Come analizzo l’equilibrio tra le varie frequenze di un brano musicale?

Senza finire nel precisionismo fine a se stesso dopo che si è ascoltato musica sinfonica anche su buoni impianti e poi si finisce in sala da concerto, la prima differenza che salta all'orecchio è la presenza immane delle basse frequenze dei contrabbassi ed altro ed gli archi molto più indietro. Quindi che l'impianto di pregio con le quad suoni diverso ( al di là dei soliti discorsi sull'ambiente) non mi stupisce per nulla.
 
@jakob, scusa non ho capito: stai dicendo che tali bassi, tanto in evidenza, corrispondono alla realtà dei suoni ascoltati dal vivo?
Comunque non è soltanto l’impianto di pregio con le QUAD a tirare fuori questi suoni, ma anche quello di mio cugino con le THIEL 2.2.
Entrambi gli appassionati di cui sopra, comunque, martellano a tamburo battente sull’importanza che avrebbe una linea elettrica dedicata all’impianto, una ciabatta “dignitosa” e dei cavi di alimentazione “come si deve”…

Per quanto riguarda il microfono (ma ho idea che serva anche un buon convertitore, giusto?) appena possibile lo acquisterò. Ora mi sto concentrando sull’acquisto di un DAC, perché la mia scheda audio da qualche tempo crea dei disturbi incredibili: praticamente sembra che qualcuno suoni in continuazione uno di quei campanelli dal suono metallico <<EEH - EEH - EEH>>. In più, ogni volta che muovo una finestra o scarico qualche dato, si sente “macinare” tutto dai diffusori. Insomma un disastro.
 
Ma guarda se prendi l'inizio di Zarathustra (R. Strauss) al di là della questione incisione / ambiente etc.. etc.. è incredibile ( al mio ricordo) la differenza appunto tra l'evento dal vivo e l'ascolto a casa -- e la maggiore differenza (per me) è proprio quella che ho scritto prima - ma anche l'inizio della quinta di Beethoven -- molte più basse frequenze e archi molto più indietro --- . Hai dei diffusori di livello (avevo ascoltato bene le minori Blues) -- i finali che hai mi pare siano dei bestioni -- andrei più che altro a lavorare sul pre e Dac. Non credo (sono scettico anche se semi) che la linea di alimentazione sia così determinante. Quando con Diablo provammo il suo finale AA suo usammo il sugden come pre (che era ormai a bistecchiera) e il Dac era quello del koala -- rispetto al sugden puro (a parte l'ovvia questione della potenza) non è che vi era uno stravolgimento del suono. Io ho preferito il sugden solo ma per la verità AA gli stava dietro eccome.

Jakob
 
che differenza c'e' tra fare uno sweep e mandare un rumore con tutto lo spettro contemporaneamente?
Se la intendi dal punto di vista fisico direi che sono due cose completamente diverse, il primo è composto da una frequenza unica che viene variata in modo continuo, il secondo sono tutte le frequenze audio emesse contemporaneamente.

La differenza circa l'uso è altrettanto abissale.

Il primo (lo sweep) non può essere usato per fare una analisi spettrale in tempo reale, ci vuole il tempo impiegato a fare tutta la spazzolata, questo tempo non deve neanche essere troppo breve perchè ci sarebbe il rischio di non riuscire ad eccitare le risonanze di un ambiente, specialmeme alle basse frequenze, falsando così il risultato.

Per fare le cose per bene ci vuole una sweppata molto lenta così da permettere che si verifichi il fenomeno suddetto; se poi parliamo di analizzatori analogici (anche un banale fonometro) entra in gioco anche la costante di tempo del raddrizzatore.

Con il rumore rosa, invece, si può fare l'analisi in tempo reale, quindi variando la posizione di un diffusore si può vedere contemporaneamente la variazione della risposta nel punto di ascolto.

