Preferite il suono Caldo-Musicale o Analitico-Dettagliato?

Preferite il suono Caldo-Musicale o Analitico-Dettagliato?

  • Caldo-Musicale

    Voti: 75 57.7%
  • Analitico-Dettagliato

    Voti: 55 42.3%

  • Votatori totali
    130
No, mi sembra che il thread stia andando nella giusta direzione. Si lamentano ma alla fine scelgono. :D

potremmo star cui a dire la nostra ore e ore però credo che l'alta fedeltà consiste nel riprodurre nella più precisa maniera possibile lo strumento,senso del realismo come ad un concerto dal vivo o meglio avvicinarsi il più possibile. In poche parole avere un orchestra davanti a noi mentre ascoltiamo la musica. .l'alta fedeltà deve dare questo ill..........[CUT]

Sono d'accordo ma non tutti sono concordi sul come ottenere questo effetto. :)

Ad esempio col mio impianto mi sono sforzato di ottenere un soundstage ampio e profondo, sacrificando un po' di dettagli e focus sui singoli strumenti. Eppure il risultato finale a me piace molto e l'effetto orchestra è presente soprattutto a volumi verosimili. Avendo ottimizzato la catena in modo da rendere gli alti leggermente gentili/mielosi/suadenti evito di assordarmi le orecchie anche nei passaggi più tosti.

Per altri questa "limatura" degli alti rappresenterebbe una mancanza di dettagli. Eppure in alcuni impianti noto la fatica d'ascolto nel momento in cui gli alti sono molto pronunciati col risultato che non puoi alzare a livelli orchestrali oppure nei passaggi altamente dinamici li sento troppo invadenti.

Altro discorso è il basso orchestrale, c'è gente convinta che la musica classica non abbia i bassi! :eek:
In alcuni impianti quando vanno gli strumenti a percussione sembra quasi che il musicista abbia cura di frenare prima di toccare la membrana dei tamburi/timpani. :asd: Per me non è così, come dal vivo l'impatto della percussione deve esserci tutto, ecco perchè non mi dispiace avere un basso profondo, dinamico e sufficientemente veloce da non impastarsi eccessivamente (un po' d'impastamento fa parte della natura dello strumento). Per altri guai avere un basso troppo pronunciato che coprirebbe il resto dello spettro sonoro! Ci vuole un ipercontrollo e asciugatura sul basso, anzi se usi un due vie che i bassi li fa tendenzialmente meno è anche meglio. :D

Questo per ribadire quanto sia soggettiva la percezione della musica dal vivo e il gusto personale in campo HI-FI.
 
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Personalmente ritengo che per parlare di fedeltà ci vuole una lunga esperienza in studio, in teatro e ai concerti in generale
e poi dopo davanti all'impianto!

Parlando in particolare dei live trovo invece che nelle incisioni venga registrata la performance "assoluta" (passatemi il termine), ma non la resa della stessa nell'ambiente dove è stata eseguita.

Per cui la "fedeltà" dell'impianto è alla registrazione ma non all'interpretazione live che realmente hanno percepito gli ascoltatori in poltronissima ad esempio.
 
Per cui la "fedeltà" dell'impianto è alla registrazione ma non all'interpretazione live che realmente hanno percepito gli ascoltatori in poltronissima ad esempio.
Questo dovrebbe essere scontato. Anche perchè esistono dei limiti tecnici nelle registrazioni, si perde qualcosa nella traduzione e anche se il tecnico audio cerca di sopperire in sede mi mixaggio/mastering i limiti sono palesi.

Tuttavia tanto più è valida la registrazione e tanto più il contenuto musicale sarà simile all'esperienza "live".
Dato che spesso non sappiamo come è stata fatta la registrazione che ascoltiamo dobbiamo farci un'idea di come sia l'impianto usando una media delle varie registrazioni di prova che utilizziamo.

