianeta, ma sicuramente un prodotto dal rapporto qualità prezzo molto elevato. Ora, il recensore ha evidenziato una sensibilità del prodotto a carichi particolarmente ostici (peraltro oggi rari), pur riconoscendo il valore intrinseco dell'oggetto.

Pochi mesi dopo, lo stesso recensore testa un finale di potenza multicanale, di altra marca e di costo proporzionalmente triplo, con un comportamento se possibile ancora peggiore su carichi complessi, ma la cosa non viene evidenziata in analoga misura...perchè, per motivi di peso del finale, il recensore non ha utilizzato gli stessi diffusori usati nella prova del nostro apparecchio (che utilizza a casa propria).

Ora, con l'approccio di cui all'inizio, sicuramente si sarebbe gridato alla "rivista prezzolata" o peggio ancora; io non l'ho fatto perchè, oltre a non sussistere il fatto (il peso inserzionistico mio e dell'altro distributore è ridicolo, per cui il "mercenarismo" verso l'uno o l'altro non avrebbe senso, oltre al fatto che stimo il recensore stesso e tutta la redazione), semplicemente mi rendo conto che i recensori, come tutti, sono degli esseri umani e, in quanto tali, non si comportano come automi o computer, e non si può pretendere una oggettività assoluta come da un voltmetro od un oscilloscopio, ma solo l'onestà intellettuale di fare del proprio meglio nell'essere più obiettivi possibile.
Non ultimo, non ho mai avuto modo di ascoltare il prodotto concorrente, e chissà che, facendolo, non mi ritrovi addirittura a cambiare opinione (tipo: è decisamente meglio del nostro, oppure, ma questo è peggio del nostro!)....
In un campo dove la soggettività è decisamente fondamentale, il ridurre la valutazione di un oggetto alla mera analisi dei componenti impiegati sarebbe davvero troppo riduttivo, ed altrettanto falsante circa la realtà oggettiva delle cose.

Rimane il fatto ( e con questo chiudo per non tornare più sull'argomento) che nessuno ci obbliga ad acquistare alcunchè: possiamo comprare sulla base dei componenti impiegati , e mi viene in mente quello spot della famiglia che spalancava qualsiasi oggetto per poi dire "...a scatola chiusa compriamo solo Arrigoni!", e vivere felici, o comprare il prodotto più costoso sul mercato (anche se all'interno ci sono solo due valvole ed una vite) perchè ritenuto il non plus ultra dai guru del settore, e vivere altrettanto felici...l'importante è solo avere il coraggio delle proprie scelte!

Ciao,
Andrea

Solo per precisare Andrea, che io non giudico un apparecchio considerando solo i componenti che utilizza o le misure strumentali rilevate in una recensione, ma semmai tenendo conto anche di queste indicazioni, ponderandone contemporaneamente la validita' circuitale, le filosofie impiegate, il tutto proporzionandolo anche alla classe e al prezzo dell'apparecchio stesso etc etc ....

Probabilmente e' una precisazione per te non necessaria, visto che ci conosciamo e stimiamo, ma siccome mi sembra di intendere che ci sia troppa gente che pensa, ingenuamente ma non troppo con faciloneria atta a "liquidarmi", che il sottoscritto ragioni con una visione limitata, mi sembra giusto farlo presente e disilluderli: i miei giudizi sono ponderati, se volete liquidarmi e/o convincermi che sbaglio ci vuole ben altro, quindi mi aspetto critiche serie.

Un esempio concreto dove il vaglio della componentistica porta a conclusioni che fanno "gridar vendetta" e' quello dove, per spiegarlo in parole semplici, facendo un esempio "ottico" ci si vanta descrivendo una lente di aver usato il componente piu' esterno ultratrasparente e di pregio quando invece gli elementi piu' interni sono di un vetraccio scadente ..........

Potrei fare tanti di questi esempi, ma mi fermo qui, prima che riceva qualche altra sgradevole telefonata :(

Saluti
Marco
 
andrea aghemo ha scritto:
E qui ti dico che nonostante questo tipo di situazione esista, molto spesso il pubblico non accetta di credere che l'oggetto da 3050 euro vada come quello da 12.000, e continua a comprare quello da 12.000 euro.

Beh: se a qualcuno piace buttare i soldi dalla finestra, io non posso farci nulla (se non sperare di essere sotto casa sua quando atterrano :D ).

