Fbrighi
Member
Si e no. Il sistema Onyx di Samsung - che io sappia - ancora oggi è l'unico certificato DCI. E non solo perché hanno pagato ma perché, in effetti, è uno dei pochi prodotti ad avere una ricchezza di sfumature adeguata all'utilizzo. Mi sembra di ricordare che la frequenza di pilotaggio dei LED sia di quasi 20 kHz. In ogni modo, oltre allo schermo a Z..........[CUT]
L'introduzione delle soluzioni Wall et similia era in auge già prima della pandemia, quando - in teoria - ancora c'erano le "vacche grasse". Vacche le quali - e chiunque sia "in trincea" nel settore potrà agevolmente confermare - grasse non sono più oramai dal 2007, dato che ad un aumento di fisso e di percentuali lato distribuzione - esacerbatesi specialmente in grazia a situazione simil "cartello", vedi le acquisizioni "pazze" Disney - si è unita una grossissima emorragia di spettatori. Emorragia iniziata con le pay tv e seguita - ben più pesantemente - con streaming ed amenità varie. Già in tempi non sospetti, a proposte innovative di tal genere, sono seguite sonore pernacchie da parte dell'esercente. Anche perchè lo stesso ben ha in memoria quanto vantaggioso sia stato - almeno per lui - il passaggio al digitale...da cui il discorso VPF che già avevo citato.
Prova a fare quattro chiacchere con gli indipendenti. Ma anche coi CFO o controller di UCI o The Space. Non basarti esclusivamente sui soliti noti, social e link entuasiastici: la cerchia di "appassionati" lato esercenti cinema - come noi lo siamo lato home - è esigua. E perde pezzi ogni giorno di più, l'ultimo giusto pochi giorni fa. I numeri - e quindi il potenziale mercato - li fanno le catene grosse. E li, post pandemia, non c'è - nè temo ci sarà mai - trippa per gatti. Come già detto, anche solo un restyle via recovery fund sarebbe un miracolo.
Riguardo muletti, manutenzione eccetera ti sei risposto già da solo: le impalcature ci sono e sono semplici. Ecco, nessun esercente sano di mente - grossa catena a maggior ragione - si sognerebbe allo stato attuale di mettere in conto lavori con impalcature, gente appesa, sostituzioni acrobatiche eccetera per quanto la soluzione sia allettante. Anzi, il target attuale è esattamente l'opposto: niente magazzino, niente lavori strutturali e/o rischiosi dal punto di vista sicurezza - interna o esterna che siano - niente che non si risolva massimo con un cambio di spina. E se accade qualcosa che richiede simili interventi, si preferisce chiudere e non fare nulla. Potrei dirne tante ... accadute ben primadel covid.
Sono anche d'accordo che le soluzioni proposte sono interessanti, acchiappanti, qualitativamente superiori e tutto. Disgraziatamente il mercato cinema attuale e futuro - inteso come post pandemi - non vede la cosa come vantaggiosa. Dove vantaggiosa significa che i soldini cacciati per l'investimento, ne fanno tornare almeno 10 volte tanto. In un panorama di esigui spettatori, margini ridotti e pop-corn venduti a peso d'oro. Non siamo più al tempo della conversione digitale, dove le catene si fregavano le mani per il risparmio che la totale automazione gli portava in termini di personale, i distributori per il costo esiguo di copie e distribuzione e gli indipendenti erano allettati dalle VPF. Adesso come adesso, o la soluzione porta vantaggi economici sostanziali, o non si fa.
A tal proposito termino con una provocazione - che tanto provocazione non è, visto che è tratta da situazione reale. Rendiamoci conto che un noto circuito cinematografico, in tempi molto meno sospetti degli attuali, ha preferito installare poltrone simil sofà "a costo biglietto maggiorato" e rifare il design della zona bar, piuttosto che sostituire i vecchi CMC4 oramai tenuti insieme col fil di ferro. I quali causano fermi sala ad ogni giorno pari. Il cui costo, tra l'altro, è circa 1/4 della spesa sostenuta per sofà e bar. Penso le conclusioni siano presto tratte.