Non volevo mettere sul tavolo le registrazioni e le loro caratteristiche, quelle sono la fonte, a me interessano i mezzi per riprodurle. E' qui dove si stabilisce la preferenza di ciascuno di noi, invece sulle registrazioni non ci è consentito scegliere (non è del tutto vero ma passatemela per buona).
 
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Il tutto non era per andare OT e incentrarmi sulla registrazione ma era per dire che se non si ha una solida "esperienza" con l'ascolto live fosse anche canto e piano come fa il nostro orecchio/cervello a pesare la fedeltà?
fineOT :D

Tuttavia tanto più è valida la registrazione e tanto più il contenuto musicale sarà simile all'esperienza "live".
secondo me no, ma qui andiamo veramente OT! Ci sarebbero i DSP ad aggiungere alla registrazione la componente acustica dell'ambiente ma secondo me sono solo artifizi inutili e anche fastidiosi! fine secondo OT :D
 
Il tutto non era per andare OT e incentrarmi sulla registrazione ma era per dire che se non si ha una solida "esperienza" con l'ascolto live fosse anche canto e piano come fa il nostro orecchio/cervello a pesare la fedeltà?
fineOT :D

Il casino vero è che anche gli strumenti e le voci cambiano. Hanno timbriche differenti anche a seconda di dove sono posizionati. Se creano suoni all'aperto o al chiuso in un ambiente acusticamente prestante. :D

Lì bisognerebbe fare un distinguo tra registrazione in teatri, auditorium e registrazioni in studio. Chiaramente per la musica sinfonica orchestrale spesso i luoghi di registrazione e ascolto live coincidono tranne per l'assenza del pubblico.

Secondo me i DSP sono inutili e dannosi se il lavoro di registrazione è fatto bene.
 
Incredibile!! Sono d'accordo con Diablo.

E' vero una solida base di ascolto di eventi live aiuta e di molto ad affinare l'orecchio e quindi a muoversi con più sicurezza nel mondo Hi fi. Penso che nelle registrazioni di musica classica come anche nel jazz - fusion etc.. veramente ormai il livello delle incisioni è alto (2 - 3 esempi di miei acquisti recenti: sunken condos di Donald Fagen - In Stride degli Oregon - Haendel variations (Paolo Restani).

Inoltre si ascolta quando siamo predisposti -- non è detto che in sala ciò avvenga. Raramente nell'evento live ho la testa libera come a casa. Per me poi meno si lavora sul segnale e meno elettronica c'è -- tanto di guadagnato

Trovo interessante l'equilibrio nel sondaggio. Sono in attesa di Foxtrot anche -- mi piace sempre il suo originale punto di vista.

Jakob

Jakob
 
Il parziale è interessante anche perchè registra un equilibrio che rimane costante dall'inizio del thread: un leggerissimo vantaggio dei caldi-musicali.

Ma non ancora statisticamente significativo, quindi votate! C'è ancora spazio per il recupero :D
 
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Grazie dell'apprezzamento, Jakob: mi hai reso orgoglione! :)
In realtà mi sono già espresso a favore di un suono... "caldo e musicale".
Certo che l'intervento di Antani ha un po' rimescolato le carte, con la tendenza a identificare il suono dettagliato e analitico con il concetto di fedeltà all'incisione.
Una volta accettato tale assunto, son dell'idea che non ci sia più partita: quale appassionato può serenamente sposare la rinuncia a un suono fedele? Forse pochissimi border-line come me (ma qui servirebbe aprire un lungo capitolo a parte, vista la complessità delle argomentazioni che sarei costretto a esporre: e chi me lo fa fare?).
Come spesso capita, è prima di tutto una questione di linguaggio: la difficoltà di attribuire un significato univoco ai termini che utilizziamo per descrivere determinate sensazioni uditive* è parsa evidente in diverse discussioni, qui come in altri forum.
Tento di proporre allora un'ulteriore riformulazione del quesito iniziale (poi basta, però, eh!).
I due impianti fra cui DOVETE scegliere sono entrambi validi, alle misure risultano piuttosto lineari, non hanno i difetti grossolani elencati da Enzo nel commento #35, solo che...
Il primo è un filo meno aperto, dettagliato, radiografante; ha un suono più fisico, più d'impatto, più corposo.
Il secondo, per converso, vi spiattella lì una marea di dettagli, ma è quel cicinìn più... vuoto, etereo.
Non so se detta così si avvicina alle intenzioni del diavoletto. Di sicuro alle mie, sì.