Per calcolare il tempo di riverbero è maggiormente adatto l'impulso, che va bene anche per tutte le altre misure, ma anche lui ha il difetto di non permettere l'analisi in tempo reale, anche se il tempo necessario ad effettuare la misura è molto più veloce della sweeppata e dipende praticamente solo dalla velocità del PC con cui si fa la misura.

Con l'impulso e tramite appositi algoritmi si possono ottenere tutti i dati che servono.
 
Ultima modifica:
In ogni caso basta un normalissimo DAC, anche quello di una scheda audio decente, più che altro per questioni di rumore di fondo (al limite verificata con RMAA).

C'è da tener presente che l'errore nella misura introdotto dalla capsula sarà sicuramente maggiore di quello introdotto da un DAC normale, pertanto la cosa più importante è che ci sia sempre un file di calibrazione, che indica l'errore di lettura alle singole frequenze, file (o foglietto) che, ricordo, deve essere riferito al microfono che si ha in mano, identificato dal numero di serie.

Pertanto non va bene il file di calibrazione generico, ricavato facendo la media tra un numero più o meno grande di microfoni dello stesso modello.

Questo se si vogliono fare le cose per bene (molto bene).

Ad essere precisi il file di correzione è un conto, la "calibrazione" è un altro, in questo secondo caso si ha anche la sensibilità del microfono in oggetto, questo per permettere di rilevare il valore reale di SPL (Livello di Pressione Sonora) cosa che, per i nostri scopi, ha poco interesse.

A meno che non si voglia essere assolutamente certi di avere una emissione con un certo SPL ad una certa posizione della manopola del volume, cosa che trovo di solo interesse accademico (ascoltare a 75 dB con manopola posta sullo zero in una stanza di 3x3 metri solo perchè "è lo standard" ha poco senso, anzi).
 
Allora qualche sera fa sono tornato con mio cugino dal di lui amico, quello con l'impianto di alto livello. Le QUAD avevano lasciato il posto a una coppia di THIEL 6.0 (80 kg l'una) e, questa volta, il tutto era stato finalmente allacciato al lettore CD. Ho così potuto riprodurre il solito brano di Ai Confini Della Realtà che tanto mi tormenta ormai da mesi...
Ebbene se con le THIEL 2.2 sentivo questi colpi emergere così poderosamente, immaginavo che in questa occasione le THIEL 6.0 mi avrebbero addirittura travolto... e invece sbagliavo! La grancassa è rimasta buona buona e la si sentiva pressapoco come nel mio impianto -in particolare il colpo a 0:19 era piuttosto fiacco. Mah...

Insomma qui il dubbio e l'incertezza crescono. Motivo in più per acquistare, appena possibile, il famoso microfono.


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PICCOLO SFOGO

Anche se non c'entra nulla, aggiungo che sia mio cugino che l'amico di lui sono due gran rompic*****ni: il primo dice che mi mancano i bassi perchè i cavi della linea elettrica da 1.5 mm sono una porcheria che non permette neanche lontanamente di valutare la qualità del mio impianto... e allora perchè dal suo amico questi ca**o di bassi non si sentono !?

L'altro (l'amico di mio cugino) dice che ho sbagliato a comprare "cineserie" (con riferimento a Xindak) che sono soltanto mer*a, non valgono nulla rispetto ai grandi marchi americani e bla bla... il tutto naturalmente senza mai avere ascoltato la mia "cineseria".

Entrami mi hanno fatto un mazzo incredibile perchè secondo loro un'alimentazione dedicata dal contatore all'impianto corrisponde all' ABC dell'alta fedeltà. Altrimenti è preferibile lasciare tutto spento.

Un'altra perla è che, secondo l'uno o l'altro, aver scelto di acquistare come primo componente dell'impianto i diffusori è stato un errore colossale.

