Il "come" lo implementino i vari costruttori non lo si può dire con certezza se non effettuando delle misure, però il concetto su cui si basa è abbastanza semplice.
Il tutto è nato per chè, come tutti sanno, l'orecchio umano, lungi da essere quello strumento perfetto come imprudentemente dichiarano molti puristi, ha, tra i vari difetti, quello di variare la propria risposta in frequenza in base al livello sonoro.
In pratica l'orecchio umano è fatto in modo da essere massimamente sensibile alla gamme centrale di frequenze (1kHz - 5 KHz ca.), quella della voce umana (la motivazione è abbastanza comprensibile), specialmente ai livelli molto bassi la sensibilità alla gamma più bassa ed a quella più alta cala drasticamente, man mano che si sale di livello la curva di sensibilità del'orecchio tende a linerizzarsi anche se rimane sempre una certa qual sensibilità maggiore in gamma media.
Pertanto se ascoltiamo un brano anche inciso perfettamente, nel migliore dei modi, a livello basso per forza di cose ascolteremo molto bassi questi due estremi di banda, sentiermo molto di pù la gamma centrale, questo anche con i cavi all'epigurio rinforzato e posati su appositi supporti di legno di sequoia secolare.
Negli anno 30 Fletcher e Munson, sulla base di ricerche statistiche ricavarono le loro famose curve (sottoposte a revisione qualche anno fa) che illustrano molto bene come varia la risposta dell'orecchio, date una occhiata all'immagine allegata al fondo del post.
Vedete benissimo come ai bassi livelli ci sia una notevole perdita di sensibilità, partiocolarmente in gamma bassa.
Per ovviare a questo "problema" vennero proposti vari circuiti correttori, dai più semplici ai più complessi, solitamente si tratta di una rete RC collegata ad una presa intermedia del controllo di volume in modo far variare la risposta dell'amplficatore in modo contrario a quelle curve, variando l'intervento in base alla posizione della manopola stessa, massimo interventoi ai bassi livelli e diminuzione fino ad esluderlo verso metà della corsa.
Esiste una variante in cui si inserisce una manopola apposita che controlla l'intervento quindi l'utente lo può regolare come meglio crede, indipendentemente dal volume di ascolto.
Nella maggior parte dei casi è presente la possibilità di escludere l'intervento (per i puristi, che però non si accontentano ed hanno preteso l'abolizione del circuito).
I controlli di tono, anche quelli più sofisticati con possibilità di variare la frequenza di lavoro e la pendenza non si prestano a controbilanciare le curve dell'effetto citato.
Uno dei motivi per cui nella control room di uno studio di registrazione si tende ad ascltare ad alto livello è anche questo.
Avevo letto non molto tempo fa su AR che c'era un timido ritorno all'inserimento di tale circuito anche in ampli di pregio e fama (idem per i controlli di tono), il tutto ovviamente escludibile, e la cosa era vista, giustamente, in modo molto favorevole.
Un po' di saggezza ogni tanto non guasta.
Ciao