A volte ci vuole coraggio per accettare le evidenze; ammettere che quel meraviglioso apparecchio che si è acquistato, dal costo sostenibile solo con enormi sacrifici, suoni più o meno al livello di quello che si è appena svenduto per firmare un pò meno cambiali, è durissimo.

Anche perchè, ammettendolo, si da automaticamente uno scossone a tutte le convinzioni su cui si sono costruiti i propri sogni audio/videofili.

Ciao. Aurelio
 
aurel ha scritto:
Cioè, chi produce apparecchi hi-fi è talmente inefficiente da vanificare i buoni progetti?

Però, quando devono fare i conti per calcolare i ricavi, l'efficienza la ritrovano ;) .

Ciao. Aurelio

Aurelio,
nel mondo reale le cose perfette non esistono, nè si possono realizzare, per quanto ci si impegni a fondo. e purtroppo, nelle grosse aziende capita anche che ci si faccia delle "cappelle" non indifferenti nonostante tutti i punti di controllo e verifica di un progetto anche complesso, basti ricordare la Smart che dovettero dotare in fretta e furia di dispositivi elettronici costosissimi per evitare che si ribaltasse o girasse su se stessa anche solo durante un parcheggio.


Tipicamente la grande industria ha dalla sua i numeri produttivi, che consentono di contenere i costi entro limiti ragionevoli e di sviluppare soluzioni impossibili per la piccola azienda, ma è costretta (dalla concorrenza, dal mercato, etc) da altri tipi di briglie, come quelle che ti ho accennato, che a volte riducono la validità di un progetto o addirittura rendono impossibile la persecuzione di soluzioni inusuali.

Per contro, i piccoli produttori possono permettersi di essere originali e talvolta innovativi, ma, proprio per la limitatezza delle risorse aziendali, non possono accedere a determinate risorse o sviluppare soluzioni che necessiterebbero di volumi di vendita enormi per essere ammortizzate.

é la coesistenza di entrambe le realtà, in fondo, che consente al mercato di essere dinamico e perseguire l'innovazione.

Un buon progetto non è tale solo per il fatto di usare componentistica iperselezionata: è dato anche da molti altri fattori.

Anni fa, ricordo, fui costretto a spiegare ad un cliente come fosse necessario ridurre le prestazioni di un prodotto che gli vendevamo, e del quale era pienamente soddisfatto: utilizzava un componente elettronico - che sarebbe stato dismesso di lì a poco dal costruttore - come elemento fondamentale, ed a meno di rifare il prodotto da zero, soluzione imperseguibile per i costi, era necessaro ripiegare su un altro componente alternativo ma che non offriva le stesse prestazioni.

Ad ogni modo, resta pure della tua opinione, ci mancherebbe: in fondo, se avessi ragione tu, vorrebbe dire che sto qua seduto sulle mie natiche a contare i fiumi di quattrini che i gonzi fanno arrivare nelle mie tasche (sic!), e ogni tanto mi viene quasi da pensare che non mi dispiacerebbe neanche tanto, una situazione del genere!

:D :)

Ciao,
Andrea
 
Ultima modifica:
Marco,
se non ti conoscessi e non sapessi come la pensi, non ti avrei dato dei miei diffusori da valutare e non sarei stato ore a discutere sulle scelte del Fosgate, ti pare?

Distinguo solo sul fatto che se le cose cui fanno cenno accadono non è perchè il costruttore abbia agito necessariamente in malafede, ma può essere stato costretto da una serie di ragioni che, a noi che non facciamo parte della sua azienda, non sono visibili!

Che poi la cosa continui ad essere deprecabile, d'accordissimo, ed evidenziamo pure i fatti, ma non partiamo automaticamente dal presupposto che la pecca progettuale o realizzativa sia stata compiuta volutamente nell'ottica di frodare il cliente, tutto qua.

Ciao,
Andrea
 
Microfast ha scritto:
Quello che dici Andrea e' sicuramente la realta' di quello che spesso accade in un'industria.

Pero' a noi audiofili questo interessa assai poco, e' una magra consolazione, ma fortunatamente, grazie ai forum ed agli utenti esperti che vi partecipano, si impara a difendersi, scegliere bene, capire il politichese a volte usato dai recensori e magari a rimediare con il fai da te e con modifiche varie :)

Se ad esempio non lo diceva il sottoscritto, chi avrebbe mai detto se non un'altro hobbysta "fuori dai giochi e dai cori" che in diversi apparecchi costosi, dietro a fieri proclami pubblicitari e non solo, si nascondevano scelte progettuali poco giustificabili e peggio ancora contraddittorie ?