Il fatto poi che adesso io sia in procinto di acquistare un convertitore -anche al di là che sia cinese- è un altro errore colossale. PRIMA LA LINEA ELETTRICA!!! (Che poi la mia scheda audio produca disturbi osceni non conta ovviamente niente. Figuriamoci.)

Un altro particolare interessante è che uno dei due consideri la musica liquida qualcosa di simile al male assoluto, e preferisca invece ascoltare registrazioni digitali stampate su vinile.

La cosa forse più ridicola (nel senso di simpatica) riguarda le sparate sulle percentuali:<<Questo mobiletto per appogiare le elettroniche mi ha fatto guadagnare un 20% di qualità>> ma se ne andassero affan...

Per carità, a me manccheranno pure esperienza e competenza, ma certi palloni sarebbe il caso si sgonfiassero un pochino.
 
Lasciali al loro viaggio.
Guarda avanti.

Non dico che sia un concentrato di fisime audiofile ma poco ci manca. Quelle menzionate sono piu' affinamenti che migliorie
su questo livello di impianti hifi. Quando uno vede la luce con il cambio di mobile e' meglio dirgli di si, girare i tacchi e andarsene.

Poi ricorda che e' il diffusore l'anello fondamentale e la sua interazione con l'ambiente , da li' a scendere con componenti adeguati.
 
Allora, per me va benissimo fare qualsiasi prova (non so quanto mi costi tirare un cavo di corrente schermato da 4mm con tre poli, ma insomma...) però certi presunti esperti dovrebbero darsi una calmata. E' soltanto una questione di civiltà.

Stanno lì a gridare allo scandalo perchè una sorta di piatto di non so quale materiale, da interporre tra il vinile e il giradischi, crea (a loro dire) differenze sonicamente mostruose rispetto a un altro interpiatto molto simile al primo se non per via del colore...

Poi ascolto questa grancassa, che nell'impianto del cavofilo 1 si sente molto, in quello di cavofilo 2 decisamente meno, e vien fuori che nessuno dei due spaccamarroni, in quarant'anni di grande esperienza audiofila, ha mai fatto una misurazione che sia una, per sapere quale sia la risposta in frequenza del loro impianto nel loro ambiente.
E perchè mai? Risposta:<<eee... ma non serve a niente, riesci a sentirlo da solo, lascia perdere che perdi tempo per niente>> e via dicendo.
 
A che pro il cavo di alimentazione schermato? Addirittura dal contatore?
Per non far uscire le interferenze? o per non farle entrare?
Nel primo caso il campo magnetico prodotto è molto debole e praticamente ininfluente, nel secondo caso le interferenze entrano dalla fonte, non sicuramente nel tragitto contatore-presa, in caso contrario la qualità AV sarebbe l'ultima delle tue preoccupazioni... ;)

Per quanto riguarda le dimensioni del conduttore elettrico, tutto deve essere proporzionato al consumo di elettricità del tuo impianto.
Quanto assorbe il tuo impianto?

PS: quella del mobiletto è da incorniciare! :D
 
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Non saperi dirti di quanta corrente abbia bisogno il mio impianto allo statto attuale, se è questo che intendi. I miei due Xindak, comunque, dovrebbero erogare 250 Watt l'uno.

Chiedi il perché del cavo schermato da 4mm, dal contatore? Ti do un paio delle loro risposte:

1. Perchè altrimenti l'impianto è spompo, non va, non sostiene i suoni. E' inascoltabile.
2. Perchè, adesso, è come se io stessi alimentando grandi atleti, che avrebbero bisogno di molta energia, con una pappettina schifida e scarsamente nutriente.
Poi ci sono le interferenze con elettrodomestici, campi magnetici ecc.

Ripeto comuqnue che, a meno di non spendere cifre troppo alte, una prova la farò di sicuro.

Sta comunque di fatto che questi personaggi appoggiano le pietre magiche (perchè ci sono pure quelle) sopra alle elettroniche, ma non sono interessati a conoscere la risposta in frequenza dei loro impianti.