*Ad esempio, leggo spesso espressioni simili a "basso SECCO e potente", con connotazione fortemente positiva.
A me quel "SECCO" attribuito alla gamma bassa va per traverso: lo posso accettare esclusivamente in caso di "slap" del basso elettrico. Capisco che quel termine abbia oggi assunto la valenza che aveva la parola "frenato" parecchi anni orsono, come a dire che mancano fastidiose code fuori controllo; sì, lo capisco, ma non riesco proprio a digerirlo, non mi suona (è proprio il caso di dirlo!) niente bene.
A me "secco" evoca (orrore!) una fastidiosa mancanza di dolcissime, morbide, gradevoli armoniche...
 
Il primo è un filo meno aperto, dettagliato, radiografante; ha un suono più fisico, più d'impatto, più corposo. Il secondo, per converso, vi spiattella lì una marea di dettagli, ma è quel cicinìn più... vuoto, etereo.
Non so se detta così si avvicina alle intenzioni del diavoletto. Di sicuro alle mie, sì.

Abbastanza, anche se sono convinto che specificare ulteriormente sia rischioso e diventi più criticabile e opinabile. Diciamo che considero come conseguenze delle macro-caratteristiche del sondaggio alcune caratteristiche che hai specificato ora.

Altra conseguenza che si potrebbe tentare di visualizzare è il discorso della piramide. Non è contenuta nei libri della bibbia, trattasi di una esemplificazione che a volte mi capita di fare per la descrizione di come suona un diffusore/impianto.
Sostanzialmente il suono può apparire come piramidale o a piramide rovesciata.

Piramide = basso-largo, medio-medio, alto-stretto (accostabile più spesso al prototipo del caldo-musicale)
Piramide rovesciata = basso-stretto, medio-medio, alto-largo (accostabile al Dettagliato-analitico)

Non sempre sono piramidi perfette, poi c'è anche la variante a Clessidra: basso-largo, medio-stretto, alto-largo
La condizione ideale di non piramide, cioè di medio su tutto ovviamente è difficilssima da ottenere ma c'è da questionare se sia o meno anche quella una caratterizzazione della forma del suono.
 
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E in tutto ciò gli audiofili come vedono il discorso DRC ovvero correzione attiva, ottenibile con strumenti e software diversi (Trinnov, Sintoampli con i vari ARC Audissey etc, Computer con DRC o Audiolense o Dirac tanto per citare i più famosi) con cui si può scegliere una curva target a piacere???

Ovviamente tra questi c'è chi lavora meglio e chi peggio...

Io, dato un impianto ottimizzato al meglio delle sue possibilità, in un ambiente trattatato al massimo delle possibilità (economiche e di fattibilità) /voglia.....lo vedo bene...considerato che ormai, grazie alla potenza dei processori, agli affinamenti dei programmi, al fatto che ormai si può fare tutto in digitale volendo anche a 192/24, in pratica ci si può cucire addosso il suono desiderato
 
Non credo sia del tutto in tema con il thread.
Di solito sono visti come l'ìincarnazione del male. :D

Perlomeno nell'uso stereo anche per me sono aboliti, non voglio equalizzare nè modificare ciò che esce dal mio impianto. Per quanto riguarda l'HT invece possono essere utilizzati.
 