Evviva i forum e chi vi partecipa con passione :)

Saluti
Marco
Straquoto, sono proprio le disquisizioni su qusto forum che ci permettono di smascherare (spesso, purtroppo non sempre:rolleyes: ) parecchie "sole" (come diciamo noi altoatesini) e di non buttare dalla finestra i sudati EURI invano.
Ritornando a bomba, dalle specifiche tecniche del prodotto de quo, quali sono, secondo voi, le catatteristiche, naturalmente solo sulla carta per ora, di questo prodotto che lo fanno essere un hi-end multicanale?
MI spiego meglio, ad esempio, rimanendo in casa Denon, l'ultimo lettore DVD il DVD-A1XV (http://www.denon.it/scheda.php?idare=1&idprod=125) ha, primo al mondo (se non erro) il circuito deinterlacciatore I/P Silicon Optix a 10bit ed un Circuito video scaler DVDO a 10bit.
Ed questo sintoampli? cosa ha di speciale? Naturalemente per ora parliamo solo di caratteristiche tecniche, poi magari all'ascolto farà gridare al miracolo o spartirà le acque del mar Rosso...
Ciao Francesco
 
andrea aghemo ha scritto:


se avessi ragione tu, vorrebbe dire che sto qua seduto sulle mie natiche a contare i fiumi di quattrini che i gonzi fanno arrivare nelle mie tasche (sic!), e ogni tanto mi viene quasi da pensare che non mi dispiacerebbe neanche tanto, una situazione del genere!

:D :)

Ciao,
Andrea

Sei un produttore? Credevo fossi un distributore.

Ciao. Aurelio
 
denon

tutti sappiamo benissimo che bisogna togliere il 20%100 dal prezzo del listino quindi:5200,00 - un pò di sconto se preso in contanti 5000 eurozzi spesi bene.per questa cifra 2 telai nuovi non credo che ce ne siano e se ci sono bisogna sempre confrontare.
come possessore dell'avc a1 sr vi dico che sono molto soddisfatto dei risultati espressi sotto tutti i punti di vista.;)
 
Quello si legge sui forum è molto interessante ma a volte e purtroppo il più delle volte si assistono a discorsi che fanno cadere le braccia. Mi spiego meglio. Capisco perfettamente che il forum dà la possibilità a tutti di dire la propria e questo fatto è bellissimo, poichè finalmente si può discutere tutti insieme di qualsiasi cosa, ma proprio quest'ultimo punto risulta essere il punto debole della catena. Assistiamo a proclami ed argomentazioni su elementi tecnici fatti da molte persone che non riescono effettyivamente a poter dare giudizi in tali direzioni. Non marchiatemi subito come un classista o roba del genere, ma queste posizioni presenti sui forum tendono efficacemente a disorientare le persone che si avviciano ad esso la prima volta. Eliminiamo proclami o battute che non trovano riscontro nella realtà. Appunto di realtà parlavamo. Mandrake, ma come prima eri assolutamente convinto che era meglio il due telai che quotavi ed ora ti chiedi cosa ha di speciale il nuovo Denon? Capisco veramente tutto, ma non capisco come la voglia di partecipare ad una discussione interessante possa portare a tutto il contrario di tutto. Non voglio censurare nessuno, ma quello che penso lo dico sempre. Le argomentazioni fin qui portate avanti sono molto interessanti ma affermazioni....
"ma siccome mi sembra di intendere che ci sia troppa gente che pensa, ingenuamente ma non troppo con faciloneria atta a "liquidarmi".....ti fanno pensare se realmente si discuta fra persone che vogliono intedersi o esista sempre quella voglia di rivincita verso gli altri. Il sottoscritto almeno non vuole liquidare nessuno, esprime solamente le sue idee. Dalla mia ci sono decine di lavori presentati in tempi non sospetti che possono chiarire come la penso. Di aver introdotto un modo di analizzare alcuni prodotti me ne vanto e penso di essere stato fra i primi, in Italia il primo sicuramente, non per questo non si finisce mai di imparare. Non accettò però che il lavoro degli altri debba essere sempre considerato a tal punto da non essere considerato, non so se si capisce cosa intenda. La perfezione non esiste, come non esistono gli apparecchi perfetti, non esistono le recensioni perfette ed i tecnici che effettuano tali recensioni perfetti. Ho incontrato molti progettisti e non mi sono mai sognato di digli "pirla se mettevi quel chip lì il tuo apparecchio suonava meglio", anche se lo sapevo e magari avevo testato la cosa, ma ho sempre cercato di capire la filosofia che era dietro al progetto. I compromessi si fanno sempre e le persone adulte lo sanno perfettamente e quindi ritengo inutile, quando ho il piacere di parlare con tali personaggi, di non tediarli con inutili considerazioni conosciute da tutti. Nessuno vieta di modificare gli apparecchi che abbiamo in casa, anzi questo rende ancora più interessante il nostro hobby stesso. Chi è in grado di farlo, lo faccia e si diverta, io ho iniziato molti anni fa e continuerò fino a che ne trarrò vantaggi sia a livello pratico che mentale.
 