Va be, insomma, ognuno ha i propri limiti. E lo capisco.

Ciao
 
...i passaggi cruciali ai fini di un altro test si trovano a 01:08, 01:13, 01:18, 01:23, 01:28, 01:34 e 01:38 (tremenda, quest’ultima botta!)...
Sono esterrefatto: ieri sera ho ascoltato i titoli di testa di Signs a casa di un amico il quale possiede una coppia di diffusori RCF BR 4036 (costo: 150 euro circa). Ebbene nei punti già citati ho potuto udire dei bassi terrificanti, ben più esuberanti di quelli sentiti dalle THIEL 2.2.
L’ultimo colpo in particolare ha una coda tremenda che, a orecchio, non sembrava per niente un rigonfiamento.
Va detto che i diffusori si trovano a ridosso della parete posteriore, ma il rinforzo dei bassi conta fino a un certo punto. Per le prove che ho eseguito io stesso direi che la parete di fondo, più che rinforzare i bassi, tende a renderli più confusi, ma il corpo del basso resta sostanzialmente quello che è.

Per carità vale sempre il discorso delle misure da eseguire (e prima o poi lo farò), ma riscontrare certe differenze lascia davvero storditi.:hic:
Qui da me al momento sono riuscito a dare una pulita al suono grazie ad alcune correzioni acustiche -che continueranno; ma se i bassi che dovrebbero uscire son quelli ascoltati ieri sera non basterebbe un miracolo.
 
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Guarda che i bassi terrificanti, come li chiami tu, generalmente sono frutto di picchi nella parte bassa dello spetto acustico.
Anche io avevo bassi portentosi nella mia sala ht, per poi scoprire che a 40Hz avevo una "gobba" di circa +10 dB.

Visto che sei un amante delle frequenze basse, forse per te sarebbe meglio non rilevare e equalizzare niente, potresti rimanere deluso... ;)

Tanto per farti capire:
Il grafico rosso è quello che mi garantisce, ascoltando musica film, bassi profondi e molto "presenti"

2aagggx.jpg
 
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Ciao Martino, il tuo intervento mi rincuora. Ammetto che i bassi siano belli da ascoltare; se tuttavia scoprissi di essere io ad ascoltare nel modo più corretto, riuscirei a sentirmi finalmente in pace.

Mi chiedo se sia il caso di acquistare il famoso microfono, con il problema di doverlo calibrare e senza sapere con quale tipo di materiale fonoassorbente intervenire, tantomeno in quali punti della stanza collocarlo.
Ho idea che sia preferibile, anche riguardo i costi, rivolgersi a qualche tecnico per una consulenza, come ha fatto per esempio questo appassionato: La sala di Marco a Carpi

Se a te o ad altri utenti interessa fare una prova, ho appena ricaricato il file già citato: SIGNS
 
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acquistare il famoso microfono, con il problema di doverlo calibrare
Il microfono non lo devi calibrare tu, assieme al micro viene fornito un file con i dati di calibrazione che andranno inseriti nel programma di misura, oppure il microfono è abbastanza lineare di per sè e non è necessario; per questi usi a livello amatoriale un buon microfono anche non calibrato può andar bene, il Behringer 8000, ad esempio, non è calibrato, ma va benissimo, quello fornito con AUdyssey non è calibrato, ma va va benino anche lui.

senza sapere con quale tipo di materiale fonoassorbente intervenire, tantomeno in quali punti della stanza collocarlo
Di questi argomenti si è già parlato a iosa anche in questo forum, per le nozioni basilari basta che vai a leggerti un po' di risposte e troverai sicuramente le info necessarie.

D'altra parte se decidi di percorrere la strada del'equalizzazione attiva potresti fare a meno di quella passiva e non avresti tali problemi (anche se una buona correzione passiva non sarebbe male, ma questo è un altro discorso).
 
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