Io stavo parlando di altro. Di come l'audiofilo e il musicista interpretano l'ascolto , tu di come il musicista possa tendere ad avere i "vizi" dell'audiofilo medio.
Secondo me è la stessa cosa, sempre d'interpretazione si tratta: interpreta il musicista, interpreta lo strumento, interpreta il microfono che registra, interpreta l'ingegnere del suono, interpreta la catena audio che riproduce ed interpreta l'orecchio che ascolta. In tutto questo parlare di fedeltà è chiaramente una chimera per chiunque.
Il musicista puo' avere familiarità con gli strumenti ma se non è audiofilo non saprà quali altri elementi della catena sono chiamati in causa nel processo. Mentre invece un "audiofilo senziente" dovrebbe saperlo. Potrei farti decine di esempi di incisioni che hanno una timbrica ben definita a seconda del periodo storico e della casa produttrice (tecniche di registrazioni, microfoni e così via). E allora a quel punto anche se lo strumento è verosimile magari la fedeltà dell'impianto non è in realtà fedele ad una registrazione, e così' via.
Poi c'è un altro problema, a quale livello d'ascolto si fa riferimento? Facile rendere in una stanza non eccessivamente
grande con una traccia da pochi strumenti, quasi priva di dinamica impegnativa, più difficile farlo con un complesso sinfonico, in una stanza di 35mq e coi 105db del pieno orchestrale e i pianissimo. L'impianto ne è capace?
Infine c'è un livello di specializzazione sul genere musicale che alle volte inganna, ci sono impianti che suonano bene con qualche specifico genere musicale, ma che rivelano limiti palesi con altri. Anche un metallaro è un musicista, come tutti sarebbe autorizzato a dire la sua su una registrazione di batteria, cosa che praticamente elimina in un sol colpo parte delle proposte del mondo HI-FI. Magari lui anzichè le Harbeth o le minima prenderebbe altro. Nelle mia concezione invece un impianto deve essere versatile.
Non se ne esce, nessuno ha le facoltà per mettere la parola fine, ci possono essere pareri più o meno autorevoli ma restano tali, altrimenti a quest'ora esisterebbe solo un produttore che ha chiaramente battutto tutti gli altri.
Tanto per capirci, estratto dall'articolo di prima:
Listeners with identical hearing acuity and identical standards of judgment will usually be highly critical of different aspects of a system's performance. Thus, expert A may be terribly, terribly critical of what happens in the high treble range, expert B may be hypercritical of bass, and expert C may have a Thing about middle-range smoothness or "coloration."
We can see how this might influence their judgment of, say, a loudspeaker system. If it is a bit rough at the top, smooth through the middle range, and bass-shy, expert A won't like it much; it will offend his critical ear for treble. Expert C won't be too crazy about it either, because of the low-end deficiency, but expert B, even while admitting that "the top isn't as smooth as I have heard," and "the low end leaves a little bit to be desired," will just as likely sum it up as "one of the most natural, musical-sounding speakers" he has tested.
E torniamo al solito problema della relatività del giudizio.