Thread davvero interessante, non entro nel merito in maniera troppo dettagliata perchè non avrei poi il tempo di seguirlo, ma ricordatevi due cose:

1-La prima cosa che insegnano ad un progettista è che quello che progetta deve essere venduto, ci si deve guadagnare e il guadagno deve essere possibilmente il massimo possibile

2-Di conseguenza la filosofia dietro OGNI progetto audio, video, meccanico, elettrico, ecc... è una sola: $$$
 
Tutto giusto, pero' allora la critica, non dico feroce, ma quella giusta, ponderata, costruttiva chi deve farla ?

Forse nessuno ?

Questo perche' non bisogna offendere, progettisti, costruttori, importatori, distributori venditori e neanche disilludere chi ha gia' comprato gli apparecchi ?

Vi soddisfa questo modo di fare ?

Saluti
Marco
 
N. D'Agostino ha scritto:
Mandrake, ma come prima eri assolutamente convinto che era meglio il due telai che quotavi ed ora ti chiedi cosa ha di speciale il nuovo Denon?
Io sono tuttora convinto della superiorità di un due telai soprattutto x la possibilità di upgradare gradualmente la catena AV senza dissanguamenti e d'altro canto non trovo nulla di male di chiedere comunque lumi a chi ne sa più di me su un nuovo prodoto... penso che il chiacchierare su queste cose sia proprio nello spirito di questo forum... o sbaglio..:confused:
Ciao
Francesco
 
N. D'Agostino ha scritto:
Quello si legge sui forum è molto interessante ma a volte e purtroppo il più delle volte si assistono a discorsi che fanno cadere le braccia. Mi spiego meglio. Capisco perfettamente che il forum dà la possibilità a tutti di dire la propria e questo fatto è bellissimo, poichè finalmente si può discutere tutti insieme di qualsiasi cosa, ma proprio quest'ultimo punto risulta essere il punto debole della catena. Assistiamo a proclami ed argomentazioni su elementi tecnici fatti da molte persone che non riescono effettyivamente a poter dare giudizi in tali direzioni. Non marchiatemi subito come un classista o roba del genere, ma queste posizioni presenti sui forum tendono efficacemente a disorientare le persone che si avviciano ad esso la prima volta. Eliminiamo proclami o battute che non trovano riscontro nella realtà. Appunto di realtà parlavamo. Mandrake, ma come prima eri assolutamente convinto che era meglio il due telai che quotavi ed ora ti chiedi cosa ha di speciale il nuovo Denon? Capisco veramente tutto, ma non capisco come la voglia di partecipare ad una discussione interessante possa portare a tutto il contrario di tutto.
fino ad ora ho letto le argomentazioni interessanti senza intervenire, ma ciò che dici mi sembra un po' forzato.
1) il forum è un luogo dove si parla, a volte anche a sproposito, ma comunque animati dalla stessa passione. Dividere la possibilità di intervento tra chi "ci capisce" e chi no non serve. Secondo me si capisce dall'intervento stesso tra chi straparla e chi ha cognizione di ciò che dice.
2) Anche tra persone che "ci capiscono" ci sono teorie e gusti, e non c'è una "verita" ma solo un approssimazione a quella che è la propria idea di suono (fermo restando che un contrabbasso non deve suonare come un violoncello)
3) Le realizzazioni industriali, come le politiche commerciali, non hanno sempre come obiettivo la massima qualità, anzi spesso è il gadget ed il nome altisonante che fanno trend.
4) personalmente la scelta di un "integratone" mi lascia interdetto per l'impossibilità di upgrade mirati, ciò non toglie che se, ad esempio, M. Cicogna parla bene del Denon non debba credergli.
5) tu hai la fortuna di poter testare continuamente ciò che propone il mercato, ma anche tu hai gusti che non necessariamente coincidono con altri che fanno il tuo stesso mestiere.