Ciao. Per la musica due canali, DSP anche per me assolutamente banditi. Io alla fine la calibrazione del sintoampli la ho tolta anche usando il multicanale, sarà che magari l'ambiente non è molto problematico, che il sub lo tengo appena accennato e che ascolto sempre a volumi medio bassi, ma dopo varie prove ho deciso che preferisco il suono così, come natura crea.
Per la musica concordo in pieno che l'ascolto live sia l'unica vera pietra di paragone.
A proposito di ascolto live, se mi si consente l'OT, lunedì scorso ero al concerto di Pino Daniele all'Arena di Verona: orchestra sinfonica di 50 elementi più tutta la band elettrica dei tempi d'oro, James Senese compreso, e repertorio dalle origini a metà anni 90, cioè la parte buona della torta. SPETTACOLO!
P.S peccato solo per gli ormai immancabili ospiti: l'unica degna la Mannoia, il resto (Emma, Elisa, Renga) inutile rumore di fondo. C'era anche Mario Biondi, un può fuori fuoco a dire il vero.
 
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repertorio dalle origini a metà anni 90

Atroce invidia!
E il suono, il suono, come era?

...

Mah, perché non ho più la minima voglia di mettermi lì a trafficare (sbattone vs. "chi si accontenta..."), altrimenti sarei molto curioso di testare la possibilità di intervenire a piacere sul suono con quegli aggeggi (che non conosco per nulla) di cui parla Guido e... Scomed99, se ricordo bene).
Non foss'altro che per rendere più godibili (se non più realistiche) tante incisioni, con caratteristiche così variabili e altalenanti.
 
Lasciamo stare quersto discorso dei DSP altrimenti usciamo troppo dal tema.

Più interessante il discorso sulle incisioni variabili, secondo me il prototipo d'impianto caldo-musicale digerisce meglio tutte le incisioni.
 
Sento i miei vinili-cd anche con un altro impianto da battaglia:
- amp kenwood k50 da 50 w
- casse autocostruite con altoparlanti di TV Grundig anni 60 in carta :eek: ellittici, bass reflex
- cavi di potenza con filo elettrico da 1,5 mmq intrecciato
- gira Akay con stanton 681,
- in vecchia casa con pareti da 70 cm...
tutta roba di almeno 35 anni e di valore prossimo agli 0 €...
Beh, il suono che ne esce, specie sui vinili, è + caldo del set in firma,
credo + che altro per merito delle vecchie pareti ( metà '800)
e quasi mi soddisfa di +!
Sicuramente con rapporto Q/ prezzo molto + alto :D ....
 
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secondo me il prototipo d'impianto caldo-musicale digerisce meglio tutte le incisioni.

Questo però potrebbe portare acqua al mulino della tesi-Antani.
Vale a dire: forse digerisce meglio tutte le incisioni perché meno rivelatore di difetti (e pregi?), cioè meno fedele?

Anche il commento di Pied può far sospettare qualcosa in tal senso.
Non è che quell'impianto "quasi più soddisfacente" si limiti ad attenuare determinate frequenze (acuti e bassi), dove si annidano asprezze e possibili cause di rimbombo?
Chiedo, eh...
 
Lasciamo stare quersto discorso dei DSP altrimenti usciamo troppo dal tema.

Più interessante il discorso sulle incisioni variabili, secondo me il prototipo d'impianto caldo-musicale digerisce meglio tutte le incisioni.

Più che DSP che può trarre in confusione (effetti di ambienza, creazione di canali che non esistono) bisognerebbe parlare di sistemi DRC (digital room correction) che differiscono poi dagli equalizzatori tradizionali

So che sono visti come il fumo negli occhi in ambito 2 ch, però possono incidere notevolmente sulla qualità del suono....accorciano le code dei bassi, linearizzano la risposta e fanno emergere cose che un ambiente non trattato o trattato poco non faranno mai uscire dai diffusori......una volta nella vita un ascolto del proprio sistema ambiente-impianto con un BUON sistema DRC che non sottragga nulla al messaggio sonoro (anzi...) va fatto!:D

Magari trasforma un suono "caldo" (medioso e gonfio sui bassi) in uno "freddo" (corretto e senza enfatizzazioni) senza cambiare impianto!:D

Con questo concludo sui DRC e non torno più sull'argomento:D
 
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