Quindi secondo me è più positivo per tutti, per chi legge e per chi scrive sul forum, dire la propria. Non credo che siano poi tanti quelli che si disorientano solo perchè alla discussione partecipa qualcuno che dice ca##ate; anzi secondo me non fa altro che aumentare la credibilità di chi invece ca##ate non ne dice.
ciao
 
Michele Spinolo ha scritto:

1-La prima cosa che insegnano ad un progettista è che quello che progetta deve essere venduto, ci si deve guadagnare e il guadagno deve essere possibilmente il massimo possibile

Non è corretto michele, almeno non nel mio caso :)

Io devo Rispettare degli obbiettivi di costo in funzione di quello che produco.

il parametro base è la redditività dell'oggetto.

Se produco un oggetto x che viene venduto a 1000, posso arrivare ad un costo industriale di 500.

Se produco un oggetto y che viene venduto a 2000, posso arrivare ad un costo industriale di 1000.

E comunque è restrittivo come ragionamento ricondurlo ai soldi.

Alla base di un oggetto di questo tipo ci sono logiche estremamente complesse, Il progettista, solitamente non è idiota, il problema di fondo è che non può decidere di fare di testa sua.

Esempio banale: se mi viene chiesto di fare un motore monocilindrico, non posso fare un 4 cilindri, perchè va più forte, o metterci il turbo perchè è più fico, o un cambio a 6 marce perchè 4 sono pochine.

in una azienda c'è un marketing che decide, che caratteristiche deve avere il prodotto e quanti soldi deve costare, che nel mio caso sono sempre troppo pochi....( ma forse sono io ad essere un cattivo progettista!) E ci sono dei progettisti che tentano di rispettare gli obbiettivi di costi, prestazioni e affidabilità richiesti.

Il mondo non è formato da cretini e furbi, ma spesso le logiche di marketing che hanno portato alla realizzazione di certi oggetti, sono diverse dalle caratteristiche che cerchiamo noi.

L'intelligenza, di chi acquista un prodotto deve essere nel saper capire qual'è loggetto che più si avvicina alle proprie esigenze, in funzione dei soldi che si hanno a disposizione.

Tornando all'esempio,

Sbaglia chi si lamenta della rigidezza delle sospensioni di una porsche, e le sostituisce con sospensioni più morbide. Correndo il riscio di compromettere le caratteristiche del mezzo.

Se voleva viaggiare comodo, e aveva 70K euro da spendere, forse era meglio se prendeva una mercedes.

Ilario.
 
mio caro Mariocip.....ciop :D

scusa ma......viene naturale


Ho ben precisato nel mio post che non desidero forzare ne verso un fronte o l'altro, desidero solamente sottolineare che al forum partecipano persone adulte che qualche volta si lasciano andare, forse al tropo entusiasmo diciamo così. Si cerca sempre di colpire qualcuno o qualcosa, altrimenti non si riesce a farsi "leggere", credo solamente che sul forum ci siano molte persone che amano il "celodurismo" per far sembrare gli acquisti fatti come i migliori in assoluto (esistono esempi su questo forum e su altri veramente esemplari),o persone che invece desiderano solamente chiacchierare amabilmente e confrontarsi, o persone che desiderano solo divertrisi ecc ecc. Insomma il mondo è bello perchè vario, ma sono proprio alcuni atteggiamenti che di solito fanno cadere il livello della discussione. Non voglio isolare nessuno lo ribadisco, mi piacerebbe solamente, ed è solamente un desiderio, che sparissero certi atteggiamenti che a me non piacciono. Tutti liberi di pensare che tutti i giornalisti sono dei corrotti e che non caspiscano un tuubo, pero' credo che ci sia un limite alla decenza quando si scrivono certe cose. Il confronto mi è sempre piaciuto, quando scade no
 
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